In questi giorni sui giornali si è parlato molto dei Candidati alla leadership del Partito Democratico. Dopo la discesa in campo di Franceschini, anche Bersani ha ufficializzato la sua candidatura, alla quale è seguita quella del "laico" Ignazio Marino. Da tempo era il lizza anche il "giovane" Mario Adinolfi. Non si escludono altri partecipanti.
Poco però si è parlato del METODO di elezione del nuovo segretario. Si sà che saranno tenute le primarie, si sà anche che nei prossimi mesi sarà celebrato un congresso. Se però si va a vedere nel dettaglio COME verrà eletto il successore di Franceschini si rimane ALLIBITI.
Brevemente, nel Congresso ci sarà una prima "cernita" dei candidati. Gli iscritti democratici infatti decideranno i partecipanti alle primarie. Solo chi avrà raggiunto almeno il 5% dei voti degli iscritti potrà concorrere alla "elezione popolare", le cosiddette primarie, organizzate piu o meno come quelle che elessero Veltroni. Ma... c'è un "ma" grandee una casa. Questo regolamento ALLUCINANTE non prevede infatti una situazione come quella creatasi proprio in queste settimane e cioè la presenza di due candidati forti che rischiano di spaccare il partito e l'elettorato. Se nel caso di Veltroni, nel 2007, gli altri candidati (Bindi, Letta, Adinolfi etc) erano dei comprimari, oggi sia Bersani che Franceschini hanno delle buone possibilità di successo e questo potrebbe dare adito ad uno scenario TERRIBILE. Un candidato potrebbe arrivare primo tra gli iscritti, l'altro potrebbe vincere tra gli elettori.
Visti gli equilibri interni possiamo ipotizzare infatti che Bersani, salvo erosione dei voti da parte di Marino, possa vincere, anche se di stretta misura, durante il Congresso del PD di ottobre. Nello scenario appena descritto il segretario uscente, Dario Franceschini, arriverebbe sicuramente secondo ed accederebbe ugualmente alle primarie. Alcuni sondaggi però indicano una forte simpatia dell'elettorato di centrosinistra verso l'attuale leader democratico e quindi potrebbe non essere impossibile una sua vittoria alle primarie popolari. Quindi Bersani sarebbe il vincitore nel Congresso, dove votano solo gli iscritti e Franceschini invece risulterebbe eletto segretario, grazie alle primarie, aperte a tutti gli elettori, anche quelli non democratici.
Ora ditemi voi, che credibilità potrà avere un Partito con due vincitori? Uno (Bersani) che prevale tra gli iscritti e cioè tra la base attiva e l'altro (Franceschini) che vince tra gli elettori, non per forza appartenenti al PD? Franceschini sarebbe il nuovo segretario ma vedrebbe minata la sua credibilità interna visto che sarebbe in minoranza nel suo partito. UNO SCENARIO che rappresenterebbe la PIETRA TOMBALE sul progetto del PD.
Sarebbe interessante sapere chi sia l'autore del regolamento del partito. Potete leggerlo qui: http://www.partitodemocratico.it/all...%20PD44883.pdf (a pagina 6 si parla delle modalità di elezione del segretario)




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