1.
il piano energetico di una nazione deve prevedere almeno due gradi di strategia
breve-medio termine, lungo termine. In Italia siamo abituati a ragionare solo a breve-medio termine, ma non a lungo termine, perché questo richiede investimenti corposi in ricerca. E la ricerca in Italia è trattata alla stregua di perdita di tempo e di risorse. Il nucleare si pone nel lungo termine, gli idrocarburi nel breve periodo. Nel medio vi sono tutte le energie rinnovabili. Il breve termine concede subito energia, ma è altamente inquinante. Il medio concede meno energia ora (poiché poca ricerca viene svolta per renderla più efficace), ma inquina di meno. Il lungo concede molta energia, ma bisogna essere più accorti all'impatto ambientale.
2.
a sinistra esiste una sorta di idiosincrasia per il nucleare. Tuttavia non esiste per altre forme di inquinamento, come per esempio l'inquinamento acustico e quello luminoso. Il nucleare per alcuni è come i broccoletti di Bruxelles: pur non avendoli mai mangiati, li si disgusta. A Chernobyl è successo quello che è successo? Pace, 1 caso. A Bopal hanno inquinato molto di più con i composti chimici, eppure il tal uomo di sinistra si reca in farmacia ed acquista Bayer senza batter ciglio. Bisogna, se si vuole dare al nucleare una chance, cambiare registro linguistico per farlo quantomeno non odiare al pubblico.
3.
a destra amano il nucleare perché nella loro mente rende una nazione più forte e militarmente più sicura.