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Re:La
Isa ha scritto:
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iannis ha scritto:
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Kowalsky ha scritto:
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Dai, per conoscere Lepanto e Alberto da Giussano basta andare a leggersi un qualsiasi testo di storia delle medie!
E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
esattamente! :). il tutto in una situazione dove già la gente, non essendo abituata da secoli ad usare il cervello per i motivi che ho detto prima, era già predisposta e facile preda di queste e di altre idiozie, come si era visto già in precedenza con le pagliacciate del Duce, la lupa, eia eia alalà, i gerarchi panzoni che saltavano il cerchio di fuoco, il popolo dei santi e navigatori e altre scempiaggini.
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Re:La
bsiviglia ha scritto:
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Dai, per conoscere Lepanto e Alberto da Giussano basta andare a leggersi un qualsiasi testo di storia delle medie!
E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
esattamente! :). il tutto in una situazione dove già la gente, non essendo abituata da secoli a ragionare per i motivi che ho detto prima, era già predisposta e facile preda di queste e di altre idiozie, come si era visto già in precedenza con le pagliacciate del Duce, la lupa, eia eia alalà, i gerarchi panzoni che saltavano il cerchio di fuoco, il popolo dei santi e navigatori e altre scempiaggini.
Penso non sia solo incapacità di ragionare o mancanza di cultura, ma proprio il fatto di veder minacciata la propria identità culturale, non accettare il cambiamento che ogni forte flusso migratorio porta necessariamente con sè. I discorsi degli elettori leghisti sono straordinariamente simili che tu li senta arrivare dall'uomo colto o dall'uomo di strada. Se pur sono pagliacciate e ritenute tali anche dagli stessi elettori, sono comunque un collante che sfugge ad ogni tipo di ragionamento logico: noi non possiamo avere la stessa origine di chi disprezziamo, e allora la cambiamo e i nostri avi diventano i celti.
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Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
Non è riduttivo per niente. il senso di identità è un punto, ma non è stato certo sviluppato tramite le ampolle del Po e i celti, ma con la battaglia contro le identità straniere, infatti gli anni dei celti e delle ampolle sono state dal '96 in avanti di declino della Lega, poi si è puntato sempre più sull'immigrazione, l'identità cristiana, ecc e meno sulla Padania, e la Lega è andata meglio.
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E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
esattamente! :). il tutto in una situazione dove già la gente, non essendo abituata da secoli a ragionare per i motivi che ho detto prima, era già predisposta e facile preda di queste e di altre idiozie, come si era visto già in precedenza con le pagliacciate del Duce, la lupa, eia eia alalà, i gerarchi panzoni che saltavano il cerchio di fuoco, il popolo dei santi e navigatori e altre scempiaggini.
Penso non sia solo incapacità di ragionare o mancanza di cultura, ma proprio il fatto di veder minacciata la propria identità culturale, non accettare il cambiamento che ogni forte flusso migratorio porta necessariamente con sè. I discorsi degli elettori leghisti sono straordinariamente simili che tu li senta arrivare dall'uomo colto o dall'uomo di strada. Se pur sono pagliacciate e ritenute tali anche dagli stessi elettori, sono comunque un collante che sfugge ad ogni tipo di ragionamento logico: noi non possiamo avere la stessa origine di chi disprezziamo, e allora la cambiamo e i nostri avi diventano i celti.
Non è mancanza di cultura. Di cultura idealista (in senso filosofico) ne hanno anche troppa. Tutta l' Italia è impestata di questa cultura retorica e trombona, ne erano infettati perfino intellettuali famosi come Gentile e perfino Gramsci. E' un' impostazione nazionale che pervade tutti gli italiani, da quello con la licenza elementare ai professori universitari. Anche gli analfabeti ne sono affetti. Purtroppo. Siamo facile preda di miti altisonanti e inconsistenti e non abbiamo la minima idea di cosa siano i princìpi (accento sulla seconda i) e la responsabilità personale.
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E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
Non è riduttivo per niente. il senso di identità è un punto, ma non è stato certo sviluppato tramite le ampolle del Po e i celti, ma con la battaglia contro le identità straniere, infatti gli anni dei celti e delle ampolle sono state dal '96 in avanti di declino della Lega, poi si è puntato sempre più sull'immigrazione, l'identità cristiana, ecc e meno sulla Padania, e la Lega è andata meglio.
L'identità cristiana è un mezzo, come i celti e le ampolle che funzionarono eccome per i primi tempi, quando il "nemico" era il terrone da cui era necessario smarcarsi; adesso che il nemico è l'immigrato islamico si arriva alla radice cristiana, ovvio. Lo scopo è lo stesso, tenere unita e imbrigliata la paura del diverso fornendo una radice comune che dia quel senso di superiorità rispetto a chi si disprezza. Il collante, appunto.
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Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
Non è riduttivo per niente. il senso di identità è un punto, ma non è stato certo sviluppato tramite le ampolle del Po e i celti, ma con la battaglia contro le identità straniere, infatti gli anni dei celti e delle ampolle sono state dal '96 in avanti di declino della Lega, poi si è puntato sempre più sull'immigrazione, l'identità cristiana, ecc e meno sulla Padania, e la Lega è andata meglio.
L'identità cristiana è un mezzo, come i celti e le ampolle che funzionarono eccome per i primi tempi, quando il "nemico" era il terrone da cui era necessario smarcarsi; adesso che il nemico è l'immigrato islamico si arriva alla radice cristiana, ovvio. Lo scopo è lo stesso, tenere unita e imbrigliata la paura del diverso fornendo una radice comune che dia quel senso di superiorità rispetto a chi si disprezza. Il collante, appunto.
Giustissimo! Ma, ripeto, ciò avviene anche perché gli italiani non hanno difese interne contro tali boiate. Nell' inconscio collettivo c'è la predisposizione ad abboccare a qualsiasi scemenza (vedi anche la manfrina dell' odio e dell'amore di Berlusconi). In un Paese con caratteristiche diverse, nessuno potrebbe pensare che la normale pretesa di criticare uno che si fa leggi ad personam per coprire le sua rogne sia odio. In Italia, sì.
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Re:La
Ps: CHI avrebbe dovuto, fin dal primo momento, cioè fin da 15 anni fa, demistificare le boiate colossali, mettendo in guardia i cittadini? ovviamente la sinistra. essa però è stata (ed è) parimenti impestata di boiate consimili da tempo immemorabile, non aveva (e non ha) nessun senso dello Stato di Diritto e della democrazia, è sempre stata piena di miti improbabili (con conseguenti relativi clamorosi calamenti di braghe nella pratica) che, una volta crollati rovinosamente, non è in grado di sostituire con le idee e i princìpi.
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Re:La
bè oddio...dai la Lega tra il 1999 e il 2006 è stata ridimensionata alla grande...
tanto che era arrivata al 3.9%
ovvio che ad ora invece la situazione è ben diversa
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Re:La
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E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
esattamente! :). il tutto in una situazione dove già la gente, non essendo abituata da secoli a ragionare per i motivi che ho detto prima, era già predisposta e facile preda di queste e di altre idiozie, come si era visto già in precedenza con le pagliacciate del Duce, la lupa, eia eia alalà, i gerarchi panzoni che saltavano il cerchio di fuoco, il popolo dei santi e navigatori e altre scempiaggini.
Penso non sia solo incapacità di ragionare o mancanza di cultura, ma proprio il fatto di veder minacciata la propria identità culturale, non accettare il cambiamento che ogni forte flusso migratorio porta necessariamente con sè. I discorsi degli elettori leghisti sono straordinariamente simili che tu li senta arrivare dall'uomo colto o dall'uomo di strada. Se pur sono pagliacciate e ritenute tali anche dagli stessi elettori, sono comunque un collante che sfugge ad ogni tipo di ragionamento logico: noi non possiamo avere la stessa origine di chi disprezziamo, e allora la cambiamo e i nostri avi diventano i celti.
Non è mancanza di cultura. Di cultura idealista (in senso filosofico) ne hanno anche troppa. Tutta l' Italia è impestata di questa cultura retorica e trombona, ne erano infettati perfino intellettuali famosi come Gentile e perfino Gramsci. E' un' impostazione nazionale che pervade tutti gli italiani, da quello con la licenza elementare ai professori universitari. Anche gli analfabeti ne sono affetti. Purtroppo. Siamo facile preda di miti altisonanti e inconsistenti e non abbiamo la minima idea di cosa siano i princìpi (accento sulla seconda i) e la responsabilità personale.
Su questo ti do pienamente ragione, e infatti è una cosa del carattere nazionale che detesto, e che porta a tollerare qualunque inefficienza ed errore della propria parte politica in nome dell'"ideale". DC e PCI nella prima repubblica erano esempi di ciò ma anche il tifo attuale che impedisce di spostarsi di schieramnte è na versione imbastardita di quanto detto. Peccato che la Lega in questo c'entri proprio poco.
Le citazioni "culturali" sono cose appiccicate così, l'elettore la vota per altro, per il populismo, l'identità cristiana è usata, ma guarda caso i cattolici praticanti non votano Lega più della media, ma sono soprattuto i non praticanti a farlo, è un elemento di controno e di completamento della questione immigrazione. Che infatti si sfalda subito con le polemiche contro i vescovi troppo amici degli immigrati.
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Re:La
Con questa storia dell'identità mi hanno letteralmente spaccato gli zebedei. Se c'è una cosa deleteria è proprio l'identità.
Fortuna vuole che la fisica quantistica sia più furba dei giganti esseri umani, tale per cui esiste e ci si sguazza nel principio di anti non-contraddizione aristotelico, fichtiano e chi più ne ha più ne metta. Il principio di identità è di una noia mortale.
Se gli esseri umani avessero un cervello quantistico, staremmo tutti più sereni e mansueti, niente guerre, niente gare a chi ce l'abbia più lungo. Certo, si esploderebbe ogni tanto senza preavvisi, ma è un piccolo prezzo da pagare. Tanto poi si rinasce in un altro posto e si ricomincia da capo, capirai che sforzo!