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Discussione: Il futuro del Pd

  1. #21
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    Predefinito Re:Il futuro del Pd

    infame ha scritto:
    non è gradito neanche a chi abbia un minimo di conoscenze di diritto pubblico.
    Ma questa boiata che il "diritto pubblico" ci dice che una siffatta struttura non garantirebbe ste ipotetiche "minoranze" da dove viene?

    Se all'interno del meccanismo decisionale esistono diverse opzioni (o mozioni o posizioni o chiamale come te pare) ivi comprese quelle delle tue beneamate minoranze, non vedo proprio il problema.

    Poi non si sta parlando (per adesso) di gestione delle "istituzioni" ma dello schema di gestione di uno schieramento "politico".
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  2. #22
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    Predefinito Re:Il futuro del Pd

    Fuori_schema ha scritto:

    Ma questa boiata che il "diritto pubblico" ci dice che una siffatta struttura non garantirebbe ste ipotetiche "minoranze" da dove viene?

    Se all'interno del meccanismo decisionale esistono diverse opzioni (o mozioni o posizioni o chiamale come te pare) ivi comprese quelle delle tue beneamate minoranze, non vedo proprio il problema.

    Poi non si sta parlando (per adesso) di gestione delle "istituzioni" ma dello schema di gestione di uno schieramento "politico".
    Dal fatto che in questo sistema non esiste una sede rappresentativa ed esiste un solo organismo,il "corpo elettorale",organismo indistinto in cui non c'è modo di distinguere le varie opinioni.Fa parte del meccanismo del referendumhi perde,dopo la sconfitta,ha perso.La sua voce non la fa sentire più.Non c'è un Parlamento.

    Siccome a un certo punto bisogna prendere delle decisioni,queste decisioni verranno prese senza che si possa operare una mediazione con la minoranza.
    Senza contare che le decisioni,fisiologicamente,vengono sempre prese da poche persone.Se le decisioni sono "collettive" queste poche persone non verranno scelte o legittimate dalla base e avranno la possibilità di prendere le decisioni solo in virtù della loro maggiore forza contrattuale.(A cominciare,anche soltanto,dalla decisione del quesito referendario.A meno di non fare un referendum sull'oggetto del referendum...).

    A me tutte queste cose sono state insegnate dopo tre settimane di diritto costituzionale.Non me le hanno insegnate alle Frattocchie.

    Faccio infine notare come queste problematiche riguardino tutte le realtà che riguardano molte persone e dunque anche un partito che voglia essere di massa o comunque andare oltre il 4%.

  3. #23
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    Predefinito Re:Il futuro del Pd

    infame ha scritto:
    Fuori_schema ha scritto:

    Ma questa boiata che il "diritto pubblico" ci dice che una siffatta struttura non garantirebbe ste ipotetiche "minoranze" da dove viene?

    Se all'interno del meccanismo decisionale esistono diverse opzioni (o mozioni o posizioni o chiamale come te pare) ivi comprese quelle delle tue beneamate minoranze, non vedo proprio il problema.

    Poi non si sta parlando (per adesso) di gestione delle "istituzioni" ma dello schema di gestione di uno schieramento "politico".
    Dal fatto che in questo sistema non esiste una sede rappresentativa ed esiste un solo organismo,il "corpo elettorale",organismo indistinto in cui non c'è modo di distinguere le varie opinioni.Fa parte del meccanismo del referendumhi perde,dopo la sconfitta,ha perso.La sua voce non la fa sentire più.Non c'è un Parlamento.

    Siccome a un certo punto bisogna prendere delle decisioni,queste decisioni verranno prese senza che si possa operare una mediazione con la minoranza.
    Senza contare che le decisioni,fisiologicamente,vengono sempre prese da poche persone.Se le decisioni sono "collettive" queste poche persone non verranno scelte o legittimate dalla base e avranno la possibilità di prendere le decisioni solo in virtù della loro maggiore forza contrattuale.(A cominciare,anche soltanto,dalla decisione del quesito referendario.A meno di non fare un referendum sull'oggetto del referendum...).

    A me tutte queste cose sono state insegnate dopo tre settimane di diritto costituzionale.Non me le hanno insegnate alle Frattocchie.

    Faccio infine notare come queste problematiche riguardino tutte le realtà che riguardano molte persone e dunque anche un partito che voglia essere di massa o comunque andare oltre il 4%.
    Forse devi ripassare, e come ho già fatto con Metapapero mi tocca rimandarti alla descrizione di COSA è il plebiscitarismo.
    http://www.treccani.it/Portale/eleme..._Vol.6_401.xml

    Stai ancora "bloccato" sull'elezione delle "persone X" rispetto alle "persone Y", e quindi ancora sul meccanismo di "delega", mentre qui non c'è NULLA di tutto questo, perche' non stai "plebiscitarizzando" l'elezione di NESSUNO, ma le decisioni POLITICHE dei medesimi rappresentanti, quindi all'interno del tuo "ufficio politico" che elabora 3 "opzioni" X Y e Z per ognuno dei possibili argomenti e/o decisioni, magari 1 volta vince la mozione X, 1 volta la mozione Y, e 1 volta la mozione Z.
    Il concetto stesso di "minoranza" e "maggioranza" perde completamente senso, forse non ti è chiaro.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  4. #24
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    Predefinito Re:Il futuro del Pd

    Non decolliamo per l'iper-uranio, restiamo alle problematiche pratiche di questo tipo di "non-organizzazione"

    Chi decide su quale tema si debba tenere il referendum?
    Chi decide quali debbano essere le opzioni del referendum?
    Chi decide i tempi del referendum?
    Chi decide i requisiti per poter votare al referendum?
    Gli eventuali eletto del movimento, dovrebbero rispettare una disciplina di movimento?
    Se si, quali sarebbero gli eventuali provvedimenti disciplinari? Stabiliti da chi e come?

    Il pericolo nell'inseuguire la democrazia radicale, è arrivare a stabilire che la democrazia radicale non esiste. E diventare conseguentemente anti-democratici. Michels docet.

  5. #25
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    Predefinito Re:Il futuro del Pd

    Fuori_schema ha scritto:

    Forse devi ripassare, e come ho già fatto con Metapapero mi tocca rimandarti alla descrizione di COSA è il plebiscitarismo.
    http://www.treccani.it/Portale/eleme..._Vol.6_401.xml

    Stai ancora "bloccato" sull'elezione delle "persone X" rispetto alle "persone Y", e quindi ancora sul meccanismo di "delega", mentre qui non c'è NULLA di tutto questo, perche' non stai "plebiscitarizzando" l'elezione di NESSUNO, ma le decisioni POLITICHE dei medesimi rappresentanti, quindi all'interno del tuo "ufficio politico" che elabora 3 "opzioni" X Y e Z per ognuno dei possibili argomenti e/o decisioni, magari 1 volta vince la mozione X, 1 volta la mozione Y, e 1 volta la mozione Z.
    Il concetto stesso di "minoranza" e "maggioranza" perde completamente senso, forse non ti è chiaro.
    A differenza del papero non ho mai parlato di "plebiscitarismo",quindi restituisco le accuse al mittente.
    Veniamo al punto.Hai già fatto un passo indietro ammettendo la necessità dell'esistenza,quantomeno,di un organismo di vertice incaricato almeno di stabilire come debba avvenire il referendum e in base a quale quesito(quando ti insegnano i fondamenti di diritto pubblico ti insegnano anche che questa è un'operazione per nulla banale).

    Mi vieni quindi a dire che non esiste una "maggioranza" e una "minoranza".Il problema è che funzionerebbe così come dici tu se il partito fosse una società e il suo ufficio politico fosse un cda.Ma,con buona pace di Ghiotti,non funziona così.Perché in una società è più difficile che ci siano "opinioni",nel senso che non c'è da operare scelte di valori.In una società c'è "soltanto" da assicurare la massimizzazione del profitto e dunque degli utili.
    In un partito non è così perché l'obiettivo cambia a seconda dell'idea che si ha della società.E in uno stesso partito possono convivere idee diverse anche se ovviamente devono avere alcuni valori fondamentali in comune.Finché ci saranno tante idee diverse allora è normale che ci siano delle fazioni e dunque delle "maggioranze" e delle "minoranze".A prescindere dalle proposte concrete che vengono presentate di volta in volta in campo.

    Occhio,che il paragone fra il politico e l'amministratore di condominio è stato già fatto.Fa parte di una tradizione che a me non piace.Non mi piace proprio per nulla.

  6. #26
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    Predefinito Re:Il futuro del Pd

    Kowalsky ha scritto:
    Non decolliamo per l'iper-uranio, restiamo alle problematiche pratiche di questo tipo di "non-organizzazione"

    Chi decide su quale tema si debba tenere il referendum?
    Chi decide quali debbano essere le opzioni del referendum?
    Chi decide i tempi del referendum?
    Chi decide i requisiti per poter votare al referendum?
    Gli eventuali eletto del movimento, dovrebbero rispettare una disciplina di movimento?
    Se si, quali sarebbero gli eventuali provvedimenti disciplinari? Stabiliti da chi e come?

    Il pericolo nell'inseuguire la democrazia radicale, è arrivare a stabilire che la democrazia radicale non esiste. E diventare conseguentemente anti-democratici. Michels docet.
    Lo sapevo...non c'è niente da fare, devo FORMALIZZARE la struttura e dare tutti i riferimenti.
    Va bene lo faro'.

    Proviamo ora a dare un'idea.
    Tenedo presente che ANCHE la fase congressuale dovrebbe essere verificata e strutturata secondo queste modalità, partiamo da adesso, dove c'è gia' una situazione con tre "mozioni" a titolo esemplificativo.
    Mozione Bersani, Mozione Franceschini e Mozione Marino ok?

    I "temi" si suddividono in due parti, parte "istituzionale" e parte "strategica".

    Nella parte istituzionale si votano le posizioni del PD nel voto in parlamento, NEL CASO in cui sussistano divergenze tra le tre mozioni.
    Quindi qui compaiono o 2 o 3 Opzioni, con relativa descrizione della posizione e delle motivazioni (a latere del sito) a cura del portavoce della mozione.

    Nella parte strategica vengono presentati "fisicamente" i disegni di legge da portare avanti come partito, suddivisi per tipologia specifica
    Scuola
    Sanità
    Ricerca Scientifica
    ecc.
    Ogni mozione, in mancanza di posizioni unitarie, presenta il proprio disegno legge al voto.

    I tempi del voto (non chiamamolo referendum, trattasi di dizione errata) sono OVVIAMENTE, per la parte istituzionale i tempi dei vari provvedimenti legislativi presentati dal governo, e per la parte strategica e di indirizzo dall'Ufficio Politico, il quale dovrà porre come obiettivo che per ogni "settore" vengano discussi appunto i progetti di legge da presentare, e in caso appunto di divergenza sul testo da parte di una o piu' mozioni, la presentazione di eventuali progetti di legge alternativi da sottoporre al voto. Con tempistiche CERTE e PRECISE.

    Votano gli ISCRITTI al partito, con identità CERTA e VERIFICATA, ed UNA sola volta per ciascun quesito. Eventuali contestazioni e/o voti fraudolenti dovranno essere verificati, e certificati.
    In tal senso, per migliorare appunto la security, sarei dell'opinione di utilizzare per la votazione un lettore card a microchip e la tessera stessa del partito appunto con tutti i dati dell'iscritto.

    Gli "eletti", appartengono appunto alla "fase congressuale" che è precedente a quella di "gestione".
    Anche qui, in sistema a "regime" la fase congressuale dovrebbe prevedere la selezione per fasi delle varie "mozioni" con relativo portavoce e rappresentante all'Ufficio Politico.

    I "provvedimenti disciplinari" non capisco che cosa dovrebbero riguardare, se non appunto l'inottemperanza alla gestione che ho descritto.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
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