Fuori_schema ha scritto:
Ma questa boiata che il "diritto pubblico" ci dice che una siffatta struttura non garantirebbe ste ipotetiche "minoranze" da dove viene?
Se all'interno del meccanismo decisionale esistono diverse opzioni (o mozioni o posizioni o chiamale come te pare) ivi comprese quelle delle tue beneamate minoranze, non vedo proprio il problema.
Poi non si sta parlando (per adesso) di gestione delle "istituzioni" ma dello schema di gestione di uno schieramento "politico".
Dal fatto che in questo sistema non esiste una sede rappresentativa ed esiste un solo organismo,il "corpo elettorale",organismo indistinto in cui non c'è modo di distinguere le varie opinioni.Fa parte del meccanismo del referendum

hi perde,dopo la sconfitta,ha perso.La sua voce non la fa sentire più.Non c'è un Parlamento.
Siccome a un certo punto bisogna prendere delle decisioni,queste decisioni verranno prese senza che si possa operare una mediazione con la minoranza.
Senza contare che le decisioni,fisiologicamente,vengono sempre prese da poche persone.Se le decisioni sono "collettive" queste poche persone non verranno scelte o legittimate dalla base e avranno la possibilità di prendere le decisioni solo in virtù della loro maggiore forza contrattuale.(A cominciare,anche soltanto,dalla decisione del quesito referendario.A meno di non fare un referendum sull'oggetto del referendum...).
A me tutte queste cose sono state insegnate dopo tre settimane di diritto costituzionale.Non me le hanno insegnate alle Frattocchie.
Faccio infine notare come queste problematiche riguardino tutte le realtà che riguardano molte persone e dunque anche un partito che voglia essere di massa o comunque andare oltre il 4%.