Due mesi fa scrivevo:
Fini ha scelto... la terza via. Restare ed attaccare. Essere l'Opposizione pur rimanendo nella Maggioranza. Dopo aver perso parecchie occasioni in passato, barattate magari per una "carica istituzionale" , il Presidente della Camera decide di tenere "il piede in due staffe", cosa che inevitabilmente logorerà il governo durante il resto del mandato.Come in tutti i regimi, Fascimo e Comunismo in primis, ma anche nelle aziende di famiglia, l’unico modo per ribaltare le cose è tramite una fronda interna. Nulla potranno infatti nè il popolo, nè il centrosinistra, salvo naturalmente clamorosi sviluppi giudiziari o errori madornali commessi dal Cavaliere.
Una parte del centrodestra, quella che aspira a rendere la propria coalizione finalmente e definitivamente democratica dal punto di vista politico, dovrà necessariamente entrare in conflitto con la “famiglia Berlusconi”, e per famiglia intendo sia i Berlusconi sia i loro piu stretti collaboratori, vedi Bonaiuti, Cicchitto, Bondi, etc ma anche la Lega Nord, che con un PDL non berluconiano vedrebbe minato il proprio potere contrattuale.
Come in un comitato di Liberazione Nazionale, la parte “non berlusconiana” del Centrodestra dovrà sacrificare le proprie quote di potere nel nome del senso dello Stato, uno stato sempre piu provato dalle manovre di un Premier che pensa solo a se stesso ed ai suoi interessi operando con il maquillage qui e là, dove se ne presenta il bisogno, senza risolvere gli annosi problemi del paese.
Rinunciare ai posti di potere, ad un comodo scranno all’ombra di Silvio, è difficile ma non impossibile. Uno scontro tra fazioni di centrodestra potrebbe, ma non è detto, provocare il tramonto dell’era Berlusconiana. Questo si realizzerà solo se vi sarà dall’altra parte una ampia coalizione che opponga al fronte pro-Silvio tutto l’arco parlamentare. Da Di Pietro all’Udc, passando per il PD e per Fini.
In questo modo Berlusconi potrebbe essere sconfitto, sia politicamente, sia socialmente. Eventuali Referendum da lui organizzati potranno essere respinti solo se vi sarà contrapposto un fronte politico corposo.
Altrimenti tra vent’anni avremo Marina Berlusconi cone Presidente del Consiglio o comunque come “azionista di maggioranza” del Centrodestra. Povera Italia, in mano ad una Repubblica Monarchica.
Su Lega, razzismo, giustizia, immigrazione, etica, le posizioni sono quasi inconciliabili. Per mesi Fini ha "esternato", oggi ha sbattuto in faccia a Berlusconi, contestandolo, tutte le sue riserve. Il Presidente della Camera vuole un Partito Europeo, maturo e democratico. Berlusconi vuole difendere i suoi interessi e per farlo ha bisogno della Lega, che va accontentata, e delle leggi ad personam.
La terza via non è però un percorso destinato ad avere lunga vita, la scadenza è dietro l'angolo. Poco piu di due anni. Perche poi il Presidente del PDL, Berlusconi, ed i suoi sodali stileranno la lista dei "nominati" per il prossimo parlamento del 2013 e per Fini ed i suoi fedelissimi ci sarà ben poco spazio. Il 90% del Partito è con il Premier.
Ed allora perche tutto questo? Perche rimanere sapendo di dover inevitabilmente perire non avendo i numeri per cambiare (da dentro) il PDL? Una delle poche spiegazioni che mi è venuta in mente è che Fini speri in una "mossa falsa" di Berlusconi. Qualcosa di cosi clamoroso, arrogante ed antidemocratico, che faccia venir meno il consenso e faccia vedere a tutti ciò che in effetti è Silvio Berlusconi. Un uomo arrogante e prepotente pronto a tutto pur di fare i suoi interessi.
Rimanendo all'interno, provocando e continuando a "smarcarsi" Fini crede di poter far saltare i "nervi" al Premier per poi detronizzarlo?
Rischioso, molto rischioso. Soprattutto con il Cavaliere che avrà sicuramente pronta qualche arma segreta. Magari tramite i suoi giornali, magari tramite un blitz nelle regole del suo partito. Per Fini inizia il cowntdown verso la cacciata dal partito e verso la fine politica. Salvo sorprese.




Rispondi Citando