Parto da questo articolo tratto da Orientamenti e Ricerca numero 2:
SPERIAMO CHE TENGA DURO: Cosa vuole Giulio Tremonti?
Il ministro per l'economia in pectore, GiulioTremonti, non è nuovo a queste uscite, alle
polemiche nei confronti di un sistema bancario iniquo e antipopolare. L'economista di Sondrio è certamente un liberale al quale sta decisamente stretta l'etichetta di protezionista che si è guadagnato negli ultimi mesi. Il suo recente libro "Dalla paura alla speranza", lungi dall'essere un saggio da capriola ideologica; si qualifica invece come esempio di capacità d'analisi adattata ai tempi, alle nuove sfide poste dalla globalizzazione. Le vecchie ricette del liberismo sfrenato che hanno generato un turbocapitalismo alimentato dalla tecnofinanza, non funzionano più. Quando il mercato diventa "mercatismo", assurge cioè al rango di ideologia, tutto è sacrificabile in suo nome ed il dogmatismo di certi economisti miopi, così come la marpioneria dell'establishment finanziario internazionale non fanno che peggiorare la situazione. Quando i beni alimentari, e quindi di primissima necessità, come il grano, il riso e la soia, vengono lavorati ed utilizzati al fine di produrre combustibili, c'è qualcosa che non funziona più. I prezzi di questi beni salgono alle stelle, sia per un generalizzato aumento dei consumi (la popolazione mondiale cresce e nascono nuovi e più numerosi consumatori del villaggio globale) sia per una forte speculazione che interessa anche le materie prime (oro e petrolio in primis). In un'epoca nella quale tutto ciò che è superfluo non costa nulla mentre è rarissimo lo stretto necessario, si può prendere un volo per Londra che costa 20 euro e con la stessa cifra non si riempie di sicuro il carrello della spesa. La ricetta di Tremonti è semplice: ritornare ad una visione spirituale della politica, che rimetta sotto controllo l'economia. Nel volume "La paura e la speranza" sono contenute una serie di richiami alle radici, all'identità come motori per lo sviluppo e la crescita sociali e culturali di una comunità, oggi misurati dalla banalità del PIL. La guerra nemmeno troppo sotterranea che i potentati e le élite economiche stanno muovendo, sia in Europa che negli StatiUniti, a Tremonti sono un indice della giusta strada intrapresa. Speriamo solo che tenga duro.
Avete letto qualche suo libro? Cosa ne pensate? Quali sono le sue idee sull'Economia che la Destra Radicale può condividere?




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