
Originariamente Scritto da
krop

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l'infame
Krop, non è quello il punto.
Il punto in campagna elettorale non è quello che si dice, ma come lo si dice.
La questione dei rom e degli immigrati è una questione complessa, che a un pezzo di cittadini sta a cuore: e non solo ai razzisti.
Un leader politicamente intelligente evita di tirarla fuori in un comizio. Può farlo un leader razzista, perché la sua ricetta sarà molto semplice: "gli zingari ci stanno sui maroni". Ma non può farlo un leader di sinistra, perché la sua ricetta non potrà limitarsi a dire che "i rom sono fratelli", dovrà dire anche delle altre cose. Cose che Vendola, tra l'altro, pensa, perché è una persona concreta.
Ovvio che la questione in sé è poco importante. Hai perfettamente ragione. Però può essere sintomo di un atteggiamento poco redditizio che sarebbe meglio evitare sul nascere. Non trovi?
Sono d'accordo con te sul fatto che io, per esempio, non userei il tono da arringatore di folle come spesso fa Vendola, e a volte anche a me pare che ecceda con la retorica. Ma se SEL oggi è ai livelli in cui é, con beneficio di noi tutti, è anche grazie ai toni che Vendola usa, che sono capaci di risvegliare un po' di calore in un elettorato magari meno riflessivo, che aveva pero' bisogno di sentir gridare alcune cose chiare e forti per tornare al voto (oltre ovviamente ad avere dei candiati forti come Pisapia, Zedda e De Magistris). Io ad esempio non ne posso più di sentire il mio partito, il Pd, affrontare la questione immigrazione con il consueto taglio "gli immigrati servono". No, diamine, non è che "servono", é che sono uomini uguali a noi e con gli stessi diritti nostri, e questa cosa la dobbiamo dire non solo perché è giusta,
ma anche perché se non la diciamo perdiamo terreno, subiamo un'egemonia culturale reazionaria e xenofoba e la destra vince.
Vendola è Vendola, usa un lessico che lo caratterizza e fino ad oggi gli ha permesso di far crescere SEL e contribuire alla crescita del centrosinistra, anche a Bologna, anche a Milano, a Cagliari e nel sud. Ringraziamo il cielo che alla retorica operaista di Bertinotti si è sostituita questa retorica un po' profetica, un po' iperbolica, ma efficace.
La campagna elettorale non è il programma di governo.
Nel programma di governo si fa quello che è giusto in base ai propri valori. Compresa, fra le altre cose, una legge sull'immigrazione più decente della Bossi-Fini (sul quale penso che anche lo stesso Fini abbia ormai da ridire).
In campagna elettorale ci si "limita" a dare agli elettori ciò che questi vogliono: la percezione che, votando per noi, avranno delle garanzie per vivere con dignità.
Quella percezione che, ne sono sicuro, ha dato Pisapia ai milanesi.
Ma infatti Vendola, che come dici tu non è né uno sprovveduto né un esaltato, quei toni li ha usati a urne chiuse e scrutinate. Poi gli hanno fatto notare che forse aveva esagerato, e si è scusato.
Va tutto bene. Stiamo andando bene, per una volta. Keep it up.