7/6/2011
Tanto per cambiare Massimo Gramellini
E’ ufficialmente iniziata la campagna del centrosinistra per perdere le prossime elezioni. Stavolta non sarà facile: il vento ha cambiato direzione, la crisi punisce i governi in ogni angolo d’Europa e a molti elettori dell’altra parrocchia Berlusconi è venuto a nausea, perché non è riuscito a realizzare le riforme liberali che aveva promesso. La situazione del Pd e dei suoi alleati è dunque disperata: tutto congiura a favore di una loro vittoria. Per evitarla occorrerà raddoppiare gli sforzi.
I ragazzi, bisogna riconoscerlo, ci stanno dando dentro. Ha dettato la linea Grillo, salutando il successo di Pisapia come una disgrazia. Ha continuato Vendola, scambiando piazza del Duomo per plaza de la Revolucion a L’Avana. Ingelosito, il comunista Ferrero ha inneggiato agli espropri proletari. Finché ieri Bersani e Vendola si sono scambiati qualche parola: la più carina è stata «meschino». E devono ancora cominciare i mal di pancia fra gli aspiranti premier del Pd, una mezza dozzina. Tanto per cambiare, la vittoria non ha insegnato niente. Neanche la cosa principale: che stavolta a vincere non sono stati i partiti, ma gli elettori. E che gli elettori hanno premiato i candidati sgraditi alla nomenclatura, con l’unica eccezione di Torino, dove però Fassino ha raccolto la semina del suo predecessore, che non veniva certo percepito come un notabile. Accecati da un successo che non è il loro, i partiti già si azzuffano per dividersi i bocconi migliori della giunta Pisapia. Altro che zingari, a Milano (e altrove) il vero rischio è l’ennesima invasione dei portaborse.
Non se ne può più di questa gente che fa sempre gli stessi errori. Errare humanum est, perseverare diabolicum.. Stavolta si saranno riuniti tutti i diavoli dell'inferno, perchè è l' ENNESIMA VOLTA che ci riprovano con le riforme istituzionali che sarebbero urgentissime chi sa perchè, strampalate proposte di governissimi di salute pubblica imbarcando magari anche Alfano, Bossi, Lombardo e Scilipoti, con Enrico Letta e Boccia che vogliono la privatizzazione dell'acqua, D'Alema che vuole trescare con Casini, Veltroni che aspetta Bersani al varco, Vendola narcisista oltre misura, Bersani che ha paura che Vendola gli soffi voti per Sel al PD e la candidatura a premier, la Garavaglia che tentò di silurare Pisapia dopo che aveva vinto le primarie proponendo Albertini e ora vuole fare il vicesindaco (lo è stata già a Roma con Veltroni, a questa gente non basta mai nulla), poi Di Pietro con le sue truppe sgangherate ed eterogenee in cerca di poltrone e di strapuntini...e poi tu non sei affidabile e mi devi dare la prova d'amore e di fedeltà e no sei tu che sei meschino e io ce l'ho più lungo di te e ''Pisapippa'' (che squallida volgarità) che è come la Moratti e servo delle multinazionali....
HANNO DAVVERO SCASSATO LA MINCHIA. TUTTI.




Rispondi Citando
