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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    ne faremo partire uno anche noi appena possibile...

  2. #22
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    Niente alleanza con Di Pietro e divieto di tv
    Grillo pubblica il "decalogo" del movimento.

    segue al link:

    http://www.repubblica.it/politica/20...84/?ref=HREA-1




    ******************************************


    bah...penso che il "divieto" TV sia solo dovuto alla paura del contraddittorio.

    il soggetto,evidentemente, preferisce i monologhi .

    (vi ricorda qualcuno questo comportamento ???....)

    ci manca solo che condanni a morte quelli che portano gli occhiali
    (perchè hanno letto e quindi sono istruiti...)
    e poi è sulla strada di Pol Pot...


    ***********************************************

    p.s.

    mi urge una precisazione.
    (maledetta onestà intellettuale...)
    Leggo dal suo blog:

    T come Televisione:
    non sono "vietate" interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E' fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7


    <!-- m -->http://www.beppegrillo.it/2012/11/grill ... l#commenti<!-- m -->

  3. #23
    Eroe Faustiano
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    Mi dispiace dissentire, ma secondo me Grillo fa bene a non mandarli ai talkshow. A me Grillo non piace per nulla, pero' i talkshow italiani non sono un posto dove si puo' discutere seriamente. Sono solo gare di urli dove si cerca di far sembrare l'avversario il piu' scemo in sala. Da Servizio Pubblico a Piazzapulita, da L'ultima parola a In Onda, non ce n'e' uno che si salvi. Ho visto scene da teatrino dove un politico di destra diceva che il PIL era salito del X%, quello di sinistra che era sceso del Y% e al conduttore andava bene cosi': in quei luoghi tutto e' opinione. In questi ridicoli spettacoli di wrestling orale si vedono imbecilli e miracolati della politica discutere del sesso degli angeli con una pompa che sarebbe grottesca in una commemorazione di Stato.

    Ho visto un pezzo dell'ultima puntata dello scemenziario di Santoro e ho trovato agghiaccianti le sue farneticazioni su Krugman. Non tanto perche' non sia d'accordo, ma perche' era chiaro che lui aveva capito meno di niente e pontificava, come Giovanni Battista sul Giordano.

    La TV italiana e' piena di queste scemenze e tanti imbecilli, credendoli programmi culturali, pensano di essere dei gran dotti perche' li guardano. Non se ne puo' piu' dell'invasione dell'etere attuata da questa classe politica di imbecilli e lo stesso dicasi per la classe di scemuniti da cui si fanno intervistare. Quanto sono irritanti Telese, Santoro e Paragone? Il primo con la sua saccenza da secchione grasso, brutto e sudato; l'ultimo con il suo ribellismo scemo, vuoto, ignorante, populista e ridicolo; il mezzano che con l'atteggiamento del martire della liberta' andava lagnandosi fino a ieri dell'"editto bulgaro", fingendo di ignorare bellamente che in RAI sono entrati tutti (lui compreso) per nomina politica da 80 anni a oggi.

    I grillini, che a Grillo devono tutto, firmano una carta di intenti (o come diamine si chiama la loro costituzione idiota), non la rispettano e poi pretendono di fare le vittime delle purghe di un novello Stalin immaginario. Sara' che ho un'antipatia viscerale per chiunque accusi il prossimo di maschilismo senza ragione, ma secondo me quel consigliere che e' andato a Ballaro' dovrebbe tacere e vergognarsi. A me Grillo non piace, ancora meno mi piacciono le sue regole e quindi nel suo partito non entro.

    Detto questo, secondo me i grillini possono fare benissimo nei consigli comunali delle piccole citta' (dove a parte 3 linee di autobus e due cassonetti dell'immondizia c'e' poco da gestire) e anche come forza di opposizione in Parlamento (fosse solo mettere online ogni attivita' svolta in un portale navigabile), ma se dovessero ottenere troppi seggi inizierei a preoccuparmi. La democrazia interna a quel partito e' l'ultimo dei problemi, il primo e' cercare di capire cosa hanno in testa, a parte le palline magiche, il signoraggio, l'uscita dall'Euro e il complotto dell'AIDS.

  4. #24
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    @Pedro,
    altro ottimo post.
    credo che gli aderenti al movimento siano molto meglio del loro "guru".
    il fatto è che comanda il "guro"...
    p.s.
    adelante asì hermano.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Pedro Costello Visualizza Messaggio
    Mi dispiace dissentire, ma secondo me Grillo fa bene a non mandarli ai talkshow. A me Grillo non piace per nulla, pero' i talkshow italiani non sono un posto dove si puo' discutere seriamente. Sono solo gare di urli dove si cerca di far sembrare l'avversario il piu' scemo in sala. Da Servizio Pubblico a Piazzapulita, da L'ultima parola a In Onda, non ce n'e' uno che si salvi. Ho visto scene da teatrino dove un politico di destra diceva che il PIL era salito del X%, quello di sinistra che era sceso del Y% e al conduttore andava bene cosi': in quei luoghi tutto e' opinione. In questi ridicoli spettacoli di wrestling orale si vedono imbecilli e miracolati della politica discutere del sesso degli angeli con una pompa che sarebbe grottesca in una commemorazione di Stato.

    Ho visto un pezzo dell'ultima puntata dello scemenziario di Santoro e ho trovato agghiaccianti le sue farneticazioni su Krugman. Non tanto perche' non sia d'accordo, ma perche' era chiaro che lui aveva capito meno di niente e pontificava, come Giovanni Battista sul Giordano.

    La TV italiana e' piena di queste scemenze e tanti imbecilli, credendoli programmi culturali, pensano di essere dei gran dotti perche' li guardano. Non se ne puo' piu' dell'invasione dell'etere attuata da questa classe politica di imbecilli e lo stesso dicasi per la classe di scemuniti da cui si fanno intervistare. Quanto sono irritanti Telese, Santoro e Paragone? Il primo con la sua saccenza da secchione grasso, brutto e sudato; l'ultimo con il suo ribellismo scemo, vuoto, ignorante, populista e ridicolo; il mezzano che con l'atteggiamento del martire della liberta' andava lagnandosi fino a ieri dell'"editto bulgaro", fingendo di ignorare bellamente che in RAI sono entrati tutti (lui compreso) per nomina politica da 80 anni a oggi.

    I grillini, che a Grillo devono tutto, firmano una carta di intenti (o come diamine si chiama la loro costituzione idiota), non la rispettano e poi pretendono di fare le vittime delle purghe di un novello Stalin immaginario. Sara' che ho un'antipatia viscerale per chiunque accusi il prossimo di maschilismo senza ragione, ma secondo me quel consigliere che e' andato a Ballaro' dovrebbe tacere e vergognarsi. A me Grillo non piace, ancora meno mi piacciono le sue regole e quindi nel suo partito non entro.

    Detto questo, secondo me i grillini possono fare benissimo nei consigli comunali delle piccole citta' (dove a parte 3 linee di autobus e due cassonetti dell'immondizia c'e' poco da gestire) e anche come forza di opposizione in Parlamento (fosse solo mettere online ogni attivita' svolta in un portale navigabile), ma se dovessero ottenere troppi seggi inizierei a preoccuparmi. La democrazia interna a quel partito e' l'ultimo dei problemi, il primo e' cercare di capire cosa hanno in testa, a parte le palline magiche, il signoraggio, l'uscita dall'Euro e il complotto dell'AIDS.
    c'è un problema anche di come vengono fatte queste scelte.
    Di fatto Grillo impone questo codice comportamentale che nessuno ha democraticamente votato all'atto costituente del non-partito con il non-statuto e le sue non-regole (qualunque cosa vogliano dire).

    Questo ragionamento tipo "il pallone è mio e le regole le faccio io" non è solo di Grillo ma è stato o è di berlusconi, di bossi, di di pietro, e di tutti quelli che hanno avuto un partito azienda, un partito a conduzione familiare, un partito sas con annesse proprietà immobiliari.

    Se vogliamo dirla tutta anche il PD ha visto introdurre regole bizantine e per nulla concordate, ma in qualche modo, essendo comunque un partito e non un franchising come il M5S, siccome rientra in un alveo di regole, in un modo o nell'altro le puttanate e gli arzigogoli pro bersani che sono stati progettati all'inizio sono stati quasi tutti smontati...

    insomma una grandissima differenza non c'è se valutiamo la voglia di abuso dei singoli (che discende dalla natura umana) ma il contesto di appartenenza può fare la differenza e sinceramente, dopo il partito azienza e i partiti personalistici, faccio fatica a pensare che una setta che usa un marchio in franchising dove le regole del gioco sono decise senza discussioni dal padrone del marchio (che per una attività commerciale è normalissimo, anzi giusto, ma per un partito non dovrebbe essere) possa portare un beneficio maggiore.

    L'unica cosa che comporta è una sorta di vendetta da parte di chi aderisce verso gli "altri", li possono insultare, vomitargli addosso bile e insulti sentendosi migliori perché loro si che sono democratici (anche se le regole e i programmi, e tantomeno i candidati non li hanno scelti loro) perchè loro si che sono onesti (non hanno ancora avuto occasione di rubare davvero, ricordate Fiorito che lanciava le monetine a Craxi nel 1993? Lui si che era duro e puro nel 1993, dove è adesso? Che fine ha fatto?)

    Ecco a parte questa salvifica autoassoluzione di chi si fa battezzare a questa nuova religione a 5 stelle non vedo alcuna risposta ai problemi concreti.

    I seguaci si sentiranno meglio, con la coscienza a posto come dopo una conversione religiosa e vivranno meglio quello che gli resta da vivere, anche rompendo i coglioni ad altri (da sempre una grande emozione scaricare i propri problemi sugli altri, chiunque essi siano e qualunque cosa abbiano fatto).

    Nella storia frasi come la seguente se ne sono viste tante volte
    "Dio lo vuole e ha detto che noi siamo i suoi eletti, noi purificheremo il mondo dal suo lordume e porteremo la verità e la giustizia perché così ha deciso Dio"

    persino il congresso americano decise che bisognava sterminare gli indiani e prendere le loro terre perché così aveva deciso Dio.

    Non hanno inventato niente di nuovo

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    c'è un problema anche di come vengono fatte queste scelte.
    Di fatto Grillo impone questo codice comportamentale che nessuno ha democraticamente votato all'atto costituente del non-partito con il non-statuto e le sue non-regole (qualunque cosa vogliano dire).

    Questo ragionamento tipo "il pallone è mio e le regole le faccio io" non è solo di Grillo ma è stato o è di berlusconi, di bossi, di di pietro, e di tutti quelli che hanno avuto un partito azienda, un partito a conduzione familiare, un partito sas con annesse proprietà immobiliari.

    Se vogliamo dirla tutta anche il PD ha visto introdurre regole bizantine e per nulla concordate, ma in qualche modo, essendo comunque un partito e non un franchising come il M5S, siccome rientra in un alveo di regole, in un modo o nell'altro le puttanate e gli arzigogoli pro bersani che sono stati progettati all'inizio sono stati quasi tutti smontati...

    insomma una grandissima differenza non c'è se valutiamo la voglia di abuso dei singoli (che discende dalla natura umana) ma il contesto di appartenenza può fare la differenza e sinceramente, dopo il partito azienza e i partiti personalistici, faccio fatica a pensare che una setta che usa un marchio in franchising dove le regole del gioco sono decise senza discussioni dal padrone del marchio (che per una attività commerciale è normalissimo, anzi giusto, ma per un partito non dovrebbe essere) possa portare un beneficio maggiore.

    L'unica cosa che comporta è una sorta di vendetta da parte di chi aderisce verso gli "altri", li possono insultare, vomitargli addosso bile e insulti sentendosi migliori perché loro si che sono democratici (anche se le regole e i programmi, e tantomeno i candidati non li hanno scelti loro) perchè loro si che sono onesti (non hanno ancora avuto occasione di rubare davvero, ricordate Fiorito che lanciava le monetine a Craxi nel 1993? Lui si che era duro e puro nel 1993, dove è adesso? Che fine ha fatto?)

    Ecco a parte questa salvifica autoassoluzione di chi si fa battezzare a questa nuova religione a 5 stelle non vedo alcuna risposta ai problemi concreti.

    I seguaci si sentiranno meglio, con la coscienza a posto come dopo una conversione religiosa e vivranno meglio quello che gli resta da vivere, anche rompendo i coglioni ad altri (da sempre una grande emozione scaricare i propri problemi sugli altri, chiunque essi siano e qualunque cosa abbiano fatto).

    Nella storia frasi come la seguente se ne sono viste tante volte
    "Dio lo vuole e ha detto che noi siamo i suoi eletti, noi purificheremo il mondo dal suo lordume e porteremo la verità e la giustizia perché così ha deciso Dio"

    persino il congresso americano decise che bisognava sterminare gli indiani e prendere le loro terre perché così aveva deciso Dio.

    Non hanno inventato niente di nuovo
    Sono assolutamente d'accordo, però volevo dire un'altra cosa.

    Grillo ha fondato un partito franchising e delle persone hanno deciso di aderire accettando, tra le altre, la regola che vieta di partecipare ai talk show. La grillina scomunicata non sarebbe dovuta andare a Ballarò, a meno che un consigliere circoscrizionale avesse veramente qualcosa da aggiungere al dibattito politico (e chi ce l'ha tra questa gentaglia?). Se ci va lo fa solo per protagonismo, consapevole o meno.

    Questi consiglieri lamentosi sono due volte imbecilli: una volta perché hanno aderito al M5S e una seconda perché ne hanno violato le regole e si lagnano delle prevedibilissime conseguenze. Che i grillini fossero come una setta era ben chiaro anni fa. Basta incontrarne uno e dirgli che Grillo ha sbagliato in una data occasione, per esperienza personale un buon 90% ha una reazione tra la furia distruttrice e l'insulto, e ripeto non è una novità dell'ultima ora.

    Intendo dire che Grillo non ha ragione, però non ce l'hanno neanche i consiglieri grillini piagnogni, che hanno due volte torto.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Pedro Costello Visualizza Messaggio
    Il programma di Grillo non e' un programma, e' una lista della spesa buona per gestire, forse, un condominio. Le proposte economiche sono una follia e una serie di baggianete inenarrabili (tipo "Abolire le stock option"). Hanno raccolto una trentina di minus habens, che tutti insieme hanno vomitato su carta le peggiori idiozie che gli vagavano per gli anfratti piu' nascosti del cervello.

    Invece il movimento dellaggente e' una cosa seria, infatti il potere ci temono! Sempre uniti!


    da Repubblica.it

    Grillo lancia le "parlamentarie"
    1400 candidati, ecco le regole
    Il leader del Movimento 5 Stelle detta le regole delle primarie on line, dal 3 al 6 dicembre. «Con noi la vera anima del Paese».
    Il comico genovese spiega che «può votare chi è iscritto al M5S al 30/9/2012 e ha inviato i suoi documenti di identità digitalizzati.

    insomma...abbiamo fatto un po' di casino a sinistra,dovuto a mio parere al solito "eccesso di democrazia".
    ma c'è chi fa peggio...
    p.s.
    trovo davvero stupido che una testata giornalistica che vorrebbe essere considerata seria,
    continui a definire Grillo "un comico".

    Grillo "era" un comico.

    oggi è qualcosa d'altro.

    e sarà il caso di rendersene edotti prima che l'effetto Parma ci travolga...

  8. #28
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    il M5s ha costruito la sua vittoria a Parma sul no all'inceneritore.
    se vi ricordate,
    io vi dissi fin da subito che si trattava di false promesse,perchè quell'inceneritore non poteva più essere fermato,
    anche perchè,
    ad oggi i rifiuti di Parma vengono smaltiti nelle discariche di Reggio...e la cosa ci avrebbe pure rotto un tantinellino i @@.
    ebbene...ecco qua :
    L'inceneritore brucia i sogni M5S
    Pizzarotti non riesce a stopparlo.
    Il tribunale del Riesame di Parma ha stoppato nuovamente la richiesta di sequestro preventivo. E Pizzarotti, che in campagna elettorale aveva promesso lo stop, perde la sua battaglia.
    «Siamo partiti per spegnere l'inceneritore e abbiamo acceso la luce su un sistema torbido che è ancora tutto da rendere chiaro». Con queste parole del sindaco Pizzarotti, sebbene di battaglia, il Movimento 5 Stelle incassa la sua prima sonora sconfitta. Succede a Parma, succede sulla questione dell'inceneritore. Succede dopo che il tribunale del Riesame di Parma nelle motivazioni alla sentenza ha stoppato nuovamente la richiesta di sequestro preventivo dell'impianto.
    Sulla scia del parere espresso dal Gip e dal Tar, che nel 2011 sulla questione che vedeva contrapposti il Comune e Iren aveva dato ragione alla multiutility, i magistrati Pasquale Pantalone, Luca Agostini e Paolo Scippa, hanno respinto l'ipotesi del reato di abuso edilizio, affermando che l'impianto è stato costruito con regolare permesso, che «deve ritenersi rilasciato congiuntamente all'emissione della Via (Valutazione di impatto ambientale)».
    «Le battaglie si combattono anche se non sei sicuro di vincerle e noi questa battaglia l'abbiamo sempre vissuta così ogni giorno e continueremo a farlo», dice Pizzarotti. Anche se in campagna elettorale aveva promesso uno stop immediato dell'impianto.
    http://www.unita.it/italia/l-incener...parlo-1.472156

  9. #29
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    No. Ci deridono.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Pedro Costello Visualizza Messaggio
    Sono assolutamente d'accordo, però volevo dire un'altra cosa.

    Grillo ha fondato un partito franchising e delle persone hanno deciso di aderire accettando, tra le altre, la regola che vieta di partecipare ai talk show. La grillina scomunicata non sarebbe dovuta andare a Ballarò, a meno che un consigliere circoscrizionale avesse veramente qualcosa da aggiungere al dibattito politico (e chi ce l'ha tra questa gentaglia?). Se ci va lo fa solo per protagonismo, consapevole o meno.

    Questi consiglieri lamentosi sono due volte imbecilli: una volta perché hanno aderito al M5S e una seconda perché ne hanno violato le regole e si lagnano delle prevedibilissime conseguenze. Che i grillini fossero come una setta era ben chiaro anni fa. Basta incontrarne uno e dirgli che Grillo ha sbagliato in una data occasione, per esperienza personale un buon 90% ha una reazione tra la furia distruttrice e l'insulto, e ripeto non è una novità dell'ultima ora.

    Intendo dire che Grillo non ha ragione, però non ce l'hanno neanche i consiglieri grillini piagnogni, che hanno due volte torto.
    Non sono d'accordo. Il movimento 5* ha poche regole e pure in contrasto tra loro. Il divieto di partecipare ai talk show è stato partorito da Grillo, che per la regola dell'uno vale uno non avrebbe nessun diritto di imporlo. Penso che molti aderenti al m5s siano entrati credendo veramente in un partito orizzontale nel quale avrebbero contato tanto quanto Grillo & Casaleggio finchè qualcuno non è entrato in rotta di collisione col capo.

    Probabilmente qualcuno crede che questa inconsistenza sia la forza di Grillo che può usarla per dire tutto e il contrario di tutto. Temo invece sia il suo tallone d'achille.

 

 
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