
Originariamente Scritto da
Pedro Costello
Non mi va di continuare a discutere del decreto Ronchi perché è una discussione parecchio sciocca. Io non mi ritengo un liberista, penso solo che ci siano modi migliori e peggiori di gestire le risorse. È chiaro che la polizia deve essere un monopolio statale, che le playstation le fanno meglio i privati, che certe cose vadano fatte da l'uno e l'altro e altre ancora vadano semplicemente regolamentate. I monopoli naturali si gestiscono in due modi:
1) Monopolio pubblico
2) Monopolio privato con authority e regolamentazioni
Il resto sono idiozie.
So che in molti Paesi l'acqua viene distribuita in un mercato del secondo tipo, il Regno Unito per esempio, e penso che possa essere il metodo migliore di gestire le forniture idriche. Penso che anche in Italia possa andar bene, ma non perché ho la bandierina di liberista. Se al secondo metodo eliminiamo le regolamentazioni scadiamo nell'idiozia economica più profonda, come ha voluto fare chi ha scritto il decreto Ronchi. Tra il monopolio dell'acqua pubblico e quello privato, io scelgo il pubblico, come tutti i regolatori del pianeta Terra. Credo sia chiaro anche ai bambini (anche perché è successo) che cedere il monopolio delle forniture idriche a un privato senza regolamentarlo vuol dire far raddoppiare i costi dell'acqua e operare un trasferimento di ricchezza dai consumatori di acqua al monopolista. Se non lo si capisce, come chi ha scritto il decreto Ronchi, o si è degli ignoranti o in malafede, magari pronti a acquistare a prezzi scontati quote dell'ACEA.
A me delle politiche liberali non frega un gran che, io vorrei che lo Stato venisse governato bene da gente che sa quello che fa. Se si riesce con un sistema di controlli incrociati a gestire bene un mercato con un monopolio pubblico (come spesso accade in Svezia) a me va benissimo. Spesso preferisco la vendita a privati perché non credo che questo sia sempre possibile. Farne una questione di tifo, à la "Io sono liberista, ergo appaltiamo le carceri e vendiamo i carcerati", è una scemenza. Come i soldi alle scuole private che avrebbero dovuto aumentare la pluralità di offerta scolastica e hanno finito per finanziare stipendifici per i figli ritardati dei ricchi o strutture paraecclesiastiche a cui i quattrini non sono mai mancati. Io non so tu cosa intendi per politiche liberali, ma se pensi che vogliano dire vendere a privati i monopoli pubblici a cazzo di cane, riesumare la teoria del disegno intelligente nelle scuole (come ha provato a fare la Gelmini), ostacolare l'aborto, proibizionismi imbecilli (da quello delle droghe a quello, ultimo, dei panini) e finanziare le scuole private, puoi considerarmi il peggiore dei vetero comunisti.
Sembrano quei discorsi da liberisti nazicristiani americani che non vogliono che lo Stato dica loro come gestire la loro azienda ma pensano che il loro Dio possa dire alla loro vicina se può abortire.
Se ti viene meglio così, che sia.