Non l ho mai provata perche' non fumo, dai istruitemimage001:


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Ultima modifica di Segesto II; 13-01-13 alle 14:29
slava kokaini


Lo chiamo io?
Deeedelinddd!




The alla marijuana contro il dolore
4 Giugno 2012 31 commenti
Un the alla marijuana prima di andare a dormire. L'unico modo per garantirsi qualche ora di sonno, senza urlare per il dolore, senza trovarsi a piangere da solo, di notte, nella sua stanza. Tutto con l'ansia di dover usare le proprietà di una pianta «proibita»: col cruccio di aver acquistato il principio attivo sul mercato illegale. Eppure quel principio attivo lo si potrebbe assumere grazie a un farmaco, magari con una prescrizione medica, per dare tregua a un dolore incessante e liberarsi dalla paura di commettere atti illegali.
Putroppo i farmaci derivati dalla cannabis, in Trentino, non si trovano; eppure si usano comunemente in Austria, Germania, Repubblica Ceca, Olanda, Spagna, Regno unito, Stati uniti, Israele e in molti stati africani. Tutte nazioni dove l'uso della cannabis come stupefacente è proibito, ma dove, tuttavia, l'uso della stessa come farmaco è possibile e regolato da prescrizioni mediche.
Il caso che raccontiamo è quello di un uomo. Diciamo genericamente della Vallagarina. Un gravissimo incidente in motocicletta, ormai diversi anni fa, si è portato via l'uso di un braccio; per una gamba solo lunghi anni di fisioterapia gli hanno consentito di riconquistare la possibilità di camminare. Quell'incidente si è portato via anche il lavoro e, in compenso, ha lasciato uno strascico di dolore. «La sensazione è che il braccio mi venga strappato, continuamente lacerato. A questo si aggiunge il bruciore, come se fosse letteralmente e costantemente avvolto dalle fiamme».
Da alcune settimane, in Toscana, è attiva una legge che consente di usare i farmaci a base di cannabis come antiemetici nella chemioterapia; molte le applicazioni per i malati di sclerosi multipla e di alzheimer.
Ma questi medicinali aiutano anche in caso di dolore, ciò che attanaglia quotidianamente il cittadino lagarino: «Il mio si chiama, clinicamente, dolore neuropatico. Dopo l'incidente mi hanno curato con la morfina. Certo, il dolore passava, ma la morfina mi rendeva completamente inerte: ero quasi sempre imbambolato, facevo fatica a parlare. La mia vita si divideva tra il letto e uno stato di semi incoscienza. Poi, in occasione di un'operazione che ho dovuto fare, i medici valutarono di levarmi metà dosaggio. Visto che recuperavo un po' della mia lucidità mentale, ho quindi valutato di liberarmene del tutto». Una scelta con delle conseguenze: «La morfina dà dipendenza. Ero intossicato e, per liberarmi, ho avuto giorni con crisi di astinenza, depressione, pianti continui».
È quindi seguita una nuova fase terapeutica. «I medici hanno provato con un altro farmaco: doveva contenere il thc come la cannabis, ma la produzione è di tipo chimico. Mi ha portato problemi di stomaco e di nuovo un forte stordimento: la mancanza di lucidità mentale». Un altro vicolo cieco, dunque.
«A un certo punto ho sentito parlare della marijuana. Io, che non fumo nemmeno le sigarette, che mai - nemmeno da ragazzo - ho provato uno spinello, mi sono ritrovato a cercarne una piccola quantità. A fumarla non ci pensavo nemmeno, così ho scoperto che potevo farci una tisana. L'effetto è stato immediato: ho potuto dormire e non ho avuto effetti collaterali. Sono lucido e sono davvero un'altra persona».
Nel frattempo, l'uomo continua a chiedere ai medici che lo seguono di poter usare i principi attivi della marijuana (thc e cbd) attraverso uno dei farmaci presenti in commercio, disponibili ora anche in Toscana. «Ci sono persone che provano ad aiutarmi ma, a un certo punto, si arriva sempre a un passaggio burocratico che blocca tutto. Qualche settimana fa hanno pure provato un nuovo medicinale che avrebbe dovuto avere doti simili. Dopo due settimane mi sentivo come ai tempi della morfina. Mi sono spaventato e ho immediatamente interrotto, non senza fatica».
Eppure, già nel 2007, un decreto ministeriale dell'allora ministro della salute Livia Turco legalizzò l'uso farmacologico della cannabis. Una norma di principio rimasta però inapplicata: il farmaco è prodotto solo all'estero e finora, salvo rare eccezioni, diventa di fatto impossibile procurarselo in Italia.
The alla marijuana contro il dolore | L'Adige
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


sotto Natale fa più o meno questo effetto:


la maggior parte dei principi attivi della cannabis non sono idrosolubili, ergo non si tratta del miglior modo per ottenere effetti interessanti




Quando avevo circa 16 anni (fumavo), andai con i miei a casa di certi amici loro fricchettoni per una festa di compleanno. era a pranzo e la vera festa c'era già stata la sera prima. in cucina c'erano dei biscotti e ignari li mangiammo tutti. ci divertimmo tutti moltissimo. fu un pranzo anarchico in piedi: la gente in preda alla fame chimica si cucinava bistecche.
dopo un pò una presente si sentì "male" nel senso che era strana. io dopo un pò realizzai di stare fatto e collegai. anche la ragazza che si era sentita male (fumava) realizzò anche essa, perché era andata all'ospedale e mentre gli facevano le analisi rideva. mia madre rideva come una pazza.
fu una giornata molto simpatica. ovviamente mio padre non ne aveva mangiati e si incazzò moltissimo con questo suo amico.


personalmente sono un fan delle torte buitoni "migliorate" però non direi che l'effetto dell'assunzione orale sia semplicemente 'potenziato' rispetto a quello derivante dall'aspirazione del fumo...la cannabis fumata è un blando sedativo-euforizzante, laddove quella assunta per via orale ha un effetto psichedelico che ad alte dosi ricorda una bassa dose di lsd

