che poi ragionate tutti come se dovessimo metterla all'opera subito, cosa che non succederà forse mai visto l'andazzo, quindi cosa ci costa proporla?


che poi ragionate tutti come se dovessimo metterla all'opera subito, cosa che non succederà forse mai visto l'andazzo, quindi cosa ci costa proporla?
"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)




A Giò ed Alvise: nemmeno a me piace vivere sotto la dittatura di una "sola classe" (chiamiamola così per semplificare le cose) ma il barbone di Treviri aveva ragione nell'affermare che il capitalista non avrebbe mai accettato di collaborare con il lavoratore per il "bene comune". Perché , secondo me, il fascismo e il nazionalsocialismo sono stati come "socialdemocrazie di destra", almeno in ambito economico eh...non voglio mica scomodare A. Romualdi, mentre le correnti strasseriane , nazional-bolsceviche e quant'altro rappresentano , da "destra", una cesura con il sistema capitalistico al pari del comunismo di "sinistra". Se poi vogliamo raggiungere uno scopo partendo da piccole riforme (il carattere, appunto, riformista e non rivoluzionario del fascismo storico), allora si potrebbe anche dare uno sguardo ad esperienze più recenti , e forse attuali, quali la cogestione tedesca o quella scandinava, piuttosto che l'azionariato "solidale" o simili. Dipende cosa si vuole e come lo si vuole ottenere.
Ad Astolfo: volevo chiederti se , per caso, sei cresciuto con autori americani come Warren e Tucker. Il tuo paragonare il socialismo (in questo caso lo definisci "fascismo" o "socializzazione") al libero mercato, infatti, pare un ragionamento affine a quelli esposti dalla scuola statunitense a cavallo tra '800 e '900.


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).






Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ma per carità, ci saranno anche bravi imprenditori che fanno di tutto per non operare tagli al personale! Non lo metto in dubbio e non ragiono aprioristicamente. Quello che è certo, però, è che gli interessi del capitalista e quelli del lavoratore dipendente NON sono gli stessi. Constatazione lapalissiana. In ogni caso anche il fascismo non è riuscito a conciliare le due sfere di "interessi" se non con il manganello...e la cosa, sinceramente, spiace. Tutto qua.




Se si parla di socializzazione e quindi di divisione del lavoro credo che ad oggi si deve tener conto di due elementi fondamentali
1) la maggioranza degli operai vuole essere libera da logiche di profitto e mercato, non vuole avere responsabilità, potere decisionale o problematiche riflessive che con la socializzazione vengono attribuite anche agli operai (fondamentalmente il fallimento del comunismo sta tutto qua), vuole solo avere un lavoro ben pagato, timbrare il cartellino e dedicarsi poi alla famiglia o semplicemente alla vita non gliene frega una mazza se poi il suo titolare ha la barca da 20 metri, questa libertà che vuole l'operaio necessità di una dipendenza, dipendenza da chi gli organizza il lavoro, glielo procura e lo paga, ma é una dipendenza liberatoria, contrariamente esiste una parte del popolo che per istinto naturale vuole cimentarsi nel lavoro, sfidarsi, creare, raggiungere una posizione sociale anche sacrificando tutto il resto della propria vita, questa presa di posizione necessita del rispetto dei propri operai o dipedenti e non la loro schiavitù . Il tutto quindi neccesita di una organizzazione della divisione del lavoro su base meritocratica e naturale dove per tutti esiste la possibilità di scelta, scelta di prendersi la responsabilità e lanciarsi nella bagarre economica o scelta di vivere una vita dignitosa senza pensieri.