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Discussione: Il mito di Lemuria

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    Predefinito Il mito di Lemuria

    Lemuria, l'Atlantide indiana

    Come il mito di Lemuria pervase quello di un'antica, ma solo in parte fondata, tradizione Tamil


    Ipotetica mappa di Lemuria
    Immagine tratta dal sito Wikipedia

    La probabile estensione dell'India meridionale nell'antichitàEsiste un'antica tradizione Tamil riguardo ad un territorio dell'India meridionale chiamato Kumari: a partire dal XIX secolo, a questa tradizione se ne sovrappose però un'altra, di origine occidentale, e che finì per far identificare Kumari con Lemuria, un continente che secondo alcune teorie ottocentesche si sarebbe esteso tra l'Oceano Indiano e quello Pacifico prima di sparire tra i flutti a seguito di cataclismi geologici. Si tratta di una teoria che non ha trovato alcun riscontro scientifico e che era stata formulata dal geologo inglese Philip Sclater nel 1864 per spiegare la distribuzione dei lemuri, i simpatici primati diffusi oggi in Madagascar, in altre isole minori dell'area mascaregna e nell'arcipelago delle Comore e che un tempo si trovavano anche nell'area che va dal Pakistan alla Malesia. Una volta accettate le teorie geologiche sulla tettonica a zolle e sulla deriva dei continenti, la questione Lemuria venne definitivamente archiviata dalla comunità scientifica internazionale.

    Ma non da quella degli occultisti: nel 1888 la fondatrice della Società Teosofica Helena Blavatsky aveva infatti inserito la teoria dei continenti perduti, Atlantide e Lemuria, nella sua controversa opera La Dottrina Segreta, scritta a seguito di rivelazioni ricevute in stato di trance mistica, secondo l'autrice. Alcuni membri della Società Teosofica ammantarono nel tempo di vesti pseudoscientifiche la questione, perpetuandone così la memoria. Secondo il credo teosofico, infatti, l'umanità si evolverebbe con il succedersi di sette razze originarie, ognuna delle quali avrebbe occupato e popolato un continente diverso della Terra; Lemuria sarebbe stata popolata dalla terza fra queste, costituita dai Lemuriani, definiti come esseri primitivi. Successivamente, i Lemuriani sarebbero stati rimpiazzati dagli Atlantidei, molto più avanzati e ovviamente residenti in Atlantide. Gli Arya, discendenti degli Atlantidei, sarebbero stati la quinta razza, definita dalla dottrina teosofica come l' attuale apice dell'evoluzione. La sesta e la settima razza sarebbero state quelle future.

    W. Scott Elliot, un convinto seguace della società teosofica, pubblicò nel 1904 The Lost Lemuria, nel quale si menzionava anche il fatto che i Lemuriani usassero addomesticare dei rettili simili al Plesiosauro, collocando dunque, con evidente anacronismo, la misteriosa e arretrata popolazione all'epoca dei dinosauri. Nel 1931, anche il fondatore dell'ordine dei Rosa-Croce in USA, Harvey Spencer Lewis, scrisse a proposito dell'evoluzione dei Lemuriani in Lemuria: il continente perduto del Pacifico, testo corredato persino da mappe dell'immaginario continente scomparso, prese a prestito da quelle originate dalla teoria del paleocontinente Gondwana, formazione però esistente ben prima della comparsa di qualsivoglia forma umana sulla terra.

    In epoca coloniale, i racconti sul continente di Lemuria si fecero largo in India, giungendo ad assumere dignità di fatto storico nella zona Tamil grazie ad un testo di K. Appadurai, che nel 1941 scrisse l'opera Kumari Kandam Allathu Kadal Konda Thennadu, Il Continente Kumari o la Terra del Sud sommersa, sebbene nè i Tamil nè la cultura dravidica fossero mai stati menzionati a quel proposito nemmeno dai più fantasiosi sostenitori della teoria.

    Lo spunto per la sovrapposizione della teoria di Lemuria su quella di Kumari fu rintracciato nelle opere medievali redatte a commento dei testi della letteratura Tamil dell'era Sangam, e che da questi traevano riferimenti storici, poi interpretati ed elaborati. Le Sangam, assemblee o accademie, secondo quanto riportato in un testo del X° sec. - Iraiynar Kalviyalurai, attribuito a Nakkirar - sarebbero state tre. Nella stessa opera, l'autore desume dai testi originali che i sovrani Pandya patrocinassero i poeti tamil nella loro capitale, dove la Sangam aveva sede. La Mudal Sangam, o Prima Assemblea, constava di 4449 poeti e sarebbe stata situata a Thenmadurai, dove fu in funzione per 4440 anni; quando la città venne inghiottita dalle acque, la capitale sarebbe stata spostata a Kapatapuram, dove venne fondata l'Idai Sangam, o Seconda Assemblea; qui si contarono 3700 poeti durante un identico numero di anni, fino a che uno straordinario diluvio distrusse la capitale, che venne quindi spostata a Madurai, dove la terza ed ultima assemblea, o Kadai Sangam, venne allora fondata e dove vennero patrocinati 449 poeti durante 1850 anni. Già nell'ambito di questo testo, si formulano dunque teorie che appaiono esagerate, tanto rispetto al perdurare della tradizione delle Sangam - 9990 anni, contro un periodo che, secondo storici e filologi, abbraccerebbe invece solo i primi tre secoli dell'Era cristiana - quanto alle dimensioni reali di quelle terre che furono sommerse.

    Secondo i commentatori medievali, infatti, su questa terra perduta, delimitata a Nord dal fiume Pahruli e a Sud dal Kumari, sorgevano 49 Paesi (Nadu); la distanza trai due corsi d'acqua era di 700 katham, secondo i calcoli odierni aprossimativamente 770 km. Era dunque Kumari realmente grande come un continente? I sostenitori di ciò interpretano il termine utilizzato Nadu come Nazione; ma, tanto in Tamil Nadu quanto in Kerala, la toponomastica è a tutt'oggi ricca di villaggi anche piccolissimi che hanno adottato quel termine, inteso dunque come Insediamento, opposto al termine Kadu, foresta, mentre nei testi originali mai si fa riferimento a Kumari col termine Kandam, continente, utilizzato invece nei commenti medievali.

    A partire dagli Anni 20 del Novecento, i revivalisti della cultura Tamil, in contrapposizione con la presunta supremazia culturale del binomio Arya-Sanscrito nel subcontinente indiano, utilizzarono la teoria di Lemuria a sostegno delle loro istanze, sovrapponendola e facendola coincidere con quella di Kumari, che divenne allora IL Continente: secondo i nazionalisti tamil, dimentichi dell'arretratezza attribuita ai Lemuriani dai sostenitori della teoria, Kundan Kumari-Lemuria aveva infatti ospitato la vera e originaria Culla della Civiltà, già persino prima che le cime dell'Himalaya si innalzassero dall'Oceano Tetide, facendo quindi risalire le origini della cultura Tamil per lo meno a circa 135 milioni di anni or sono. Il nazionalismo Tamil rifiutava allora come oggi l' Hindi come lingua nazionale, promossa come tale negli anni precedenti all'Indipendenza, in una disputa virulenta che si ripropose anche negli Anni 50 e 60 del Novecento.

    In realtà, come illustrato dallo storico N. Subrahmanian nel suo The Tamils - Their History, Culture and Civilisation, è possibile che effettivamente una terra delle dimensioni di un moderno distretto e che includeva i due fiumi citati venisse erosa dal mare, costringendo i sovrani dell'epoca a trasferire altrove le loro capitali, secondo modalità per nulla sconosciute alla zona. La trasmissione orale di quelle memorie e le esagerazioni letterarie medievali avrebbero poi fatto il resto.

    I moderni studi sui cambiamenti occorsi nella storia del mondo, a causa delle variazioni del livello dei mari e delle glaciazioni, hanno di fatto dimostrato l'inconsistenza della teoria del Kundan Kumari: dopo l'ultima Era glaciale, circa 18mila anni fa, le acque dell'Oceano Indiano si abbassarono, come quelle degli altri oceani della Terra. Sri Lanka fu dunque connesso all'India attraverso il territorio che ora giace sul fondo del Golfo di Mannar a causa del riscaldamento globale che seguì e che, con lo scioglimento di enormi quantità di ghiaccio avvenuto nei seguenti 8mila anni, provocò in più riprese l'innalzamento del mare, inghiottendo anche una larga fascia costiera dell'India meridionale. Ma circa 4mila anni fa, secondo lo studio dei sedimenti, allo scioglimento dei ghiacci si aggiunse nella zona anche un periodo di violentissime precipitazioni che durò un altro mezzo millennio, contribuendo ulteriormente all'innalzamento delle acque che poi ridiscesero al livello attuale all'inizio dell'epoca cristiana.

    Fu con ogni probabilità la memoria dei supravvissuti di quell'epoca - 1500 a.C. - e trasmessa oralmente per generazioni, ad entrare nella letteratura tamil dell'epoca Sangam nei primi tre secoli dell'Era cristiana, dando così vita alla leggenda di Kundam Kumari.

    http://www.guidaindia.com/ - Lemuria, l'Atlantide indiana
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-01-13 alle 17:02
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  2. #2
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    Predefinito Re: Il mito di Lemuria

    LEMURIA E MU

    Ricerca raccolta da Marisa Uberti
    dal sito duepassinelmistero



    La 'leggenda' di Lemuria balzò alla ribalta negli anni '60 e '70 del XIX° secolo. Un gruppo di geologi inglesi aveva notato una strabiliante somiglianza tra fossili e strati sedimentari trovati in India (Stow e Blandford) e in Sud Africa, risalenti al Periodo Permiano. Venne quindi ipotizzato sempre più alacremente che potessero essere esistiti dei ponti di terra emersa, forse anche continenti, che col tempo erano sprofondati negli abissi.

    Questi reperti erano quindi datati a 250 milioni di anni fa. In effetti, nel 1887, Neaumayer parla chiaramente di una penisola, che chiama 'Indo-malgascia', che doveva unire l'India e il Sud Africa. Contemporaneamente, tale ipotesi poteva ben combinarsi con gli studi del naturalista E. Heinrich Haekel, per spiegare la distribuzione di una famiglia di lemuri e di animali e piante fossili, sia in India che in Sud Africa che in Madagascar. I lemuri sono animali notturni strettamente associati alle scimmie che non sono estinti, ma vivono in notevole numero in Madagascar, un'isola costituita da un altipiano che - migliaia di anni fa - faceva parte di un continente. Un biologo inglese, P. L. Slater, coniò il termine 'Lemuria', per associazione. Originariamente questo pseudo-continente si doveva situare nell'Oceano Indiano, ma alcuni 'mistici' pensarono di appropriarsi di questa idea e trasferirono la localizzazione di Lemuria nell'Oceano Pacifico, che divenne quindi la misteriosa e mitica sede di una civiltà perduta. Quando venne avanzata la teoria della 'deriva dei continenti' e quella della 'tettonica a placche', vennero scientificamente spiegati i fenomeni della distribuzione di strati, fossili e lemuri e quindi l'ipotesi di un antico continente perduto sembrò svanire in una bolla di sapone.

    James Churchward, un colonnello dell'esercito britannico, nel 1874 si trovava in India e conobbe un sommo sacerdote, presso un monastero locale. Questi gli avrebbe fornito importanti rivelazioni su un continente perduto, MU, che mise in un libro e rese pubbliche in "The lost continent of Mu".
    In certi documenti custoditi negli archivi del tempio Indiano, inviolabili e intoccabili, sarebbero scritte cose incredibili, dice Churchward nel libro, rievocando le confidenze che avrebbe ricevuto dal monaco, che narravano di un continente perduto nel Pacifico, e tali scritti sarebbero stati composti dai NACAAL, una comunità religiosa mandata dalla Madre Terra nelle colonie per insegnare le sacre scritture, la religione e le scienze. Churchward ipotizzava che Mu fosse all'apice dello splendore all'incirca 50.000 anni fa e poneva il suo sprofondamento negli abissi circa 13.000 anni fa, con i suoi 64.000.000 di abitanti.

    Churchward non rivelò mai il nome del monaco, nè si seppe mai nulla di queste ipotetiche tavolette di Nacaal, la cui lingua solo lui - a quanto è dato capire - imparò e tradusse (senza peraltro molto credito). Nel suo libro cita anche che un certo Niven che portò alla luce una raccolta di tavole. Effettivamente, William Niven nacque nel 1850 e morì nel 1937, fu un mineralogista e un archeologo e nel 1911 scoprì alcune antiche rovine sotto strati di cenere vulcanica presso una cittadina a nord di Città del Messico, Axcapotzalco. Per più di vent'anni della propria vita si dedicò alla perlustrazione della Valle del Messico, raccogliendo oltre 20.000 reperti che portò nel suo Museo privato nella capitale messicana (poi spostato a Tampico). 2.600 di questi 'pezzi' sarebbero stati interpretati da Churchward come segni dell'alfabeto di Mu, simili a quelli riportati sulle tavole Nacaal. Teoria che attualmente non trova nessun credito presso gli studiosi. E probabilmente non c'è davvero alcun nesso, nè alcuna prova concreta.

    Ma allora Mu o Lemuria... sono esistite?

    Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della "Società Teosofica", nel 1888 sostenne che Lemuria fosse davvero esistita. Ne aveva letto in un misterioso libro, intitolato "Libro di Dzyan", noto anche come "Stanze di Dzyan", un antichissimo testo scritto ad Atlantide in una lingua ormai estinta, chiamata Senzar. Il manoscritto racchiuderebbe tutta la storia dimenticata dell'Uomo. La Blavatsky asseriva che dei Maestri o Mahatma residenti in Tibet le inviavano messaggi telepaticamente e così sarebbe venuta a conoscenza di questo libro. Secondo lei, l'umanità è destinata a svilupparsi secondo sette razze, di cui le prime due non sarebbero state esattamente 'corporee' mentre la terza sarebbe stata costituita dai 'giganti ermafroditi' che popolavano Lemuria, mentre la quarta fu quella degli Atlantidei, che conoscevano molto bene la Magia e le scienze esoteriche. Entrambi i due continenti sarebbero scomparsi in seguito al continuo ricorso alla magia nera. Però - tra la popolazione distrutta - alcuni Grandi Inziati si sarebbero salvati, portando le loro Conoscenze segrete e ataviche per tutto il mondo.


  3. #3
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    Predefinito Re: Il mito di Lemuria

    l'innalzamento degli oceani seguito alla fine dell'ultima glaciazione ha sommerso una percentuale di coste indiane di una certa rilevanza

    non solo al sud ma specialmente al nord, nella zona del Gujarat e del Kutch, una vasta parte di piattaforma terrestre è stata inghiottita dal mare

    una trentina o più di km al largo di Dwarka, a una profondità di circa 30-40 metri sono stati individuati resti di un abitato lungo chilometri e datato approssimativamente al 7000 a.C.
    altri siti sono stati individuati al largo di Somnath

    nel Tamil Nadu è possibile osservare Mamallapuram (Mahabalipuram), i cui tempi si estendono fin dentro l'oceano
    Ultima modifica di baba; 20-01-13 alle 16:17

  4. #4
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    Predefinito Re: Il mito di Lemuria

    A proposito della concreta possibilità che siano esistite terre un tempo emerse nell'attuale oceano indiano, c'è questo interessante articolo:



    L'Atlantide perduta al largo di Mauritius - National Geographic

    che conclude così:

    sotto l'Oceano Indiano potrebbero trovarsi altri continenti sommersi. E l'analisi del campo gravitazionale terrestre ha rivelato altre zone del fondo oceanico in cui la crosta terrestre appare più spessa del solito: potrebbero essere la prova della presenza di rocce continentali.
    Ultima modifica di Tular; 05-03-13 alle 15:26

 

 

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