Mi pregio riportare un articolo a firma Paolo Arsèna pubblicato sulla "Voce" del 13 marzo 2009:
Caro Segretario nazionale, cari membri della Direzione, cari amici repubblicani.
E’ cambiato il clima rispetto ai tempi in cui i repubblicani subivano il ricatto dilaniante della scelta di campo bipolare. Una scelta vissuta a lungo sulle barricate e nell’incomunicabilità tra le due sponde.
Non ho mai condiviso l’alleanza organica con questo centrodestra, ma neppure l’assimilazione nei contenitori promiscui e confusi del centrosinistra.
Da tempo ho percorso insieme ad altri un sentiero diverso, teso a ricercare l’unità dei repubblicani su un terreno politico che fosse espressione della nostra storia e della nostra identità. Quando tre anni fa abbiamo dato vita al Forum per l’Unità dei Repubblicani, lo abbiamo fatto col preciso intento di creare uno strumento trasversale, utile alla costruzione di questo sentiero unitario. Funzionale anche a mantenere vivi i contatti con amici dispersi e tra amici che albergavano su versanti opposti.
Muovendo una critica al sistema bipolare e bipartitico, ci siamo dunque coerentemente mossi nel solco dell’autonomia dal centrodestra e dal centrosinistra, per la costruzione di una terza forza liberaldemocratica e laica, in grado di offrirsi all’elettorato come alternativa seria e credibile al bipolarismo dei contenitori esistenti.
Questo, coltivando il dialogo e ricercando la sinergia con tutte le forze repubblicane laiche e liberali presenti nel panorama, e con un più ampio mondo culturale, intellettuale e politico di area liberaldemocratica.
Riteniamo di aver fin qui svolto un compito utile e necessario, che ha conseguito dei risultati, nei limiti delle nostre possibilità: se oggi l’aspirazione alla “terza forza” è più consapevole e concreta, una parte del merito credo spetti anche a chi, come noi, l’ha tenacemente perseguita e costruita in questi anni. E’ chiaro a tutti che si tratti di una strada difficile, che richiederà tempo, sacrifici e percorsi complessi, ma è la ragione della nostra stessa esistenza e l’unico sbocco in grado di dare ai repubblicani un ruolo riconoscibile e utile per il Paese.
Oggi i Repubblicani Europei escono da un Partito Democratico in disfacimento, per orientarsi su una posizione indipendente. D’altra parte il Partito Repubblicano, in vista delle elezioni europee e di fronte allo spettro di uno scioglimento nel Popolo delle Libertà, vive un momento di forte orgoglio identitario, che spinge concretamente verso un orizzonte liberaldemocratico di autonomia.
Si assiste inoltre ad un ritrovato dialogo tra Pri ed Mre, che prelude ad un prossimo auspicabile superamento della dicotomia repubblicana.
Registro dunque importanti segnali di convergenza sul progetto da noi praticato.
Credo pertanto che sia giunto il momento di dare un primo riscontro tangibile e incoraggiante sul cammino unitario.
Ho apprezzato l’appello e l’augurio sincero che a fine anno il segretario Nucara ha esteso a tutti i repubblicani al fine di superare le divisioni del passato, e ho sempre considerato il partito storico come la casa naturale dove ritrovare interamente il mondo repubblicano.
Per tutte queste ragioni, decido di rientrare nel PRI e di impegnarmi dentro al partito per sostenerlo con impegno nella sua attività. Cosciente di poter dare un contributo in un momento così delicato e difficile, ma anche ricco di possibilità di riscatto.
Tale passaggio non si esaurisce in un episodio personale e solitario, trattandosi di una scelta concordata e condivisa con altri amici, a cui si profila un seguito. Sulla scia di questa decisione, altri repubblicani della diaspora sono in procinto di fare altrettanto, se l’inizio di un nuovo corso non si rivelerà un miraggio.
Sono lieto di ritrovarci e mi auguro che questo segnale, come gli altri che potranno arrivare, incoraggi il partito ad insistere con determinazione sempre maggiore sulla difficile sfida della terza forza liberaldemocratica.
Roma, 10 marzo 2009
Paolo Arsena




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