
Originariamente Scritto da
MarinoBuia
Quando sentite Angela Merkel tuonare inquieta non preoccupatevi più di tanto, sta solo facendo campagna elettorale. Già, in quel brutto paese che è la Germania vige ancora una strana ed arcana usanza chiamata democrazia. Pensate un po’, questi barbari arretrati ogni quattro anni fanno ancora le elezioni. Non sono avanzati come noi che i nostri governanti li facciamo eleggere dal consiglio di amministrazione di Goldman Sachs con la santa benedizione di Re Giorgio I Napolitano.
Insomma, per via di questa arcaica usanza fra pochi mesi Angela Merkel dovrà rendere conto del suo operato ai propri cittadini. Il partito social-democratico ha deciso pochi giorni fa il nome dello sfidante di Angela Merkel. A contendere la cancelleria alla donna più potente del globo sarà Peer Steinbrueck. Steinbrueck è una vecchia conoscenza della politica teutonica, è stato difatti ministro dell’economia durante il quadriennio della Grosse Koalition (’05-’09) e durante questo quadriennio è riuscito nella non facile impresa di centrare il pareggio di bilancio nell’anno 2007.
Per molti il “duello” tra Angela Merkel e Peer Steinbrueck sarà un più che altro un duetto. Steinbrueck ufficialmente nega di volere una replica della Grosse Koalition, ma i sondaggi ad oggi sono unanimi. Se si votasse domani la CDU della Merkel resterebbe il primo partito e il blocco rosso-verde non avrebbe la maggioranza assoluta, esattamente come la coalizione cristiano-liberale che sostiene la cancelliera. Steinbrueck ha escluso categoricamente ogni possibilità di alleanza con la sinistra radicale di “Die Linke” senza il cui appoggio formare una maggioranza di sinistra è de facto impossibile. Fatto sta che in questi primi scampoli di campagna elettorale l’ex ministro dell’economia è sembrato particolarmente incisivo e aggressivo. Steinbrueck non sembra arrendersi ai sondaggi che lo condannano a fare il vice della Merkel in una Grosse Koalition 2.0 e attacca Angela Merkel su tutti i fronti, in particolar modo sulla Grecia e sulla politica europea della leader teutonica. Sapete, anche in questo quei barbari incivili dei tedeschi differiscono dalla progredita Italia. In Germania di Europa, di trattati europei, di MES, Fiscal Compact e euro-diavolerie assortite si parla da mane a sera come più o meno in tutti i paesi civili del continente. Mentre noi che siamo avanzati e progrediti di certe bazzecole non ci occupiamo, i nostri talk show sono occupati dalla cronaca nera e dal “mostro da sbattere in prima pagina, almeno fino al terzo grado di giudizio”. Il massimo del dibattito politico italiano sono le crisi isteriche della Santanché o i finti ritiri del più grande fallito della nostra politica, tale Massimo D’Alema (1).
Appena confermata la sua nomina a candidato cancelliere Steinbrueck ha tuonato “La Merkel deve dire la verità sulla Grecia“. Steinbrueck richiama la cancelleria alla realtà “La Grecia non sarà in grado di andare sui mercati per almeno sette-otto anni.” Di nuovo ieri Steinbrueck all’attacco “La coalizione della Merkel ha fatto mobbing sulla Grecia (…) Ne Kohl, ne alcuno dei suoi predecessori avrebbe autorizzato i partner europei ad essere violentati in questo modo per ragioni di politica interna”. Insomma, Steinbrueck attacca la scarsa autorità della Merkel nel tenere a freno le lingue di fuoco dei suoi alleati bavaresi sulla Grecia.
Ma non ci sono solo attacchi alla scarsa autorità di Frau Merkel nel tenere a bada i membri della sua coalizione sul delicato dossier europeo, Steinbrueck mostra anche forte preoccupazione per la degenerazione della finanza e del sistema bancario a cui imputa la crisi (2). Basta con gli eccessi delle banche, dice la SPD e subito sciorina un programma anti-banche da primato (i molluschi del PD sono pregati di prendere appunti). “Non si vuole distruggere il sistema finanziario, ma bisogna stabilizzarlo e prevenire futuri eccessi” ed eccoti giù la bomba,
Steinbrueck intende riprendere dal cassetto della storia il “Glass-Steagall Act”, il provvedimento considerato fiore all’occhiello del “New Deal ” che venne cestinato da Bill Clinton con le note conseguenze. Ma non solo, Steinbrueck vuole un fondo di salvataggio per le banche… pagato dalle banche stesse e non dai cittadini. Basta coi salvataggi delle banche pagati dai contribuenti, i salvataggi delle banche li paghino le banche stesse.
La SPD, a differenza degli invertebrati del PD, intuisce la diffusa ostilità nei confronti del sistema bancario e agisce di conseguenza. Dichiarazioni d’intenti oppure la SPD ha intenzione di portare la battaglia al sistema finanziario fino in fondo e di farsi sentire anche nel caso assai probabile di una nuova coabitazione con Angela Merkel? Vedremo, intanto registriamo ancora una volta come il patetico teatrino della politica italiota sia desolante se confrontato con altri. Trovatemi un partito dell’arco costituzionale di Fallitaglia che parli di questi temi e che faccia queste proposte (3).
(1) uno che per vent’anni s’è fatto battere da un Salame incapace di controllare la sua libido e nonostante questo ritiene pure d’essere il più intelligente. Non oso immaginare il più stupido. Ah, ma lui conosce l’Iliade a memoria come ci informa tal signorina Madia, ex fidanzata del figlio di re Giorgio I Napolitano, la quale siede evidentemente in parlamento per meriti non molto dissimili da quelli di Nicole Minetti.
(2) Ma non ditelo ai molluschi del PD i quali si prendono l’appoggio ufficiale di Goldman Sachs, e se ne vantano pure.
(3) Sì, ok c’è il M5S ma non fa parte dell’arco costituzionale. Sono più ostracizzati dell’MSI a quel che mi par di capire
Steinbrueck vuole il Glass-Steagall Act | Rischio Calcolato