e le balene?
ho questo anelito di vedere dal vivo lo spermaceti


e le balene?
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"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)


premesso che come già detto non l'ho mai fatto e non lo farei, secondo il tuo ragionamento anche chi se ne sta con la chiappa imborotalcata sul divano a uccidere zanzare e ragni, senza prima mezz'ora di tapis roulant per sudare un po' è vigliacco (oppure vale solo per animali da un tot kg in su?)
solo, dicevo, (IMHO) la parola è eccessiva, faccio abbastanza caso all'utilizzo dei termini, ché poi quando servono veramente per fatti gravi hanno perso sostanza e sembrano parole vuote
poi, se tu dici lo trovo un passatempo crudele (ed ammetti che però lo facevi anche tu quando vivevi in campagna) esprimi un'opinione, e sai anche bene di cosa stai parlando, se dici chi fa così è vigliacco mi pare proprio un giudizio di valore... oltre a risultare poco incisivo per far semmai cambiare idea a qualcuno
(chi punta il dito lo fa per autocompiacimento, non per convincere gli altri del proprio punto di vista, sempre imho)
:-)
{Puntodivistamente parlando...} {opuɐlɹɐd ǝʇuǝɯɐʇsıʌıpoʇund}
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Vipera Gentile& Cazzeggiatrice senza tante pretese


Va da se che gli insetti contano meno dei mammiferi, dei rettili, dei volatili. Non appartengo alla schiera di coloro che considerano tutti gli esseri viventi degni delle stesse tutele.
Sono un sincero e profondo ammiratore della natura ed in particolare del regno animale, è una passione che coltivo fin da quando ero bambino tanto che, nei miei sogni pre adolescenziali c'era quello di fare il veterinario.
Non faccio vacanza che non sia comprensiva di una grande parte naturalistica durante la quale vado a caccia di animali con la mia macchina fotografica.
Se non rischiassi il divorzio, potrei stare ore fermo in un punto ad ammirare un animale nel suo habitat.
Mi sono anche svenato per poter fare un lunghissimo safari, in tenda, nel paradiso terrestre del botwsana solo per vedere con i miei occhi la bellezza del mondo animale
che solo l'Africa su sahariana possiede.
Mi sono commosso fino alle lacrime quando, per la prima volta, ho visto con i miei occhi una sequoia.
Quindi si, per usare la tua semplificazione, la tutela per me vale da un tot di kg in su.
O se preferisci vale per gli esseri viventi con i quali abbiamo, per qualsiasi motivo, un collegamento empatico.
Le contraddizioni fanno parte della vita. Non mangiamo gatto o cane per motivi futili e del tutto irrazionali e sono certo che la quasi totalità degli occidentali considerano vigliacco ed atroce sparare ad un cane per divertimento, con un fucile di precisione, seduti in poltrona. Per me vale lo stesso anche per uno scoiattolo o un topo.
Qundo ero giovane, spinto dallo spirito e dalla necessità di scoprire, capire e anche accumulare esperienze sulla mia pelle, ho certamente maltrattato diversi animali.
Ho anche ucciso dei gattini appena nati con le mie mani, come faceva mio padre. Come si fa in campagna.
Un'esperienza atroce necessaria a farmi avere la certezza che non l'avrei mai più fatto in vita mia. Mai.
Rivendico con forza la pertinenza del termine vigliacco riferito a chi, in maniera totalmente gratuita, usa animale come bersaglio.
La caccia non è il tiro al bersaglio. Ha origini, metodi, motivazioni assai diversi da quelle dell'annoiato cecchino. Certamente ci sono cacciatori vigliacchi o tipologie di caccia vigliacche.
Ma il mio riferimento al sudore era semplicemente un riferimento all'etica della caccia.
Etica che forse sta sfumando ma è sicuramente ancora rintracciabile.
Infine. Seguendo il tuo ragionamento iniziale sugli insetti, potrei applicarlo a rovescio e sostenere che è possibile da fuoco ad un bosco (al netto della rilevanza penale o del danno causato al proprietario del bosco) perché in fondo ammazziamo le zanzare.
Per quanto io possa essere e sia un anarchico liberale, strenuo difensore della proprietà privata e della libertà individuale, non posso non vedere che l'universo nel suo insieme non appartiene a nessuno ovvero appartiene a tutti perché sostiene e contiene tutti.
Allo stesso modo parte dell'ecosistema che sta dentro al giardino di casa mia è, in una certa misura, indisponibile ai miei vezzi e alle mie voglie. C'è un etica anche nella sopraffazione, come ho già scritto.
La voglia di sparare ad uno scoiattolo per puro divertimento è talmente gratuito che diventa vigliacco, come il soldato che spara alla schiena.
Infine. Punta il dito chi è ipocrita nella sua "condanna".
Spero di averti fatto vedere che io non lo sono affatto.
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Ultima modifica di LiberoCittadino; 19-02-13 alle 13:32
"True terror is to wake up one morning and discover that your high school class is running the country"


I toporagni si stanno già incazzando come giaguari
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esistono persone vigliacche indipendentemente da tutto
Infine. Seguendo il tuo ragionamento iniziale sugli insetti, potrei applicarlo a rovescio e sostenere che è possibile da fuoco ad un bosco (al netto della rilevanza penale o del danno causato al proprietario del bosco) perché in fondo ammazziamo le zanzare.
dai non imbrogliare :-)
Non quoto tutto per non appesantire, ma molto bello il post che hai scritto. :-)
Forse è solo una faccenda di termini, tu rivendichi il "vigliacco" io invece sono a dirti che per me risulta eccessivo anche "ipocrita", e li uso con parsimonia,
infatti non ho pensato tu sia ipocrita, e se ti è sembrato me ne dispiaccio perché in realtà ti chiedevo chiarimenti, e me ne hai dati di esaurienti ed esaustivi, anche se, come spesso accade, credo ognuno rimarrà con la propria opinione (dal canto mio ho le idee più chiare e sono soddisfatta della tua spiegazione).
Per me la crudeltà del gesto non riguarda l'animale (da questo punto di vista per me la zanzara vale quanto la pantegana) ma riguarda l'intenzione, e la coscienza
Faccio fatica a vederci il puro divertimento nello sparare all'animale (ratto, scoiattolo, lepre), lo considero solo una fase della vita che può riguardare oggi tizio domani caio, e dal punto di vista dell'animale è sempre una fregatura, ma la vita è ingiusta
non considero nulla come statico e definitivo, come capitò a te (l'esperienza ti ha convinto a rifiutare certi comportamentti) così io credo che chiunque abbia il diritto (dovere) di sperimentare sé stesso (con i dovuti limiti) e semmai condannare ciò che conosce e sospendere il giudizio sul sentito dire o il visto in giro,
dal punto di vista dell'esperienza personale credo che i meccanismi della mente sfuggano anche a chi li vive, ed il percorso deve essere individuale, io, per quanto mi riguarda, non ho mai sentito necessità di uccidere e fortunatamente non mi è stato imposto (pur con contadini e cacciatori in famiglia) invece mi è stato insegnato ad ascoltare l'idea di tutti e chiedere chiarimenti quando qualcosa mi suona strano, e mi è stato insegnato che la scelta individuale (esperienze e relative opinioni) è sacra
grazie per le tue risposte
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Sulle prime due osservazioni:
1. Certamente i vigliacchi esistono in maniera trasversale. Parlavo di cacciatori per una questione di contesto.
2 Beh, non sto barando ti ripagavo, bonariamente, con la stessa moneta. Un modo per sgomberare il campo dall'estremizzazione dei concetti.
Per il resto, è vero che la crudeltà del gesto riguarda l'intenzione e non l'oggetto dell'azione crudele.
Però bisogna anche accettare il fatto che, per rimanere sugli insetti, l'asticella che delimita la liceità etice e morale di un'intenzione può essere molto bassa e non è sicuramente sempre uguale.
Nella vita di tutti i giorni siamo disposti a sterminare intere clonie di formiche, centinaia di mosche, zanzare, ragni, ecc solo perché ci arrecano un piccolo disturbo estetico o perché sono una piccola minaccia. O semplicemente perché ci fanno ribrezzo.
Per questo ammetto, senza ipocrisia o vergogna, che come essere umano non provo alcuna rimorso a discriminare tra specie o regni.
L'uccisione di un uomo perché "ci fa ribrezzo" possiamo considerarla un atto universalmente considerato inaccettabile. Addirittura punibile con la morte dell'autore.
L'uccisione di un mammifero non umano perché "ci fa ribrezzo" di certo non è considerata lecita in maniera universale. Anzi. E ogni specie di mammifero ha un grado di tutela a se, dipende dalla cultura locale.
L'uccisione di un insetto perché "ci fa ribrezzo" è prassi quotidiana e la motivazione è di fatto considerata ampiamente sufficiente.
Siamo fatti così. Per ora.
Come scrivi tu, quando si parla di morte l'esperienza e i meccanismi sono individuali. Per cui conta di fatto solo il punto di vista personale il quale, per definizione non è mai un accusa o un puntare il dito ma solo un'esternazione di un pensiero privato
all'interno del quale ci può essere (o meno) lo spazio per l'uso di un termine come vigliacco.
Quindi non è tanto uno "scontro" sull'uso delle parole ma sulla percezione che soggettiva e privata che abbiamo di una certa parola in un certo contesto.
Cheers
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Ultima modifica di LiberoCittadino; 19-02-13 alle 16:44
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