Comunque quel 'modello' esiste da tempo pure in Italia (i casi Esselunga, SDA, Ikea...ma basta aver lavorato in porto). Lo sfruttamento feroce nel settore trasporti è un tratto saliente del capitalismo multinazionale.
Che in Germania le condizioni del lavoro nel settore distribuzione/logistica siano terribili è un fatto noto da anni.
Proprio per questo è inaccettabile che i gonzi della CGIL facciano l'apologia del 'modello tedesco'...può andar bene solo nella polemichetta da meno peggio su FIAT/Volkswagen (ma nemmeno, di stranieri precari sottopagati è pieno pure a Wolfsburg), farne una rivendicazione generalizzata è pericolosissimo.





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