



Fantastico, capace che se vado lì mi riconoscono come il messia.Originariamente Scritto da CNN
Ultima modifica di Pieralvise; 21-02-13 alle 21:11
L'arte di essere P.A.








ai tempi di mussolini, nei paesi capitalisti gli stati ed i padroni avevano paura, peraltro fondata che i lavoratori seguendo l'esempio dei sovietici facessero la rivoluzione, e per arginare questo pericolo, all'arma del bastone costituito dalla repressione poliziesca e militare, aggiunsero l'arma della carota costituita dai diritti dei lavoratori e dalla costruzione dello stato sociale, e mussolini che era salito al potere grazie all'appoggio del grande capitale italiano, non fu da meno rispetto agli altri statisti dei paesi capitalisti di quell'epoca, dopo la crisi ed il crollo del'lURSS e del patto di varsavia, gli stati capitalisti, le banche ed il grande capitale, stanno riportando le condizioni dei lavoratori a quelle che erano alla fine dell'ottocento ed all'inizio del novecento, quindi per quei diritti non bisogna ringraziare mussolini ma la rivoluzione d'ottobre e la paura generata da questa presso i capitalisti, che li ha spinti a concedere diritti ai lavoratori
sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig


Don speriamo che qualche altro paese sfigato rifaccia la rivoluzione, così si riprendono paura e stiamo meglio.


Mussolini è andato al potere perché fu abile nello sfruttare le contraddizioni interne al sistema demo-liberale e alle forze antifasciste, il grande capitale o comunque la stragrande maggioranza di esso ne ha sempre diffidato fortemente (se proprio non vogliamo parlare di avversione), pure nei momenti migliori dei rapporti tra grande industria e Fascismo. Del resto, si sa che le forze economiche del grande capitalismo preferiscono le democrazie ai regimi autoritari. E si sa che gli industriali preferivano trattare coi sindacati rossi (o vicini al PPI) piuttosto che con quelli fascisti.
Ultima modifica di Giò; 22-02-13 alle 01:33
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).



