Nessuna tautologia: semplicemente se una cosa si chiama matrimonio non la si può applicare a unioni che col matrimonio propriamente inteso non c'entrano una sega. Sarebbe come se io volessi chiamare le pere mele o tagliare le zucchine con l'aspirapolvere. Quindi parlare di matrimonio gay in realtà è una contraddizione in termini. Così come è una contraddizione logica ed argomentativa voler regolamentare di diritto coppie che sono tali solo di fatto.
Esatto, hai c'entrato il punto: bisogna tornare al Fascismo.
Più passa il tempo più mi convinco che il Fascismo sia sinonimo di normalità, civiltà, giustizia e verità.
Detto questo, la moralità pubblica è un bene che va assolutamente tutelato perché la sua violazione implica un danno non solo per il singolo ma per l'intera collettività.
L'omosessualità è un orientamento intrinsecamente disordinato che si concreta in atti contrari alla natura umana.
Ovviamente nel privato tra due adulti consenzienti lo Stato non si può andare ad infilare sotto le lenzuola perché sarebbe lesivo della coscienza del singolo.
Ma se la cosa acquisisce una rilevanza pubblica si rientra nel raggo d'azione dello Stato.
E lo Stato deve promuovere il bene comune e la giustizia e sia il bene comune che la giustizia (che in realtà coincidono) impongono che lo Stato non promuova o approvi direttamente l'immoralità o comportamenti immorali.





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