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43. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Esercito di Volontari/Professionisti

    17 39.53%
  • Esercito di Leva e Coscritti (Nazionale)

    15 34.88%
  • Modello di Milizie Territoriali

    7 16.28%
  • Altro (motivare)

    4 9.30%
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Risultati da 11 a 20 di 100
  1. #11
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Citazione Originariamente Scritto da Dmitri Donskoj Visualizza Messaggio
    Non so...:mmm:

    A me piacerebbe una sorta di mix tra un esercito di volontari/professionisti e un esercito di leva...

    Cerco di spiegarmi meglio: le truppe d'élite e gli ufficiali, coloro che sono decisi a fare carriera nell'esercito insomma, dovrebbero essere volontari disposti a restare molto tempo nelle forze armate, mentre per il resto sarei favorevole ad una sorta di servizio militare"facoltativo"...

    Esiste il servizio civile, no? Ed ha senz'altro un suo valore formativo...io darei la possibilità, per chi vuole, accanto al servizio civile ed in sostituzione di esso, di svolgere il servizio di leva per un annetto circa...In questa maniera le forze armate potrebbero usufruire anche delle competenze della "società civile" e non solo di militari di carriera, e nel contempo si verrebbe a creare un nucleo di civili con alcune competenze militari che potrebbero essere molto utili per rimpinguare in fretta le fila delle nostre FF.AA. in caso di guai...

    Per questo voto "altro", intendendo questo mix tra esercito di leva ed esercito volontario...


    Un esercito professionista già si avvale della società civile in compiti non di prima linea.

    I coscritti possono andare bene solo per la difesa nazionale in caso limite straordinario d' invasione straniera.

    Per i compiti attuali nei quali è chiamato ad operare il ns esercito invece sono solo dei pesi morti e una voce in più nel bilancio di spesa.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  2. #12
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Citazione Originariamente Scritto da Giuseppe Colombo Visualizza Messaggio
    Farei un bell'esercito nazionale,organizzato in castearne da macello,carne da macello pregiata,semiabili,abili,ecc.Il tutto in base alla casta d'appartenenza.
    Ammazza abbiamo un super-reazionario e tu a che casta apparterresti?

  3. #13
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Citazione Originariamente Scritto da Traumer Visualizza Messaggio
    Ammazza abbiamo un super-reazionario e tu a che casta apparterresti?
    Quella degli scudi umani.

  4. #14
    Bello e dannato
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Forze Armate composte di volontari e professionisti, con una buona quantità di riserve addestrate.

    Sono più che favorevole ad una "guardia nazionale", ma intesa come articolazione territoriale dell'esercito composta di elementi affidabili, che si occupi della difesa territoriale e che all'occorrenza possa assumere funzioni di polizia ed ordine pubblico. Dunque non certo intesa come milizia popolare.
    Pertanto la vedrei con favore solo sotto il giusto ordinamento politico, oppure se realizzabile in modo da costituire un "corpo sano". Diversamente, non è nemmeno da tenere in considerazione.

    Questo in linea di massima.
    Ultima modifica di Pieralvise; 04-08-09 alle 10:54
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  5. #15
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Volontari

  6. #16
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Sostanzialmente sarei per il ripristino della Leva, con ciclo addestrativo non inferiore ad un anno, molto duro e molto disciplinato, con basi addestrative lontane dai domicili degli arruolati.
    Non tanto per costruire il "Cittadino-Soldato" , ma per la costruzione del "Cittadino tout court" , che tolto dall'alveo di tranquillità famigliare e di situazioni rincoglionenti stile discoteca e stadio, possa finalmente temprare virtù civiche etiche e morali, in una forgia degna di questo nome.
    A seguire tre anni da riservista in unità di pronto impiego in ambito non militare (Protezione Civile, Vigili del Fuoco Ausiliari, niente troiate stile Sert) con almeno un mese di esercitazioni/attività pronto impiego durante l'anno.

    Questo valido per uomini e donne, in unità rigorosamente separate.

    Per disabili, mentecatti, amputati e inabili vari al servizio, obbligo di medesimo servizio , in unità non militari che possano comunque utilizzare loro competenze (foss'anche fare la spugnetta dei francobolli con la lingua).

    Dai sopraddetti bacini d'utenza pescare una minima frazione con ferma di anni 5, da cui estrarre volontari di truppa ben addestrati. Solo i suddetti volontari a termine ferma, possono concorrere per entrare in corpi armati dello Stato.

    Sottufficiali provenienti esclusivamente dalla Truppa Raffermata.

    Ufficiali provenienti ugualmente dalla Truppa Raffermata. (mediante concorso) a partire dal terzo anno dall'arruolamento
    Preferisco di no.

  7. #17
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Sostanzialmente sarei per il ripristino della Leva, con ciclo addestrativo non inferiore ad un anno, molto duro e molto disciplinato, con basi addestrative lontane dai domicili degli arruolati.
    Non tanto per costruire il "Cittadino-Soldato" , ma per la costruzione del "Cittadino tout court" , che tolto dall'alveo di tranquillità famigliare e di situazioni rincoglionenti stile discoteca e stadio, possa finalmente temprare virtù civiche etiche e morali, in una forgia degna di questo nome.
    A seguire tre anni da riservista in unità di pronto impiego in ambito non militare (Protezione Civile, Vigili del Fuoco Ausiliari, niente troiate stile Sert) con almeno un mese di esercitazioni/attività pronto impiego durante l'anno.

    Questo valido per uomini e donne, in unità rigorosamente separate.

    Per disabili, mentecatti, amputati e inabili vari al servizio, obbligo di medesimo servizio , in unità non militari che possano comunque utilizzare loro competenze (foss'anche fare la spugnetta dei francobolli con la lingua).

    Dai sopraddetti bacini d'utenza pescare una minima frazione con ferma di anni 5, da cui estrarre volontari di truppa ben addestrati. Solo i suddetti volontari a termine ferma, possono concorrere per entrare in corpi armati dello Stato.

    Sottufficiali provenienti esclusivamente dalla Truppa Raffermata.

    Ufficiali provenienti ugualmente dalla Truppa Raffermata. (mediante concorso) a partire dal terzo anno dall'arruolamento

    Non nego che sia suggestivo, ma sotto l'aspetto politico sarebbe:
    1) fattibile?
    2) auspicabile?
    3) adeguato al momento presente?

    Mi spiego meglio, andando con ordine.

    Leva obbligatoria significa addestrare al combattimento tutti, inclusi negroidi con la cittadinanza e comunisti. Presumendo che di costoro, dopo il congedo, si volesse fare dei buoni riservisti, gli si dovrebbe lasciare in dotazione un'arma automatica, materiale combat, munizioni?

    Riguardo alle femmine: anche qui non vedo proprio la ragione di obbligarle al servizio militare. Non siamo mica Israele. Personalmente ritengo già una grossa concessione (che abrogherei) permettere alle donne l'arruolamento volontario.
    In un momento sociale come questo, dove la dissoluzione dei nuclei familiari mina la società stessa, la donna andrebbe piuttosto "addestrata" alla conduzione della famiglia, all'economia domestica, alla saggia gestione della casa.

    Riguardo gli inabili vari, in caso di coscrizione mi limiterei a far pagare loro una tassa permanente. Ma senza chiamata di leva, il problema non si pone.

    Riguardo il transito in polizia e corpi armati vari: se ne può parlare, ma anche qui mi pare un requisito troppo stringente. 5 anni di ferma prima di poter passare a mansioni di polizia? Qui però dovremmo aprire un discorso a parte sulle forze dell'ordine, e si rischia di finire OT.

    Sugli ufficiali: senza dubbio può essere un bene che un ufficiale abbia trascorso un periodo più o meno lungo nella truppa (siano tre mesi o tredici anni...) ma non lo renderei certo un requisito obbligatorio. Diversamente assisteremmo ad una progressiva "popolarizzazione" dell'ufficialità (che invece, auspicabilmente, dovrebbe essere espressione di una classe sociale superiore o intermedia, dal sottotenente di complemento al capo di stato maggiore. Nel momento presente: il ceto medio da virilizzare) e ad una crescente confusione di ruoli.

    Riguardo i sottufficiali, sarei anche d'accordo con te, ma a mio giudizio ad un individuo dotato e preparato (non parlo di diplomini, mi riferisco alla preparazione strettamente militare ed ai requisiti che si chiedono ad un buon soldato: vigore fisico, resistenza, doti morali e caratteriali, intelligenza svelta e di tipo pratico) dovrebbe bastare un anno in truppa per poter passare sergente.
    Ultima modifica di Pieralvise; 04-08-09 alle 14:40
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  8. #18
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Tendo a concordare con Pieralvise su volontari e professionisti, per certe cose bisogna avere la giusta indole, dovrebbe trattarsi di guerrieri e non di vaccari o di orologiai prestati al fucilino. Va poi da sé che all'interno dello stesso comparto delle forze armate non potranno che esserci una serie di ulteriori suddivisioni basate sulla vocazione e sul genere di ruolo da svolgere.
    E' pur vero che come suggerisce Miles un'esperienza che almeno una volta strappi ogni cittadino dai suoi affari per ricordargli che la sua vita non è in realtà sua ma del faraone, non può che essere formativa e salutare, c'è però da vedere in che modo la cosa potrebbe essere eventualmente formulata e organizzata, essendo il ruolo militare una cosa in ogni caso specifica e non dovendo troppo rompere le scatole a chi nella vita dovrà dedicarsi a tutt'altro tipo di mansioni, conformemente alla sua inclinazione.

    Le donne sono un ulteriore problema, sarebbe probabilmente meglio incanalarle in ruoli che non alterino la loro femminilità (non per ragioni esteriori e di raffinatezza, quanto perché non dubitino neanche per un istante riguardo chi comanda).
    "Collectively, Eurasia's potential power overshadows even America's".
    Zbigniew Brzezinski, "A geostrategy for Eurasia"

  9. #19
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Non nego che sia rimasto molto affascinato da teorie Heinleniane, credo sia meglio argomentare meglio la mia proposta.

    La mia proposta mira all'utilizzo dello strumento militare come forgia di Cittadini, non tanto e non solo di Combattenti (ovviamente con doverose eccezioni)

    [QUOTE=Pieralvise;348445]Non nego che sia suggestivo, ma sotto l'aspetto politico sarebbe:
    1) fattibile?
    2) auspicabile?
    3) adeguato al momento presente?

    Mi spiego meglio, andando con ordine.

    Leva obbligatoria significa addestrare al combattimento tutti, inclusi negroidi con la cittadinanza e comunisti. Presumendo che di costoro, dopo il congedo, si volesse fare dei buoni riservisti, gli si dovrebbe lasciare in dotazione un'arma automatica, materiale combat, munizioni?
    Tu confondi il modello di milizia svizzera cui viene lasciata l'arma col modello del riservista in uso in molti altri paesi. Come vedi sopra specificavo che il riservista, per una breve frazione della sua vita (tre anni) viene impiegato in compiti e addestramenti da Protezione Civile, non prettamente militari.
    Per quanto concerne l'addestramento di elementi non graditi, sai meglio di me che uno strumento militare efficiente prevede che solo una parte sia impiegata in compiti di combattimento, demandando praticamente una metà dei contingenti alla logistica. Ciò è applicabile quindi in scelte ponderate su dove mandare il soldato X, fermo restando che categorie come quelle da te citate, per loro stessa natura, cercherebbero di farsi esonerare dall'addestramento armato, ricadendo nella categoria di servizio che indicavo (che per sua natura è meno onerosa),arruolamento che rimane sì obbligatorio, ma utilizzabile in contesti non prettamente bellici.


    Riguardo alle femmine: anche qui non vedo proprio la ragione di obbligarle al servizio militare. Non siamo mica Israele. Personalmente ritengo già una grossa concessione (che abrogherei) permettere alle donne l'arruolamento volontario.
    In un momento sociale come questo, dove la dissoluzione dei nuclei familiari mina la società stessa, la donna andrebbe piuttosto "addestrata" alla conduzione della famiglia, all'economia domestica, alla saggia gestione della casa.
    E' vero, ma appunto la creazione di un senso di famiglia avviene quando una persona riesce a raggiungere la forma mentis che i desiderata del singolo devono essere subordinati ad un qualcosa di maggiore.
    Per educare le donne al pensiero della famiglia, forse occorre inserirle in una forma mentis di "famiglia allargata" ricco di obblighi e doveri, come appunto quello militare.
    Sembra paradossale, ma allo stato attuale, l'unica entità in grado di creare il medesimo concetto di obblighi, doveri e sacrifici tipico della famiglia è appunto quella militare.

    Riguardo gli inabili vari, in caso di coscrizione mi limiterei a far pagare loro una tassa permanente. Ma senza chiamata di leva, il problema non si pone.
    Il problema è che buona parte delle presunte inabilità dequalificanti al servizio militare, non incidono sulla capacità del singolo di agire nella società.
    Faccio un esempio. Se uno ha l'asma, non può fare indubbiamente i cento metri in 11 secondi, tuttavia può divenire ingegnere, medico, avvocato e simili.
    Allora giacchè diviene elemento in grado di incidere sulla società, è giusto che abbia la stessa forma mentis di obblighi e doveri richiesti al Cittadino.

    A meno che non si subordini la Cittadinanza in tutti i suoi diritti e doveri allo svolgimento del servizio militare. Ma è troppo fantascientifico pure per me.
    Riguardo il transito in polizia e corpi armati vari: se ne può parlare, ma anche qui mi pare un requisito troppo stringente. 5 anni di ferma prima di poter passare a mansioni di polizia? Qui però dovremmo aprire un discorso a parte sulle forze dell'ordine, e si rischia di finire OT.
    E' un po' OT, ma avendo a che fare spesso con Polizia e simili, posso assicurarti che il Poliziotto entrato per concorso a 19 anni, spesso ragione da "Casta Sbirresca" più che da Cittadino.
    Sugli ufficiali: senza dubbio può essere un bene che un ufficiale abbia trascorso un periodo più o meno lungo nella truppa (siano tre mesi o tredici anni...) ma non lo renderei certo un requisito obbligatorio. Diversamente assisteremmo ad una progressiva "popolarizzazione" dell'ufficialità (che invece, auspicabilmente, dovrebbe essere espressione di una classe sociale superiore o intermedia, dal sottotenente di complemento al capo di stato maggiore. Nel momento presente: il ceto medio da virilizzare) e ad una crescente confusione di ruoli.
    Non credo che si possa porre il problema, semplicemente perchè in ogni contesto allargato, in qualsivoglia comunità si crea sempre una gerarchia naturale. Ovvero tra cento parigrado vi sarà sempre quello che per qualità proprie ed intrinseche diviene il leader naturale.
    A questo punto, selezionare i suddetti e ufficializzare il proprio ruolo è passo consigliabile. Inoltre porterebbe ad una maggiore elevazione del ruolo della Truppa dal punto di vista culturale.
    E' un modello già sperimentato nell'esercito Tedesco durante la I e II Guerra Mondiale, quando la maggior parte degli ufficiali inferiori proveniva dalla Truppa, con ottimi risultati. Vero che la Guerra è ottima selezionatrice, tuttavia, la durezza addestrativa ugualmente può far emergere gli elementi migliori.

    Riguardo i sottufficiali, sarei anche d'accordo con te, ma a mio giudizio ad un individuo dotato e preparato (non parlo di diplomini, mi riferisco alla preparazione strettamente militare ed ai requisiti che si chiedono ad un buon soldato: vigore fisico, resistenza, doti morali e caratteriali, intelligenza svelta e di tipo pratico) dovrebbe bastare un anno in truppa per poter passare sergente.
    Hai ragione. Direi un anno più corso addestrativo. Ma rivaluterei i bassi gradi. Un caporale dev'essere già una persona con un grado che gli permette certi limiti di comando, così come avviene nella Legione Straniera.
    Preferisco di no.

  10. #20
    Bello e dannato
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    Predefinito Rif: Quale Modello di Difesa?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio

    Hai ragione. Direi un anno più corso addestrativo. Ma rivaluterei i bassi gradi. Un caporale dev'essere già una persona con un grado che gli permette certi limiti di comando, così come avviene nella Legione Straniera.
    Sul resto ti risponderò con calma successivamente (tra poco devo assentarmi, e sarei frettoloso), ma su questo punto, poiché sostanzialmente concordo con te, rispondo subito.

    Uno degli errori molto grossi che si è fatto in Italia dopo aver trasformato le FF.AA. in "professionali" è stata la caporalizzazione, nel senso che oggi sono tutti caporali dopo tre mesi, e si è suddiviso il ruolo dei c.maggiori in mille sottogradi (di fondo, per ragioni di stipendio ed anzianità).

    Nella truppa gli avanzamenti per anzianità non dovrebbero quasi esistere, ed un caporale dovrebbe certamente avere una sua autonomia di comando (secondo il principio che i prussiani applicavano ai giovani ufficiali, del quale mi sfugge l'espressione tedesca spesso ripresa anche da Sharapovnik).

    Dirò di più: troverei corretto che i sottufficiali superiori, marescialli o equivalenti, (al di là che nei fatti contano spesso di più) venissero, secondo un diffuso uso anglosassone, "ranked with, but after" ai tenenti e sottotenenti, ma è un discorso complicato.
    Ultima modifica di Pieralvise; 04-08-09 alle 15:12
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