

"chi è sicuro del valore della propria causa non sente il bisogno della sua vittoria: il valore della causa ne segna già il trionfo"


ESERCITO NAZIONALE! GIOVENTU' GUERRIERA! SCUOLA SPARTANA!
ESERCITO NAZIONALE! GIOVENTU' GUERRIERA! SCUOLA SPARTANA!
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ESERCITO NAZIONALE! GIOVENTU' GUERRIERA! SCUOLA SPARTANA!
ESERCITO NAZIONALE! GIOVENTU' GUERRIERA! SCUOLA SPARTANA!
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Nel calcio i difensori sono schierati di fronte al portiere e costituiscono l'ultima difesa della propria porta prima del portiere stesso, abbiamo:
* terzino o laterale, destro o sinistro, che si occupa delle fasce laterali nella marcatura a zona e delle ali avversarie in caso di difesa a uomo;
* terzino fluidificante, destro o sinistro, che, oltre a svolgere i compiti del classico terzino, propone e costruisce il gioco sulle fasce laterali;
* stopper, centrale, che marca il centravanti avversario;
* libero o battitore libero, centrale, che si schiera tra stopper e portiere ed è libero dai compiti di marcatura per poter bloccare gli avversari sfuggiti ai difensori più avanzati; a volte, il ruolo ha assunto anche un compito di costruzione del gioco;
* difensore centrale, che nella difesa a zona fonde i ruoli di stopper e libero.
A volte sarebbe opportuno usare la Bizona di banfiana memoria...
Comunque ho votato per leva volontaria/professionisti.
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)




Dipende da ciò che si vuol fare.
Non credo possa essere valutata una delle opzioni proposte da Miles solo in base ad una funzionalità astratta.




L'obbligo di leva è una di quelle grandiosi egualizzatrici sociali che mette borghesi, barboni e aristocratici sullo stesso piano.
In sua assenza e con la preferenza di esercito professionale si crea tale disparità:
Borghesi sempre più femminucce e sempre più Peace and love
e Proletari unici schiavi di questa società che per guadagnare qualche soldino si trasportano il peso morto di un aristocrazia economica ormai morente e sempre più abbondante.
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Verissimo, ma "solo" dal punto di vista prettamente tecnico-strategico-militare, in valutazione cioè delle minaccie in potenza o delle volontà espansionistiche della Nazione che lo mantiene , in soldoni dell'uso che ne vuole o teme che ne dovrà fare.
Il discorso muta se viceversa si considera il complesso Forze Armate, come specchio del modello di società che si vuol costruire.
Non è sempre l'Esercito che rispecchia lo Stato, ma lo Stato che rispecchia l'Esercito.
Non sono vuote pippe pinochettiane, ma semplici considerazioni di Sociologia.
Preferisco di no.




Oggi come oggi sono contrario all'esercito di coscritti, in caso di guerra è preferibile darsela a gambe.