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Discussione: L'esobiologia

  1. #11
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Vittorio Macioce

    "GLI ALIENI ESISTONO, STIAMO ALLA LARGA"


    Il professor Stephen Hawking: "Gli extraterrestri sono attorno a noi.
    Ma il contatto con loro sarebbe disastroso per la razza umana. Non resta quindi che evitarli"







    Verdi, minuscoli, titanici, spore, con le antennine, come candele nel vento, umanoidi, lucertoloni, deiformi, omerici, con il dito che chiama telefono casa, con la testa ovale e gli occhi a mandorla, ariani, etabetici, invisibili, alghe, marziani, e Joseph K. un giorno si ritrovò trasformato in uno scarafaggio, venusiani, con le orecchie a punta, parassiti, stilizzati, angeli o demoni, con la testa di gatto, con il tuo stesso sguardo, esattamente come te, identici. Insomma, semplicemente alieni.

    È una vita che l'uomo sta qui, su questa terra, a cercare d'immaginarlo. Lui, l'altro, quello che viene da lontano, simile o diverso, fratello o bastardo, quello che non ci fa sentire soli, quello che ci fa paura, quello che magari c'è, ma finora si è nascosto bene. Lui, l'ultraumano, l'extraterrestre, il bambino che da piccolo cercavi oltre lo specchio, il disco volante non identificato, quella striscia luminosa che si muove veloce nel cielo e certe notti di agosto t'incanta e non sai mai se è un aereo, un satellite, una stella cadente o un Ufo. Lui, quello che forse ha costruito le piramidi, che guarda dall'alto le pietre di Stonehenge, che ha aperto una ambasciata in Nevada, sulla statale 375, in quella che gli umani chiamano Area 51. Lui, quello di 2001 Odissea nello spazio, di Star Trek, di Alien, Visitors, Indipendence Day, quello di Goldrake contro Mazinga, quello che Astolfo non incontra sulla luna, quelli che non c'erano quando Armstrong e Aldrin hanno fatto un piccolo passo per l'uomo ma un grande passo per l'umanità. Quelli che se esistono sono senza dubbio più intelligente di noi.

    L'uomo, dicono le sacre scritture, è il centro dell'universo, il guaio è che non sappiamo cosa ne pensino gli altri. Noi, poveri cristi, possiamo solo immaginare. La scienza non ci dà certezze, ma solo numeri, ipotesi e possibilità. Non lo sa nessuno, neppure i geni. Ma loro giocano sulle probabilità. C'è vita oltre la Terra? Se lo chiedete a Sthephen Hawking, 68 anni, matematico e fisico, un quoziente intellettivo di 160, un'atrofia muscolare che ha alterato la sua voce e le sue gambe, fino a un anno fa titolare della cattedra che fu di Newton a Cambridge, la sua risposta è questa: «Gli alieni? Certo che esistono, è quasi sicuro». Come sono fatti? Dal microbo al bipede intelligente tutto è possibile. Ma di una cosa Hawking è convinto: «Meglio evitarli. Il contatto sarebbe disastroso per la razza umana». Qualcuno si stupisce. Questi vengono qui dall'ultraspazio e sono pure cattivi? Che menagramo Hawking.

    Non è sfiga. È logica. Quali sono i motivi che spingono gli organismi viventi a farsi un viaggio lungo quasi come l'eternità? Perché uno esce di casa e va a finire dall'altra parte dell'universo? Per fame, per curiosità o per amore. Gli ottimisti ti diranno che è per amore. Quelli che vedono il bicchiere a metà, agnostici, diranno per curiosità (e poi si vede se mangiano o amano). I pessimisti pensano subito alla fame.

    Hawking è pessimista. Non si fida. Saranno alieni, ma è probabile che si comportino esattamente come gli uomini. Una civiltà evoluta non è sinonimo di bontà. La morale non segue la tecnologia. Non sempre, per smentire Spider Man, grandi poteri comportano grandi responsabilità. Non è detto che gli alieni abbiano la statura etica dei supereroi della Marvel. È più facile che assomiglino agli dei di Omero. Zeus, Ares, Atena e tutto l'Olimpo erano una gran banda di stronzi. Ettore docet.

    Hawking non vuole fare come Montezuma, che scambiò il biondo Hernán Cortés per il dio azteco Quetzalcoatl. Tutti sanno come andò a finire. Eccolo allora l'extraterrestre di Hawking. Non ci vuole tanto a immaginarlo. Non l'estetica, ma la sua morale. Arriva con 11 navi e 508 soldati. Se ne va in giro con una corazza di metallo e un archibugio che spara fulmini e saette. I «terrestri» gli offrono la pace e lui risponde che vuole l'oro. Quelli pregano e i suoi sacerdoti vogliono convertirli alla loro religione. Pentitevi e battezzatevi. I suoi soldati sono l'arma più letale. Basta che respirano fanno danni. Ogni virus è una condanna a morte. I terrestri di Montezuma non hanno anticorpi. Il nuovo dio si fa strada a colpi di vaiolo. Gli extraterrestri che arrivano dal mare sono lì per la fame. La loro terra ha esaurito le risorse e loro hanno bisogno di colonie da sfruttare. Gli alieni sono «conquistadores».

    Si viaggia per colonizzare. Lo racconta in 3D anche Pandora. Lo sostengono tutti gli scienziati con il pallino della fantascienza. Lo dice La guerra dei mondi di H. G. Wells. Lo ricorda A. C. Clarke ne La sentinella. Lo afferma un altro scienziato, quel Fred Hoyle di A come Andromeda. Forse siamo animali da laboratorio, in questa terra che è un provetta, inseminati, come teorizzava il premio Nobel Francis Crick, da spore portate qui da qualche civiltà superiore. Siamo un'ipotesi metafisica.

    Magari nulla di tutto questo. Nel 1961 l'astrofisico Frank Drake scrisse un'equazione che, una volta risolta, permetterebbe di avere una stima attendibile di quante altre civiltà condividono questo strano condominio chiamato universo. La formula matematica è complessa, ma si può riassumere con due notizie: una buona e una cattiva. La buona (o la cattiva) è che esistono miriadi di civiltà extraterrestri, più o meno quante sono le galassie. Insomma, gli alieni esistono. La cattiva (o la buona) è che sono tutti morti.


  2. #12
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Quel ghiaccio sull'asteroide ci racconta l'origine della vita

    Il ritrovamento su 24 Themis. Rilevati anche composti organici. Sempre più concreta l'ipotesi che la Terra sia stata "fecondata" dall'acqua di un piccolo corpo celeste


    L'asteroide 24 Themis
    Immagine dal sito http://www.skylive.it/

    Elena Dusi

    Trovare acqua sulla Luna o altri pianeti è già una grande scoperta. Ma scoprirla su un asteroide - come annuncia oggi Nature - ci riporta direttamente alle origini della vita. Gli asteroidi infatti sono un po' come le api dell'universo: viaggiano, toccano i quattro angoli del sistema solare, si scontrano con altri corpi celesti e li contaminano con le sostanze che portano a bordo.

    Dopo la scoperta di ghiaccio a bordo dell'asteroide 24 Themis - appena annunciata su Nature da due diverse équipe di astronomi americani, una della Johns Hopkins University e un'altra della University of Central Florida - acquista più concretezza l'ipotesi che la Terra, nata come un pianeta asciutto, sia stata "fecondata" dall'acqua di un asteroide piovuto per caso sulla sua superficie. La ricostruzione diventa ancor più plausibile se si aggiunge che su 24 Themis i ricercatori americani hanno trovato anche dei composti organici. Si tratta di molecole ancora troppo elementari per essere chiamate "vita". Ma che sicuramente rappresentano i mattoni costituenti degli esseri viventi che sarebbero nati in seguito.

    L'acqua allo stato di ghiaccio è stata osservata grazie al telescopio a infrarossi che si trova sul picco del vulcano di Mauna Kea, alle Hawaii. Analizzando lo spettro delle sostanze chimiche che compongono l'asteroide, i ricercatori sono giunti alla conclusione che 24 Themis è ricoperto per tutta la sua superficie da un sottile strato di ghiaccio misto a sostanze ricche di carbonio: i costituenti elementari degli esseri viventi. Queste lunghe e complesse catene di molecole carbonacee, ha spiegato uno degli autori della ricerca, Joshua Emery della Johns Hopkins, "potrebbero essere cadute sulla Terra dando un calcio d'inizio all'evoluzione della vita".

    24 Themis è uno dei più grandi asteroidi in circolazione nel sistema solare (ha un diametro di circa 200 chilometri) e viaggia da qualche miliardo di anni in una fascia compresa tra Marte e Giove. "L'acqua - spiega Andrew Rivkin, capo équipe della Johns Hopkins - è più diffusa sugli asteroidi di quanto non pensassimo e potrebbe essere presente anche al loro interno, oltre che sulla superficie".

    In precedenza si era già ipotizzato che l'acqua degli oceani terrestri provenisse da un corpo celeste di questo tipo, scontratosi con la Terra poco dopo la nascita della Luna (l'impatto che ha probabilmente generato il nostro satellite avrebbe infatti vaporizzato qualunque mare formatosi in precedenza). "Ma mai fino a ora - spiega Humberto Campins dell'università della Florida Centrale - avevamo osservato davvero del ghiaccio sugli asteroidi".

    I ricercatori su Nature scrivono anche che "la presenza di grandi quantità d'acqua era davvero inaspettata". Nelle loro peregrinazioni, questi corpi rocciosi arrivano infatti piuttosto vicini al Sole. Fino a ieri si riteneva che il ghiaccio eventualmente presente su un asteroide si sarebbe vaporizzato tutto, come quello delle comete. Ma forse, suggeriscono gli astronomi americani, 24 Themis ha anche una riserva interna oltre allo strato ghiacciato visibile in superficie. Il prossimo passo, annunciano i ricercatori, sarà studiare i dettagli di quest'acqua per capire se è identica a quella presente sulla Terra. Un metodo esiste, si spiega su Nature: basta calcolare la proporzione di deuterio (un isotopo dell'idrogeno) fra le molecole di H2O e vedere se coincide con quella del pianeta blu.

    (28 aprile 2010)

    http://www.repubblica.it/scienze/201... Repubblica.it - © Riproduzione riservata
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-09-14 alle 01:45
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #13
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Nel 2011 la Nasa lancerà il Mars Science Laboratory: missione che potrebbe chiarire i dubbi

    Tracce di vita su Marte? Da non escludere
    Gli esperimenti falliti del '76 erano errati


    Un nuovo studio rivela che le due sonde Viking avrebbero distrutto il materiale organico (eventualmente) raccolto


    Immagine dal sito Telegraph.co.uk

    Washington - Quando le due sonde Viking giunsero su Marte nel 1976 inviarono dati che mostravano la mancanza di materiale organico sul Pianeta Rosso. I dati furono una delusione per gli scienziati alla ricerca di tracce di vita su Marte. Ma un nuovo studio contesta il modo in cui venne fatto all'epoca l'esperimento e riapre la porta alla speranza della esistenza di materiale organico sul pianeta. «Per 35 anni siamo stati influenzati dai dati apparentemente negativi delle sonde Viking - afferma Christopher McKay, uno scienziato dell'Ames Research Center in California, autore di un nuovo studio diffuso dalla Nasa - Ma l'esperimento fatto dalle sonde distrusse probabilmente il materiale organico trovato inviando risultati non affidabili».

    NUOVE RICERCHE - Le due sonde Viking raccolsero nel 1976 suolo marziano, riscaldandolo e studiando i gas rilasciati cercando composti organici. Ne vennero individuati solo due - clorometano e diclorometano - ma gli scienziati conclusero che si trattava in realtà di materiale proveniente dal fluido usato per pulire le sonde. Il nuovo studio di Mcay ha prelevato nel deserto cileno di Atacama, che ha il suolo più simile a quello di Marte, materiale sottoposto prima a freddo e poi a caldo all'esame del perclorato. Nel primo caso è emersa la presenza del materiale organico e nel secondo caso, a causa del riscaldamento, la presenza è stata cancellata. «Il materiale organico può giacere sulla superficie di Marte per milioni di anni senza mutare forma - sottolinea McKay - Ma non appena viene riscaldato viene distrutto rapidamente». Alla luce della nuova ricerca le tracce di clorometano trovate dai Viking potrebbero quindi venire dal materiale organico. Lo studio rappresenta una tardiva soddisfazione per lo scienziato Gilbert Levin che per oltre 30 anni aveva contestato la interpretazione negativa data dagli scienziati ai dati inviati dalle sonde Viking. Nel 2011 la Nasa lancerà il Mars Science Laboratory che arriverà su Marte nel 2012 per effettuare esperimenti sul suolo del Pianeta Rosso che potrebbero chiarire in modo definitivo l'interrogativo della presenza di tracce di vita su Marte.

    (04 settembre 2010)

    Tracce di vita su Marte? Da non escludere Gli esperimenti falliti del '76 erano errati - Corriere della Sera
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-09-14 alle 01:45
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  4. #14
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    L'aggregazione "intelligente" di particelle ed atomi avviene grazie alla coscienza cosmica che tutto permea e tutto contiene.

    Einstain infatti era solito affermare che "Dio non gioca a dadi".

    E' ridicolo pensare che grazie al caso ogni secondo 100.000 reazioni chimiche possono avvenire in modo perfettamente coordinato e sincronizzato in ognuna dei 1.000 miliardi di cellule del corpo umano

    Questo perchè, sia pure inconsciamente, è proprio la nostra mente che crea il nostro corpo e la realtà che ci circonda, e non viceversa.
    Ultima modifica di GNU-GPL; 27-09-10 alle 21:23

  5. #15
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Vita nello spazio? Forse in meteorite
    Ne sono convinti i ricercatori: 'Microrganismi di origine extraterrestre'


    Le celebri e controverse formazioni microscopiche del meteorite marziano ALH84001
    Immagine dal sito https://it.wikipedia.org

    ROMA - Forme di vita fossili e molto primitive simili a batteri sono state scoperte in un meteorite dall'astrobiologo Richard B. Hoover, del Marshall Space Flight Center della Nasa, che le ha descritte nell'edizione online del Journal of Cosmology. Consapevole dell'impatto rivoluzionario che potrebbe avere la scoperta, Hoover ha invitato la comunità scientifica ad analizzare i suoi risultati e a commentarli. I fossili sono stati scoperti in tre meteoriti molto primitive (condriti carbonacee) chiamate Alais, Ivuna e Orgueil. I batteri, secondo il ricercatore, sono simili alle cosiddette "alghe azzurre" primitive chiamate cianobatteri e sono state individuati immediatamente al di sotto della superficie delle meteoriti utilizzando tecniche di microscopia molto avanzate. Secondo Hoover la presenza dei batteri fossili non è il risultato di una contaminazione avvenuta sulla Terra: il ricercatore è convinto che i microrganismi siano di origine extraterrestre. Ritiene inoltre che nemmeno i batteri alieni abbiano potuto in alcun modo contaminare la Terra. Si tratta, ha osservato, di resti fossili di organismi viventi che una volta vivevano nei corpi celesti dai quali hanno avuto origine le meteoriti. L'unica possibile conclusione, secondo il ricercatore, è che la vita è ovunque nel cosmo e che la vita sulla Terra potrebbe avere avuto origine da altri pianeti.

    Vita nello spazio? Forse in meteorite - Scienza e Medicina - ANSA.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 17:21
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  6. #16
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    I nostri sensi ci rendono partecipi della realtà posta in determinati parametri.. se il parametro non viene rispettato in eccesso o in difetto..
    noi non ci rendiamo conto di cosa ci sta davanti perchè non la percepiamo..
    Per esempio il nostro orecchio non percepisce suoni minori di 20 Hz e maggiori di 20.000 Hz.. suoni che non rientrano in queste cifre.. per noi è come se non esistessero.. e ciò che è valido per l'udito è valido anche per tutti gli altri sensi.. e realtà più dense o rarefatte di ciò che possiamo toccare sono del tutto impercettibili.. e per noi è come se non esistessero..
    Ma cosa sono 20 e 20.000 Hz di fronte alla totalità indefinita dei numeri che rappresentano l'altezza dei suoni..?
    Un misero spicchio di suoni percepibili di fronte agli indefiniti suoni che non possiamo percepire..
    La Terra e l'uomo sono la stessa cosa.. un misero spicchio di possibilità a fronte di indefinite possibilità..
    Che ci siano due pianeti simili.. sarebbe come dare un numero in un bussolotto cosmico contenente indefiniti numeri.. e poi ripescare lo stesso numero..
    La vita esiste oltre l'uomo.. ma anche se non è impossibile.. è molto improbabile che sia posta nella stessa realtà che cade sotto i nostri sensi..
    Esistono altre forme di vita.. ma non occorre investigare l Pianeti.. basta solo affinare la percezione.. e allora contatteremo forme di vita inferiori o superiori.. energie o Divinità.. in un Oceano dove solo il cambiamento è legge e la morte non esiste..
    una cosa non esclude l'altra.
    Il fatto che possano esistere altre dimensioni e universi paralleli non significa che anche nella nostra dimensione e nel nostro universo non possa esistere la vita.
    E poi anche quì bisognerebbe intendersi.
    Si parla di vita "simile alla nostra" o di vita intesa come "esseri vivente".
    allora potrebbero esserci esserri pensanti e/o meno che non abbisognano di luce, ossigneo, temperature e pressione come la intendiamo noi.
    Federalismo per un' Italia unita.

  7. #17
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Si pensa con sempre maggior convinzione che gli UFO esistono.

    http://www.affaritaliani.it/coffeebr...418_mmc_1.html

    E se invece si trattasse dal parte dell'FBI di un enorme tentativo di "cover up" riguardo le nuove tecnologie dell'area 51 da cui fuorviare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale facendola concentrare totalmente sulla presenta esistanza degli Alieni come spiegazione di comodo?
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 21:47

  8. #18
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Citazione Originariamente Scritto da 3Denari Visualizza Messaggio
    una cosa non esclude l'altra.
    Il fatto che possano esistere altre dimensioni e universi paralleli non significa che anche nella nostra dimensione e nel nostro universo non possa esistere la vita.
    E poi anche quì bisognerebbe intendersi.
    Si parla di vita "simile alla nostra" o di vita intesa come "esseri vivente".
    allora potrebbero esserci esserri pensanti e/o meno che non abbisognano di luce, ossigneo, temperature e pressione come la intendiamo noi.
    Un'ottima deduzione, nel senso che anche se ci fosse vita senziente (per restare nel nostro ambito) nell'arco certamente di un ampio raggio non è detto che rassomigli alla nostra, per esempio potrebbero sopravvivere senza atmosfera o non respirare esternamente, potrebbero vivere a temperature di 150 gradi, avere 3 cervelli....
    Ultima modifica di Kame; 12-04-11 alle 21:40
    L’anima in evoluzione non è resa divina da ciò che fa, ma da ciò che si sforza di fare.
    La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza

  9. #19
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    Creato il primo organismo con DNA artificiale, non esistente in natura

    (...)



    Ovviamente la scoperta ha grosse ripercussioni anche sull’esobiologia, la scienza che studia la possibilità che si sia sviluppata vita al di fuori della Terra: se infatti è possibile che esistano sulla Terra stessa organismi non basati su DNA ATCG ma su un nuovo DNA “ACCG”, significa che questo tipo di esseri viventi potrebbero essersi sviluppati anche su altri pianeti, dove le condizioni di laboratorio potrebbero invece essere le condizioni standard sulla superficie dei pianeti stessi.

    (...)
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 17:25
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #20
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    Predefinito Rif: L'esobiologia

    "Acqua salata scorre su Marte" L'annuncio arriva dalla Nasa

    La ricerca è stata pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori. A testimoniare la presenza di acqua allo stato liquido tracce scure e lunghe che compaiono sul pianeta rosso solo durante le estati marziane


    Washington - Su Marte ci sarebbe acqua salata in forma liquida, che scorre stagionalmente e in piccole quantità lungo la superficie del pianeta. Lo testimonierebbero alcune tracce scure e lunghe anche centinaia di metri che compaiono sul pianeta rosso solo durante le estati marziane. L'ipotesi è stata presentata dalla Nasa durante una conferenza stampa ed è stata pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori coordinato da Alfred McEwen dell'università dell'Arizona.

    L'idea che su Marte possa scorrere dell'acqua è nata osservando le immagini catturate dal telescopio HiRISE, che viaggia a bordo della sonda della Nasa 'Mars Reconnaissance Orbiter' (MRO). Nelle foto è infatti possibile osservare delle particolari tracce scure, delle scanalature larghe fino a 5 metri e lunghe anche centinaia di metri, che sono visibili dalla tarda primavera fino agli inizi dell'autunno marziano lungo alcuni versanti che guardano l'equatore e sono quindi più esposti al Sole. Anche se non si hanno ancora prove sufficienti a dimostrarlo, i ricercatori dell'Arizona ipotizzano che queste possano essere le tracce lasciate dallo scorrere di acqua salata. "La spiegazione più convincente che abbiamo per queste osservazioni è che si tratti di un flusso di acqua salata, anche se ancora manca una conferma ufficiale", ha dichiarato a Science Alfred McEwen del Lunar and Planetary Laboratory della University of Arizona In precedenza era stata confermata la presenza di acqua allo stato solido sotto forma di ghiaccio ai poli o l'antica presenza (centinaia di milioni di anni fa) allo stato liquido. Stavolta si tratterebbe della prima volta di acqua seppur salata allo stato liquido.

    "Questa ipotesi è la più probabile da un punto di vista chimico e fisico - commenta Giovanni Bignami, astrofisico dell'Istituto universitario di studi superiori di Pavia - perché la presenza di sali abbassa la temperatura di congelamento dell'acqua e innalza quella di ebollizione. Durante l'estate marziana le temperature si avvicinano allo zero: in queste condizioni l'acqua salata può rimanere liquida il tempo necessario per formare queste scanalature, e riesce a non evaporare subito nonostante l'atmosfera sia molto rarefatta".

    Resta ancora molto da capire riguardo l'origine di queste piccole 'colate' di acqua salata. "Potrebbero provenire dal sottosuolo marziano, dove l'acqua salata può conservarsi grazie alle basse temperature", aggiunge Bignami. "Bisogna indagare meglio questo fenomeno, soprattutto la sua stagionalità - precisa l'astrofisico - ma in ogni caso potrebbe rappresentare un'ulteriore conferma della presenza nel sottosuolo di significative quantità di acqua sopravvissute all'evaporazione degli oceani che due miliardi di anni fa ricoprivano Marte".

    Questa scoperta è "l'ulteriore conferma che Marte è un pianeta geologicamente vivo, con una superficie che si modifica anche rapidamente nel tempo", spiega Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). "Le brine ghiacciate erano già state osservate dalle sonde Viking - aggiunge - e la presenza di sali nel ghiaccio è stata confermata più di recente da Phoenix. Gli ingredienti quindi ci sono". Per quanto riguarda l'origine di queste tracce "potrebbero essere dovute a piccoli depositi ghiacciati sotto la superficie che si sciolgono quando arrivano vicino alla parte esposta del pendio. In ogni caso - conclude - è difficile immaginarsi un meccanismo che non implichi la presenza, anche se temporanea, di acqua liquida".

    "Acqua salata scorre su Marte" L'annuncio arriva dalla Nasa - Repubblica.it - © Riproduzione riservata
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-08-16 alle 21:12
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