Archeo-finanza: Perchè l'Italia non ha futuro.
Perchè l'Italia non ha futuro.
Alla luce dei dati che ci fornisce l'ultima elezione nazionale proviamo a trarre alcune conclusioni .
Come sappiamo il paese ha profondi problemi economici . Non cresce perlomeno dai primi anni '90 . Ha milioni di persone disoccupate . I redditi come conseguenza della mancata crescita economica sono ovviamente fermi . Il nostro debito pubblico è al 120% del pil e nonostante le ripetute manovre abbiamo ancora un deficit di bilancio . Metà del paese ha un reddito ampiamente inferiore alla media europea e ha un settore privato praticamente inesistente . Come ciliegina sulla torta la pressione fiscale invece è ai massimi livelli mondiali . Tra i paesi avanzati è la maggiore .
Questo è un rapido riassunto dei problemi economici . Problemi gravissimi .
Ma come tutti i problemi , per quanto gravi , sono risolvibili .
La Banca d'Italia , la Bce , i maggiori economisti mondiali di destra e di sinistra hanno dato indicazioni ben precise su cosa fare e dove intervenire :
a) Per la Bce sul problema del lavoro abbiamo visto qui Archeo-finanza: Aggiornamento Bce. . Per quanto riguarda la crescita Draghi è esplicito qui La Stampa - Draghi: ?In Europa tasse troppo alte, ma con le riforme arriverà la ripresa?
b) Per la Banca d'Italia qui Archeo-finanza: Relazione Bankitalia. Tra le varie cose si dice: " Si è però pagato il prezzo di un innalzamento della pressione fiscale a livelli ormai non compatibili con una crescita sostenuta. L’inasprimento non può che essere temporaneo."
Abbiamo quindi : mercato del lavoro flessibile , anche a livello salariale , maggiore concorrenza , meno tasse . Il tutto finalizzato ad accrescere la produttività , ovvero l'unico modo per crescere.
Elucubrazioni mentali di pericolosi liberisti ? No.
Leggiamo cosa diceva il keynesiano Paul Krugman quando ancora faceva l'economista , ricordando che oggi in Italia il total tax rate sui profitti delle imprese è al 70% : ".... il tasso reale dell'imposta sugli utili del capitale investito ... salirà .... al 75% . Non è necessario essere repubblicani per concludere che aliquote d'imposta di queste proporzioni potrebbero scoraggiare gli investimenti e compromettere lo sviluppo economico del paese ". (1)
Ma il buon Krugman continua :" ... un'elevata produttività è benefica non perché aiuta un paese a competere con altri paesi , ma perché consente a un paese di produrre di più e , quindi , consumare di più ." (2)
E sempre Krugman sui contrari al libero mercato :"L'opinione che la concorrenza del terzo mondo nuoccia gravemente ai paesi industrializzati è teoricamente discutibile e nettamente smentita dai fatti ". (3)
La ricetta per la crescita , soprattutto nel lungo periodo l'abbiamo quindi .
Se si vuole .
Infatti apparentemente gli italiani vogliono uscire dai problemi economici . Apparentemente perché nei fatti fanno l'esatto contrario di quanto necessita .
Prendiamo i vari governi di centrodestra che si sono succeduti dal 2001 al 2011.
La compagine governativa aveva promesso e raccolto parte dei voti sulla volontà di diminuire il peso dello stato e la pressione fiscale .
Ma nella pratica quotidiana è stato fatto il contrario . Infatti la pressione fiscale è aumentata e l'attività di governo è stata caratterizzata da una espansione delle attività statali . Non solo . Il ministro dell'economia dal 2008 in poi ha rivendicato con forza e con successo mediatico la sua opposizione al libero mercato e un attivismo statalista che da più parti è stato definito come neo-colbertista .
E questo piaceva e piace agli elettori .
Ovviamente se volgiamo lo sguardo a sinistra la cosa non è migliore : le parole d'ordine sono maggiore stato , più tasse , più controllo statale .
E alla fine questo è il denominatore comune che caratterizza la quasi totalità delle forze politiche che compongono il rinnovato ( ? ) arco istituzionale italiano : lo stato come regolatore in prima e seconda istanza dell'economia e il rigetto a vari gradi di quelle che sono le leggi primarie di ogni sistema economico.
Ecco quindi che con le ultime elezioni alla tradizione statalista italiana si aggiunge il movimento 5 stelle , le cui parole d'ordine economico sono il reddito di cittadinanza , l'uscita dall'euro , il non pagamento di parte degli interessi sul debito pubblico ( per la felicità dei nostrani detentori di Bot ) , la gestione statale di acqua, sanità , istruzione ( tutte cose già pienamente in essere da almeno 40 anni , ma a quanto pare non molto risapute ) , e altre amenità tutte caratterizzate da un'unico punto comune : l'inesistenza del vincolo di bilancio . Ovviamente questo vincolo esiste e richiamerà quanto prima alla realtà i nostrani vecchi sognatori statalisti vestiti per l'occasione di nuovo , ma i cui fallimenti saranno sempre gli stessi La grillonomics al potere: nazionalizzare le banche | Linkiesta.it
Ma torniamo a noi : la tesi che cerco quindi di dimostrare è che il principale problema dell'Italia non è la classe politica o l'economia , ma la sua cultura , che gli impedisce di comprendere la realtà che ci circonda , che anzi la distorce e porta tutti i governi e i politici a fare l'esatto contrario di quanto necessitiamo .
Ma come può la cultura bloccare un paese ? Cerchiamo allora di comprenderlo .Per farlo useremo la teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann . (4)
Nel prosieguo useremo più volte il termine liberale . Il significato puramente per ragioni di comodità sarà inteso per la parte economica come sinonimo di liberismo.
La teoria di Luhmann è una teoria evolutiva , che vede un sistema sociale come un sistema autoreferenziale , autopoietico a doppia contingenza . Riducendo la teoria all'osso , si può considerare quindi un sistema sociale come un organismo che vive immerso in un ambiente , che interagisce ( la doppia contingenza ) con questo ambiente , che ne viene modificato e lo modifica , che trova la sua giustificazione e le risorse del cambiamento al suo interno ( poiesi ) .
La particolarità che ci interessa è che il sistema sociale in ogni momento deve dare un senso alla realtà e si deve dare una organizzazione. Per farlo ha bisogno di temi interpretativi . Questi temi sono , anche se non in via esclusiva , la cultura . La cultura è quindi ".... una determinazione di senso (riduzione ) che consente di distinguere , nella comunicazione riferita ad un tema , fra contributi appropriati e non appropriati , oltre che fra uso corretto o scorretto del tema ."
La cultura di un sistema sociale , composta in realtà di tante sub-culture diverse con gradi diversi di forza , è quindi lo strumento attraverso il quale il sistema interpreta l'ambiente che lo circonda e attraverso il quale cerca le risposte adatte agli eventi che costantemente interagiscono con il sistema stesso.
Come dimostra la stabilità delle mappe elettorali in Italia , mappe elettorali che ricalcano fin dal 1946 la stessa struttura di fondo , il voto si distribuisce molto stabilmente sia negli anni sia nelle formazioni che si sono alternate nelle elezioni , seguendo le fratture o meglio le sub-culture che costituiscono il paese .
Abbiamo quindi la sub-cultura cattolica e la subcultura marxista o anticapitalista .
Ciò che caratterizza entrambe le due subculture è il rigetto a gradi diversi delle regole del capitalismo e la costante ricerca di alternative al sistema economico ortodosso .
La dominanza di queste due culture si esplica attraverso il processo democratico col sostegno a partiti che magari non si richiamano espressamente a queste culture , ma che fattivamente ne utilizzano gli strumenti interpretativi per decifrare la realtà , ovvero come detto sopra , la cultura .
Abbiamo perciò la Dc e il Pci prima , il Pdl e il Pd ora . Ma essendo il Pd per forza di cose ( la realtà prima o poi bussa alla porta e chiede il conto , soprattutto se si vuole governare un paese ) deviante dal nocciolo culturale anticapitalista ben radicato , ecco che il suo posto viene preso da Rifondazione comunista prima , Il Movimento 5 stelle ora , che come un idrovora o meglio , come un vestito perfetto , ha fornito l'abito giusto al nocciolo duro culturale anticapitalista mai scomparso orfano di rappresentanza ormai dal 1989 Elezioni 2013, istituto Cattaneo: "M5S ha succhiato voti al Pd" (VIDEO) Blocco culturale che fino agli anni 2000 inoltrati si rifugiava nel non voto e nei partiti di estrema sinistra .
Come ci ricorda autorevolmente l'Istituto Cattaneo :" la militanza del 5 Stelle nasce soprattutto da sinistra, dai movimenti ambientalisti e radicali ". E con l'ultimo voto è andata direttamente a pescare dal Pd.
Certo la crisi economica terribile che stiamo vivendo ha alimentato il risultato finale anche con voti non provenienti direttamente dall'estrema sinistra , ma la caratterizzazione del movimento 5 stelle è senza ombra di dubbio la sinistra estrema , quindi in perfetta continuità con la tradizione statalista italiana.
Detto questo alcune considerazioni possono essere tratte :
a) La poiesi . Come detto un sistema sociale ha al suo interno le risposta alla realtà che lo circonda . Nell'immediato dopoguerra , la politica è stata dominata dalla Dc , ma per cause contingenti la gestione economica è stata guidata almeno fino ai primi anni '50 dalla sub-cultura liberale con alla testa l'allora governatore di Banca d'Italia Luigi Einaudi . Questa sub-cultura , che dal 1963 in poi non ha mai più inciso nel destino economico del paese è ancora viva e vegeta . Sparsa su vari fronti e ridotta quasi al silenzio dalle due culture dominanti , ma è ancora presente .
C'è solo un problema : la sua consistenza , al di là delle illusioni Berlusconiane del partito liberale di massa è molto , molto piccola. Come dicevamo sopra nella definizione di cultura , questa dà un senso alla realtà , ma soprattutto decide anche quali temi e risposte siano in qualche modo legittime. Come hanno dimostrato da un lato i temi della campagna elettorale , il risultato di Monti e Fid dall'altro , la cultura liberale nell'Italia odierna piaccia o non piaccia non solo non ha quasi consistenza elettorale , ma non ha letteralmente la legittimità pubblica a proporre soluzioni per il paese. Ovvero la cultura liberale dalla maggioranza della popolazione se non viene vista come parte del problema viene considerata comunque perfettamente inutile nella proposizione di soluzioni. Ciò nega alla radice ogni possibilità comunicativa ed espressiva per il pensiero liberale . Questa situazione è drammatica e francamente non vediamo nessun modo attraverso il quale possa cambiare.
b) Se riteniamo che la costanza della dominanza culturale degli ultimi 50 anni sia stato lo statalismo , alla luce dei risultati elettorali è evidente che l'Italia non ha subito nessun cambiamento . Sia che avesse vinto il Pdl , sia col Pd al governo , senza ombra di dubbio se a governare fosse il movimento 5 stelle , la struttura di fondo del panorama politico italiano è rimasta totalmente immutata : lo stato continua ad essere il direttore e lo strumento principale della gestione economica del paese.
Quindi ?
Quindi , se la struttura politica ed economica del paese non è cambiata e proprio per la forza delle subculture dominanti sottostanti , NON PUO' CAMBIARE , ecco che il futuro dell'Italia è e sarà comunque sempre lo stesso .
L'unica speranza di cambiamento può arrivare solo attraverso un processo evolutivo autopoietico che riduca la forza delle sub-culture dominanti e faccia emergere sub-culture ora minoritarie in grado di guidare il processo di riadattamento all'ambiente esterno al sistema.
Come insegna la ricerca archeologica di Foucault , simili processi avvengono , ma hanno il piccolo particolare di richiedere tempi lunghissimi . Decenni se non secoli .
Quindi ?
Quindi semplicemente sic stantibus rebus l'Italia non ha futuro .
(1) da "L'incanto del benessere " , di Paul Krugman , Garzanti.
(2) e (3) da "Un'ossessione pericolosa " , di Paul Krugman , Etaslibri.
(4) "Sistemi sociali" , di Niklas Luhmann , Il Mulino .




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