Strappisti 5 Stelle
Grillo: "Il 15% degli eletti mi potrebbe tradire"
Dopo aver denunciato il "mercato delle vacche" del Pd, Beppe teme che molti dei suoi eletti lo abbandonino. Tutti i dubbi di Casaleggio
Il successo alle ultime elezioni, per chi comanda le Cinque Stelle, ha anche dei risvolti negativi. Gestire il botto non è mica semplice, soprattutto per chi la politica ancora l'annusa soltanto. Gian Roberto Casaleggio, ha rivelato il dissidente Giovanni Favia, non avrebbe nemmeno voluto correre alle nazionali nel caso in cui si fosse andati al voto nel 2012.
Il motivo?
L'inesperienza, "non siamo pronti", avrebbe detto il guru.
Facile dedurre che secondo Casaleggio la stessa inesperienza non avrebbe potuto permettere alle Cinque Stelle di governare nel 2013, in caso di vittoria.
Ma ci sono anche altri problemi. Uno su tutti.
Il possibile tradimento.
Il timore lo svela Beppe Grillo in persona parlando con i suoi parlamentari: "Almeno il 15 per cento di voi potrebbe tradirmi. L'ho già messo in conto".
Nel mirino del Pd - Il punto è che il botto alle urne ha spedito in Parlamento una foltissima pattuglia a Cinque Stelle. Tenere sotto controllo e "fedeli alla linea" tutti questi neofiti del Palazzo non sarà un'impresa facile.
Inoltre i movimentisti sono già nel mirino del Pd e di Pier Luigi Bersani, che ogni giorno li richiama alla "responsabilità" e tende loro la mano con l'obiettivo di formare l'improbabile governo democratici-Cinque Stelle.
Bersani vuole strappare parlamentari a Grillo, e non a caso Beppe ha già denunciato il "mercato delle vacche" dei vertici del partito di Via del Nazareno.
Da parte loro, dalla segreteria del Pd, negano qualsivoglia tentativo d'inciucio.
Accordo oppure no? - Grillo e Casaleggio osservano con attenzione. Il giorno decisivo potrebbe essere quello in cui il Capo dello Stato darà ufficialmente un incarico, magari a Pier Luigi Bersani.
Se Grillo e Casaleggio continuassero a rifiutare ogni tipo d'accordo con i democratici - questo è il loro timore - i parlamentari a Cinque Stelle potrebbero spaccarsi.
Le prime avvisaglie ci sono già state: in molti, nel MoVimento, sostengono che l'intesa col demonio-Bersani s'ha comunque da fare, almeno per realizzare i punti condivisi (o presunti tali) del programma.
Grillo e Casaleggio, al contrario, mirano a non chiudere alcuna intesa, a far crescere ancora il vento dell'antipolitica e ad andare al voto per battere il ferro finchè è caldo, anzi caldissimo.
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LE MARIONETTE MEETAPINE CERCANO DI TAGLIARE I FILI CHE LE MUOVONO, MA SOLO I CASALEGGIO-HUBBARD-BEPPONE HANNO IN MANO IL PALLINO...COME SEMPRE...e tutto il resto è noiaaaaa...
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è diverso
