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Discussione: Maschilismo?

  1. #21
    Cacciaguida
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Non buttiamo la croce sulle femmine.
    In mancanza di originali ed eccentrici maîtres à penser di sesso maschile non ci sarebbero arrivate mai.
    Avrebbero continuato e reclamare perline e specchietti senza tirare in ballo nessuna eccedente giustificazione che sapesse di "consapevolezza di genere", "flussi di coscienza", "priorità dei bisogni", "autorealizzazione".

  2. #22
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da UnaVeronese Visualizza Messaggio
    esistono sottomissioni e sottomissioni caro mr. right...
    Davvero? Uhm, perchè non ci illumini?
    SADNESS IS REBELLION

  3. #23
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Ogni dona la spea de comandae sè maì...
    Ma la spea che sè figio
    i possa comandae a mogèe!

    (saggezza spezzina)
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  4. #24
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelianus Visualizza Messaggio
    Hai ragione a difendere il tuo ruolo e a tenere lontani inquietanti modelli taliban, ma credo qui non vi si voglia riferire in senso maschilista alla questione; si sta rilevando che qualcosa non va per il verso giusto ed è necessario ritrovare la propria bussola, ciascuno in relazione al proprio ruolo.
    Il torto che si fa al cosiddetto "maschilismo" è quello di ritenerlo una forma mentis profondamente ostile al sesso femminile, come generalmente si crede lo siano le dottrine islamiche.

    Ora, senza volermi addentrare nella complessa cultura araba, di cui non ho competenza, vorrei allontanare fermamente la falsa idea (funzionale però allo scopo) che la civiltà occidentale in quanto "patriarcale" sia stata penalizzante per il sesso femminile. Non è affatto così.

    La civiltà occidentale si fonda sul cristianesimo e in quanto civiltà cristiana impone all'uomo e alla donna i modelli ultraterreni di Gesù e di Maria. Già identificare la donna con la "Madre di Dio" dovrebbe spazzare il campo da ogni pretesa di giudicare l'esempio cristiano al rango di una "docile schiava" come insinuano le femministe dei nostri tempi che per tal motivo sono andate alla ricerca di spiritualità esotiche ritenute meno oppressive come il buddhismo, l'induismo, la new age.

    Il motivo dello scandalo è l'irriducibilità del cristianesimo, nella sua versione più tradizionale, ovvero quella cattolica, all'egualitarismo. I cristiani sono tenuti a credere che "tutti gli uomini sono figli di Dio" ma ci si ferma a questo enunciato. Nella vita pratica questo concetto non si traduce in un'interscambiabilità dei ruoli. Ciò che attiene all'uomo non è bene per la donna, questo è stato insegnato per secoli, ragion per cui i due sessi si sono per lungo tempo intesi come complementari in quella unione superiore che è il matrimonio.

    Oggi si irride alla visione dell'"angelo del focolare" che è considerata unanimamente regressiva. La verità è però che abbattutto il modello tradizionale non lo si è riusciti a sostituirlo ancora con nessun altro e al posto dell'ideale di coppia formata da esseri diversi e complementari è il trionfo dell'ermafroditismo, simboleggiato dal trasgender - uomo e donna nello stesso corpo. L'Occidente è divenuto habitat di individui privi di una sessualità di genere che si interscambiano i ruoli esaudendo così la pretesa egualitaria sulla quale la nostra civiltà dei diritti è fondata.

    Peccato che questa moderna Gomorra non funzioni e generi conflitti più di quanti ne abbia risolti. Spogliato del suo essere uomo o donna l'individuo contemporaneo si dibatte alla ricerca di un'identità perduta. Il divorzio, l'aborto, famiglie allargate, omosessuali, coppie di fatto, hanno messo nell'angolo ma non esorcizzato del tutto il modello tradizionale identificato nell'unione eterosessuale e dal matrimonio cristiano. Quest'ultimo pare sia diventato nella mente di molti una sorta di utopia fiabesca, un po' come il "vissero felici e contenti" con il quale si chiudevano immancabilmente i racconti dei Fratelli Grimm.

    Questo perchè l'ideologia perversa dei nostri tempi, il nichilismo, impone il dogma dell'infelicità. L'uomo è libero quando acquista tale libertà a prezzo dell'angoscia esistenziale. Chi non è angosciato è vittima di una "falsa coscienza", schiavo di una cultura dell'inganno (il cristianesimo). Cosicchè, liberi e infelici, guardiamo con un misto di invidia e orrore al tempo dei nostri antenati che erano "schiavi", oppressi, ma incredibilmente felici.

    Il femminismo, si è detto, è stato il potente motore della negazione della società cristiana. Dalle prime suffragette alle sessantottine l'obiettivo è stato quello di scardinare il modello femminile inculcato dal cattolicesimo. Bisognava uccidere Maria per tutto ciò che essa socialmente e religiosamente comportava.

    Prima è venuto il protestantesimo a negare la Mariologia, poi ci hanno pensato i liberali - da sempre il loro braccio politico - a farsi portavoce di riforme sociali "femministe" che guarda caso scardinavano le basi cattoliche della civiltà occidentale. Per arrivare ad oggi in cui è permesso ad una popstar di attrarre milioni di seguaci in tutto il mondo esaltando a regola d'arte ciò che è blasfemo.

    Laddove la Maria cattolica è la piena esaltazione della santità, della purezza e di ogni virtù morale, la Madonna gnostica è al contrario il simbolo di tutto ciò che è eccessivo, volgare depravato.

    Al grido: "Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive dappertutto" i mass media costringono le più giovani ad inseguire conformisticamente atteggiamenti di rivalsa sul sesso maschile istigandole a raggiungere l'indipendenza e il successo a tutti i costi. Peccato che in questa gara senza esclusione di colpi non vinca poi nessuno e si perda miserevolmente tutti.

    Viva le donne?


    PS: Cliccando su Google la parola "Maria" la ricerca privilegia "Maria de Filippi" su "Maria (madre di Gesù)". Anche questo è un segno dei tempi.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #25
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Il torto che si fa al cosiddetto "maschilismo" è quello di ritenerlo una forma mentis profondamente ostile al sesso femminile, come generalmente si crede lo siano le dottrine islamiche.

    Ora, senza volermi addentrare nella complessa cultura araba, di cui non ho competenza, vorrei allontanare fermamente la falsa idea (funzionale però allo scopo) che la civiltà occidentale in quanto "patriarcale" sia stata penalizzante per il sesso femminile. Non è affatto così.

    La civiltà occidentale si fonda sul cristianesimo e in quanto civiltà cristiana impone all'uomo e alla donna i modelli ultraterreni di Gesù e di Maria. Già identificare la donna con la "Madre di Dio" dovrebbe spazzare il campo da ogni pretesa di giudicare la donna cristiana pressocchè una "schiava" come insinuano le femministe che per tal motivo sono andate alla ricerca di spiritualità esotiche come il buddhismo, l'induismo, la new age.

    Il motovo dello scandalo è l'irriducibilità del cristianesimo, nella sua versione più tradizionale, ovvero quella cattolica, all'egualitarismo. I cristiani sono tenuti a credere che "tutti gli uomini sono figli di Dio" ma ci si ferma a questo enunciato. Nella vita pratica questo concetto non si traduce in un'interscambiabilità dei ruoli. Ciò che attiene all'uomo non è bene per la donna, questo è stato insegnato per secoli, ragion per cui i due sessi si sono per lungo tempo intesi come complementari in quella unione superiore che è il matrimonio.

    Oggi si irride alla visione dell'"angelo del focolare" che è considerata unanimamente regressiva. La verità è però che abbattutto il modello tradizionale non lo si è riusciti a sostituirlo ancora con nessun altro e al posto dell'ideale di coppia formata da esseri diversi e complementari è il trionfo dell'ermafroditismo, simboleggiato dal trasgender - uomo e donna nello stesso corpo. L'Occidente è divenuto habitat di individui privi di una sessualità di genere che si interscambiano i ruoli esaudendo così la pretesa egualitaria sulla quale la nostra civiltà dei diritti è fondata.

    Peccato che questa moderna Gomorra non funzioni e generi conflitti più di quanti ne abbia risolti. Spogliato del suo essere uomo o donna l'individuo contemporaneo si dibatte alla ricerca di un'identità perduta. Il divorzio, l'aborto, famiglie allargate, omosessuali, coppie di fatto, hanno messo nell'angolo ma non esorcizzato del tutto il modello tradizionale identificato nell'unione eterosessuale e dal matrimonio cristiano. Quest'ultimo pare sia diventato nella mente di molti una sorta di utopia fiabesca, un po' come il "vissero felici e contenti" con il quale si chiudevano immancabilmente i racconti dei Fratelli Grimm.

    Questo perchè l'ideologia perversa dei nostri tempi, il nichilismo, impone il dogma dell'infelicità. L'uomo è libero quando acquista tale libertà a prezzo dell'angoscia esistenziale. Chi non è angosciato è vittima di una "falsa coscienza", schiavo di una cultura dell'inganno (il cristianesimo). Cosicchè, liberi e infelici, guardiamo con un misto di invidia e orrore al tempo dei nostri antenati che erano "schiavi", oppressi, ma incredibilmente felici.

    Il femminismo, si è detto, è stato il potente motore della negazione della società cristiana. Dalle prime suffragette alle sessantottine l'obiettivo è stato quello di scardinare il modello femminile inculcato dal cattolicesimo. Bisognava uccidere Maria per tutto ciò che essa socialmente e religiosamente comportava.

    Prima è venuto il protestantesimo a negare la Mariologia, poi ci hanno pensato i liberali - da sempre il loro braccio politico - a farsi portavoce di riforme sociali "femministe" che guarda caso scardinavano le basi cattoliche della civiltà occidentale. Per arrivare ad oggi in cui è permesso ad una popstar di attrarre milioni di seguaci in tutto il mondo esaltando a regola d'arte ciò che è blasfemo.

    Laddove la Maria cattolica è la piena esaltazione della santità, della purezza e di ogni virtù morale, la Madonna gnostica è al contrario il simbolo di tutto ciò che è eccessivo, volgare depravato.

    Al grido: "Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive dappertutto" i mass media costringono le più giovani ad inseguire conformisticamente atteggiamenti di rivalsa sul sesso maschile istigandole a raggiungere l'indipendenza e il successo a tutti i costi. Peccato che in questa gara senza esclusione di colpi non vinca poi nessuno e si perda miserevolmente tutti.

    Viva le donne?


    PS: Cliccando su Google la parola "Maria" la ricerca privilegia "Maria de Filippi" su "Maria (madre di Gesù)". Anche questo è un segno dei tempi.
    Si però ora non fare catechismo ti prego :sofico: Io credo di avere un'idea sana di famiglia senza essere credente.
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  6. #26
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Carrie Visualizza Messaggio
    Si però ora non fare catechismo ti prego :sofico: Io credo di avere un'idea sana di famiglia senza essere credente.
    Non lo metto in dubbio. Anzi, cono convinto che, per quanto inconsapevolmente, questa "idea sana" sia comunque il portato di quell'eredità sociale del cattolicesimo che, pur a volte disconoscendola, ci riguarda ancora tutti.
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  7. #27
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Ogni dona la spea de comandae sè maì...
    Ma la spea che sè figio
    i possa comandae a mogèe!

    (saggezza spezzina)
    Verissimo...

    vi dò un pò di siti specializzati in questioni di genere , dal punto di vista maschile però chè penso di equivalenti femminili già ce ne siano tanti e conosciuti.

    Uomini 3000

    Forum sulla Questione Maschile

    MetroMaschile

    Il blog di Giubizza

    AltroSenso -filosofia della maschilità-

    Maschi Selvatici
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  8. #28
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Il torto che si fa al cosiddetto "maschilismo" è quello di ritenerlo una forma mentis profondamente ostile al sesso femminile, come generalmente si crede lo siano le dottrine islamiche.

    Ora, senza volermi addentrare nella complessa cultura araba, di cui non ho competenza, vorrei allontanare fermamente la falsa idea (funzionale però allo scopo) che la civiltà occidentale in quanto "patriarcale" sia stata penalizzante per il sesso femminile. Non è affatto così.

    La civiltà occidentale si fonda sul cristianesimo e in quanto civiltà cristiana impone all'uomo e alla donna i modelli ultraterreni di Gesù e di Maria. Già identificare la donna con la "Madre di Dio" dovrebbe spazzare il campo da ogni pretesa di giudicare l'esempio cristiano al rango di una "docile schiava" come insinuano le femministe dei nostri tempi che per tal motivo sono andate alla ricerca di spiritualità esotiche ritenute meno oppressive come il buddhismo, l'induismo, la new age.

    Il motivo dello scandalo è l'irriducibilità del cristianesimo, nella sua versione più tradizionale, ovvero quella cattolica, all'egualitarismo. I cristiani sono tenuti a credere che "tutti gli uomini sono figli di Dio" ma ci si ferma a questo enunciato. Nella vita pratica questo concetto non si traduce in un'interscambiabilità dei ruoli. Ciò che attiene all'uomo non è bene per la donna, questo è stato insegnato per secoli, ragion per cui i due sessi si sono per lungo tempo intesi come complementari in quella unione superiore che è il matrimonio.
    Evidentemente il modello di Maria non aggrada, perché alla base c'è il disconoscimento dell'identità cristiana; dunque si sono sostenute delle tesi sull'addossamento della responsabilità dell'introduzione di una cultura di acquiescenza della donna alla religione cristiana? Il femminismo avrebbe slegato dal vincolo aggiogante della madre unicamente genitrice o si sarebbe contestato il cristianesimo per la fondamentale costrizione ad un tedioso oltreché vile e frustrante gioco paritario?

    Oggi si irride alla visione dell'"angelo del focolare" che è considerata unanimamente regressiva. La verità è però che abbattutto il modello tradizionale non lo si è riusciti a sostituirlo ancora con nessun altro e al posto dell'ideale di coppia formata da esseri diversi e complementari è il trionfo dell'ermafroditismo, simboleggiato dal trasgender - uomo e donna nello stesso corpo. L'Occidente è divenuto habitat di individui privi di una sessualità di genere che si interscambiano i ruoli esaudendo così la pretesa egualitaria sulla quale la nostra civiltà dei diritti è fondata.

    Peccato che questa moderna Gomorra non funzioni e generi conflitti più di quanti ne abbia risolti. Spogliato del suo essere uomo o donna l'individuo contemporaneo si dibatte alla ricerca di un'identità perduta. Il divorzio, l'aborto, famiglie allargate, omosessuali, coppie di fatto, hanno messo nell'angolo ma non esorcizzato del tutto il modello tradizionale identificato nell'unione eterosessuale e dal matrimonio cristiano. Quest'ultimo pare sia diventato nella mente di molti una sorta di utopia fiabesca, un po' come il "vissero felici e contenti" con il quale si chiudevano immancabilmente i racconti dei Fratelli Grimm.

    Questo perchè l'ideologia perversa dei nostri tempi, il nichilismo, impone il dogma dell'infelicità. L'uomo è libero quando acquista tale libertà a prezzo dell'angoscia esistenziale. Chi non è angosciato è vittima di una "falsa coscienza", schiavo di una cultura dell'inganno (il cristianesimo). Cosicchè, liberi e infelici, guardiamo con un misto di invidia e orrore al tempo dei nostri antenati che erano "schiavi", oppressi, ma incredibilmente felici.
    Allo stesso modo non è più proponibile il modello dell'angelo del focolare. E purtroppo rispondere in un ottica reazionaria e di riproposizione di vecchi -per oggi- equilibri mi sembra un progetto in partenza fallimentare. Difendere il valore del matrimonio, come unione garanzia di responsabilità e di buone aspettative per la società e per entrambi sarebbe auspicabile, ma rispetto all’imporre un paradigma che le donne oggi non gradiscono, ormai in nessun caso, tenderei a ricercare altre soluzioni. Sul nichilismo nulla quaestio.

    Il femminismo, si è detto, è stato il potente motore della negazione della società cristiana. Dalle prime suffragette alle sessantottine l'obiettivo è stato quello di scardinare il modello femminile inculcato dal cattolicesimo. Bisognava uccidere Maria per tutto ciò che essa socialmente e religiosamente comportava.

    Prima è venuto il protestantesimo a negare la Mariologia, poi ci hanno pensato i liberali - da sempre il loro braccio politico - a farsi portavoce di riforme sociali "femministe" che guarda caso scardinavano le basi cattoliche della civiltà occidentale. Per arrivare ad oggi in cui è permesso ad una popstar di attrarre milioni di seguaci in tutto il mondo esaltando a regola d'arte ciò che è blasfemo.

    Laddove la Maria cattolica è la piena esaltazione della santità, della purezza e di ogni virtù morale, la Madonna gnostica è al contrario il simbolo di tutto ciò che è eccessivo, volgare depravato.
    Il riferimento alle ultime mostruose metamorfosi dell'archetipo femminista lo trovo sublime.
    Al grido: "Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive dappertutto" i mass media costringono le più giovani ad inseguire conformisticamente atteggiamenti di rivalsa sul sesso maschile istigandole a raggiungere l'indipendenza e il successo a tutti i costi. Peccato che in questa gara senza esclusione di colpi non vinca poi nessuno e si perda miserevolmente tutti.

    Viva le donne?


    PS: Cliccando su Google la parola "Maria" la ricerca privilegia "Maria de Filippi" su "Maria (madre di Gesù)". Anche questo è un segno dei tempi.
    Inseguire il successo lavorativo allontana da altri scopi, decisamente superiori dell'esser donna, e una donna che non è più mamma, non è neppure più donna.
    "La credenza in un'economia di mercato in cui l'acquirente è sovrano è una delle più convincenti forme di truffa" (John Kenneth Galbraith, L'economia della truffa)

  9. #29
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Maschilismo?


    Ok, parliamone. Dagli e ridagli a furia di parlare di aborto la parola è finalmente spuntata fuori. Maschilista!

    "Scusi, dice a me? Guardi che non ho fatto nulla di male, non sono un mostro, la prego non mi dica questo, deve esserci un equivoco, chi mi conosce sa che io le donne le amo, le adoro, non potrei mai vivere senza..."

    Ecco quello che succede oggi a chi viene soltanto sfiorato lontanamente dall'accusa di "maschilismo". Non raggiungiamo ancora il "pedofilo", ma ci andiamo abbastanza vicino. Perchè succede questo? E soprattutto, cosa hanno fatto i "maschilisti" per meritarsi un simile disprezzo?

    Innanzitutto il maschilista chi è? Dovrebbe essere il contrario della femminista, la sua versione speculare. Ragion per cui il termine assumerà connotati positivi o negativi a seconda di come valutiamo l'altro e viceversa.

    Il femminismo è stato un movimento radicale, di sinistra, che però ha toccato trasversalmente gran parte della nostra società. Un po' per convenienza un po' per convinzione per anni il femminismo ha goduto di un'aura positiva, anche quando le spaccature politiche e sociali erano profonde.

    Negli anni settanta maschilista era il retrogrado, l'assolutista, il monarchico, il fascista. L'uomo di destra, insomma. E chi si identificava con la destra ormai? La destra era il passato, la reazione ormai vinta, mentre il futuro spettava ai partiti democratici di sinistra e del centro: moderni, aperti, progressisti.

    Secondo costoro il femminismo era stato portavoce di battaglie giuste, come l'affrancamento della donna da una figura maschile autoritaria che aveva segnato con la sua impronta la civiltà occidentale, di segno patriarcale. Al contrario il Sessantotto proponeva un ribaltamento di questa cultura sotto il segno della donna: ecco dunque l'unisex, l'omosessualità incentivata, il sesso libero e soprattutto l'aborto.

    Al grido "l'utero è mio e lo gestisco io" le streghe metropolitane pongono le basi per la distruzione della famiglia tradizionale "fascista" e la messa in discussione del "padre" che viene ghigliottinato come lo fu il Re dai giacobini.

    La società post-sessantottina è la società del maschio debole, in crisi di identità, a cui fa da contraltare una figura femminile che occupa tutti i ruoli possibili e immaginabili salvo quelli che fino a ieri le venivano concessi. La donna moderna lavora, si impegna nel sociale e in politica. Ma è anche artista, scrittrice, sacerdotessa e infine soldatessa. Raramente è madre e ancor meno moglie. Al contrario la donna moderna è "single" o "convive" col proprio partner in un legame libero e paritario che allontana lo spettro della "fasa coscienza".

    Tuttavia alla donna moderna, che vuole tutto e le viene concesso di tutto, ad un certo punto manca qualcosa. E questo qualcosa è un figlio. Ma come fare, una volta che la vecchia famiglia è rimasta un non rimpianto ricordo del passato? Nessun problema: la donna moderna può ("deve") avere un figlio (che è "suo") anche in mancanza di un marito o di un padre. Basta uno spermatozoo e non è difficile ottenerlo grazie alla scienza che, progressista, è ovviamente dalla sua parte.

    Di colpo le streghe abortiste si scoprono madri affettuose di bambini costretti a crescere senza figura paterna (in quanto l'uomo, anche quando è presente è ormai privo delle sue funzioni di maschio, ed è un puro orpello decorativo, una carta bancomat pronta per l'uso).

    Gli anni novanta vedono un parziale ripensamento del femminismo. La società, che si è lasciata alle spalle le lacerazioni del passato ed ha trovato un nuovo equilibrio, è pronta per distinguere un femminismo "buono", moderato, da quello "estremo" ("cattivo" no, sarebbe spingersi troppo oltre nel revisionismo), utopistico e divisivo.

    Dunque il pensiero corrente è disposto a ricredersi parzialmente sulla bontà del fonomeno femminista. Tuttavia la revisione non avviene specularmente riguardo l'altro campo e nonostante il risorgere della destra politica, "maschilismo" conserva la stessa valenza negativa di trenta-quarant'anni fa.

    Nel frattempo la donna moderna si è fatta più esigente. L'uomo capellone ed effeminato non le basta più e il vecchio modello attizza ancora, ma va spogliato dei suoi caratteri socialmente autoritari. Le donne tornano a dire sì al macho, imponendogli allo stesso tempo però di essere "micio", un bellissimo quanto inoffensivo corpo palestrato. Ecco quel che serve, tanto per quanto riguarda la testa quella femminile basta e avanza.

    Chi è il maschilista allora? Il maschilista è oggi quell'uomo che ancora non si è abituato all'andazzo corrente e reclama apertis verbis la propria identità di uomo. "Maschilista" è colui che non si sente "compagno", ma marito e padre. Colui che desidera avere attorno a sè una famiglia in cui poter essere un riferimento per i propri figli. E' colui che vuole avere al proprio fianco non una virago da fumetto ma una donna vera, capace di interpretare il ruolo di moglie e di madre innanzitutto. E' infine colui che "conserva" l'eredità della civiltà occidentale come si è creata non vergognandosene, considerando giusta e naturale quella netta distinzione tra i ruoli (maschio/femmina, casa/società) che non significa in alcun caso sopraffazione e autoritarismo, ma piena consapevolezza delle distinte qualità di genere.

    Alla luce di quanto detto, il "maschilista" non è affatto una cattiva persona come la dipingono. Anzi, è un uomo "normale" che vorrebbe mettere le cose a posto dopo che un dio impazzito ha buttato all'aria il naturale quadro di riferimento. Se alcuni casi più macchiettistici sono passibili di censura, chi si oppone alla degenerazione femminista e per tal motivo viene bollato spregiativamente come "maschilista" dovrebbe ricevere appoggio non commiserazione.

    Anche perchè se lasciamo fare alle donne e alla loro folle presunzione il futuro potrebbe relegare il maschio a mero oggetto per la riproduzione della Regina. Un futuro popolato di donne lesbiche padrone e di schiavi maschi effeminati è stato già anticipato dalla narrativa popolare. Facciamo del nostro meglio affinchè questa ipotesi agghiacciante non diventi mai realtà.


    Mr. Right


    Da incorniciare...
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  10. #30
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    Predefinito Rif: Maschilismo?

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelianus Visualizza Messaggio
    Evidentemente il modello di Maria non aggrada, perché alla base c'è il disconoscimento dell'identità cristiana;

    (...)

    Allo stesso modo non è più proponibile il modello dell'angelo del focolare. E purtroppo rispondere in un ottica reazionaria e di riproposizione di vecchi -per oggi- equilibri mi sembra un progetto in partenza fallimentare. Difendere il valore del matrimonio, come unione garanzia di responsabilità e di buone aspettative per la società e per entrambi sarebbe auspicabile, ma rispetto all’imporre un paradigma che le donne oggi non gradiscono, ormai in nessun caso, tenderei a ricercare altre soluzioni.
    Si dice sempre: indietro non si può tornare. Lo si dice così spesso e in maniera così perentoria che è diventato un dogma, anche per la destra. Adesso, dico io, abbiamo mai sperimentato la cosa? C'è stato mai occasione di fare un passo indietro e pentirsene? Non mi pare, anzi, già le poche volte che la Storia si è fermata sui suoi passi si è respirata aria migliore. Ma restar fermi a lungo termine non porta a nulla, anzi è la strada che meglio assicura ad una progressiva quanto ineluttabile caduta nel baratro. Perchè i nostri dirimpettai producono disastri a getto continuo. Non stanno fermi manco di notte, loro.

    Dunque, che la reazione allo status quo sia un fallimento non è provabile, mentre è provato che l'immobilismo favorisce l'avversario. Meglio l'immobilismo? E riguardo "altre soluzioni" quali sarebbero di grazia? Io non le conosco, nessuno le conosce! In realtà l'alternativa al modello corrente è una sola: il buon vecchio modello del passato. L'usato sicuro.

    Poi mi devi spiegare per quale ragione mai bisognerebbe cercare un paradigma che sia in primo luogo gradito alle donne... Se oggi sono le donne il problema, non possono essere loro al tempo stesso la soluzione! Non si può sperare che il femminismo si riformi da sè e che ne venga fuori qualcosa di buono o quanto meno di accettabile. Vorrebbe dire prendersi in giro, inchinarsi al politically correct, e pensare ipocritamente di aver fatto qualcosa quando invece si è fatto niente.

    Le donne non ritorneranno mai sui loro passi se qualcuno non ce le farà ritornare. Perchè? Orgoglio, presunzione, follia. Le spiegazioni possibili sono tante. La donna contemporanea (o quanto meno la sua avanguardia rivoluzionaria) considera la Chiesa il nemico, la famiglia un impiccio e il maschio una trascurabile necessità.

    Purtroppo per noi la Chiesa è debole e minata al proprio interno da cedimenti che vari cattolici considerano addirittura diabolici. Per essa la strada tracciata è ormai quella del protestantesimo: l'ordinazione di sacerdotesse e l'abbandono del celibato per i preti è questione che riguarda ormai il "quando" e non più il "se". Ratzinger infatti passerà e non essendoci stata con lui una "reazione", ma solo immobilismo, dopo il suo pontificato il processo rivoluzionario andrà avanti come già è accaduto in passato.

    Sto usando un linguaggio sgradevole, me ne rendo conto. Tuttavia se ci si arrende al politically correct è francamente inutile stare a destra, penso io.
    SADNESS IS REBELLION

 

 
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