Perdinci, se uno proprio non può fare a meno di bruciare qualcosa, bruciamo i giornali piuttosto. Nel senso, del tutto al riparo da ogni ritorsione legale, di dare alle fiamme le moltissime copie rimaste invendute del Foglio (quotidiano).
Dove, a proposito dell'incendio che ha divorato la Città della Scienza napoletana, si legge: Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider [dove sorgeva la Città della scienza, ndgigionaz] si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza.
A firma dell'esiguo pennivendolo soliloquente Camillo Langone:
Dovevano bruciarla prima - [ Il Foglio.it › La giornata ]
Che i rivoluzionari entrati in Parlamento si ricordino di eliminare il contributo pubblico ai giornali, di partito o non.
Per una questione di ascientifica civiltà.
Ah! Questa porcata mi ha tolto spazio per il 3d che volevo inserire oggi e che qui riassumo.
Lo scrivano che viene spesso nominato Cicciopotamo, ai tempi, faceva azioni e manifestazioni alle quali poteva capitare che ci incrociassimo, entrambi dalla stessa parte.
Il che vuol dire, al di là di ogni possibile dubbio, che o io o lui stavamo prendendo un granchio colossale.
Io, temo.
Per me questa è una notizia politica (vista l'assoluta mancanza di progetti sulla Cultura che c'è nei programmi dei partiti concorrenti al governo)





Rispondi Citando
