di Filippo Facci

Il dibattito potrebbe essere: se la gente è ignorante, è meglio un leader ignorante?
Va detto che sarebbe un dibattito discretamente ignorante, non ci piove, ma il dubbio mi è tornato in mente leggendo un’intervista a Maurizio Costanzo rilasciata ieri a Libero.
Diceva: «Oggi non ci sono programmi giusti per fare crescere un presentatore... ci sono solo repliche, programmi di veline o reality, ma questo vale anche per la politica... Nel senso che, secondo me, il nuovo leader della sinistra oggi fa la terza media».

La terza media: è anche troppo, in una certa ottica.
Resta la superiorità culturale della sinistra.

Silvio Berlusconi, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 10 dicembre 2004, disse infatti così:
«Se la Coca-Cola negli Usa deve mantenere il 30 per cento del mercato, deve fare il 30 per cento di pubblicità: be’, non ci sono sostanziali differenze per la scelta di un acquisto o del voto... La media degli italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... È a loro che devo parlare».

Inquietante?
Se non altro per questa ragione: se il target di Berlusconi è in seconda media, che classe frequenta quello di Di Pietro?

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saluti ottimisti.