
Originariamente Scritto da
Dinamometro
Se invece i lavoratori capissero che non lavorano per una azineda, ma in una azineda, e capissero che se l'azienda propspera i vantaggi li hanno anche loro, l'Italia forse ricopmincierebbe ad essere competitiva.
Tempo fa in germania la Mercedes ha rischiato di chiudere, l'azienda ha chisto ai lavoratori di fare degli straordinari non pagati, li hanno fatti senza scioperare, ed oggi hanno ancora il lavoro... in italia i sindacati avrebbero indetto subito sciopero e quei lavoratori oggi sarebbero disoccupati.
E propio sbagliato il contrapporsi, la lotta di classe, non solo non esiste più, ma non è mai esistita, se non agli albori della rivoluzione industriale.
Che poi sono gli stessi dipendeti che si pongono in una specie di sudditanza nei confronti del datore di lavoro, faccio un esempio:
Il termine per chiamare il datore di lavoro diffuso soprattutto nelle regioni settentrionali è "padrone"..., ma che è termine???, il pardrone è un proprietario di un cane...
Dalle mie parti invece (in sicilia), il datore di lavoro viene definito "principale", che oltre ad essere meno denigrante per i subordinati, è anche più logico, perchè il datore di lavoro è la figura principale dell'azienda, ma non è il padrone dei "lavortatori".
Andare ad indagare su un termine può sembrare un inezia, ma le parole spesso trascendono dalla forma e assumono un sognificato più grande, in questo caso già cambiare un termine potrebbe indicare un cambiamento di cultura.
Finche i lavoratori vedranno negli imprenditori un nemico, l'Italia non avrà progresso, e a pagare saranno sempre comunque i piccoli, gli stessi lavoratori.