Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11
  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Un mago a Corte: John Dee

    Dal sito http://www.esonet.org/

    John Dee (1527-1608)

    John Dee nacque a Londra il 13 Luglio del 1527.
    Suo padre Roland Dee, proveniva da una famiglia piuttosto distinta e amava profondamente suo figlio. Rendendosi conto delle grandi capacità di John, lo indirizzò principalmente allo studio della Letteratura Greca e Latina.

    Successivamente studiò a Chelmsford, nell’Essex, ma poi, avendo completato felicemente in suo curriculum di studi, verso la fine del 1542, a sedici anni di età, fu iscritto dal padre a Cambridge, nel collegio dedicato alla memoria di San Giovanni Evangelista, al Corso di Scienze Superiori.

    A Cambridge Dee acquisì una grande cultura ad incredibile ritmo, lavorando sui suoi libri e nelle ore di istruzione individuale fino a diciotto ore al giorno.

    Nel 1548 ottenne la laurea di Professore d'Arte e si recò a Louvain, dove insegnava diritto civile, mentre segretamente si dava allo studio delle scienze occulte.

    Nel 1550 lasciò Louvain per completare la sua istruzione nel Continente. La sua fama si diffuse in Europa e a 23 anni egli tenne una lezione su Euclide di fronte a un pubblico entusiasta all'Università di Parigi.

    Grazie alla sua reputazione di grande filosofo, rimase per due regni a servizio della Corte Inglese.

    Nel 1555, sotto il regno di Mary, venne però accusato di aver attentato con arti magiche alla vita della regina. Venne imprigionato e giudicato prima dalla Camera stellata di Westminster, che lo prosciolse, e poi da un tribunale ecclesiastico, che lo condannò.

    Il 29 agosto 1553 le regina Mary lo fece scarcerare. Dee lasciò l’insegnamento pubblico e si dedicò allo studio delle antichità inglesi, raccogliendo preziosissimi cimeli.

    Nel 1558, in occasione dell’ascensione al trono di Elisabetta, secondogenita di Enrico VIII, Dee fu chiamato a corte e fu incaricato di redigere un oroscopo per accertare la data più favorevole alla sua incoronazione.

    Annoiato dalla vita di corte, nel 1563 lasciò di nuovo l’Inghilterra e viaggiò in Belgio, Germania, Austria e Ungheria.

    Durane il viaggio di ritorno si formò ad Aversa, per terminare la "Monade geroglifica", che dedicò all’imperatore Massimiliano II (1527-1576). Pochi lavori sono stati ristampati in tempi moderni, con l'eccezione di "La Monade Geroglifica", che, fin dalla sua prima apparizione nel 1564 ("Monas Hyerogliphica", Antwerp, 1564), è passato attraverso sei edizioni e si trova ancor oggi. In quest'opera Dee tenta di simbolizzare l'omogeneità del l'Universo e del Creatore, ogni elemento individuale essendo descritto come componente rapportato alla Monade, rappresentato come emblema Mercuriale combinato con il punto e il Crescente Binario.

    Tornato in Inghilterra, si stabilì a Greenwich, residenza estiva della regina, e si intrattenne con lei sulla pietra filosofale. Preso nuovamente dal desiderio di viaggiare nel 1571 si recò nella Lorena. Ammalatasi la regina Elisabetta dovette tornare in Inghilterra. Si stabilì allora Mortlake, sulla riva destra del Tamigi, a otto miglia da Londra, dove la regina si recava d'estate a respirare aria pura.

    A Mortlake si sposò e per alcuni anni visse tranquillo.

    Essendogli morta la moglie nel 1575, entrò sempre di più nelle grazie della regina, che spesso si recava a visitare la sua famosa biblioteca e le celebri collezioni raccolte. Dee, nel frattempo, si dedicava alla ricerca degli Arcani della filosofia occulta e soprattutto allo studio del problema dell'Elisire Filosofico.

    Al principio del 1580 il Dee si mise in società con un giovane venticinquenne, detto Kelley, per studiare l'occulto; costui l'accompagnò sempre in tutti i viaggi e fu cagione delle sue sventure.

    Credendo d'essere perseguitato, il 21 settembre 1583, Dee fuggì da Mortlake con la sua seconda moglie Jane Fromond, (sposata il 5 febbraio 1578), con suo figlio Arturo, allora di quattro anni, con gli altri suoi bambini, con Kelley e sua moglie (sposata in quello stesso anno) e coi servi, insieme con un tale Alberto di Lasky, nobile Polacco. Costoro, dopo molte peripezie, sbarcarono a Briel (Olanda), donde si diressero al castello del Lasky (presso Cracovia), che raggiunsero felicemente il 3 febbraio 1584.

    Dee rimase soltanto cinque settimane al castello di Lasky. Il 9 marzo del 1584 si recò a Cracovia, dove continuò le sue operazioni magiche.

    Dopo un soggiorno di alcuni mesi in quella città, si rimise in viaggio e giunse l’8 agosto a Praga, dove Rodolfo II, imperatore di Germania, teneva una brillantissima corte. Dee e Kelley si recarono alla corte dell’imperatore, ma Rodolfo II dubitò subito della scienza di Dee.

    Dee fu così costretto a lasciare Praga e dopo molte peripezie, il 2 aprile 1585, tornò a Cracovia. Anche a Cracovia le cose non andarono bene: il re Stefano accolse Dee alla sua corte e il 27 maggio del 1585 accettò di partecipare a una seduta magica. Ma quando si trovò all’atto pratico, si spaventò moltissimo, lasciando da solo Dee, del quale poi respinse ogni ulteriore proposta.

    Verso la fine di luglio del 1585, Dee tornò a Praga in pessime condizioni finanziarie. Là lo attendevano altre traversie. Fu pedinato da un certo Francesco Pucci, un fiorentino, spia del Sant’Uffizzio, che su richiesta del vescovo di Piacenza, nunzio del papa, aveva istruzioni di condurlo a Roma e di bruciarlo come mago e negromante. Dee si salvò grazie all’imperatore, che lo sottrasse al rogo, ma lo bandì dai suoi stati.

    Un suo allievo, il nobile Guglielmo Ursino, signore di Rosenberg, burgravio di Boemia, dopo averlo difeso di fronte a Rodolfo II, l’ospitò nel suo castello di Tresbona. In esso lo sfortunato Dee dimorò dal 1586 al 1589.

    Nel 1589 la regina Elisabetta lo richiamò in patria. Essendo sempre considerato un mago e un negromante, il Dee fu nuovamente veduto di mal occhio dalla corte e dal clero.

    Il 20 maggio 1595 la regina lo nominò rettore del Christ's College di Manchester, che egli abbandonò volontariamente nel 1604 per tornare a Mortlake.

    Dopo la morte di Elisabetta nel 1603, la vita e la salute di Dee si deteriorarono rapidamente. La sua reputazione come mago continuò ad intralciarlo e persino al College di Manchester incontrò ostilità.

    Il successore della regina, Giacomo I, autore di "Demonologia", in seguito divenuto il testo dei cacciatori di streghe, lo trattò sfavorevolmente, ma gli permise di vivere in relativa pace per il resto della sua vita.

    Dee morì nel 1608 e fu sepolto nella Chiesa di Mortlake.

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal sito http://www.esonet.org/

    John Dee scrittore e scienziato

    Fu uno scrittore prolifico, produsse numerosi libri e manoscritti lungo l'arco della sua vita. Queste opere coprirono svariati argomenti: le arti, le scienze e la filosofia furono tutti rappresentanti in ammirevoli ed eruditi dettagli, alcuni così lunghi e complessi che i tipografi rifiutavano di accettarli. Nel 1570 egli pubblicò il suo ampiamente acclamato "Introduzione alla matematica" per l'edizione inglese di "Geometria di Euclide", traduzione di Sir Henry Billingsley, Londra, 1570, un lavoro di grande originalità ed erudizione, che esercitò grande influenza sul pensiero scientifico del sedicesimo secolo.

    A parte i suoi scopi letterari, fu un prodigioso collezionista di libri.

    La sua biblioteca contenne circa tremila volumi e parecchie centinaia di manoscritti, superiore a qualsiasi altra raccolta nel mondo Elisabettiano. Questi, insieme con un vasto apparato di documenti celtici, antichi sigilli e genealogie, furono conservati nella sua casa di Mortlake.

    La casa di Mortlake ospitò anche la sua collezione di strumenti scientifici: astrolabi, quadranti, globi, ogni sorta di strumenti ottici e di navigazione stipati nei suoi laboratori.

    Nella sua "Vita Joannis Dee" (1707), Thomas Smith descrive il contenuto della biblioteca di Dee nel seguente modo:

    "Al nobile contenuto della Biblioteca appartenne una non moderata accumulazione di strumenti matematici ed apparecchiature, anche quelli che, a quel tempo, non erano entrati nell'uso comune e quelli che, emendati e riformati con la propria ingegnosità, aveva riportato ad una migliore condizione, tra cui erano un quadrante ed un'asta, il cui semidiametro misurava cinque piedi. Di questi, dieci accuratamente segnati da divisioni, il globo di Mercator, furono corretti e migliorati con nuove osservazioni. Egli aveva inserito i luoghi e i moti delle comete, che apparivano al tempo giusto, l'ottavo, il nono e il decimo delle loro sfere, secondo le ipotesi della teoria di Purbachius, ornati con un orizzonte e una meridiana di ottone. Aveva compassi da marinaio di vari tipi, fabbricati per trovare la variazione e, infine, una sveglia che, a quell'epoca, fu considerata quasi un miracolo, adatta a misurare i minuti secondi delle ore...".

    Dee inventò vari strumenti di navigazione su suo disegno: tra questi un dispositivo che chiamò Compasso Paradossale, che potrebbe venire adottato per evitare errori nel tracciare le carte.

    I marinai, comunque, non si fidarono di questa innovazione (o, forse, non compresero il complesso principio della sua operazione), ed esso venne usato raramente.

    Stranamente, furono i talenti inventivi che per primi risollevarono la sua reputazione di mago.

    Nei suoi primi giorni a Cambridge fu il responsabile di una messa in scena della "Pax" di Aristofane, per la quale egli inventò una blatta meccanica o Scarabeus, che volò per aria fino al Palazzo di Jupiter, trasportando un uomo ed un cestello di cibo. Ciò lasciò così meravigliato il pubblico, che era per lo più ignorante di arti meccaniche, che si sparsero voci ad effetto secondo le quali aveva compiuto tale meraviglia con l'aiuto dei demoni.

    Simili credenze superstiziose in seguito (1583) fecero sì che la casa e la biblioteca di Dee fossero frugate da una moltitudine di gente mentre lui e la sua famiglia viaggiavano nel Continente.

    ***

    Opere di scienza occulta

    - La Monade Geroglifica (1564)
    - Liber Mysteriorum I-V
    - Trattato Magico
    - De Heptarchia Mystica (1582) (De Heptarchia Mystica, Atanor 1986)
    - Molti pregevoli manoscritti

  3. #3
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    LA LINGUA DEGLI ANGELI

    La lingua enochiana era la lingua degli angeli. Composta da 49 chiavi e 1.000 distinte parole, oltre a numerosi nomi di angeli, deve il suo nome al patriarca biblico Enoch, che - così vuole la tradizione - prima di morire compose un testo, in cui raccontava al figlio del suo viaggio in cielo voluto da Dio, tra le braccia degli angeli. L'inventore dell'enochiano è però John Dee, un eclettico scienziato con uno spiccato interesse per l'occulto, vissuto in Inghilterra fra il 1527 ed il 1608.

    Dee ebbe un ruolo fondamentale alla corte dei Tudor come geografo, poiché fra il 1551 e il 1583 fu consulente per tutte le spedizioni degli esploratori di corte. Egli infatti, avendo tradotto Euclide in inglese, ne aveva applicato i principi geometrici alla navigazione. Ma la sua fortuna a corte si deve soprattutto all'abilità nel predire l'oroscopo. Elisabetta I Tudor gli conferì il titolo di Astrologo di Corte, offrendogli una certa protezione ma non il "patronage" che egli avrebbe desiderato. Infatti questo infaticabile visionario, che ebbe una serie di incarichi accademici di riguardo, fu sempre sospettato di eresia. In particolare Dee fu accusato di aver attentato alla vita di Maria la Sanguinaria attraverso incantesimi. Elisabetta I, succeduta a Maria la Sanguinaria, affidò alla sua abilità divinatoria la scelta del giorno adatto alla cerimonia della incoronazione, ma volle mantenere sempre un atteggiamento cauto nei suoi confronti.

    Un giorno a John Dee apparve un angelo di nome Uriel, che gli consegnò una pietra rotonda e convessa, simile ad un cristallo nero, che permetteva di ricevere visioni dai mondi ultraterreni. La totale concentrazione sul cristallo consentiva effettivamente a Dee una serie di esperienze allucinatorie, delle quali però perdeva immediatamente memoria. Fu per questo che chiese la collaborazione di Edward Kelley, personaggio di non specchiata fama.

    Per l’evocazione si poneva il cristallo sopra una tavola ornata di simboli e divisa in settori detti Aethyr, corrispondenti ciascuno a una particolare regione del cosmo invisibile. In ogni regione regnavano angeli e demoni che venivano evocati con particolari riti in seguito ai quali Kelley cadeva in trance.
    In questo stato di coscienza alterata, nel cristallo gli appariva un angelo che con una verga indicava un quadrato tracciato su una tabella detta "tavola santa". Ad ogni quadrato corrispondeva una lettera, che Kelley rivelava a Dee, il quale la trascriveva. Alla fine queste lettere venivano riscritte in ordine inverso: se ne ricavava un messaggio nella lingua enochiana (insegnata dall’angelo), che – secondo Dee – era l’idioma parlato da Adamo prima del peccato originale, nel Paradiso terrestre (anche Dante nel Paradiso fa riferimento a questa lingua, già scomparsa prima del tentativo di costruzione della Torre di Babele). In questo modo i due occultisti ricevettero dagli angeli notizie e rivelazioni, nonché una serie di formule evocatorie da utilizzare per ottenere l’apparizione dei signori dei diversi Aethyr. Ancora oggi molte società magiche utilizzano la metodologia di contatto con i mondi ultraterreni da loro sviluppata.

    Si attribuisce a Edward Kelley la volontà di fare fortuna attraverso la credulità della gente: alcuni autori lo dipingono infatti come un truffatore ed un ciarlatano, che riuscì a raggirare impunemente un uomo della levatura di John Dee, infangandone la reputazione e coinvolgendolo, suo malgrado, in azioni ai confini della legalità. John Dee è invece ritenuto in buona fede, vittima della stessa curiosità che lo aveva guidato nella sua attività di scienziato. La fama che i due avevano guadagnato in tutta Europa spinse un nobile polacco, Albert Laski, ad invitarli a trasferirsi in Polonia per studiare la pietra filosofale. Di qui ebbe inizio la rovina dei due occultisti, a cui Dee seppe in parte miracolosamente sfuggire tornando in Inghilterra dove la regina Elisabetta, ancora una volta, gli offrì protezione.
    John Dee morì in miseria a Mortlake all'età di 81 anni.

    Liberamente tratto dal sito www.syllabos.com



    John Dee

  4. #4
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    Illustrazione tratta dalla rivista pubblicata da Aleister Crowley, The Equinox

  5. #5
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    JOHN DEE, L'ASTROLOGO ALLA CORTE DI ELISABETTA I

    Nel 250° anniversario della sua fondazione il British Museum ha celebrato una delle personalità più controverse dell'età elisabettiana, John Dee (1527-1608), la cui vasta biblioteca ha costituito l'asse portante dell'attuale King's Library. John Dee si era fatto conoscere dai circoli sapienti con la traduzione dal greco e il primo commento in inglese de «Gli Elementi» di Euclide. E come astrologo era stato consultato dal Consiglio della Corona per individuare il giorno più propizio per l'incoronazione della regina Elisabetta I. Il 17 novembre 1558 era morta la regina Mary, la Bloody Mary ricordata dai protestanti; Elisabetta, di dichiarate inclinazioni protestanti, aveva il compito di pacificare un Paese diviso. John Dee scelse come data il 15 gennaio 1559: Giove in Acquario (il calendario giuliano, ancora in vigore, era un anticipo sul nostro di 10 giorni) dava l'influenza astrale dell'imparzialità, dell'indipendenza di giudizio e della tolleranza, mentre la congiunzione di Marte nello Scorpione garantiva la passione e l'impegno necessari per chi vuole ben governare. Dopo questo esordio John Dee sarebbe diventato il consigliere ascoltato della regina Elisabetta anche nei campi della politica. La sua argomentazione, con dovizia di mitici particolari, sulle origini ancestrali e divine dei diritti della corona inglese sul Nuovo Mondo, in barba al Trattato delle Tordesillas (1494) che l'aveva suddiviso fra Spagna e Portogallo, avrebbe dato una sorta di legittimità agli insediamenti di coloni nel Nord America, primo albore del futuro impero britannico. Il versatile Dee era stato pure alla corte dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo, fervente cultore della magia, ma parrebbe molto probabile che il suo lungo soggiorno nell'Impero fosse la copertura d'una non definita missione di spionaggio. Perché ai tempi degli intrighi dinastici, dell'inchiostro simpatico e dei messaggi cifrati, alchimisti e matematici godevano di molteplici impieghi. John Dee ha anticipato la concezione matematica dei moti celesti di Isaac Newton, l'ultimo dei maghi, che non avrebbe avuto la reputazione macchiata dai suoi primari interessi alchimistici, non disdegnati nemmeno da Francis Bacon, padre fondatore del metodo induttivo moderno, ucciso da un mal riuscito esperimento di refrigerazione per allungare la vita. Quando ancora alchimia, cabala e astrologia erano considerate lo stimolo necessario della matematica e dell'astronomia, già bollate da Sant'Agostino per le loro ascendenze pagane, la conoscenza vera, quella universale, era soggetta a slittare dal proibito all'occulto. John Dee è invece soprattutto ricordato per i suoi studi astrologici e per i patti, sigillati con lo scambio delle mogli, con il medium Edward Kelley, tramandatici con dettagliato spirito scientifico da lui stesso, ignaro certo che di siffatti argomenti un bel tacer non fu mai scritto. ( )

    Ennio Falabella su "La Gazzetta del Sud" del 17 aprile 2004



    John Dee e Edward Kelley

  6. #6
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Uno dei testi più strani ed enigmatici giunti fino a noi, che può essere paragonato all’ancor più misterioso (ma inesistente?) Necronomicon, è senza dubbio il Liber Logaeth o Libro di Enoch. Conosciuto anche come Liber Mysteriorum Sextus et Sanctus, fu dallo stesso autore definito “…il Mistero della nostra Creazione, l’Epoca di molti anni, la Conclusione del Mondo…”.

    Tuttora conservato presso il British Museum di Londra (collocazione MSS, Sloane, 3189), consiste in 65 fogli in cui sono raffigurati 101 quadrati magici con un numero di caselle estremamente variabile, ma sempre molto grande. A renderlo indecifrabile è la strana lingua in cui è scritto, composta da 21 caratteri e definita da Dee “Enochiana”. A complicare ulteriormente la situazione concorre una miriade di lettere dell’alfabeto latino e di numeri apparentememte distribuiti a caso.

    Fu scritto nel 1583 da Edward Kelley, assistente e medium di John Dee, durante quello che oggi la medicina definirebbe uno “stato alterato di coscienza”. John Dee lo utilizzava per realizzare una serie ancor più complessa di quadrati magici, nota come Tavole Enochiane, con cui affermava di poter compiere evocazioni e rituali potentissimi e di entrare in contatto con le potenze angeliche da cui trarre informazioni, suggerimenti, illuminazioni.

    La gente cominciò a interessarsi della magia enochiana nel 1912, quando Aleister Crowley pubblicò The Equinox, una rivista dedicata alla magia e al misticismo e, in misura minore, alla letteratura. Specificatamente, Crowley entrò nello spirito del mondo Enochiano con formule magiche originariamente usate da Dee e Kelly, con le quali ha avuto visioni dell'Aethyr enochiano (livello di esistenza spirituale).

    Nonostante i ripetuti tentativi di decifrazione computerizzata, la lingua Enochiana resiste ad ogni prova di interpretazione, pur apparendo chiaramente come un linguaggio sintatticamente e grammaticalmente ben strutturato, e non un casuale accostamento di lettere.
    Dunque il Liber Logaeth potrebbe essere stato composto usando un alfabeto a noi completamente sconosciuto, frutto di contatti mentali tra Kelley e… realtà extradimensionali? Chissà…


  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Locus Solus
    Messaggi
    3,318
     Likes dati
    0
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito segnalazione

    A parte i riferimenti ai "discount" esoterici tipo esonet, se vi interessa l'argomento è uscito da qualche mese il seguente libro :

    " Gli Angeli di John Dee- il Merlino di Elisabetta "

    di Gyorgy E. Szonyi ( docente di Inglese all'università Szeged in Ungheria e studioso della Tradizione Occulta rinascimentale e post-rinascimentale ).

    Edizioni " Tre editori", Roma

    cordialiter

    Eliodoro

  8. #8
    suum cuique
    Data Registrazione
    25 Dec 2002
    Località
    Anfiteatro Flavio
    Messaggi
    2,187
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ottimo libro. Mi associo nel consiglio.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Jun 2004
    Messaggi
    2,020
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non dimenticate il classico ossia:

    "De Heptarchia Mystica" (John Dee) edito in Italia da Atanor, di non facile reperibilità...

    Assolutamente consigliabile, per chi vuole approfondire la Magia Enochiana, "La Visione E La Voce" di A.Crowley (Liber XXX), con la descrizione completa dell'esplorazione dei 30 Aethyr compiuta dall'autore, famosa quella del 10° Aethyr (l'incontro con Choronzon).
    Nel testo sono presente le quattro tavole e il Sigillum Dei Ameth riveduto e corretto rispetto all'originale costodito nel British Museum.

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Locus Solus
    Messaggi
    3,318
     Likes dati
    0
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Sothis
    Non dimenticate il classico ossia:

    "De Heptarchia Mystica" (John Dee) edito in Italia da Atanor, di non facile reperibilità...

    Assolutamente consigliabile, per chi vuole approfondire la Magia Enochiana, "La Visione E La Voce" di A.Crowley (Liber XXX), con la descrizione completa dell'esplorazione dei 30 Aethyr compiuta dall'autore, famosa quella del 10° Aethyr (l'incontro con Choronzon).
    Nel testo sono presente le quattro tavole e il Sigillum Dei Ameth riveduto e corretto rispetto all'originale costodito nel British Museum.
    ------------------------------------------------------------------------------

    Beh, io penso che l'aspetto più interessante di John Dee si evinca dai suoi studi alchimistici, più che dalle equivoche evocazioni enochiane.

    Sarebbe consigliabile ( o forse sarebbe una tortura ) leggersi "La monade geroglifica " : attenzione, però, il commento dellla versione francese ( ed. sebastiani ) è di Grillot De Givry, ed aiuta un pochino nella comprensione di questa complicatissima opera.

    Interessanti furono anche gli studi sulla Catottrica degli Antichi e sugli specchi..( vedasi "Speculum comburentis "), sempre a fini alchimistici.

    Cordialmente

    Eliodoro

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 23-05-12, 09:23
  2. Il Mago Di Oz
    Di *TINA* nel forum Americanismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-03-07, 00:59
  3. Il mago di Hitler. Erik Jan Hanussen un ebreo alla corte del Führer
    Di Princ.Citeriore (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-05-06, 01:28
  4. Sei un mago
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 10-12-05, 17:21
  5. John Edwards, il ripiego di John Kerry
    Di peppe (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 18-07-04, 18:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito