la mia idea è che Di Pietro abbia fatto apposta a perdere (qualcuno l'ha visto in campagna elettorale) per riciclarsi con l'amico Peppecrillo (non come partito, solo personalmente). Scommettiamo?


la mia idea è che Di Pietro abbia fatto apposta a perdere (qualcuno l'ha visto in campagna elettorale) per riciclarsi con l'amico Peppecrillo (non come partito, solo personalmente). Scommettiamo?


indubbiamente, ma c'è un problema politico soprattutto dietro
-Ma dai, sarà la bora..
-Ma non siamo a Trieste!


L'IDV non si è sciolta. Di Pietro ha eletto il figlio in Molise. Alle prossime regionali in Friuli ha scelto di sostenere la Serracchiani, abbandonando l'alleanza con gli altri partiti di Rivoluzione Civile (che non sono riusciti a presentare le liste). Insomma è partita la strategia di rientro nel centrosinistra, che probabilmente lo accoglierà anche alle comunali di Roma.
Di Pietro si tiene il partito, coi suoi 16 mln di € di bilancio.
E gli tocca pure una quota del finanziamento pubblico spettante a Rivoluzione Civile, che avendo superato il 2% ha diritto ad essere mantenuta a spese nostre.
Di Pietro si tiene l'Idv stop alla linea Orlando - POLITICA
POST ELEZIONI
Di Pietro si tiene l'Idv stop alla linea Orlando
Il leader del partito sventa il golpe. Ma a giugno vuole dimettersi.
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(© Imagoeconomica) Antonio Di Pietro.
Altro che sciogliersi. L'Italia dei valori non ha alcuna intenzione di sparire dalla politica. E per rilanciarsi ha deciso di partecipare alle prossime amministrative a Roma e in Friuli. Così come è stato deciso di organizzare il congresso a fine giugno, cercando pure l'alleanza con il centrosinistra.
A sventare il tentativo di 'golpe' guidato dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che voleva sciogliere l'Idv e fondare un nuovo partito è stato Antonio Di Pietro, che è riuscito a mantenere il controllo della sua creatura, ma ha annunciato che serve un cambio generazionale e che al congresso ha intenzione di presentarsi dimissionario.
FALLITA LA MOSSA DI ORLANDO. L'Idv, recude dall'alleanza elettorale con la sinistra radicale di Rivoluzione civile che l'ha pero costretto a rimanere fuori dal parlamento ha già iniziato la resa dei conti.
Il 26 marzo, all'ufficio di presidenza Orlando era riuscito a far approvare un documento che chiedeva all'esecutivo nazionale (il parlamentino del partito, con 40 membri) di considerare conclusa l'esperienza di Idv, far saltare il congresso del 28-30 giugno e indire primarie per eleggere una costituente che preparasse lo statuto di un nuovo partito.
Il presidente-fondatore Di Pietro aveva subito l'iniziativa e si era astenuto. Con lui erano rimasti gli ex parlamentari Ignazio Messina e Ivan Rota, mentre Orlando poteva contare sull'ex capogruppo al Senato Felice Belisario e sul capogruppo in Abruzzo Carlo Costantini.
Ma già il giorno dopo, gli eletti negli enti locali e i militanti erano insorti, chiedendo a gran voce che il partito non si sciogliesse.
PASSA LA LINEA DI DI PIETRO. Il partito inoltre al 31 dicembre aveva in cassa 16 milioni di euro e non era chiaro che fine avrebbero fatto. Di Pietro era partito alla riscossa e ha invitato all'esecutivo nazionale anche eletti e militanti sul territorio, tutti dalla sua parte.
Orlando e i suoi hanno capito l'aria che tirava e hanno annunciato che non avrebbero partecipato. A loro avviso, la convocazione odierna era troppo allargata e quindi invalida.
Al Marriott Park Hotel di Roma, Di Pietro ha dimostrato che il grosso del partito è sempre con lui. L'assemblea ha dichiarato illegittima la decisione del 26 marzo, ha confermato il congresso di fine giugno e ha fissato la linea politica della ricerca di una intesa con Pd e centrosinistra.
Sabato, 06 Aprile 2013
Ultima modifica di ConteMax; 21-04-13 alle 08:07


In Molise l'IDV è riuscita a strappare anche un assssorato regionale, battendo la concorrenza dei Comunisti Italiani, SEL e PSI (che hanno eletto ciascuno un consigliere, così come l'IDV).
Varata la nuova giunta regionale, fuori Rialzati Molise e la sinistra
Ultima modifica di ConteMax; 21-04-13 alle 08:19


che furbo, ora poi che il pd non ha una guida e per'altro quasi tutto il csx andrà a congresso straodinario eccetto SEL l'idv magari spera di prendere qualche deluso del pd
partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177


Se non sbaglio l'IDV ha pagato il 50% della campagna elettorale, che gli diano la metà del rimborso elettorale è perfettamente legale. Quanto al "mantenere a spese nostre", questo vale anche per chi sta in parlamento, eh. Se la legge garantisce molti più soldi di quanti se ne spendono davvero per fare campagna elettorale, non è colpa di Ingroia...