







SESE,ma che bravi...
Siamo ancora all'accusa di deicidio.
Gesù ha scelto di farsi immolare, per darci la possibilità di accedere alla grazia divina.
Ancora prima, la Madonna ha accettato di dargli la vita terrena.
Cosa state a pontificare, sulle scelte divine?
Tu Ringhio, e altri; volete forse giustificare l'Olocausto, con ciò?
E' una cosa molto schifosa....E Haxel baciapile, mi stupisce assai che ti segua a ruota...


Post del genere confermano tutti i pregiudizi sulle capacità intellettive di certe donne (non tutte, Deo gratias).
E guarda caso sono sempre politicamente orientati verso una parte....mai che si abbia a che fare con cattolici sinceri (né tanto meno fedeli alla Tradizione).
Ultima modifica di Giò; 30-03-13 alle 16:28
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Leggi la mia firma, e puoi dedurre ciò che penso di uomini come te . Che ne sai del mio orientamento politico?
Qua si disquisisce di etica religiosa,
Ed eticamente, ed umanamente, uno/a che nel 2013 accusi gli Ebrei di deicidio, mi fa schifo.
Visto a cosa portò questa esatta accusa, nel recente passato.
Ultima modifica di Tanaquil; 30-03-13 alle 16:35


Questa è pura ignoranza.
Innanzitutto, la deportazione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale da parte del Reich tedesco non c'entra assolutamente nulla con la questione del "deicidio".
Il nazionalsocialismo tedesco infatti si scontrò duramente con il Cattolicesimo Romano (Pio XI prima e Pio XII poi furono sempre in pessimi rapporti con Hitler) perché il primo considerava la questione ebraica un problema di tipo razziale, mentre invece per la Chiesa il problema riguardava esclusivamente il giudaismo come confessione religiosa che negava radicalmente la divinità di Gesù Cristo e la funzione salvifica del Suo Sacrificio in Croce e della sua conseguente Resurrezione.
Quello nazionalsocialista era un antisemitismo razziale, mentre invece il Cattolicesimo ha sempre predicato un rigoroso antigiudaismo teologico e confessionale, le cui finalità polemiche non sono mai state l'eliminazione fisica dei giudei o il trasferimento forzato di masse di persone di "razza" ebraica ma la conversione degli ebrei al Cristianesimo.
Motivo per cui, ad esempio, quando l'Italia fascista, con cui fino ad allora il Vaticano aveva avuto dei rapporti se non ottimi quanto meno buoni ed improntati da una sincera e leale collaborazione, decise di introdurre normative discriminatorie nei confronti degli ebrei, la Chiesa, dopo diversi tentativi di dissuasione, protestò ufficialmente con il governo fascista per aver proibito i matrimoni misti tra persone di razza diversa (inclusa quella cosiddetta "semita") ma di religione cattolica, bollando tale provvedimento come un "vulnus" al Concordato del 1929.
Ogni volta che scoppiò un motivo di dissenso tra la Chiesa Cattolica e il regime fascista le due parti riuscivano sempre a trovare una soluzione che tenesse conto delle esigenze di entrambi....il caso delle leggi razziali del '38 fu l'unico che non si riuscì mai a risolvere per l'intransigenza assoluta della Chiesa sul punto in questione.
E' noto, oltre tutto, che già nel 1937 Pio XI aveva additato al mondo quali fossero gli errori presenti nelle correnti ideologiche del nazionalsocialismo tedesco, come il razzismo esagerato, la statolatria, il neopaganesimo, ecc.
Ne fa testo l'Enciclica "Mit Brennender Sorge", nel cui testo viene ribadito il motivo di dissenso tra nazionalsocialismo e Cattolicesimo sulla questione ebraica: "Chi quindi vuole banditi dalla Chiesa e dalla scuola la storia biblica e i saggi insegnamenti dell’Antico Testamento, bestemmia la parola di Dio, bestemmia il piano della salute dell’Onnipotente ed erige a giudice dei piani divini un angusto e ristretto pensar umano. Egli rinnega la fede in Gesù Cristo, apparso nella realtà della sua carne, il quale prese natura umana da un popolo, che doveva poi configgerlo in croce. Non comprende nulla del dramma mondiale del Figlio di Dio, il quale oppose al misfatto dei suoi crocifissori, qual sommo sacerdote, l’azione divina della morte redentrice, e fece così trovare all’Antico Testamento il suo compimento, la sua fine e la sua sublimazione nel Nuovo Testamento".
In queste poche righe Pio XI confutava l'asserzione di alcuni esponenti del nazionalsocialismo tedesco secondo cui Cristo non fosse "etnicamente" ebreo ma "ariano" e contemporaneamente ribadiva che non si poteva negare l'ebraicità di Cristo in quanto rientrava nel piano provvidenziale divino che Egli nascesse dalla stirpe regale davidica per poi essere crocifisso proprio da quel popolo di cui faceva indiscutibilmente parte.
Quindi è storicamente falso sostenere che le deportazioni di ebrei nella seconda guerra mondiale siano figlie dell'accusa del "deicidio".
Inoltre, l'accusa del "decidio" è storicamente confermata dalle fonti di cui siamo a disposizione, in primis le Sacre Scritture.
Come cattolici, dobbiamo leggere le Sacre Scritture nel senso in cui sono state intese e spiegate costantemente dai Santi Padri e Dottori della Chiesa, i quali, come diversi scritti provano, hanno sempre unanimemente attribuito la colpa della morte di Cristo alla volontà ebraica.
Ultima modifica di Giò; 30-03-13 alle 16:56
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Mi fate schifo.
Sono morti milioni di persone, e fate glass climbing; per portare avanti un ideale di morte.
Quante parole sprecate, non leggo neppure un rigo di 'ste zozzerie.




visto che mi vedo citato:
il termine deicidi è esatto, ma questo vale per gli ebrei che hanno materialmente ucciso Gesù, gli ebrei di oggi, non hanno questa colpa, ma hanno la colpa non credere in Cristo, e quindi di averlo rifiutato, eppure più di tutti gli altri, dovrebbero credere in Lui, visto che si dichiarono il Popolo eletto di Dio
ora qua non c'entra l'olocausto e il razzismo( quest'ultimo condannato dalla Chiesa stessa)
Ultima modifica di Haxel; 30-03-13 alle 17:08
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio