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  1. #1
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    Predefinito I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    I cacciatori di oggi
    sono i miei nemici


    Tra quelli che come "religioso" io devo assolutamente evitare, vi è colui che va a caccia. Stare vicino a chi uccide per divertimento e non per necessità, è cosa deprimente per quelli che hanno il mio stesso spirito. Conversare con costui significa complicità nell'uccisione dei miei simili più deboli. Lo rispetterò, naturalmente, ma solo formalmente, come si usa con gli sconosciuti, ma di rapporti amichevoli non se ne parla. Come potrei salutare chi danneggia il prossimo? Solo se costui rompe prima l'arma.

    Come è possibile che in una terra così benestante e così ripiena di varietà di cibo ci siano ancora tipi che vanno a caccia e fanno questo pure su terreni non propri? Quello di andare a caccia di animali che appartengono a tutti, è uno dei tanti privilegi che piccoli gruppi di prepotenti riescono ad ottenere a spese dei più deboli gravando su una maggioranza che vorrebbe rispettare gli animali, ma che per quieto vivere lascia fare (dopotutto, chi ci rimette non è dei nostri). In questo loro sanguinario modo di divertirsi chiameranno in ballo "democrazia", "tolleranza", "diritto allo svago"; vogliono per loro quello che non concedono ai più deboli.

    Ma in fondo, è sempre stato così; una maggioranza benestante e pacifica lascerà, finchè è possibile, una sua minoranza prepotente libera di fare quello che vuole se non tocca le proprie cose. Così successe con gli ebrei e con altre minoranze religiose.

    Ma perchè certi mancano di rispetto ad una creatura più debole? Principalmente perchè si annoiano, perchè preferiscono vivere nell'ignoranza (è meno faticoso), e nella loro grossolanità non trovano un amico sincero; per rivalutarsi ai loro occhi e a quelli del prossimo, devono fare cose che secondo loro li rendono "grandi". Gli piace sentirsi forti con i deboli e apparire come sportivi dinanzi a quelli che giudicano superiori in tutto il resto.
    Anticamente, per i violenti della società c'erano luoghi chiamati Circhi dove, sotto il nome di gladiatori, i violenti della società potevano sfogarsi tra loro ad armi pari, da veri sportivi. Chi vinceva giustamente si arricchiva e chi perdeva si toglieva definitivamente dai piedi senza che nessuno rivendicasse per lui "diritti" e "giustizia" e "comprensione". A quei tempi, ci si prendeva la responsabilità delle proprie scelte, non c'erano le ipocrisie di oggi spacciate come "civiltà" o "moralità cristiana".
    Se un giorno diventeremo primi ministri, bisognerà ricordarsi di creare riserve di caccia dove i violenti possano in pieno diritto sfogare l'uno contro l'altro, più o meno sportivamente, i propri istinti bestiali, istinti che da come ce li spiegano sono "primordiali", impossibili da resistere, forse perchè certi sono ancora fermi, evolutivamente parlando, a quei tempi lontani.

    Questo mio prossimo che va a caccia sostiene di essere cristiano. Ho osservato che va alla messa domenicale, porta i bambini all'oratorio, partecipa alla processione in onore del santo patrono e a quelle delle varie madonne sul calendario. Forse si confessa e si comunica almeno una volta l'anno, per non peccare. Insomma, mi pare proprio un "cristiano". basilica di San Pietro, in Vaticano Forse per questo lui sente che nessuno gli può dire nulla circa questo suo "diritto" di uccidere il suo prossimo più debole. Si offenderebbe, reagirebbe parolacciando. A chi si deve l'incoscienza di questo cristiano? Non credo ci voglia molto a saperlo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Vomito ideologico allo stato puro, logica contorta e menzogne spudorate, insomma la solita minestra anticaccia qualunquista e presupponente.

    Ps. S.Uberto è patrono de cacciatori,perchè non chiedi che lo tolgano dall'elenco dei Santi, già che ci sei, mr. religioso.......

  3. #3
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Citazione Originariamente Scritto da Generale gothic Visualizza Messaggio
    Vomito ideologico allo stato puro, logica contorta e menzogne spudorate, insomma la solita minestra anticaccia qualunquista e presupponente.

    Ps. S.Uberto è patrono de cacciatori,perchè non chiedi che lo tolgano dall'elenco dei Santi, già che ci sei, mr. religioso.......
    Al solo rispondergli, hai, già, fatto troppo!
    Un post ridicolo come quello, si commenta da solo!

  4. #4
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Citazione Originariamente Scritto da Dogma Visualizza Messaggio
    Al solo rispondergli, hai, già, fatto troppo!
    Un post ridicolo come quello, si commenta da solo!
    Vergognati, assassino degli animali

  5. #5
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Dalla povertà lessicale e culturale dei cacciatori di oggi, come si può leggere, capiamo tutti quanto sia vergognosa e assassina la caccia!!

  6. #6
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Citazione Originariamente Scritto da eremita Visualizza Messaggio
    Dalla povertà lessicale e culturale dei cacciatori di oggi, come si può leggere, capiamo tutti quanto sia vergognosa e assassina la caccia!!
    Scrivere un cumulo di idiozie ridicole come hai fatto tu , non significa far sfoggio di cultura ambientalista e capacità lessicale , ma bensì dimostrare di avere la cervice ( sempre che tu ne sia in possesso ) che sguazza nel più becero vomito ideologico.
    Collegare poi presunte povertà lessicali al fatto che la caccia sia assassina, denota chiaramente problemi di ordine psicologico.
    Quindi in ultima analisi mi vedo costretto a dar ragione al forumista Dogma, sprecare del tempo per rispondere ai tuoi deliranti insulti significa inevitabilmente ridursi al tuo bassissimo livello.
    Ti commenti da solo.
    Ultima modifica di Generale gothic; 22-01-10 alle 21:07

  7. #7
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Citazione Originariamente Scritto da Generale gothic Visualizza Messaggio
    Scrivere un cumulo di idiozie ridicole come hai fatto tu , non significa far sfoggio di cultura ambientalista e capacità lessicale , ma bensì dimostrare di avere la cervice ( sempre che tu ne sia in possesso ) che sguazza nel più becero vomito ideologico.
    Collegare poi presunte povertà lessicali al fatto che la caccia sia assassina, denota chiaramente problemi di ordine psicologico.
    Quindi in ultima analisi mi vedo costretto a dar ragione al forumista Dogma, sprecare del tempo per rispondere ai tuoi deliranti insulti significa inevitabilmente ridursi al tuo bassissimo livello.
    Ti commenti da solo.
    Io condanno gli assassini degli animali come te

  8. #8
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Tra quelli che come religioso io devo assolutamente evitare, vi è colui che va a caccia. Stare vicino a chi uccide per divertimento e non per necessità, è cosa deprimente per quelli che hanno il mio stesso spirito. Conversare con costui significa complicità nell'uccisione dei miei simili più deboli. Lo rispetterò, naturalmente, ma solo formalmente, come si usa con gli sconosciuti, ma di rapporti amichevoli non se ne parla. Come potrei salutare chi danneggia il prossimo? Solo se costui rompe prima l'arma.

    Come è possibile che in una terra così benestante e così ripiena di varietà di cibo ci siano ancora tipi che vanno a caccia e fanno questo pure su terreni non propri? Quello di andare a caccia di animali che appartengono a tutti, è uno dei tanti privilegi che piccoli gruppi di prepotenti riescono ad ottenere a spese dei più deboli gravando su una maggioranza che vorrebbe rispettare gli animali, ma che per quieto vivere lascia fare (dopotutto, chi ci rimette non è dei nostri). In questo loro sanguinario modo di divertirsi chiameranno in ballo "democrazia", "tolleranza", "diritto allo svago"; vogliono per loro quello che non concedono ai più deboli.

    Ma in fondo, è sempre stato così; una maggioranza benestante e pacifica lascerà, finchè è possibile, una sua minoranza prepotente libera di fare quello che vuole se non tocca le proprie cose. Così successe con gli ebrei e con altre minoranze religiose.

    Ma perchè certi mancano di rispetto ad una creatura più debole? Principalmente perchè si annoiano, perchè preferiscono vivere nell'ignoranza (è meno faticoso), e nella loro grossolanità non trovano un amico sincero; per rivalutarsi ai loro occhi e a quelli del prossimo, devono fare cose che secondo loro li rendono "grandi". Gli piace sentirsi forti con i deboli e apparire come sportivi dinanzi a quelli che giudicano superiori in tutto il resto.
    Anticamente, per i violenti della società c'erano luoghi chiamati Circhi dove, sotto il nome di gladiatori, i violenti della società potevano sfogarsi tra loro ad armi pari, da veri sportivi. Chi vinceva giustamente si arricchiva e chi perdeva si toglieva definitivamente dai piedi senza che nessuno rivendicasse per lui "diritti" e "giustizia" e "comprensione". A quei tempi, ci si prendeva la responsabilità delle proprie scelte, non c'erano le ipocrisie di oggi spacciate come "civiltà" o "moralità cristiana".
    Se un giorno diventeremo primi ministri, bisognerà ricordarsi di creare riserve di caccia dove i violenti possano in pieno diritto sfogare l'uno contro l'altro, più o meno sportivamente, i propri istinti bestiali, istinti che da come ce li spiegano sono "primordiali", impossibili da resistere, forse perchè certi sono ancora fermi, evolutivamente parlando, a quei tempi lontani.

    Questo mio prossimo che va a caccia sostiene di essere cristiano. Ho osservato che va alla messa domenicale, porta i bambini all'oratorio, partecipa alla processione in onore del santo patrono e a quelle delle varie madonne sul calendario. Forse si confessa e si comunica almeno una volta l'anno, per non peccare. Insomma, mi pare proprio un "cristiano". Forse per questo lui sente che nessuno gli può dire nulla circa questo suo "diritto" di uccidere il suo prossimo più debole. Si offenderebbe, reagirebbe parolacciando. A chi si deve l'incoscienza di questo cristiano? Non credo ci voglia molto a saperlo.
    Ultima modifica di eremita; 30-01-10 alle 14:18

  9. #9
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Citazione Originariamente Scritto da eremita Visualizza Messaggio
    Tra quelli che come religioso io devo assolutamente evitare, vi è colui che va a caccia. Stare vicino a chi uccide per divertimento e non per necessità, è cosa deprimente per quelli che hanno il mio stesso spirito. Conversare con costui significa complicità nell'uccisione dei miei simili più deboli. Lo rispetterò, naturalmente, ma solo formalmente, come si usa con gli sconosciuti, ma di rapporti amichevoli non se ne parla. Come potrei salutare chi danneggia il prossimo? Solo se costui rompe prima l'arma.

    Come è possibile che in una terra così benestante e così ripiena di varietà di cibo ci siano ancora tipi che vanno a caccia e fanno questo pure su terreni non propri? Quello di andare a caccia di animali che appartengono a tutti, è uno dei tanti privilegi che piccoli gruppi di prepotenti riescono ad ottenere a spese dei più deboli gravando su una maggioranza che vorrebbe rispettare gli animali, ma che per quieto vivere lascia fare (dopotutto, chi ci rimette non è dei nostri). In questo loro sanguinario modo di divertirsi chiameranno in ballo "democrazia", "tolleranza", "diritto allo svago"; vogliono per loro quello che non concedono ai più deboli.

    Ma in fondo, è sempre stato così; una maggioranza benestante e pacifica lascerà, finchè è possibile, una sua minoranza prepotente libera di fare quello che vuole se non tocca le proprie cose. Così successe con gli ebrei e con altre minoranze religiose.

    Ma perchè certi mancano di rispetto ad una creatura più debole? Principalmente perchè si annoiano, perchè preferiscono vivere nell'ignoranza (è meno faticoso), e nella loro grossolanità non trovano un amico sincero; per rivalutarsi ai loro occhi e a quelli del prossimo, devono fare cose che secondo loro li rendono "grandi". Gli piace sentirsi forti con i deboli e apparire come sportivi dinanzi a quelli che giudicano superiori in tutto il resto.
    Anticamente, per i violenti della società c'erano luoghi chiamati Circhi dove, sotto il nome di gladiatori, i violenti della società potevano sfogarsi tra loro ad armi pari, da veri sportivi. Chi vinceva giustamente si arricchiva e chi perdeva si toglieva definitivamente dai piedi senza che nessuno rivendicasse per lui "diritti" e "giustizia" e "comprensione". A quei tempi, ci si prendeva la responsabilità delle proprie scelte, non c'erano le ipocrisie di oggi spacciate come "civiltà" o "moralità cristiana".
    Se un giorno diventeremo primi ministri, bisognerà ricordarsi di creare riserve di caccia dove i violenti possano in pieno diritto sfogare l'uno contro l'altro, più o meno sportivamente, i propri istinti bestiali, istinti che da come ce li spiegano sono "primordiali", impossibili da resistere, forse perchè certi sono ancora fermi, evolutivamente parlando, a quei tempi lontani.

    Questo mio prossimo che va a caccia sostiene di essere cristiano. Ho osservato che va alla messa domenicale, porta i bambini all'oratorio, partecipa alla processione in onore del santo patrono e a quelle delle varie madonne sul calendario. Forse si confessa e si comunica almeno una volta l'anno, per non peccare. Insomma, mi pare proprio un "cristiano". Forse per questo lui sente che nessuno gli può dire nulla circa questo suo "diritto" di uccidere il suo prossimo più debole. Si offenderebbe, reagirebbe parolacciando. A chi si deve l'incoscienza di questo cristiano? Non credo ci voglia molto a saperlo.
    Vado a caccia e sono ateo, il massimo della libidine.repapelle:

  10. #10
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    Predefinito Rif: I cacciatori di oggi sono i miei nemici

    Citazione Originariamente Scritto da eremita Visualizza Messaggio
    I cacciatori di oggi
    sono i miei nemici


    Tra quelli che come "religioso" io devo assolutamente evitare, vi è colui che va a caccia. Stare vicino a chi uccide per divertimento e non per necessità, è cosa deprimente per quelli che hanno il mio stesso spirito. Conversare con costui significa complicità nell'uccisione dei miei simili più deboli. Lo rispetterò, naturalmente, ma solo formalmente, come si usa con gli sconosciuti, ma di rapporti amichevoli non se ne parla. Come potrei salutare chi danneggia il prossimo? Solo se costui rompe prima l'arma.

    Come è possibile che in una terra così benestante e così ripiena di varietà di cibo ci siano ancora tipi che vanno a caccia e fanno questo pure su terreni non propri? Quello di andare a caccia di animali che appartengono a tutti, è uno dei tanti privilegi che piccoli gruppi di prepotenti riescono ad ottenere a spese dei più deboli gravando su una maggioranza che vorrebbe rispettare gli animali, ma che per quieto vivere lascia fare (dopotutto, chi ci rimette non è dei nostri). In questo loro sanguinario modo di divertirsi chiameranno in ballo "democrazia", "tolleranza", "diritto allo svago"; vogliono per loro quello che non concedono ai più deboli.

    Ma in fondo, è sempre stato così; una maggioranza benestante e pacifica lascerà, finchè è possibile, una sua minoranza prepotente libera di fare quello che vuole se non tocca le proprie cose. Così successe con gli ebrei e con altre minoranze religiose.

    Ma perchè certi mancano di rispetto ad una creatura più debole? Principalmente perchè si annoiano, perchè preferiscono vivere nell'ignoranza (è meno faticoso), e nella loro grossolanità non trovano un amico sincero; per rivalutarsi ai loro occhi e a quelli del prossimo, devono fare cose che secondo loro li rendono "grandi". Gli piace sentirsi forti con i deboli e apparire come sportivi dinanzi a quelli che giudicano superiori in tutto il resto.
    Anticamente, per i violenti della società c'erano luoghi chiamati Circhi dove, sotto il nome di gladiatori, i violenti della società potevano sfogarsi tra loro ad armi pari, da veri sportivi. Chi vinceva giustamente si arricchiva e chi perdeva si toglieva definitivamente dai piedi senza che nessuno rivendicasse per lui "diritti" e "giustizia" e "comprensione". A quei tempi, ci si prendeva la responsabilità delle proprie scelte, non c'erano le ipocrisie di oggi spacciate come "civiltà" o "moralità cristiana".
    Se un giorno diventeremo primi ministri, bisognerà ricordarsi di creare riserve di caccia dove i violenti possano in pieno diritto sfogare l'uno contro l'altro, più o meno sportivamente, i propri istinti bestiali, istinti che da come ce li spiegano sono "primordiali", impossibili da resistere, forse perchè certi sono ancora fermi, evolutivamente parlando, a quei tempi lontani.

    Questo mio prossimo che va a caccia sostiene di essere cristiano. Ho osservato che va alla messa domenicale, porta i bambini all'oratorio, partecipa alla processione in onore del santo patrono e a quelle delle varie madonne sul calendario. Forse si confessa e si comunica almeno una volta l'anno, per non peccare. Insomma, mi pare proprio un "cristiano". basilica di San Pietro, in Vaticano Forse per questo lui sente che nessuno gli può dire nulla circa questo suo "diritto" di uccidere il suo prossimo più debole. Si offenderebbe, reagirebbe parolacciando. A chi si deve l'incoscienza di questo cristiano? Non credo ci voglia molto a saperlo.
    allora vediamo di fare chiarezza, per chi magari abita in citta la caccia va abolita perche crudele, per chi abita in campagna a stertto contatto con la natura è una cosa normale che fa parte del corso anturale delle cose

    allora vediamo di fare unpo di chiarezza, la caccia non è uccidere indiscriminatamente tutto quello che passa, la caccia odierna serve a mantenere una un equilibrio della mortalita dato che non abbiamo predatori come l'orso e il lupo che regolano questo sistema, la caccia diventa una regolatrice della presenza animale, questo perche la natura e il territorio puo mantenere solo tot animali su una data superfice, se questo equilibrio viene a mancare avviene una regolazione naturale (la natura è viva e si regola da sola) che fa scoppiare epidemie, malattie, carestie e altro, la rogna per i camosci, la rabbia delle volpi, ecc

    la caccia si muove anche su una selezione naturale che non viene piu fatta dalla natura con i predatori ma dal uomo, i predatori prediligono i sogetti malati, con menomazioni o altro, questo avviene anche con l'odierna caccia

    poi non pensiamo che viene sparato tutto quello che si muove, esistono dei piani venatori dove viene studiata la dinamica delle popolazioni animali e vengono aiutati nei periodi invernali, esiste un rispetto tra cacciatore e l'animale che non si vede con i pseudo naturalisti

 

 
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