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Discussione: Controllo mentale

  1. #361
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Interessante , ormai trovare libri controcorrente è impresa che richiede grande pazienza e sarà sempre peggio .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #362
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Controllo totale.

    Le interferenze Bayesiane el?impatto che questo avrà sulle nostre vite: tenete bassa la testa, ragazzi! - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato


    Dedico questo articolo al Fuggiasco , dovunque sia.
    Un giorno, anzi, in più occasioni, mi chiese come mai la mia attività in rete fosse sempre così “normale”, senza uso di reti VPN, Tor e simili.
    Il motivo è presto detto la statistica e la maledetta serie “Numbers”.

    Si potrebbe dire molto su certe serie televisive americani, come CSI, che magnifica come si bello farsi contare i peli del sedere dalla polizia, e di come da un briciola possano risalire a tutto.
    NCIS e simili, che mostrano come si figo farsi indagare dai militari, duri,ma con il cuore d’oro e altro.
    In Numbers vogliono instillare il messaggio subliminale che i matematici siano fighi, mentre appare chiaro persino nel telefilm che sono dei disadattati sociali, e di come sia bello usare le loro doti per inchiodare terroristi e delinquenti.
    Una vero e proprio sistema di reclutamento, rivolto ai Nerd per farli entrare nella polizia e sconfiggere i cattivi.
    Nella realtà, però le cose sono diverse, occorre duro lavoro e tanta fatica, e solo una piccola percentuale degli agenti e dei funzionari è valida e si da da fare.
    Vecchio sistema, tanto tempo, tanta fatica e necessità di uomini intelligenti, non funzionari abbrutiti da partite e calcoli di ferie e permessi.
    Ora siamo al tempo dei computer, e telecamere, registri ed altro rendono, in teoria, il lavoro degli inquirenti più facile.
    Più facile in teoria, dato che la mole dei metadati è immensa. Immaginateli come tanti fogli excel, con milioni, anche miliardi di caselle in tutte le direzioni, voi dovete trovare qualcosa là in mezzo.
    Gli americani hanno preso delle belle batoste, in passato, dato che la proverbiale pigrizia dei funzionari e l’immensa mole dei dati da esaminare, hanno permesso ai “cattivi” di scappare spesso dalle maglie della giustizia.
    Negli ultimi anni le cose stanno cambiando, e non solo negli USA.
    Il merito è dovuto ai genietti matematici, che, grazie alle interferenze baylesiane e ad altri metodi statistici, possono estrapolare dati con maggiore efficienza e ricavarne interessanti tendenze.
    Oltre ovviamente alle fenomenale capacità di calcolo dei computer utilizzati.
    Ultimamente, inoltre gli sforzi dei genietti di esplicano alle creazione di sterminati elenchi, delle “liste” lunghissime, in cui si finisce quando in rete si commettono determinati atti.
    Livello 1) quando l’utente ignaro scrive nelle mail o in articoli parole chiave, tipo “jihad”, “bomboa” o Allah”, o quando si visitano siti “sensibili” in materia.
    Livello 2) quando l’utente improvvisamente comincia a utilizzare TOR, sistemi per camuffare l’IP e cerca in rete dati su come criptare il disco rigido, per esempio.
    Livello 3) quando, oltre a figurare nelle liste precedenti il tizio comincia a telefonare o contattare personalmente dei “birichini” ovvero gente che è meglio evitare.
    Se una persona appare in tutte e tre le liste c’è poco da fare, è molto sospetto.
    Questa è una analisi dei dati molto semplice e richiede però la verifica di milioni , anzi miliardi di dati contemporaneamente, e i “falsi positivi” sono tantissimi.
    Attualmente le tecniche sono un filino più sofisticate.
    I programmi di analisi adesso cercano in rete non i comportamenti sospetti, che sono facili da dissimulare, ma gli improvvisi cambi di modo di agire.
    Adesso cercano delle variazioni importanti nel modo di fare, nei numeri telefonici, nelle mail e in generale nella comunicazione.
    Esempio, un utente visita un sito jhadista, poi improvvisamente usa TOR e cripta messaggi, cambia numero di telefono, ecc.
    Non quello che fai, attenzione, ma la tempistica, il software calcola la possibilità di in comportamento sospetto e avvisa le autorità.
    Quello modo di agire equivale ad accendere un fanale sul tetto di casa che proietta la scritta “qui si commette un crimine“..
    Una volta poi che sei finito sotto gli occhi dell NSA, negli USA, c’è poco da fare.
    Il telefonino, per esempio, viene tracciato, le autorità, se vogliono sanno sempre in ogni momento dove ti trovi.
    Negli Usa si possono comprare telefoni “senza nome” detti “usa e getta” acquistabili senza rivelare il nome dell’acquirente e pagabili in contanti.
    Anche in molte nazioni europee è così.

    Eppure le autorità non fanno niente per impedire questa cosa, e questo dovrebbe farvi riflettere.
    In pratica il sistema di controllo americano traccia in tempo reale tutte le utenze telefoniche.
    Non solo, immaginate di essere una persona, che , per tanti motivi viene tenuta sotto controllo diretto dagli “occhi dal cielo”.
    Andate in un negozio e comprate un telefonino “irrintracciabile”.
    Lo accendete e fate un viaggio in auto di trenta chilometri prima di usarlo.
    Errore!
    Il sistema lo rileva e nota subito che il nuovo telefono viaggia in auto con voi, insieme al vostro cellulare.
    Subito fa dei collegamenti, calcola le probabilità, e quando è ragionevolmente certo che i due telefoni sono collegati avvisa un operatore.
    Se spegnete il telefono all’ingresso del negozio e lo riaccendete una volta tornato a casa venite tracciati lo stesso, dato che in automatico il sistema controllerà i nuovi telefoni acquistati in quel momento , per tracciarli, non si sa mai.
    Unica soluzione lasciare il telefono acceso e a casa, andare a piedi o con i mezzi al negozio e comprare il nuovo telefono “sicuro”.
    Telefono che terrete lontano da casa e da luoghi da voi abitualmente visitati e che userete per chiamare cellulari simili, come sicurezza.
    Purtroppo questo sistema di analisi dei dati sta arrivando anche in Itaglia, e in ambiti inaspettati
    Ormai l’Agenzia per le Entrate ha accesso a tutti i dati sensibili degli italiani, dichiarazione dei redditi e conti correnti compresi.
    Ovviamente lo stato itagliano ha deciso di investire in aree che garantiscono introiti.
    Molti si saranno accorti che transare un accertamento o una contestazione sull’IVA si trasforma spesso in un incubo senza fine.
    Non reagire e mandare avanti per anni una causa con l’aiuto del tributarista, limitandosi a pagare, è segno, per lo Stato che si ha la disponibilità e la voglia di pagare.
    Si finisce in una lista, non ufficiale, ovvio, ma i molti che sono visti arrivare altri accertamenti negli mesi successivi alla transazione me lo potranno confermare.
    Per i privati è anche peggio, immaginate qualcuno che paga gli arretrati relativi a tasse e tributi, e magari il suo reddito non è “congruo” con l’esborso.
    Verrete subito contattati dall’Agenzia delle entrate, e, se non risponderete correttamente vi manderanno un bella cartella esattoriale, ipotizzando che i soldi utilizzati per pagare multe e altro sono redditi non dichiarati.
    Occorrono portare prove certe e inespugnabili relative a come ci si è procurati il denaro, altrimenti si riparte da capo.
    Il bello è che tutto è assolutamente automatizzato, i burocrati non devono fare niente, solo mandare i loro agenti a controllare…
    Chi non si ricorda il Generale Petraeus, direttore della CIA, dimessosi nel 2012 per presunti rapporti con la sua biografa?
    Semplice, i computer, che spiavano anche lui, logico, osservarono delle attività sospette.
    Per non attirare l’attenzione e farsi beccare i due piccioncini utilizzavano una mai che aprivano con la stessa password, scambiandosi messaggi che non venivano mai inviati, ma salvati nelle bozze e poi cancellati.
    Un mail che non invia mai niente, utilizzata da due posti diversi… mooolto sospetto.
    Presto anche i comuni delinquenti avranno delle belle sorprese, quando i telefonini “puliti” ovvero intestati ad altri verranno utilizzati.
    Presto i software moderni analizzeranno il traffico, e cercheranno collegamenti, anche minimi, tra una località e le persone, al suo interno.
    Alcuni telefoni sono intestati alla stessa persona?
    di solito sono lontani dall’indirizzo di residenza del nostro eroe
    per cui, ragazzi, se potete confondetevi nell’anonimato garantito dalle normali attività, e , se dovete fare qualcosa di birichino,, beh, state molto , molto attenti.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #363
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #364
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Ricordate i servizi che tutte le tv del mondo - o quasi - hanno trasmesso a proposito dei profughi?

    L'immagine conta più di mille discorsi.

    Sempre inquadrati sui binari di una ferrovia.

    Perché?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #365
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    Predefinito Re: Controllo mentale



    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #366
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Il gioco è fatto.

    Funziona come un virus letale e inafferrabile, che fa sentire i suoi effetti all'occorrenza.

    E su richiesta.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #367
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #368
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Tutti pazzi per Pokemon Jor-Go?
    Sotto potrete ammirare un amaro contrasto: ragazzi siriani che lottano per la difesa della propria terra e per impedire allo straniero il furto delle sue risorse e l’assorbimento all’interno della Federal Reserve Bank. E poi ci sono i nostri ragazzi, per ora alle prese con il download della nuova app Pokemon, in attesa che riprenda il campionato.
    Beh che dire? Pensare che soltanto da noi oggi si possono trovare soggetti che chiedono la revoca del diritto di voto (vedi brexit) e dei canali youtube in cui si chiede l’arresto dei “complottisti”, colpevoli di osare mettere in discussione la versione ufficiale dei cosiddetti “attacchi di matrice islamika”. Questa è una diventata una particolarità del tutto italiota; in un paese che osa definirsi democratico nessuno avrebbe mai l’ardire di affermare sciocchezze simili come se ne sentono, e per giunta pubblicamente.
    Quello che ci interessa oggi è Pokèmon, il gioco nato negli anni Novanta e che ha sbancato i botteghini a tal punto da aver fondato nel 1998 una società che si occupa di tutti i prodotti del gioco: The Pokèmon Company (affiliata alla Nintendo ovviamente).
    “Pokémon go” contagia il mondo intero. Perché?
    La Nintendo è una delle più grandi compagnie giapponesi presenti sul mercato. Fondata nel 1889 è passata negli anni dai giochi di carte a quelli elettronici. Nel mondo dei videogames è entrata nel 1975. Ad oggi ha sviluppato oltre 500 games diversi. Quello che ci interessa è Pokèmon, il gioco nato negli anni Novanta e che ha sbancato i botteghini a tal punto da aver fondato nel 1998 una società che si occupa di tutti i prodotti del gioco: The Pokèmon Company (affiliata alla Nintendo ovviamente). L’applicazione Pokèmon Go! è in pratica una specie di videogioco di tipo free-to-play basato sulla realtà geolocalizzata con GPS. Il protagonista del gioco (TU che lo hai scaricato) può incontrare e catturare Pokemon selvatici per la strada o affrontarli in palestre. A poche settimane dalla sua pubblicazione Pokèmon Go! è la app di maggior successo della storia con un rendimento secondo SuperData di 4 milioni di dollari al giorno.
    Pokèmon Go! è stato sviluppato dalla ditta Niantic Lab., il cui fondatore è un certo John Hanke. Tra le altre cose, Hanke ha fondato la società Keyhole Inc. che nel 2004 è stata acquistata nientepopodimenoche da Google, la quale poi implementando la tecnologia della compagnia è uscita con applicazioni importantissime come Google Earth e Google Maps. La Keyhole non è una società qualsiasi ma una casa di sviluppo software specializzata nella visualizzazione di dati geospaziali: immagini satellitari per esempio.
    A questo punto fa la sua comparsa un grosso finanziatore alquanto interessante: IQT (In-Q-Tel). IQT è una compagnia governativa privata. E di quale governo? Indovinate un po’? Esatto, sempre il solito: quello che esporta la democrazia con il fosforo, l’uranio impoverito, le bombe a frammentazione e le minitestate atomiche. Lo scopo ufficiale di questa società è riportato nel loro sito: “IQT identifica, si adatta e fornisce soluzioni tecnologiche innovative per sostenere le missioni della Central Intelligence Agency”. Addirittura il partner principale è la In-Q-Tel Interface Center la cui sede si trova nel palazzo della Central Intelligence Agency! Più chiaro di così.
    La CIA investe in tutte le compagnie high-tech del mondo (nuove o vecchie) in modo da essere sempre aggiornata su tutti gli sviluppi e i progressi della tecnologia. In pratica i servizi d’intelligence statunitense da una parte s’infiltrano in ogni società per averne il controllo e dall’altra tale controllo serve per mantenersi all’avanguardia negli sviluppi delle tecnologie di informazione.
    Da molto tempo il Sistema attua tutta una serie di strategie e di operazioni per giungere quanto prima al controllo elettronico globale. Una grossa accelerazione è avvenuta grazie all’auto-attentato delle Torri Gemelle di New York del 2001: telecamere ovunque, sorveglianza elettronica, controllo di internet, leggi che violano ogni libertà (Patriot Act), guerra al terrorismo, invasione di altri paesi, ecc. Pokèmon Go! aggiunge un altro importante tassello in tutto questo.
    Dopo che Google per esempio chiede i famosi Captcha (il test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l’utente è un umano oppure un computer) dei numeri civici delle case perché i loro programmi non ce la fanno ancora a capirlo da soli; dopo che con Google Earth ci vedono d’alto e con Google Maps sanno in ogni secondo dove siamo e dove stiamo andando, mancava un ultimo tassello al puzzle: milioni di zombie che mettono a disposizione la telecamera del proprio cellulare e a gratis!
    Registrano tutto quello che viene visto dal telefono (con geolocalizzazione attiva): svariati milioni di terabyte di dati sensibilissimi e inarrivabili con altri sistemi. Informazioni su tutto quello che ci circonda, sia dentro che fuori le mura domestiche, addirittura dentro il cesso di casa o dell’autogrill (immagini non raggiungili con i satelliti).
    Se stai giocando a Pokèmon Go! è ora che ritorni in vita svegliandoti dal coma vegetativo, perché stai aiutando il Sistema a rendere finalmente operativo il Nuovo Ordine Mondiale. Stai regalando i tuoi occhi al grande Occhio Onniveggente (l’Occhio di Sauron de Il Signore degli anelli e l’Occhio che sovrasta la Piramide del potere nel massonico dollaro USA).
    Qualsiasi movimento, sguardo, sensazione, emozione, in pratica tutta la vita umana privata e non viene registrata e i dati vengono inviati automaticamente e costantemente nell’etere per essere captati e registrati da computer stellari.
    Nel 2009 Google aveva dichiarato di possedere 900.000 server e sicuramente oggi tale numero ha superato il milione di superPc dedicati a gestire, immagazzinare e conservare fantamiliardi di informazioni personali e globali. Senza parlare dei computer quantistici che sta sviluppando, come il D-Wave 2X in grado di essere 100 milioni di volte più veloce di un computer tradizionale, già molto veloce di suo.
    In Italia (per fare solo un esempio) la finanza è nelle mani di una cricca massonica di stampo anglosassone e l’economia sta sprofondando dentro un baratro senza fine. Gli ultimi governi golpisti non sono stati eletti direttamente dai cittadini, e l’attuale (del ridicolo menestrello Renzi) è addirittura incostituzionale a causa della legge elettorale. Quindi abbiamo un governo illegittimo che continua a legiferare come se nulla fosse, come se gli italiani fossero rimbambiti e addormentati (e forse hanno proprio ragione). Abbiamo una disoccupazione a livelli veramente paurosi e la libertà di stampa ci ha fatto raggiungere i paesi dittatoriali del Continente africano.
    In tutto questo i sudditi cosa fanno? Invece di prendere coscienza dei problemi cercando di risolverli si guardano le partite di calcio, e ora che il circenses (giochetto) è in pausa, si allenano a cacciare i puppazzotti virtuali Pokèmon.
    Milioni di automi a piede libero che passano le giornate alla ricerca del pupazzo in giro per le strade, le fiere, le palestre, le piazze, dentro le auto… Ecco come siamo messi.
    Se non è controllo mentale questo, come lo si può chiamare?
    I simpatici mostriciattoli quindi sono solo una scusante ludica per adescare milioni di ignari servi del Sistema che così facendo partecipano attivamente e volontariamente alla propria schiavitù: chiudendosi per giunta alle spalle il cancello della prigione.
    https://apostatisidiventa.blogspot.i...on-jor-go.html



    Prende Pokémon in chiesa, blogger 21enne arrestato per blasfemia
    Gli ortodossi chiedono una condanna esemplare
    Un blogger russo rischia fino a cinque anni di carcere perché ha postato un video in cui lo si vede andare a caccia di Pokemon in una chiesa. Il 21enne è in carcere e oggi anche l'influente Chiesa ortodossa l'ha accusato di blasfemia. Ruslan Sokolovsky vive nella città di Yekaterinburg, negli Urali. E' stato arrestato dopo aver pubblicato, l'11 agosto, su YouTube un video, visto oltre un milione di volte, nel quale lo si vede nella Cattedrale sul Sangue, che è stata costruita nel punto in cui i bolscevichi giustiziarono l'ultimo zar e la sua famiglia. Secondo la diocesi il ragazzo ha deliberatamente commesso "blasfemia in un luogo sacro" e le sue azioni hanno "suscitato le proteste dei credenti in tutto il mondo" e per questo deve "essere decisivamente punito in linea con le leggi del paese".
    Il caso ha prodotto paragoni con quello delle attiviste femministe Pussy Riot, che inscenarono uno spettacolo improvviso anti-Putin nella cattedrale di Mosca. Anche perché Sokolovsky produce video atei e pubblica una rivista chiamata "Nulla di sacro".
    Prende Pokémon in chiesa, blogger 21enne arrestato per "blasfemia"

  9. #369
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Andremo a pregare nei Pokèstop
    STEFANO LORENZETTO
    È sotto gli occhi di tutti che l’Occidente, l’Italia e persino il Veneto, terra della concretezza, hanno perso i contatti con la realtà. Adesso viviamo nella «realtà aumentata». In soccorso dei profani, a cominciare dal sottoscritto, giunge lo Zingarelli: «Realtà aumentata. Tecnologia che, sovrapponendo immagini di sintesi fisse o in movimento a quelle del mondo reale, crea un campo di visione unico dando la sensazione realistica di eventi virtuali». In parole ancora più povere: si tratta di elementi inesistenti nella realtà, che vengono aggiunti sotto forma di disegni alla scena vera e che sono visibili solo tramite un’applicazione, nel caso di specie installata sul telefonino.
    Agli inizi di luglio guidavo l’auto nel traffico di Londra. Nei pressi di Hyde park, un tizio che mi precedeva ha messo la freccia, ha accostato, è sceso dalla vettura, abbandonandola incustodita con la portiera aperta, ed è corso a cercare qualcosa nell’erba. Puntava verso il prato il telefonino, come se fosse un contatore Geiger. Essendo reduce da una visita alla casa-studio di Sigmund Freud, ho pensato che c’entrasse la psicopatologia. Ho capito di non essere lontano dal vero quando, più tardi, mi è stato spiegato che quel picchiatello andava a caccia di Pokémon, «creature immaginarie che gli umani possono catturare, allenare e far combattere per divertimento» (qui viene in soccorso Wikipedia, molto attendibile su simili argomenti e assai poco su altri), inventate nel 1996 da un informatico giapponese per un videogioco, e infatti i miei figli ci si trastullavano all’età di 6 anni. Ma il soggetto in cui mi ero imbattuto nella capitale britannica aveva i capelli brizzolati. Delle due l’una: o sono pazzo io o era pazzo lui.
    Tornato nel Belpaese, ho cercato rifugio in Lessinia, con la speranza che l’aria fine di montagna spazzasse via il brutto incubo. Ma anche qui, dove un tempo si sentiva solo «il rumore dell’erba cresce» (poetica definizione del padre di Gigliola Cinquetti, che l’aveva eletta a sua seconda patria), lo stordimento era in agguato. Cena in un ristorante di Velo Veronese. Nel tavolo accanto siedono padre, madre e due figli in età da università. C’è anche la fidanzata di uno dei giovanotti. Al momento del dessert, si uniscono i nonni, che parlano a voce alta in dialetto mantovano, o forse emiliano. A un certo punto uno dei ragazzi, circa 20 anni, ipnotizzato dal gioco Pokémon Go, strepita: «Guarda, qui in piazza c’è Charmender!». Sta orientando il telefonino verso il monumento ai Caduti della Grande. Il fratello domanda: «L’hai preso?». Interviene la nonna per chiedere chiarimenti: «Ma è una bestiolina? Cammina? Corre o vola? Ma si vede?». Intanto volano per davvero tre codirossi che hanno fatto il nido in un anfratto sulla facciata del ristorante. Nessuno se ne accorge.
    I nipoti spiegano alla vegliarda che questo Charmender non si vede sulla piazza vera e propria, ma solo sull’immagine della medesima che appare nel display del cellulare. Lei non sembra stupirsi più di tanto. Nonostante abbia i capelli bianchi, un istante dopo anche la nonna estrae dalla borsetta il suo smartphone e, clic, fotografa, prima di papparselo, il dolce che la cameriera le ha appena servito.
    Reduce dal desinare prealpino, ho tentato di saperne di più (qui mi è venuta in soccorso la figlia che studia giapponese a Ca’ Foscari). Ho così scoperto, e mi sono state fornite prove fotografiche, che i Pokémon avevano colonizzato le mie contrade, fissando punti d’incontro, chiamati pokéstop, davanti alla chiesa parrocchiale (con la seguente spiegazione letterale, infarcita di errori cronologici e semantici: «Presente Pantheons del II° sec. d.c.»), davanti al capitello della Madonna, davanti alla chiesetta di San Zeno in Vendri e persino davanti alla croce lignea posata nel 1951 in ricordo della missione predicata dai Redentoristi, dal che ho dedotto che i mostriciattoli nipponici sono più devoti dei cristiani italici. «Toccando la foto della croce ricevi punti esperienza, pokéball e altri strumenti, in modalità random. Quando ti compare un Pokémon sulla mappa, lo schiacci per acchiapparlo», riassumo la spiegazione, senza sapere di che parlo. «Per far muovere il tuo personaggio, è necessario camminare sulla superficie terrestre. L’applicazione sfrutta il segnale satellitare Gps e il contapassi dello smartphone per rintracciarti e posizionare il tuo personaggio nel punto in cui ti trovi nel mondo reale». Mi pare d’avervi detto tutto. Se non ci avete capito nulla, significa che sono in buona compagnia.
    All’ora di pranzo, neanche il tempo per deglutire il rospo ed ecco la sigla d’apertura di un telegiornale, non ricordo quale: la «Pokémon mania» era il secondo titolo. Mentre la Nintendo, produttrice del gioco, volava più in Borsa che per strada, nei giorni successivi sono stato investito da una fiumana di notizie una più sconcertante dell’altra. A Palm Coast, in Florida, un uomo ha sparato a due adolescenti che cercavano uno dei personaggi animati davanti a casa sua. A New York centinaia di persone sono affluite a Central Park, pestandosi i piedi per dare la caccia a uno dei Pokémon più ambìti. In Virginia frotte di sacrileghi si sono addirittura scapicollate fra le lapidi del cimitero nazionale di Arlington, dove sono sepolti i soldati caduti nella guerra di secessione, nei due conflitti mondiali, in Vietnam, nonché il presidente John Kennedy e suo fratello Robert, entrambi assassinati, e pure le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001. E hanno violato le stanze del Museo dell’Olocausto a Washington. Questo negli Stati Uniti (tutte le scemate vengono da lì, c’è poco da fare, noi ci limitiamo a importarle). L’Europa si è subito allineata. Le immagini dei pupazzetti hanno violato il perimetro del campo di sterminio ad Auschwitz e il Memoriale della Shoah a Berlino.
    E in Italia? Un noto avvocato di Pordenone, Francesco Furlan, ha dimenticato di chiudere a chiave la porta di casa e si è ritrovato due ragazzine nel suo salotto intente a cercare i Pokémon con lo smartphone, per cui ha dovuto mettere un cartello all’ingresso: «Questa è un’abitazione privata. Per la “palestra dei Pokémon” siete pregati di rivolgervi al Centro di salute mentale. Chiunque verrà visto aggirarsi all’interno della proprietà privata sarà denunciato per violazione di domicilio».
    A Venezia la Digos e gli artificieri sono stati costretti ad accorrere al ponte del Cavallino dov’era scattato l’allarme bomba: in realtà si trattava di un rilevatore geocaching per catturare gli animaletti virtuali. A Padova i carabinieri hanno fermato e multato (210 euro) due universitari che, entrambi in sella sullo stesso motorino, alle 5 di mattina sfrecciavano tenendo d’occhio il Pokémon Go sul cellulare anziché la strada.
    A Ravenna tale Loris Pagano, ventisettenne che lavora part time in un fast food, ha trovato il modo di arrotondare cercando gli immaginari personaggi giapponesi per conto terzi. «Ho ricevuto una richiesta da un giudice di Milano che voleva andassi avanti io nei livelli», ha dichiarato al Corriere della Sera. «La tariffa è 15 euro all’ora, ma vado incontro alle richieste con pacchetti convenienti». Chi ha detto che il Jobs act non funziona? Si aprono prospettive insperate anche per i pensionati, che potrebbero giocare a briscola al posto vostro all’osteria Ai Osei: con un quinto – 3 euro l’ora di Merlot – dovreste cavarvela.
    Un tempo i maschi uscivano di casa la sera per andare ad acchiappare le femmine, abitudine non sempre commendevole dal punto di vista morale, che tuttavia ha consentito alla specie umana di giungere bella vispa fino ai nostri giorni. Adesso girano per strada per tampinare Pikachu e Bulbasaur nelle aiuole e ai crocevia.
    Non per indulgere al nostalgismo, ma ricordo che già quando Berta filava la lana si diceva con sospiroso rimpianto: «Non ci sono più gli uomini di una volta». Oggi la frase andrebbe corretta così: «Non ci sono più gli uomini», tout court. Gli adulti sono diventati bambini, cioè, per dirlo alla lettera, sono rimbambiti, da «rin-», prefisso che indica con valore di opposizione il ritorno a una fase anteriore, e «bambo», sostantivo che nel secolo XIII designava il bambino ma oggi sta per sciocco, cosicché il verbo rimbambire ha assunto quest’unico significato: istupidire, rincretinire, perdere la capacità di ragionare.
    Basta guardare gli spot televisivi dei prodotti editoriali di modellistica riservati in questi ultimi anni al pubblico maggiorenne: Trattori da collezione; Costruisci e pilota la tua Alfa Romeo; Fiat 500 story; Il tuo acquario, con tanto di «anforetta e retino»; The dog collection, con i cuccioli di cane in miniatura, i collarini, il guinzaglio e persino la cuccia; Facilmente perline, con il set per creare collane, orecchini, bracciali e il bauletto di cartapesta in cui riporli; persino Rosari e corone devozionali, opera di Hachette Fascicoli supervisionata da un sacerdote che poi è stato prontamente promosso vescovo, giusto per capire come si fa carriera oggi nella Chiesa.
    Comunque nessuno mi toglierà mai dalla testa che per sprecare le giornate a cercare un Pokémon bisogna essere un Pokomona.
    Andremo a pregare nei Pokèstop | Libertà e Persona

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