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Discussione: Controllo mentale

  1. #351
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    La madre dei coglioni.....
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #352
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Sempre più attuale, dopo Nizza e Monaco.

    http://www.google.it/url?url=http://...ejzfUQq9LcBXrg

    1. Cos'è il progetto Monarch/Mk Ultra? - Illuminati Italia















    Il progetto MK-ULTRA, o MKULTRA, era il nome in codice di una sezione occulta della CIA che si occupava della gestione degli interrogatori e del controllo mentale, gestito dall’Ufficio della Scientific Intelligence.

    Il programma è iniziato nei primi anni ’50, continuando almeno fino alla fine del 1960, vennero utilizzati i cittadini americani come banco di prova.

    Le prove pubblicate indicano che il Progetto MK-ULTRA ha comportato l’uso surrettizio di molti tipi di droghe, così come di altri metodi, atti a manipolare i singoli stati mentali e di alterare la funzione del cervello.

    Il Progetto MK-ULTRA per la prima volta fu portato all’attenzione del pubblico nel 1975 dal Congresso degli Stati Uniti, attraverso indagini da parte della commissione interna, e da una commissione presidenziale nota come la Commissione Rockefeller(ILLUMINATI).


    Gli sforzi investigativi sono stati ostacolati dal fatto che il direttore della CIA Richard Helms ha ordinato che tutti i file riguardanti il progetto MK ULTRA venissero distrutti nel 1973, le indagini della commissione interna e di quella Rockefeller si basarono sulle testimonianze giurate di partecipanti diretti e dal numero relativamente piccolo di documenti che sono sopravvissuti alla distruzione di Helms.

    PROGETTO MONARCH

    Si tratta di una tecnica di controllo mentale che espone il soggetto ad un trauma così violento che la sua mente crea una dissociazione.

    Il cervello della vittima diventa debole e con più personalità, esso viene poi modellato ed educato da manipolatori che fanno emergere la personalità che più li aggrada.


    Quando una persona sta vivendo il trauma indotto dall’elettroshock, si evidenzia una sensazione di leggera vertigine, come se uno svolazzasse come una farfalla.

    Vi è anche una rappresentazione simbolica riguardante la trasformazione o la metamorfosi di questo insetto: da un bruco in un bozzolo (dormienza, inattività), ad una farfalla (nuova creazione), che tornerà al suo punto di origine.
    Questo è il modello migratorio che rende questa specie unica .


    Durante la loro rieducazione, i soggetti sarebbero esposti a numerosi simboli come alberi, ragnatele, maschere, labirinti, farfalle, ecc.

    Vengono loro mostrati anche film che contengono simboli specifici (o “attivatori”) come Il Mago di Oz e molti film Disney
    (Walt Disney fu un grande MASSONE al servizio degli ILLUMINATI).

    Monarch è un tipo di farfalla ed è diventato uno dei simboli più importanti del controllo mentale e rappresenta anche il microchip del marchio della BESTIA 666.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #353
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Quel grande esperimento di contagio psichico - Blondet & Friends





    Maurizio Blondet 25 luglio 2016 1
    La prima centrale per la creazione ‘scientifica’ di stati d’animo collettivi, e di suggestioni di massa attraverso cui esercitare un controllo sulle menti, fu una gemmazione della Scuola di Francoforte. Questi filosofi ebrei, marxisti critici imbevuti di freudismo, riparati negli Usa dove occuparono cattedre prestigiose, si posero il problema: come stroncare fin nelle anime ogni risorgere di “fascismo e antisemitismo”? Perché, come dovettero riconoscere Theodor Adorno e Max Horkeimer nel saggio-inchiesta “The authoritarian personality”, fascismo e antisemitismo sono dati quasi ‘naturali’ in una società come quella europea di allora, tradizionale, borghese, “repressa”, ‘patriarcale’, basata sulla famiglia, sull’ordine gerarchico, e moralista. Gli ebrei non sarebbero mai stati sicuri in simili società; bisognava dunque (come sancì Kurt Lewin, lo psichiatra che sarebbe stato poi una delle menti del Tavistock Institute di Londra) intraprendere una rieducazione delle masse, preparare il mondo a diventare una società mondiale multietnica e senza frontiere, iniettare una rivoluzione sessuale nelle anime, che avrebbe fatto nascere un Uomo Nuovo, l’uomo anti-autoritario; il quale si sarebbe opposto alla nascita della “personalità autoritaria” per “auto-regolazione”: i sessualmente ‘liberati’ (anche dalla razza e dalla famiglia, dalla nazione e dalla religione) sarebbero stati la spontanea psico-polizia antifascista.

    A questo scopo, nell’immediato dopoguerra lo American Jewish Committee finanziò le Conferenze Macy’’s, dove furono mobilitate le energie di psichiatri, pubblicitari e studiosi di scienze cognitive, filosofi neo-marxisti e studiosi dei costumi di massa, e di fatto l’intera Scuola di Francoforte: Max Horkheimer, Henryk Grossmann, Leo Löwenthal, Siegfried Kracauer, Erich Fromm, Friedrich Pollock, Franz Leopold Neumann, e Jürgen Habermas, il solo non ebreo dell’eletta schiera. Ma lascio la parola ad un fondamentale studio s ul tema condotto anni fa’ dallo EIR (Executive Intelligence Review):
    From Cybernetics to Littleton: Techniques of Mind Control
    “Nel maggio 1944 l’American Jewish Committee istituì un dipartimento di ricerca scientifica, guidata dal direttore della Scuola di Francoforte Max Horkheimer. Horkheimer lanciò un progetto, chiamato “Studies in Prejudice” (Studi sul pregiudizio), con i generosi finanziamenti, oltre che della AJC, anche della Fondazione Rockefeller. Qui Horkheimer impiegò (e stipendiò) molti degli elemenei della Scuola di Francoforte che non erano a quel tempo impiegati direttamente nello sforzo bellico antinazista; perché (per esempio) Herbert Marcuse e Franz Neumann erano a quel tempo addetti della Sezione ricerca e analisi dell’OSS (Office for Strategic Services), il servizio di spionaggio precursore della CIA. Sotto Horkheimer invece lavoravano Heide Volumetrie (che poi si rivelò una spia sovietica), Marie Jahoda, Morris Janowitz, e Theodor W. Adorno; di fatto fu così ricostituito l’Istituto di Ricerca Sociale di Francoforte”.
    Questi gruppo approfittava dei lavori di un precedente team, “un gruppo di tre psicologi della Università di Califonia (Berkeley) Else Frenkel-Brunswik (membro fondatore della Scuola di Francoforte) Daniel J. Levinson, e R. Nevitt Sanford [non-ebreo], che nel 1943 avevano indagato “le radici dell’antisemitismo” (sic) con un modesto finanziameno di 500 dollari. Da qui nacque “il più grande progetto di profilazione sociale di massa mai creato in America”, ossia nel mondo. L’opera di Adorno sulla personalità autoritaria fu appunto il primo frutto degli “Studi sul Pregiudizio”; Adorno si avvalse della collaborazione di migliaia di interviste condotte su americani, concepite ed effettuate dai coautori ( Frenkel – Brunswik , Levinson e Sanford) per identificare le presunte tendenze profonde degli intervistati all’antisemitismo e “fascismo”. La radice del ‘male’ antisemita fu identificato da costoro nel “carattere autoritario della famiglia americana”; il “problema” nella credenza fortemente inserita nel popolo americano, in un Dio trascendente e monoteista; da lì nasceva “patriottismo” americano, oltre che il suo “etnocentrismo”, forma continuamente riformante il fascismo.


    Adorno concludeva:
    “Sembra ovvio che la modifica della struttura mentale potenzialmente fascista non può essere ottenuta con mezzi soltanto psicologici; è un compito paragonabile alla eliminazione della neurosi, o della delinquenza, o del nazionalismo (sic!): questi sono prodotti dell’organizzazione totale della società, e vengono cambiati soltanto se viene cambiata la società “. Dunque, bisognava cambiare la società intera, rivoluzionare la sua “cultura” collettiva. Come? Siccome “il fascismo” fa’ leva su potenti emozioni, “la propaganda democratica non deve limitarsi alla ragione. L’eros appartiene alla democrazia”. Dunque, non più convincere la società a preferire la democrazia (antifascista) con argomenti razionali, bensì erotizzarla, affrancarla di “tabù”.
    “Negli ulteriori cinquant’anni – commenta lo EIR – la Scuola di Francoforte coi suoi compagni di strada s’è applicata a distruggere il paradigma cosiddetto ‘autoritario’ che considera l’uomo immagine di Dio (imago viva Dei), e dunque la santità del nucleo familiare, la superiorità della forma repubblicana di stato-nazione (…) Hanno trasformato la cultura americana secondo una matrice perversamente erotica, con l’attuale tolleranza “politicamente corretta” di comportamenti de-umanizzanti, l’abuso di droghe, la perversione sessuale, la glorificazione dell’obbedienza agli impulsi”.
    Non è una esagerazione moralistica. Theodor Adorno, da insigne musicologo, propugnò una musica nuova, la cui funzione fosse di rendere la gente “insane”, pazza. Dove “l’individuo provoca da sé la propria disintegrazione”. Egli volle “rivendicare la pazzia come la vera salute”; la sola salute in una società malata (di “fascismo”) è nella necrofilia, aggiunse. Con ciò, non faceva che riecheggiare l’ossessione di un altro esponente della Scuola, Erich Fromm: sessuomane figlio di rabbino (ma tutto il gruppo aveva alle spalle studi talmudici) che nella sua Anatomy of Human Destructiveness aveva diagnosticato da par suo: necrofilia è la perversione tipica della mente fascista. E’ una malattia che si deve curare con sesso, droga e rock-n-roll. La rivoluzione culturale, il mito della liberazione sessuale e relativo contagio psichico delle menti deboli, il Sessantotto – nato non a caso a Berkeley – vengono da lì. E’ questo gruppo umano che dopo la guerra prese in custodia il poeta Ezra Pound, e ne raccomandò l’eliminazione fisica, perché inguaribile ‘personalità autoritaria’; nel frattempo detenendolo per 13 anni in manicomio criminale come pazzo-colpevole irrecuperabile.
    E’ necessario dire che i risultati e le tecniche escogitate dalla Scuola contro il Pregiudizio sono state felicemente adottate per scopi psico-politici dalle maggiori organizzazioni di spionaggio, controspionaggio – vasta attività che comprende anche la influenza, la propaganda, la disinformazione, la “intossicazione” (intox) psichica, la creazione di stati d’animo collettivi per indurre popolazioni intere ad adottare o abbandonare certo “valori”? O a spaventarsi di ciò di cui non deve spaventarsi, o fidarsi di chi non deve fidarsi? Sarà strano che queste centrali siano oggi quelle americane-anglosassoni, che durante la guerra impiegarono tanti esponenti della Scuola di Francoforte in funzione anti-nazista?
    Qui bisognerebbe parlare del lato londinese della grande impresa che ha prodotto nella masse occidentali il noto “cambio di paradigma” e la dissoluzione. Si dovrebbero evocare le Conferenze Macys, che nell’immediato dopoguerra si dedicarono a creare una tecnica scientifica capace di “prevedere, organizzare e determinare i comportamenti individuali e collettivi”. Ad esse parteciparono un buon numero di studiosi giudaici., determinati come i loro colleghi in Usa a stroncare “la personalità autoritaria”: Arturo Rosenblueth, Norbert Wiener, Paul Lazarsfled, Kurt Lewin, Roman Jakobson. Per dire l’importanza dei loro risultati, basterà dire che Noam Chomsky li utilizza nelle sue teoria sulla linguistica: chi è padrone del linguaggio, chi si fa padrone del discorso pubblico, domina le società intere. Come avviene oggi col “politicamente corretto”, sorvegliato dalla fitta schiera delle mezze calzette tipo Boldrini e Mogherini, ma bisognerebbe dire tutta la “sinistra intelligente”.

    Fra gli esponenti delle Conferenze Macys spiccava Kurt Zadok Lewin: cofondatore della psicologia della Gestalt, inventore delle “dinamiche di gruppo” e studioso del “cambiamento” di mentalità collettiva sotto stress (unfreezing of mindset), egli aveva lasciato un segno indelebile all’Istituto Tavistock di Londra. Questo interessante istituto, metà clinica psichiatrica e metà corpo delle forze armate britanniche, fu fondato e diretto a lungo dal dr. John Rawling Rees, psichiatra e insieme generale di brigata. Lì si sono sempre studiati gli aspetti della guerra psicologica. Nel 1945, il generale Rees, nel suo libro “The shaping of psichiatry by war”, propose che metodi analoghi a quelli sperimentati in guerra, potevano attuare anche il controllo sociale in intere società o gruppi, in tempo di pace. Dal 1947 il generale Rees fece carriera nell’apparato dell’Onu, dove creò la Federazione Mondiale della Salute Mentale; collaborò con sir Julian Huxley, allora capo dell’Unesco; e, secondo l’analista e storico Joseph Brewda, entrambi elaborarono un progetto per “la selezione dei quadri” nelle colonie dell’impero britannico, da addestrare alla futura “indipendenza”. In Africa e in Asia, però, sorsero movimenti di liberazione incontrollabili da Londra. Gli specialisti del Tavistock perciò cominciarono da allora a creare movimenti “rivali”: il primo esperimento avvenne in Kenia. Nei campi di prigionia, taluni detenuti sarebbero selezionati e “preparati con metodi psicologici traumatici a formare frazioni della rivolta Mau Mau. L’idea era di infiltrare il movimento di liberazione keniota con “gruppi rivali”, che li penetrassero e frazionassero, creando lotte intestine. I “rivali” dovevano usare metodi terroristici feroci, per screditare i movimenti. Ciò ricorderà a qualcuno , spero, il “Progetto Kivunim”, ossia il piano israeliano, reso pubblico fin dal 1988, per spaccare i paesi islamici circostanti Israele “per linee di frattura etnico-religiose”: una strategia di cui vediamo oggi il completo successo.
    Non stupirà di trovare a Gerusalemme la Società per l’Igiene Mentale, guidata dal dottor Abraham Weinberg, un uomo del Tavistock, di cui è praticamente una filiale. Oggi (scriveva Weinberg nel 1948) per la prima volta in millenni, “è possibile creare una vera personalità ebraica, fondata sulla sofferenza del genocidio e sull’ambiente controllato di Israele”: e si adoperò a crearla – un altro grande successo di questa branca della socio-psicologia. Ma la Società non s’è occupata solo degli ebrei. Ha rivolto le sue attenzioni anche ai palestinesi di Gaza traumatizzati dalle brutalità dell’occupante.
    “Almeno centomila palestinesi di Gaza, il 10% della popolazione, è stato prima o poi detenuto nelle carceri israeliane e sottoposto all’una o all’altra tortura; molte di queste vittime sono bambini, dato che la legge israeliana considera adulto chi abbia più di 12 anni. Secondo uno studio condotto dallo stesso “Gaza Mental Health Program”, l’85% dei 1300 bambini intervistati hanno assistito a irruzioni della polizia o dei soldati nelle loro case, il 42% è stato picchiato, il 55% ha visto picchiare il proprio padre. Il 19% di questi bambini sono stati essi stessi detenuti. Di conseguenza, molti di loro manifestano segni di deterioramento mentale: mutismo, insonnia, scoppi d’ira e di violenza immotivati verso i propri familiari”. Il citato Gaza Community Mental Health Program (GCMHP), che è di fatto l’unico presidio psichiatrico nella zona occupata dagli israeliani, è stato creato da un ramo del Tavistock in collaborazione con la Israel Psychoanalitic Association, ed è finanziato dai governi americano e britannico. Ufficialmente, ha lo scopo di “affrontare i problemi mentali dei bambini traumatizzati nell’Intifada (del 1987) e riabilitare i prigionieri politici palestinesi vittime di torture”. Non per guarirli però. Come ha scritto il dottor Jerrold Post, lo psichiatra americano del Bulletin of Political Psychology, questi traumi possono essere “usefully mined”, ossia sfruttati utilmente come si scava in una miniera di materiali grezzi, ma preziosi. Per che scopo? Ho già descritto, in un mio antico pezzo, come la psichiatria israeliana “creò Hamas”, come movimento “folle”, irrazionalmente estremista, per indebolire l’OLP di Arafat, che stava accedendo troppo al processo di pace – e a cui Israele non poteva rifiutarsi se non perdendo la faccia. Il ”terrorista suicida” di stampo ‘islamico’’ nacque allora, formato dai degenti psichiatrici di Gaza curati dalla psichiatria israeliana, dando la scusa per rompere le trattative e stringere la gabbia attorno a Gaza. Rimando a quel mio pezzo:
    . HAMAS PSICHIATRICO di Maurizio Blondet
    Non resta che evocare in breve il programma segreto e illegale di controllo mentale (e formazione di ‘assassini solitari’?) della CIA, chiamato col suggestivo nome in codice MK-Ultra: per dire che esso fu proposto dal numero 2 della Cia di allora, James Angleton (il numero 1, Allen Dulles, lo approvò senza autorizzazione del Congresso) che fece sua una idea di Sidney Gottlieb. Per una volta, questo ebreo ungherese non era uno psichiatra, bensì un chimico-farmacologo. Come capo dell’apparato chimico della Agenzia, si guadagnò presto la fama di Stregone Nero e Dottore dei Trucchi Sporchi ( “Black Sorcerer” “Dirty Trickster.”): in breve, preparava veleni e sperimentava sostanze psicotrope potenti per il “controllo mentale” e per “fare ammettere ai soggetti qualunque cosa”: a questo scopo trattò con LSD a loro insaputa reduci di guerra americani con disturbi psichici; sperimentò anche su cavie inconsapevoli funghi allucinogeni del Sudamerica. Negli anni ’60 propose ad Eisenhower di trovare qualcuno che avvicinasse Fidel Castro e spruzzasse l’interno delle sue scarpe con Tallio, ciò che gli avrebbe fatto cadere la barba….Fatto notevole, dopo essersi pensionato dalla CIA nel ’72, Gottlieb e sua moglie passarono un anno e mezzo in India, a curare i malati di un lebbrosario; tornato a casa, l’ex Black Sorcerer trascorse gli ultimi anni della sua esistenza assistendo i morenti in una casa per vecchi malati. Abitava, come scoprì un suo ex collega che lo visitò a Culpeper in Virginia, in una casa “ecologica” ante litteram, allevava capre, mangiava solo yogurt e predicava pacifismo e ambientalismo.

    Il progetto MK Ultra fu scoperto, ne nacque uno scandalo pubblico, in seguito al quale fu (apparentemente) terminato . Se si vuol creder che un insieme di competenze così preziose, di tecniche di condizionamento psichico e sostanze psicotrope, e di procedure di interrogatorio, siamo davvero state lasciate cadere. La comparsa di periodici assassini solitari, e da ultimo di spostati, invertiti, marginali che diventano di colpo kamikaze islamici e stragisti, ha fatto dubitare qualche esperto del problema.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #354
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    È Pokemon mania: gli esperti lanciano l'allarme
    Pokemon Go si avvia a diventare il gioco mobile più scaricato, e già si sono moltiplicati gli allarmi sui possibili rischi per i giocatori
    Michele Ardengo
    "Tra due anni la Pokemon mania, pratica compulsiva e adultescenziale" del gioco di realtà aumentata Pokemon Go, "che ormai coinvolge tanti over 30, riguarderà un adulto su due tra quelli informatizzati".
    Lo affermano Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa e direttore scientifico della Fondazione Brf, e il sociologo Mario Campanella, componente del comitato scientifico della stessa Fondazione, intervenendo sull'ormai celebre gioco per smartphone.
    "Un meccanismo di regressione - dicono i due esperti - che ammorba e coinvolge strati di popolazione adulta, "alleati" con bambini e adolescenti a esercitare il ruolo di cercatori di Pokemon".
    Un comportamento "fortemente immaturo che aggancia diverse generazioni su un obiettivo apparentemente assurdo e infantile, specchio di una contemporaneità decadente. Se pensiamo che a Bologna c'è stata una manifestazione con diecimila persone in piazza, e che a New York il fenomeno interessa già ora il 15% degli abitanti, la stima è presto fatta".
    Pokemon Go si avvia a diventare il gioco mobile più scaricato, e già si sono moltiplicati gli allarmi sui possibili rischi per i giocatori.
    "È pensabile - concludono - che questa infantile compulsione rappresenti una sorta di rimozione generale dai problemi che angosciano il mondo e da un presente che richiederebbe, invece, ben altri comportamenti".
    È Pokemon mania: gli esperti lanciano l'allarme - IlGiornale.it


    Realtà aumentata: controllo di massa 2.0
    di Gabriele Colosimo
    Abbiamo avuto modo di leggere, negli scorsi mesi e anni, dei leak di Edward Snowden, inerenti la sorveglianza di massa, perpetrata principalmente dalla National Security Agency americana e dalle sue omologhe nei paesi NATO, facendo così conoscere al grande pubblico gli abusi delle intelligence quando si tratta di controllare la popolazione.
    E così ogni nostra email, ogni nostro “post”, ogni nostra mossa, viene sapientemente archiviata e catalogata in specifici datacenter la cui unità di misura è lo zettabyte (un triliardo di byte), numeri grandissimi. Attraverso una consolle, immediata e semplice come l’interfaccia della ricerca Google, è possibile chiedere al “cervellone” un determinato dato, una preferenza, i tabulati del telefono o l’ultima posizione nota di una determinata persona.
    E’ inoltre possibile, attraverso il data mining, determinare quali siano le tendenze del momento (anche politiche), di cosa discutano le masse e dove, ovvero tutta una serie di dati molto interessanti per i governanti. Ad esempio è possibile avere un certo riscontro della propaganda di regime, come quanto sia stata creduta la montatura del "razzista" fermano che avrebbe ucciso il sedicente profugo in quanto nero, oppure quanto venga dato peso alla componente islamica quando si tratta di attentati.
    Con la realtà aumentata, non un concetto nuovissimo di per sé, tutte le analisi statistiche e tutti questi dati immagazzinati dalle intelligence, diventano improvvisamente vecchi. Il nuovo gioco Pokemon GO ha libero accesso alla fotocamera, al GPS e ai metadati di ogni telefono su cui è installato. Di più, lo scopo del gioco è catturare Pokemon posizionati arbitrariamente in luoghi reali come il supermercato, il parco giochi o il corso principale, ma è anche possibile utilizzare delle “esche” per attirare in determinati luoghi dei mostri più rari e quindi più appetibili per gli utenti del gioco, che si recheranno lì in poco tempo.
    Se consideriamo le decine di milioni di download dell’applicazione, il fatto che ogni utente, in media, passi quotidianamente 33 minuti del suo tempo sulla piattaforma, la possibilità di poter dirottare a piacimento i giocatori in alcune aree e tutti i dati che trasmette via internet il telefono, abbiamo di molto superato l’immaginazione di Orwell in 1984.
    Gli occhi dei governi sono ora potenzialmente ovunque, senza droni, telecamere o satelliti, ma ad altezza uomo e con dati in tempo reale. Hanno agenti in borghese pronti ad accorrere ovunque gli venga richiesto, in poco tempo e gratis. Anzi, si divertono un sacco.
    Realtà aumentata: controllo di massa 2.0 | Radio Spada


  5. #355
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Altro che Pikachu: nel Pokémon GO russo si va a caccia di Yuri Gagarin e Ivan il Terribile
    Invece dei Pokémon si andrà a caccia di imperatori, generali, cosmonauti e poeti. La risposta del comune di Mosca alla mania dei mostriciattoli da scovare in giro non è quella classica di proibirli, ma di sorpassarli a destra. A fine agosto per i turisti in visita alla capitale russa sarà disponibile un’app con la quale catturare Alexandr Pushkin, Piotr Chajkovskij (si presume, accanto ai rispettivi monumenti), il primo uomo nello spazio Yuri Gagarin, e lo zar Ivan il Terribile. Individuati i personaggi storici, grazie alla realtà aumentata sarà anche possibile farsi un selfie in loro compagnia.
    La versione ridotta dell’app, che permette di scattare foto dei cloni dei personaggi storici nei loro luoghi di appartenenza, è già disponibile su Discover Moscow, il sito che pubblica itinerari e informazioni interessanti anche sugli scorci meno turistici della capitale russa. Ora il municipio propone di utilizzare la realtà aumentata per «attirare l’attenzione dei turisti verso il ricco patrimonio culturale della città», e anche per «dare ai moscoviti un motivo per camminare di più».
    Finora, mentre i moscoviti stavano andando appassionatamente a caccia di mostri come il resto del mondo, la Mosca politica aveva reagito piuttosto negativamente. Su YouTube è stato postato anche il primo video del fermo di un giocatore, bloccato da un poliziotto insospettito in mezzo alla strada. E il deputato putiniano Franz Klinzevich ha denunciato i Pokémon, proponendo di proibire la caccia in luoghi come monumenti storici, cimiteri, ospedali e prigioni. Perfino un portavoce del patriarca Kirill ha definito i Pokémon «un esempio di quello che aliena una persona».
    Altro che Pikachu: nel Pokémon GO russo si va a caccia di Yuri Gagarin e Ivan il Terribile | High Tech | Il Secolo XIX


    Pokemon-mania: mentre tu ti fotti il cervello, loro ti fottono in tribunale
    pikachu-pokemon-go-maniaImpazza la Pokemon-Go mania. Il successo della nuova app è chiaro. Un po’ meno le condizioni d’uso. Le hai lette? No, eri troppo impegnato a fotterti il cervello. Fare causa a Pokemon Go è impossibile. E lo hai deciso tu, mentre giocavi.
    I Pokemon saranno ovunque, ma non in tribunale. Non perché Rattata e compagni si tengano alla larga dai palazzi di giustizia. Ma perché Niantic, la società che ha sviluppato l’app, si è blindata contro le cause legali. E lo ha fatto con il consenso degli utenti.
    Domanda rivolta a chi ha già scaricato Pokemon Go: avete letto i termini d’uso? Sarebbe stato raccomandabile farlo prima di andare a caccia. Perché in questo documento di oltre 47 mila battute, si scoprono dettagli non trascurabili. In stampatello e in bella evidenza, in una sezione che però non guarda quasi nessuno, si legge: “L’utente concorda che le controversie di cui è parte insieme alla Niantic saranno risolte mediante un arbitrato individuale e che rinuncia al proprio diritto a un processo con giuria o a partecipare come attore principale o membro di categoria in qualsiasi presunto procedimento rappresentativo o azione collettiva”. Se non fosse abbastanza chiaro, significa che gli utenti accettano di non portare in tribunale la Niantic, sia come singolo che all’interno di una class action. E lo fanno accettando i termini di utilizzo, cioè scaricando l’app.
    Fare causa non è mai un’eventualità augurabile, anche perché presupporrebbe episodi poco piacevoli. Ed è quantomeno improbabile finire in tribunale per un videogame. Improbabile ma non impossibile, soprattuto per un’app di realtà aumentata come Pokemon Go. In Italia è arrivata da pochi giorni, ma negli Stati Uniti si sta già verificando quella che il Los Angeles Time ha definito “una pletora di incidenti legati all’applicazione”. C’è chi è andato a sbattere con l’auto contro un albero, chi è stato aggredito per aver seguito la caccia in luoghi poco sicuri. Non è certo tutta colpa di Pokemon Go. Ma, nel dubbio, Niantic si mette al riparo da possibili contestazioni.
    La casistica è meno bizzarra di quel che sembra. Perché coinvolge anche il trattamento dei dati. Niente tribunale, ad esempio, in caso di violazione della privacy o diffusione delle informazioni che riguardano gli utenti. Sotto questo punto di vista, una falla c’è già stata: Pokemon Go accedeva a tutti i dati dell’account Google dell’utente. Un eccesso cui Niantic ha poi rimediato. Le informazioni fornite alla società restano comunque molte: accesso a fotocamera, contatti e posizione, indirizzo IP, tipo di browser, sistema operativo, pagina web che un utente stava visitando prima di accedere a Pokemon Go, conversazioni con gli altri utenti. Dati che – si legge nell’Informativa sulla privacy – saranno conservati anche dopo aver disinstallato l’app, per “un tempo commercialmente ragionevole”.
    Solo in due circostanze si può evitare l’arbitrato. Primo: ci si può rivolgere a un giudice di pace. Secondo: si può richiedere un risarcimento in un tribunale contro “appropriazione indebita o violazione di diritti d’autore, marchi, segreti commerciali, brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale di una parte”. Niantic si tiene alla larga dai tribunali, ma spalanca le porte alle cause che violano il copyright. Cause per le quali, con tutta probabilità, sarebbe parte lesa: è difficile pensare che sbuchi dal nulla un utente per reclamare di essere il creatore dei Pokemon Go. Più probabile che qualcuno cerchi di sfruttare il marchio del quale Niantic è proprietaria.
    Se l’app è già sta scaricata tutto è perduto? No. La società lascia uno spiraglio. Che però richiede attenzione (l’avviso è piazzato nei termini di utilizzo dopo la bellezza di 5540 parole) e un ruolo attivo del giocatore. “L’utente avrà il diritto di ricorrere a ogni controversia” se lo scriverà esplicitamente in una mail indirizzata a termsofservice@nianticlabs.com e spedita entro 30 giorni dal download dell’app. Se non ci sarà alcuna mail, Niantic riterrà che l’utente abbia “consapevolmente e deliberatamente rinunciato al proprio diritto di ricorrere a una controversia”. Consapevolmente e deliberatamente.
    Pokemon-mania: mentre tu ti fotti il cervello, loro ti fottono in tribunale | Azione Tradizionale

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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Microsoft, Cnil accusa: «Windows 10 intercetta troppi dati personali»
    Il colosso dell'informatica al centro di una bufera: la privacy degli utenti è violata inutilmente
    di Rachele Grandinetti
    Troppe informazioni private: la Cnil, Commission nationale de l'informatique et des libertés, torna all’attacco contro Microsoft. L’autorità francese che si preoccupa di assicurare l'applicazione della legge sulla tutela dei dati personali, infatti, riaccende la questione su Windows 10, il sistema operativo lanciato ormai da un anno dal colosso dell’informatica. In un’epoca in cui temi come privacy e sicurezza diventano scottanti, nessuna piattaforma può prendersi il lusso di ignorare certi parametri.
    Dall’imposizione dei cookies pubblicitari al numero di tentativi concessi per inserire il PIN, l’indagine condotta dalla Commissione passa sotto la lente d’ingrandimento una serie di violazioni che, al momento, non sono state tradotte in sanzioni. Se la casa di Redmond, però, non dovesse adeguarsi alle esigenze richieste, rischia di incorrere anche in una multa pari a 150mila euro. “Microsoft Corporation - riferisce la Cnil - elabora i dati di utilizzo delle app Windows e del Windows Store, fornendo informazioni, tra le altre cose, su tutte le app scaricate e installate nel sistema da un utente e sul tempo trascorso su ciascuna di esse. Perciò la compagnia sta raccogliendo una quantità di dati eccessiva e non necessaria per il funzionamento del servizio”.
    Sotto accusa, poi, la modalità di accesso al proprio account - mediante un PIN composto da 4 caratteri che consente un numero illimitato di tentativi - e la gestione dei cookies che non permettono all’utente di informarsi preventivamente o opporsi. Secondo lo studio della Cnil, inoltre, manca il consenso al trattamento di certi dati personali: “Un advertising ID è attivato per default quando Windows 10 è installato, ciò consente alle app Windows 10 e alle altre app di terze parti di monitorare la navigazione dell'utente e di offrire advertising mirata senza ottenere il consenso dell'utente”, dimostrano oltralpe. David Heiner, vicepresidente e vice consigliere generale di Microsoft, ha assicurato che entro un mese aggiornerà l’informativa sulla privacy cercando soluzioni “accettabili” che soddisfino le richieste dell’autorità francese.
    Microsoft, Cnil accusa: «Windows 10 intercetta troppi dati personali»

    Non più uomini ma "utenti". Così ormai la rete può pensare al posto nostro
    Nei saggi di Nicholas Carr e Derrick de Kerckhove il nuovo umanesimo in un mondo di internauti
    Claudio Risè
    Riusciremo ancora a pensare? O farà tutto la rete? Queste nuove domande stanno soppiantando la questione (recentissima) se Internet e i suoi fratelli (smartphone, tablet, app e media digitali) ci facciano bene o male.
    Fu proprio la plasticità del cervello (fra le maggiori scoperte della fine del Novecento), con la sua capacità di modificarsi a seconda di ciò che facciamo e pensiamo, a ispirare le ricerche su quanto la "rete" ci cambi mente e personalità, e in quale direzione. Semplificata, la questione era: digitando davanti a uno schermo si diventa più intelligenti o più stupidi?
    L'opinione più risonante (anche per la potenza di fuoco impiegata dai giganti informatici nel promuovere i loro prodotti), era che si diventa più intelligenti. La smentita più accurata è stata forse quella fornita da Nicholas Carr, un harvardiano che ha verificato la questione appunto attraverso le ricerche delle neuroscienze e le loro mappature di come il cervello si modifichi a seconda di che cosa si fa. Nei suoi lavori (The Shallows, "I superficiali", sbrigativamente tradotto da Raffaello Cortina con Internet ci rende stupidi?, e The Glass Cage: Automation and Us, cioè La gabbia di vetro. Prigionieri dell'automazione, sempre da Raffaello Cortina), Carr ha fornito dati evidenti, ad esempio su come l'uso costante dei navigatori ci faccia perdere del tutto il vecchio "senso dell'orientamento", e come guai simili procurino le altre tecnologie comunicative, se non dosate con cura.
    A Carr risponde un sociologo belga-canadese, Derrick de Kerckhove, con un libretto veloce (La rete ci renderà stupidi?, edito da Castelvecchi), garbato nel tono di cortese dissenso da Carr, e interessante perché esplicito nell'esporre dove va la rivoluzione informatica. De Kerckhove fu allievo del leggendario Marshall McLuhan, protagonista degli studi sulla comunicazione contemporanea e inventore del motto "il medium è il messaggio". Il sociologo canadese, pur riconoscendo che nei new media ci sono effetti sia positivi sia negativi, si guarda bene dal contestare la tesi di Carr che l'uso continuo di Internet renda progressivamente incapaci di leggere un libro, e addirittura di ricordarsi di che cosa tratta. Ma, afferma, il problema non è questo. "Carr guarda solo al pensiero", nota, e quindi si preoccupa che l'utente della rete non sia più capace di un pensiero profondo e personale. Ma la questione è ormai ben più sostanziale. Il fatto è che i nuovi media portati dalla rete stanno provocando, secondo de Kerckhove, una rivoluzione anche nel modo di sentire e di essere delle persone. La tecnologia sta infatti trasformando l'uomo (al massimo) in un "nodo ipertestuale", un punto di collegamento tra una pagina internet e l'altra.
    È proprio il soggetto che cambia, non soltanto il suo modo di pensare. Certo che l'uso continuo della rete probabilmente indebolisce la memoria, come denuncia Carr. Ma oggi è la rete che diventa la memoria. Di tutti. Anzi, come a suo tempo il leggere e scrivere ci liberarono dalla necessità di ricordare tutto, così oggi i nuovi media possono liberarci la mente dalla necessità di pensare, "perché i nostri software lo fanno per noi". Non si tratta di diventare stupidi, ma di non pensare più. Nel mondo digitale, spiega l'autore, le forme di intelligenza mutano. L'intelligenza artificiale non è più nella mente umana, organica, ma fuori da essa, nella rete.
    Ma se il pensiero non c'è più, l'uomo diventa allora unicamente l'esecutore del software che pensa in sua vece? L'autore risponde che i lettori via Internet sono comunque dei "grandi editori", capaci di leggere le diverse immagini e di montarle insieme. Il sapere è distribuito e basta avere l'"Intelligenza connettiva", la disponibilità a connettersi e a condividere.
    E i "contrarian", quelli che hanno bisogno di stare per conto loro, come Gesù che dopo essere stato in mezzo alla gente deve salire sulla montagna per meditare, e non vedere più nessuno fino al mattino? Gli "sconnessi", gli stravaganti ai quali si deve gran parte della storia dell'arte e del pensiero? La memoria e l'identità dell'"utente" (così l'autore chiama l'uomo così ridotto nell'epoca della rete) "non risiedono più nel suo corpo, sono state esternalizzate su Internet", in piattaforme come Twitter o Facebook. Insomma chi non è connesso neppure esiste.
    Non più uomini ma "utenti". Così ormai la rete può pensare al posto nostro - IlGiornale.it


  7. #357
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Maurizio Blondet 28 luglio 2016 15
    (Nel precedente articolo si è trattato del popolo italiano che sta scegliendo la propria estinzione – non diversamente in fondo da tutti gli europei- e vi viene condotto dai suo politici e governi, messi lì a ‘governare’ null’altro che l’autoliquidazione. Ho anche accennato alle centrali da cui la politica dell’Estinzione emana. Elenco qui alcune citazioni che possono essere utili – chi ha ha più di cinquant’anni, ed ha vissuto ad occhi aperti, mapagri le conosce già. Chi ha trent’anni, forse non ha mai sentito parlare di questi apostoli della Crescita Zero che produssero lo stato d’animo collettivo opportuno negli anni ’70, col Club di Roma (fondato dai Rockefeller e da Aurelio Peccei, uomo della Fondazione Agnelli) e dall’opera che generarono, “I limiti dello Sviluppo”, 1970)
    1) Lord Jacob de Rothschild. 2) His son Nathaniel. 3) Baron John de Rothschild 4) Sir Evelyn de Rothschild 5) David Rockefeller 6) Nathan Warburg 7) Henry Kissinger 8) George Soros 9) Paul Volcker 10) Larry Summers 11) Lloyd Blankfein 12) Ben Bernanke
    La società non ha alcuna convenienza a permettere ai degenerati di riprodurre la loro specie”. Theodore Roosevelt, presidente USA (1901-1909), conquistatore di Cuba e delle Filippine, e perciò premio Nobel per la pace..
    “Malthus è stato vendicato; la realtà finalmente conferma Malthus. Il Terzo Mondo è sovrappopolato, è un disastro economico, e non c’è nessuna possibilità che possano uscirne con una popolazione in così veloce crescita. La nostra filosofia è: tornare al villaggio”. Arne Schiotz, direttore del World Wildlife Found, 1984.
    “Una popolazione totale mondiale di 250-300 milioni, un calo del 95% degli attuali livelli, sarebbe l’ideale “. Ted Turner, fondatore di CNN, miliardario, alla rivista Audubon.
    “C’è un solo motivo dietro tutta la nostra opera: dobbiamo ridurre i livelli di popolazione. O il governi la fanno a modo nostro, con metodi gentili e puliti, oppure si troveranno nel diastro che abbiamo in Salvador, in Iran o in Beirut. La popolazione è un problema politico. Quando la popolazione va’ fuori controllo, richiede un governo autoritario, anche fascismo, per ridurla. […] Per ridurre davvero la popolazione, rapidamente, devi spingere tutti i maschi a combattersi e devi ammazzare un numero significativo di femmine in età fertile. (…) Il modo più rapido di ridurre la popolazione è con la carestia., come in Africa, o tramite epidemie come la Peste Nera”. Thomas Ferguson, Dipartimento di Stato, Ufficio di Affari Demografici. Tale ufficio fu creato nel 1975 da Henry Kissinger, allora segretario di Stato.
    Henry Kissinger e David Rockefeller“Nella ricerca di un nuovo nemico comune che ci unisse, ci venne l’idea che poteva servire a tale compito l’ inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, la carestia e simili ….Ma designando queste cose come il nemico, cadiamo nella trappola di scambiare i sintomi per le cause. Tutti questi pericoli sono causati dall’intervento umano […] Il vero nemico, quindi, è il genere umano in sé”. Alexander King e Bertrand Schneider, rispettivamente fondatore e segretario del Club di Roma (The First Global Revolution, 1991, pagine 104-105).
    “Il cancro è moltiplicazione incontrollata di cellule; l’esplosione demografica è incontrollata moltiplicazione di gente […] Dobbiamo trasferire i nostri sforzi dal trattamento dei sintomi all’asportazione del cancro. Questa operazione esigerà decisioni apparentemente brutali”.Paul Ehrlich, entomologo specialista in lepidotteri, Stanford University. E’ noto per la sua previsione dettata nel 1968: La battaglia per alimentare tutta l’umanità è persa. Negli anni 1970 il mondo subirà carestie – centinaia di milioni di persone stanno per morire di fame. »
    “Per stabilizzare la popolazione mondiale, dobbiamo eliminare 350 mila persone al giorno. E’ cosa orribile a dirsi, ma è altrettanto orribile non dirlo”. Jacques Cousteau, subacqueo e allora (1991) “ambasciatore” dell’UNESCO.
    “Noi umani siamo diventati una malattia, un uman-vaiolo”. Dave Foreman, Sierra Club, fondatore di Earth First.

    “Dobbiamo parlare più chiaramente di sessualità, contraccezione, aborto, di valoriche controllino la popolazione, perché la crisi
    Henry Kissinger con Napolitanoecologica è, in sostanza, la crisi della popolazione. Taglia la popolazione del 90% non resterà più abbastanza gente per fare un grave danno ecologico”. Mikhail Gorbacev (la Russia è un paese depopolato da 70 di giudeo-bolscevismo; ma allora il Segretario del PCUS voleva farsi accettare come mondialista).
    Serve un pericolo oscuro. Reale o pubblicizzato…”

    “Oggi, l’America sarebbe indignata se truppe ONU entrassero a Los Angeles per riportare l’ordine. Domani ne sarà grata! Questo è specialmente vero se viene loro detto che esiste un pericolo esterno, oscuro, reale oppure pubblicizzato, che minacciasse la nostra stessa esistenza. Allora tutti i popoli del mondo imploreranno che li si liberi da quel male. La sola cosa che l’uomo teme è l’ignoto. Quando gli sarà presentato questo scenario, rinuncerà volontariamente ai diritti per la garanzia del benessere che sarà donato loro dal Governo Mondiale”.Henry Kissinger alla conferenza Bilderberg di Evian, Francia, 1991.
    “Lo spopolamento deve essere avere la più alta priorità nella nostra politica estera verso il Terzo Mondo, perché l’economia Usa richiederà grandi e crescenti quantità di minerali dall’estero, specie dai paesi sottosviluppati. […] La popolazione mondiale deve essere ridotta del 50%”. Henry Kissinger.
    (http://larouchepub.com/eiw/public/19...population.pdf)
    “Siamo sul limite di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la giusta ‘grande crisi’ e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale”. David Rockefeller.
    “In Sudamerica, il governo del Perù gira porta a porta a far pressione sulle donne perché si facciano sterilizzare, ed è finanziato dalle tasse dei contribuenti americani per farlo”. Mark Earley, del Christian Post (27 ottobre 2008).
    “Guerra e carestia non fanno il lavoro. Invece, un’epidemia fornisce il modo più efficiente e veloce per uccidere i miliardi che devono morire se si vuol risolvere la crisi demografica. L’Aids non è un assassino efficiente, è troppo lento. Il mio candidato preferito per l’eliminazione del 90% della popolazione mondiale è l’Ebola diffuso per via aerea, che è insieme altamente letale e uccide in giorni, non in anni….Sapete, anche l’influenza aviaria è buona. Per ogni sopravvissuto, ne seppelliremo nove”. Professor Eric Pianka, ecologista evolutivo (sic) dell’università del Texas, esperto di lucertole, a margine di una conferenza sul controllo demografico, 2-4 marzo 2006.
    “L’attuale vasta sovrappopolazione, oggi molto superiore alla capacità del mondo di sopportarla, non può essere affrontata con future riduzioni della natalità attraverso contraccezione, aborto, sterilizzazione, ma deve essere affrontata oggi con la riduzione del numero di persone oggi esistenti. Questo va fatto con qualunque mezzo necessario”. ECO-92 EARTH CHARTER, iniziativa per le Nazioni Unite.

    “Al Regime Planetario si dovrà assegnare la responsabilità di determinare l’optimum di popolazione per il mondo e per ogni sua regione, e di arbitrare la quota delle varie nazioni nei loro limiti regionali. Il controllo della popolazione può rimanere compito di ogni governo, ma il Regime dovrà avere il potere di far rispettare coattivamente i limiti accordati”. John P. Holdren, tecnologo del MIT, nominato da Obama suo consigliere speciale per scienza e tecnologia (2009).
    “Nessuno entrerà nel Nuovo Ordine Mondiale se non s’impegnerà a venerare Lucifero. Nessuno entrerà nella Nuova Era se non chi prenderà una iniziazione Luciferina”. David Spangler, chiaroveggente spiritista, uno dei fondatori del New Age, direttore del Planetary Institute sotto l’egida delle Nazioni Unite.
    “La specie umana si va evolvendo verso un modello unico, le differenze tra uomo e donna si attenuano, gli organi di riproduzione si atrofizzano. Questo, unito al fatto che tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l’unica via per procreare, finirà col privare del tutto l’atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà solo come gesto d’affetto, dunque non sarà più così importante se sceglieremo di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso”. Umberto Veronesi, “Il Riformatore”, 18 agosto 2007.
    “Confetti arcobaleno per tutti!”. Monica Cirinnà, 21 luglio 2016.
    Qualche voce dalle centrali dell?Estinzione - Blondet & Friends
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #358
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    La società non ha alcuna convenienza a permettere ai degenerati di riprodurre la loro specie”.
    Theodore Roosevelt

    Ma non erano attribuite a Hitler?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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    Predefinito Re: Controllo mentale


  10. #360
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    La società non ha alcuna convenienza a permettere ai degenerati di riprodurre la loro specie”.
    Theodore Roosevelt

    Ma non erano attribuite a Hitler?
    Sicuramente non può averlo detto una madre itaGliana .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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