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Discussione: Controllo mentale

  1. #251
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    SCUOLA PUBBLICA, LA MACCHINA PER FABBRICARE MANSUETI ELETTORI - Rischio Calcolato

    di DENIS DE ROUGEMONT

    Io credo all’assurdità di fatto dell’istruzione pubblica. Credo anche che non si possa riformare l’assurdo. Chiedo soltanto che mi si spieghi perché trionfa e perpetua; con quale diritto ci schiaccia.
    La risposta è semplice, terribilmente semplice: con il diritto della Democrazia.
    L’istruzione pubblica e la Democrazia sono sorelle siamesi. Sono nate contemporaneamente. Sono cresciute e si sono abbellite all’interno di uno stesso movimento. Redarguire l’una significa far piangere l’altra. Ascoltare ciò che dice l’una significa sapere che cosa pensa l’altra. Esse non moriranno che insieme. Non vi sarà che un’orazione. Laica.
    Voglio che non mi si contesti questa tesi. Essa è glorificata in tutti i banchetti ufficiali da oratori commossi e ci vorrebbe una solenne ipocrisia a fingere di non riconoscerla, una volta dissipato il fumo dei civet, dei sigari e delle ideologie inebriate. D’altronde, questa idea che ho l’onore di dividere con i miei avversari corrisponde a fatti semplici e evidenti; sarebbe veramente un peccato privare questi Signori di un colpo fortunato così raro.
    Un semplice dato di fatto, ad esempio, è che senza l’istruzione pubblica la Democrazia è praticamente irrealizzabile. Qui, domanderei sommessamente al lettore di non voler fare troppo lo stupido, altrimenti mi vedrò costretto a spiegargli un certo numero di verità talmente evidenti che questo non succederebbe senza qualche indecenza. Innanzitutto, bisogna saper leggere, scrivere e far di conto per seguire la campagna elettorale, votare e truccare legalmente i voti. Poi occorrono un po’ di storia ed educazione civica per sapere con che cosa tutto questo s’accorda. Ci vuole inoltre una severa disciplina dell’infanzia per modellare contribuenti inoffensivi. È infine necessario un numero considerevole di lezioni, e per il maggior tempo possibile, affinché non si abbia il tempo di rendersi conto che tutto questo è assurdo.
    Affinché non si abbia il tempo di ascoltare la natura che ripete con tutte le sue voci, in un miliardo di modi, che è assurdo.
    Affinché non si abbia il tempo di scoprire la Libertà, perché colui che ha abbracciato una fede, una sola volta, sa bene che tutto il resto è assurdo.
    Questo per quanto riguarda le sorelle siamesi. Continuiamo. La democrazia deve alla Scuola il fatto di essere ancora in vita. Ma da parte della nostra Istitutrice non è che una resa. Perché nel mondo là fuori “tutto si paga”, come dicono con una soddisfazione sordida e mal dissimulata. Certo, non pretendo di sostenere che i creatori dell’istruzione pubblica abbiano avuto piena coscienza di ciò che facevano – e dunque li scuso. Dico semplicemente questo: la loro opera non è stata possibile se non perché era legata agli interessi della democrazia. Perché bisogna tenere ben presente che essa non era ancora, nel XVIII secolo, che un’utopia di partigiani. Non sarebbe molto più folle, al giorno d’oggi, proporre di diffondere universalmente l’arte del saxofono o della balalaika. State certi che non manca a questa bizzarria, per prendere corpo, che l’appoggio interessato di un raggruppamento politico-finanziario. E vi sarebbero ben presto deputati pronti a celebrare i benefici sociali, ma che dico, il valore altamente moralizzatore di questi striduli strumenti.
    D’altronde questa complicità, così evidente alle origini dell’istituzione, si manifesta ancora ai nostri giorni, e in un modo non meno flagrante, nelle sue normali conseguenze. Non mi serve altra prova sulle condizioni grottescamente arretrate del nostro strumento di progresso per eccellenza. Sì, perché non vi è che una spiegazione verosimile di questa incuria: la scuola, nella sua forma attuale, adempie sufficientemente al suo ruolo politico e sociale, che è quello di fabbricare elettori (se possibile estremisti, in ogni caso democratici). Mi ricordo di un disegno umoristico pubblicato nel 1914, che rappresentava la macchina di Kitchener: un apparecchio che assorbiva gentleman e restituiva soldati inglesi. La macchina scolastica divora bambini vivi e restituisce cittadini dallo sguardo torvo. Durante l’operazione, tutti i cranî sono stati privati del cervello e dotati di un piccolo meccanismo da quattro soldi, ormai sufficiente a regolare l’automatismo della vita civica. Il cervello standard di tipo federale non fa temere alcun imprevisto nel suo funzionamento. Questo inestimabile vantaggio rispetto al cervello naturale spiega come le autorità competenti non abbiano avuto alcuna esitazione ad adottarlo, malgrado i suoi fallimenti assai frequenti. Ora vi domando: quale interesse ci sarebbe nel perfezionare lo strumento, nell’adattarlo alle peculiarità psicologiche, ovvero ai bisogni puramente sentimentali che possono manifestarsi nei bambini? Sarebbe l’art pour l’art. Non si può chiedere tanto al governo. La riforma scolastica, politicamente, non è redditizia.
    È evidente che se il fine principale dell’istruzione pubblica fosse quello di educare il popolo in modo disinteressato, i governi sarebbero un poco più folli di quanto si osi immaginare per intraprendere immediatamente un’autentica rivoluzione scolastica: perché c’è proprio bisogno di una rivoluzione affinché la scuola si riadegui ai tempi… Ma i governi sanno quel che fanno.
    Tutto si tiene, come dite voialtri, sicuramente per togliermi la voglia di urtare alcunché. Cascate male, dato che amo i terremoti.
    Appartengo a quella categoria di persone che confidano nella propria sensibilità piuttosto che nelle idee altrui. Ora, è una rivolta della mia sensibilità che mi aizza contro la scuola. I miei argomenti non si mettono in moto che a cose fatte. E quando li aveste demoliti tutti, la mia rabbia non sarebbe meno legittima. Le do ragione per definizione. Dopo tutto, m’importa poco delle ideologie politiche, e poco mi importerebbe che la Scuola sia una macchina per fabbricare la democrazia – se in questa avventura non sentissi minacciati valori dell’anima a cui tengo più di ogni altra cosa. Il mio odio per la democrazia è il risultato dell’evoluzione di cui ho descritto il percorso necessario. Non si mancherà di insinuare che all’origine di tutto questo c’è soprattutto animosità, piccoli dolori di giovane borghese. Cercate di venirmi a dire questo, vero, miei agnelli. È proprio nella misura in cui partecipavo dello scoraggiante ottimismo borghese che mi adattavo ad un regime nocivo per tutto ciò che vi è di autenticamente nobile in ciascun uomo. Se i figli del popolo soffrono meno di un tale regime, è perché non ne hanno di per sé una conoscenza così sensibile. Ma aspettate, se qualcuno si risvegliasse… Basta un poco di calore di spirito per iniziare il disgelo di questi principi, e potrebbe essere il segnale del grande disgelo di primavera. Non vi è autentica rivoluzione che non sia della sensibilità. (Il giorno in cui si faranno cadere questi Signori dalle loro sedie, comprenderanno il senso dell’immagine).
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #252
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    L'articolo odierno di Blondet.

    Soldati americani a Mariupol: la prova (che i nostri media taceranno) (di Maurizio Blondet) - Rischio Calcolato


    I media vi dicono: «strage a Mariupol. Una raffica di missili Grad e Uragan si è abbattuta sulla periferia orientale dell’importante città sul Mar Nero uccidendo – secondo il Comune – almeno 30 civili. (…) Gli esperti OSCE ritengono che i razzi siano piovuti da nord-est e da est, cIOè dalle aree di Oktiabr e Zaicenko, entrambe controllate dalla repubblica popolare di Donetsk». Sono gli stessi media che hanno taciuto una strage, avvenuta il 13 gennaio, nella cittadina di Volnovaya: 10 morti e 13 feriti. Hanno colpito un autobus di pensionati del Donbass, abitanti a Donetsk, che si recevano in una città vicina a ritirare la pensione, dato che Kiev ha interrotto i pagamenti nella città capitale dei separatisti. Taciuto? Anzi, il Fatto Quotidiano ha accusato i separatisti del Donbass di aver ucciso il pensionati del Donbass colpendo il pulmann che proveniva dal Donbass.
    Nei giorni seguenti è stato appurato che ad uccidere quei civili sono stati i combattenti di Kiev, come atto di vendetta e di dispetto per aver perduto l’aeroporto di Donetsk, giovedì scorso, dopo giorni di combattimento. Ora invece, ecco tutti media a fare i titoloni: i separatisti fanno strage in un mercato a Mariupol! «Violenza in Ucraina!». Il vocabolario è accuratamente scelto. L’uso della parola violenza serve tacere il fatto che quelli d i Kiev hanno rotto la tregua mediata da Putin a Misk, a cui si sono impegnati da settembre: non è l’offensiva Poroshenko, è solo violenza che scoppia qua e là. Vuol indicare che ogni azione dei ribelli è illegittima e illegale; c’è la guerra là, ma non lo si dice: è violenza, come nelle banlieue di Parigi, come quella dei narcos messicani.
    Ovviamente, i nostri media non vi faranno vedere questi video: che dimostrano la presenza di combattenti americani a Mariupol. La fonte è al disopra di ogni sospetto, in quanto ucraina: una giovane giornalista televisiva e il suo cameraman stanno mostrando le devastazioni e le fiamme del mercato di Mariupol colpito da artiglierie, forse da razzi Grad. Ad un certo punto avanza correndo un soldato che la giornalista crede un ucraino, perché indossa la mimetica ucraina e ha un kalashnikov; lei gli corre dietro chiedendogli: «Che cosa è successo qui? Mi dica?». Il cameraman cerca di prendere il volto del soldato «ucraino». La risposta del soldato «ucraino» è furiosa, e in inglese: «Out of my face please!». E se ne va tutto affannato. La giornalista resta di stucco: com’è che i nostri eroici soldati parlano inglese da lingua madre, con una frase idiomatica?




























    (Qui c'è il video cho ho postato da Putìn)
    Andare al minuto 2.36 per la risposta del soldato “ucraino”L’arrivo di soldati Usa sul terreno è stato annunciato ufficialmente il 21 gennaio scorso dal generale Ben Hodghes, capo della US Army Europe, ma solo come «addestratori» per i soldati di Kiev, e dalla primavera, insieme a carri armati e artiglieria e missili Stinger (votati entusiasticamente dal Congresso). Già i separatisti del Donbass aveva riferito di aver trovato, sotto le macerie dell’aeroporto di Donetsk appena riconquistato, i corpi di mercenari stranieri vestiti con uniformi NATO. «A giudicare dai loro effetti personali si trattava di mercenari reclutati da società militari private e mascherati da commandos ucraini», ha detto Eduard Bassurin, che si definisce capo di stato maggiore delle forze d’autodifesa di Donetsk. Ovviamente i media nostrani non hanno dato peso alla propaganda ribelle… Ma chissà che quel combattente che si affanna nel video e sbotta in inglese sarà uno di quelli, sopravvissuto?

    I due ostaggi giapponesi: video falsificato?

    «L’ISIS decapita uno dei due ostaggi giapponesi», scrive Repubblica. «Shinzo Abe: alte probabilità che il video sia autentico». Quel che vediamo noi spettatori è che Kenji Goto Jogo, l’ostaggio sopravvissuto (giornalista freelance, ci dicono), mostra la foto che proverebbe l’esecuzione per decapitazione dell’altro Haruna Yukawa («un contractor», ci dicono. Contractor?!). La foto è stata però sfocata artificialmente per risparmiare i nostri cuori sensibili la cruda scena della decapitazione.

    È un accorgimento molto opportuno. Perché sul precedente video, quello rituale che mostra il solito boia in nero che pontifica in ottimo inglese fra i due «prigionieri» in arancione Guantanamo. Il giornale nipponico Yomiuri Shinbun ha tratto la conclusione che c’era in esso qualcosa di falso, e pare modificato in studio.

    Le facce dei due prigionieri proiettano ombre opposte: come se il primo ostaggio di sinistra fosse illuminato dal sola da sinistra, e per l’ostaggio di destra, dal Sole sorto a destra. Ora, il Sole non poteva essere in due posizioni diverse, nello stesso video e nello stesso momento. Le camicione arancione dei due poveretti «non fluttuano al vento all’unisono», ha detto al giornale Tsuyoshi Moriyama, professore associato al Politecnico di Tokio, esaminando i fotogrammi. «Le immagini dei due prigionieri sembrano riprese in tempi differenti e poi combinate insieme nel video; per realizzare un video così composito, serve un alto livello di abilità e conoscenza».
    Fatto impressionante, lo Yomiuri Shinbun non è affatto un giornale alternativo e complottista: è il quotidiano più venduto del Giappone e quindi del mondo, 14 milioni di copie, centro-destra, autorevole, moderato e ufficioso, quasi un mega-Corriere della Sera.

    Il Grande Illusionista all’opera
    Il fatto che un simile giornale sia indotto a sospettare un falso – o un false flag – e a render note le sue osservazioni, la dice lunga sul pervadente, continuo Grande Spettacolo delle Illusioni che è in atto per convincere noi spettatori delle varie «versioni ufficiali» che ci vengono propinate sui tragici eventi in corso, siano l’eccidio di Charlie Hebdo attribuito ai terroristi islamici, le sparatorie di questi medesimi terroristi franco-islamici e la loro uccisione per mano della polizia, siano le decapitazioni del Califfato, la «violenza» in Ucraina, i bombardamenti americani in Siria contro l’IS (in realtà contro Assad).
    Che cosa sappiamo di questi eventi? Solo ciò che ci viene mostrato ed asseverato in televisione. Da queste immagini e dai commenti dei telegiornalisti traiamo la convinzione che sono “cose vere”. E come dubitarne? Le telecamere, i giornalisti, erano “presenti”, ci hanno raccontato quel che hanno visto coi propri occhi.
    Come per esempio questa storica immagine:




    I 56 capi di Stato e di Governo che marciano in testa alla immane manifestazione dell’11 settembre a Parigi, fieri, col petto in fuori e l’aria dei grandi momenti della storia, a formare la prima linea davanti ai tre milioni di anonimi cittadini partecipanti.
    Che ve ne pare? Non vi sembra di vedere dietro di loro la grande folla? Ebbene, sì, perché fotografi e cameramen hanno avuto l’accortezza – o forse l’istruzione – di riprendere la scena dal basso verso l’alto.
    Ma qualcuno ha ripreso la scena dall’alto, probabilmente da una finestra di un appartamento, ed ecco che tutto cambia:

    I grandi capi politici europei (più Netanyahu, Poroshenko, africani vari…) non sono affatto alla testa del corteo vero. Dietro di loro c’è un lieve cordone di agenti, e poi il vuoto. In realtà, si sono radunati qualche minuto in una strada adiacente – presso la stazione del métro Voltaire – prima che il corteo dei 3 milioni cominciasse, e hanno posato per i media e le telecamere del mondo intero. Le quali si sono ben guardate dallo smascherare il trucchetto. Pochi minuti per la photo opportunity, e gli abbracci fra Hollande e Merkel; poi si sono messi in posa, hanno fatto qualche passo in avanti in formazione a falange per sembrare quelli che avanzano prima e davanti ai popolo… e poi tanti saluti e ciascuno è corso a prendere il jet di servizio che lo aspettava. La manifestazione vera s’è tenuta dopo, senza la partecipazione dei «grandi».

    Da qui si constata come ciò che vi fanno vedere, che «vedete con i vostri occhi in tv», e che i reporter «presenti sulla scena» vi assicurano essere reale, non è realtà. Al massimo è una inquadratura della realtà. Un preciso taglio d’immagine, che ne esclude molte altre.
    Che cosa ci hanno fatto vedere sulla strage di Charlie Hebdo? Nessuna foto della redazione dopo l’assalto, nessuna immagine se non quelle prese, dal tetto, dal giornalista che si trovava lì per caso. Da certe immagini, si vede che tra quelli che erano sul tetto ce n’è uno che indossa un giubbotto antiproiettile blu, che pare quello della polizia: israeliani e poliziotti sui tetti di Parigi?…
    Non abbiamo visto i corpi dei quattro uccisi nel negozio kosher (Netanyahu ha detto che li hanno portati in Israele per seppellirli). Non abbiamo visto i cadaveri dei 17 uccisi nella redazione. Non abbiamo visto nemmeno, a ben pensarci, nemmeno i corpi dei due fratelli Kouachi: ci hanno detto che le forze dell’ordine hanno dovuto ucciderli, come hanno ucciso Coulibaly nel negozio di cibi kosher. Ma cosa ne sappiamo? Crediamo che sia vero: lo è? Siamo così sicuri che i fratelli Kouachi siano morti? E di come sia morto Coulibaly, siamo proprio sicuri? L’abbiamo visto «coi nostri occhi» precipitarsi contro la vetrina, e poi cadere crivellato di colpi dagli agenti che si affollavano fuori: ma abbiamo visto che quella grossa ombra, mentre cadeva, pareva avere le mani legate o ammanettate?
    Singolare discrezione dei giornali francesi, o singolare incapacità dei giornalisti: non sono andati a intervistare le famiglie di tanti morti ammazzati. Non scavano sugli eventi di contorno, tremendamente sospetti.
    Helric Fredou
    Per esempio, il suicidio di Helric Fredou, vice-commissario di polizia di Limoges, incaricato dell’indagine sull’eccidio di Charlie Hebdo. Ricevuto l’incarico, il commissario si sarebbe ritirato nel suo ufficio e sparato un colpo in testa. Incredibilmente, la curiosità dei giornali francesi non si è spinta oltre. Fatto ancor più stupefacente è stata una tv indiana, Zee News, nel suo speciale Daily News & Analysis (DNA), a indagare sulla morte del commissario e a parlare con i suoi familiari.




























    Né la sorella né la madre dell’agente Fredou credono affatto al suicidio. La sorella: «Mio fratello era a casa quella sera, e siccome era reperibile, l’hanno chiamato ed è andato al commissariato verso le 23.30… la giornata era stata tesa secondo i colleghi… erano presenti dei poliziotti da Parigi quella sera… (Mio fratello) doveva redigere un rapporto, ma c’erano state delle frizioni, non so perché. Ha detto che doveva fare una telefonata urgente e, quando dopo un po’ non era ancora tornato… hanno mandato un collega a cercarlo… elo hanno trovato morto! Non ha lasciato nessuna lettera né il distintivo sulla scrivania» (molti dei poliziotti che si suicidano, lasciano il loro distintivo in vista). Dei personaggi sono venuti da Parigi per spiegarci come era successo…Ci hanno portato via i computer e il suo cellulare privato; ci hanno preso tutto e questo ci ha colpito, ma ci hanno detto che era la procedura».
    Nel pomeriggio dell’8 gennaio, gli agenti hanno frugato il domicilio del defunto collega in presenza di madre e sorella. Le due donne hanno dovuto insistere perché fosse consentito loro di vedere il corpo del loro caro alla morgue: «Aveva una benda sulla fronte. Sul lato, trapanato a causa dell’autopsia. Dietro il cranio, non c’era niente».
    Ma che relazione aveva scritto o doveva scrivere il vice-commissario? Sembra certo che si dovesse occupare non degli assassini, ma della convivente di un assassinato: Jeannette Bougrab, la compagna del direttore di Charlie Hebdo, al secolo Stephane Charbonnier detto Charb. La convivente, un’avvocata di affari, ex segretaria di Stato, «araba atea» per sua ammissione, ha pianto in tutti i talk shows proclamando che il suo amato Charb doveva essere inumato nel Pantheon delle glorie nazionali. E indicativo pero che la famiglia del morto neghi questa relazione e convivenza… strano. Strano.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #253
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    New York: tutto fermo per nulla, Borsa deserta

    METEO | Scattato 'coprifuoco'. Chiusi aeroporti e scuole. Era attesa neve di 30 centimetri nella costa est. "Tra le 10 tempeste più catastrofiche di sempre", dicevano...

    Chissà perchè l'ho messo in questo thread?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #254
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Nisman voleva arrestare il presidente Kirchner: l’Argentina si tinge di giallo

    http://www.delitti.net/nisman-voleva...-giallo040215/


    In Italia sul caso è calato il solito silenzio di tomba.

    Chissà se magaldi ne sa qualcosa......

  5. #255
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Su Effedieffe se ne parla assai.
    E con un sacco di sorprese.
    Ebraiche, manco a dirlo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #256
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Grazie 21 non lo sapevo.

    Ma io però intendevo i media ufficiali.

  7. #257
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    L'ho capito.
    Se ne parla Effedieffe è evidente che non ne parlano i media.
    Io ho notato il tuo interesse e ti ho indicato una via.
    Ci sono due articoli, uno di Blondet, l'altro di un giovane in gamba.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 08-02-15 alle 22:51
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #258
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Trovato morto il regista del film che denuncia il Nuovo Ordine Mondiale [VIDEO]


    http://www.informarexresistere.fr/20...ondiale-video/


    Li hanno suicidati?

    Non lo sapremo mai ufficialmente.

    Chissà se poi vedremo mai il film uscire?



    In italia esiste un film con lo stesso nome interpretato da Iacchetti e stefania orlando, ma dicono sia una schifezza senza limiti.

    Ad ogni modo non è mai uscito.

  9. #259
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Facebook Warriors, assoldati da esercito UK, per disinformare

    Facebook Warriors, assoldati da esercito UK, per disinformare


    L'esercito UK arruola migliaia di 'Facebook Warriors' per disinformare

    di Michael Krieger
    Ecco il 77° Battaglione: l'esercito britannico sta mobilitando 1500 'Facebook Warriors' per diffondere la disinformazione. Tornerà in vita una delle più discusse unità delle forze speciali inglesi della seconda guerra mondiale. L'esercito britannico farà rivivere una delle più controverse unità delle forze speciali della seconda guerra mondiale, i Chindits, sotto forma di una nuova generazione di "guerrieri di Facebook" che scateneranno complesse e segrete campagne sovversive di (dis)informazione.
    - Dal recente articolo di FT: "L'esercito riporta in vita i Chindits come guerrieri di Facebook per un attacco ingegnoso". Preparatevi: i social media stanno per diventare molto più pericolosi di quanto sono già. Fate molta attenzione nel saltare a conclusioni, pensate sempre con la vostra testa e usate il vostro miglior buon senso. Le operazioni psicologiche (psy ops) del governo stanno per intensificarsi.
    Il blog tecnologico Gizmodo ha riportato quanto segue:
    Un nuovo gruppo di soldati, conosciuto come Facebook Warriors, secondo il Financial Times«scatenerà complesse e segrete campagne sovversive di (dis)informazione». Questo reparto si chiamerà 77° battaglione, il cui numero ha anche un significato storico. FT riferisce: I Chindits originali [77° Battaglione] erano un'unità partigiana guidata dallo spavaldo comandante britannico generale Orde Wingate, uno dei pionieri della moderna guerra non convenzionale. Operarono in profondità dietro le linee giapponesi in Birmania tra il 1942 e il 1945 e le loro missioni erano spesso di discutibile successo. Questi guerrieri di Facebook useranno simili tattiche atipiche, con mezzi nonviolenti, per combattere contro il loro nemico. Ciò sarà realizzato principalmente attraverso il "controllo del riflesso", una vecchia tattica sovietica che consiste nel diffondere informazioni opportunamente confezionate al fine di indurre l'avversario a reagire esattamente nel modo voluto. È un trucco piuttosto complicato, e l'esercito britannico lo metterà in atto solamente con questo corpo di 1500 persone (o più) usando Twitter e Facebook come mezzi per diffondere disinformazione, le verità della guerra vera, e incidenti false flag (sotto falsa bandiera) quasi come una raccolta comune di informazioni. A quanto si riferisce, il 77° Battaglione entrerà in azione nel mese di aprile.
    Fonte: » Meet the 77th Battalion ? The British Army is Mobilizing 1,500 ?Facebook Warriors? to Spread Disinformation Alex Jones' Infowars: There's a war on for your mind! tratto da:megachip.globalist.it | L'esercito UK arruola migliaia di 'Facebook Warriors' per disinformareTraduzione per Megachip a cura di Emilio Marco Piano.

    Stampalibera - [Giornalismo] Facebook Warriors, assoldati da esercito UK, per disinformare
    sklöpp & kanù

  10. #260
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