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Discussione: Controllo mentale

  1. #751
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #752
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Antisemitismo-antisionismo: attenti alle etichette

    Categoria: Palestina
    16 Dicembre 2025
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    Le parole sono estremamente importanti, questo lo sappiamo tutti. L’uso di un termine piuttosto che di un altro può cambiare il senso di un intero discorso. Ma le parole diventano ancora più importanti, quando al loro posto si usano le etichette.

    Le etichette sono micidiali. Sono parole che, in un colpo solo, hanno il potere di descrivere ed insieme di giudicare una persona.

    Nei tempi moderni, è stata la CIA la prima a scoprire la potenza devastante delle etichette. Quando, nel 1964, cominciarono a circolare i primi dubbi sull’omicidio Kennedy, qualcuno coniò il termine “conspiracy theorists” (teorici del complotto) per tutti coloro che non credevano alla versione ufficiale del governo americano.

    Questa etichetta ebbe un doppio risultato devastante: primo, insinuava una accezione negativa del termine (per cui scoraggiava le “persone perbene” a dubitare della versione ufficiale, per “non fare brutta figura” in pubblico), e secondo – molto più importante – permetteva a chi la utilizzasse di non doversi confrontare sui fatti specifici. In altre parole, usando quel termine, da una parte si gettava discredito sul complottista, e dall’altra si era esentati dal discutere con lui.

    Tu dicevi “Ma, secondo me, quel proiettile non poteva fare quella traiettoria”, e l’altro rispondeva “Eccolo qua, il solito complottista. Con te non vale neanche la pena di parlare”. Fine dei discorsi.

    L’importanza della doppia valenza di questa etichetta (gettare discredito sull’altro ed evitare di confrontarsi) non potrà mai essere sovrastimata.

    Ed infatti, il termine è diventato di uso comune.Oggi il teorico del complotto è, per definizione, persona non degna di attenzione, indipendentemente da quello che abbia da dire.

    Addirittura, in certi casi l’etichetta di “complottismo” è stata usata in modo preventivo: non possiamo dimenticare George Bush (imbeccato probabilmente da Dick Cheney) che subito dopo l’11 settembre avvisava il mondo dicendo: “Non tollereremo teorie del complotto sul 9/11”. (Evidentemente, qualcuno sapeva già che le teorie del complotto sarebbero circolate in abbondanza).

    Ma non è solo “complottismo”. Una volta capita l’importanza dell’etichettatura, questo sistema si rivela utile per tutte le stagioni.

    Durante il Covid è nata l’etichetta di “no-vax”, da applicare indiscriminatamente a chiunque si opponesse alle vaccinazioni obbligatorie. Il sottinteso (la valenza negativa del termine) era che costoro fossero automaticamente “contro la scienza”, quindi a) pericolosi per la società, e b) degni di disprezzo e di emarginazione sociale.

    Poi durante la guerra in Ucraina è nato il termine “putiniano”. Anche in questo caso, chiunque contestasse la narrazione ufficiale di “invaso e invasore” veniva additato automaticamente come “amico di Putin”. Il sottinteso (la valenza negativa del termine) era che costoro fossero implicitamente contro la libertà e la democrazia, di cui l’occidente sarebbe l’unico degno rappresentante.

    E ora tocca alla questione di Israele. Come sappiamo, l’utilizzo politico dell’etichetta “antisemita” è ormai diventato universale. Chiunque osi contestare Israele si becca dell’antisemita. Questo trucco ha funzionato per oltre cento anni, ma ora che la questione palestinese è tornata alla ribalta, chi critica Israele ci tiene a sottolineare che “non è avverso agli ebrei in quanto tali, ma critica soltanto le politiche sioniste del suo governo”. Egli è quindi, secondo chi fa queste critiche, un anti-sionista, ma non necessariamente un anti-semita.

    Questa distinzione ha improvvisamente bagnato le polveri dei sionisti nel pubblico dibattito, perchè ora non possono più dare genericamente dell’antisemita a chi li critica, a costo di sentirsi rispondere “io non sono antisemita, sono solo anti-sionista”.

    Provate ad immaginare la disperazione di coloro che erano abituati ad usare costantemente il termine “antisemita” per zittire chiunque li criticasse, e che ora non possono più farlo, perchè è stata chiarita la distinzione con anti-sionista.

    Da qui nasce – e qui sta il punto di tutto l’articolo - la necessità da parte dei sionisti di confondere le acque, sfumando i confini fra i due termini, in modo da poter assimilare il primo al secondo, e poter tornare ad usare l’etichettatura come arma universale contro ogni critica.

    Il primo a farlo fu, non a caso, Paolo Mieli, che già un anno fa, in una trasmissione dalla Gruber, cercò di confondere i due termini: con la sua classica nonchalance, fingendo di buttare là un pensierino qualunque, disse: “in fondo chi è antisionista è anche antisemita”.

    Ci aveva visto lungo, il caro Mieli: oggi questa necessità di confondere le acque, “blurrando” i confini fra i due termini, si è resa palese quando il deputato PD Del Rio (manovrato chissà da chi?) ha presentato una proposta di legge che intendeva, nella sostanza, equiparare antisemitismo e antisionismo. Se questa proposta fosse diventata legge, ogni critica alle politiche di Israele sarebbe automaticamente ricaduta sotto la definizione di antisemitismo, e quindi di “odio razziale”, e quindi punibile per legge.

    Fortunatamente la sua proposta è caduta nel nulla, nel senso che la stessa sinistra che lui intendeva cooptare si è resa conto della censura sfacciata che avrebbe comportato.

    Ma la battaglia è soltanto iniziata. In futuro - ne potete star certi - il tema verrà riproposto, fino a diventare un ritornello a reti unificate. Ci saranno altri servitori di Sion, dopo Del Rio, che si presteranno a fare loro questa proposta di assimilazione fra i due temini, con l’intento palese di ridurre a zero qualunque critica ad Israele.

    Starà a noi – a ciascuno di noi – combattere perchè il vocabolario non venga violentato per l’ennesima volta dai padroni del discorso, che cercano sempre di fare delle parole l’arma più tagliente ed efficace che sia mai esistita sulla faccia della terra.

    Massimo Mazzucco

    https://luogocomune.net/palestina/an...alle-etichette
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #753
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    Predefinito Re: Controllo mentale

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  4. #754
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Palantir di Tolkien.



    https://lotr.fandom.com/it/wiki/Palant%C3%ADr

    Il Palantir dei mondialisti:

    L’arma segreta è una invenzione di Palantir?
    Maurizio Blondet 13 Gennaio 2026

    L’amministratore delegato di Palantir ammette

    I principali fonda agli azionisti che Palantir è qui per “sconvolgere” e “quando è necessario, spaventare i nemici e, a volte, ucciderli”! Tutti gli azionisti sono contenti…

    L’azienda più pericolosa non avete mai sentito parlare

    Palantir non è un nome noto, e questo è intenzionale. Non vende telefoni, app o social network. Non chiede la vostra fiducia o il vostro consenso. Eppure, dietro le quinte, il software di Palantir aiuta governi e istituzioni potenti a vedere, ordinare, tracciare, prevedere e agire sul comportamento umano a una scala che sarebbe stata impensabile una generazione fa. Si nasconde silenziosamente all’interno di agenzie di intelligence, comandi militari, dipartimenti di polizia, sistemi sanitari e back office aziendali, trasformando dati grezzi in decisioni che influenzano chi viene monitorato, chi viene segnalato, chi viene fermato e chi viene lasciato in pace.

    Non è fantascienza, né cospirazione. È un modello di business e le sue conseguenze vanno ben oltre le persone che hanno mai sentito il nome dell’azienda. Whitney Webb racconta la storia di Palantir. Palantir è nata essenzialmente come un progetto della DARPA. Avrebbe distrutto completamente le nostre tutele costituzionali, quindi è stata silenziosamente sottratta al governo e ribattezzata come azienda privata per fare la stessa cosa. Cos’è Palantir? ���� Chi ha fondato Palantir e da dove viene? Palantir Technologies è stata fondata nel 2003, non da programmatori casuali, ma da persone già profondamente legate al potere, al denaro e alle reti di intelligence.

    I principali fondatori erano: Peter Thiel File:Peter Thiel flag.jpeg – Wikimedia Commons Peter Thiel è il nome più importante dietro Palantir. Prima di Palantir: Ha co-fondato PayPal È diventato miliardario molto presto Ha costruito strette relazioni nella Silicon Valley, a Wall Street e negli ambienti politici statunitensi Peter Thiel crede da tempo che la democrazia sia inefficiente e che la società debba essere gestita da “élite competenti”, non dall’opinione pubblica di massa.

    Palantir è stata la sua risposta a un problema di cui parlava apertamente dopo l’11 settembre: come dare ai governi più potere per individuare le minacce prima che si verifichino, senza che il controllo pubblico interferisca.

    È dietro le quinte dei piani per rimodellare l’America, passando dalla sorveglianza di massa a modelli politici autoritari. Le sue aziende traggono profitto dal controllo. La sua visione? Un futuro in cui i dati governano, la privacy muore e il potere è centralizzato nelle mani di pochi.

    Peter Thiel non è solo ricco. È pericoloso perché è strategico. Sta costruendo un futuro in cui la democrazia è facoltativa, la sorveglianza è costante e il dissenso è punito. Ignorarlo è rischio e pericolo: sta già riscrivendo le regole. Alex Karp.

    https://www.maurizioblondet.it/larma...e-di-palantir/
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  5. #755
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    Predefinito Re: Controllo mentale

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  6. #756
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    Predefinito Re: Controllo mentale

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  7. #757
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    Le profezie mediatiche che si auto avverano
    Roberto Pecchioli 21 Gennaio 2026

    La previsione o profezia che si autoavvera, secondo il sociologo Robert K. Merton che introdusse il concetto nel 1948, è una credenza o un’aspettativa che influisce su un fatto finendo per determinarlo. Un esempio è una persona che si sposa convinta che divorzierà.
    Le sue aspettative influenzeranno i suoi atteggiamenti e con tutta probabilità il matrimonio fallirà. Un altro è una banca di cui una voce falsa prevede l’insolvenza. E’ un istituto solido, ma le persone che fanno la coda alle casse non ci credono; pensano che stia fallendo e che se non ritirano subito i loro depositi, li perderanno; perciò fanno la fila. Fintanto che l'hanno solo creduto e che non hanno agito di conseguenza, hanno avuto torto, ma dal momento che vi hanno creduto e agito in conseguenza, hanno conosciuto una realtà perché l'hanno provocata. La loro aspettativa si è avverata; la banca è fallita. Prima di Merton, William Thomas aveva enunciato il teorema che porta il suo nome , legato alla definizione della situazione: se gli uomini considerano reali le situazioni, esse saranno reali nelle
    conseguenze.

    La potenza dei mezzi di comunicazione contemporanei, la fulmineità con cui circolano
    idee e notizie- molto spesso false- la capacità di far considerare oro colato a masse umane
    de-pensanti ciò che interessa al sistema di potere, rendono le scoperte di Merton e Thomas
    armi potentissime che cambiano gli uomini e il mondo. Non ogni evento è predeterminato,
    ma il potere è in grado di creare le condizioni materiali e psicologiche affinché si
    verifichino davvero i fatti, le aspettative, i cambiamenti voluti. Pensiamo alla docilità con
    cui ci stiamo consegnando al dominio delle macchine , all’uso delle card e dei chip per ogni
    operazione della vita, sino ad accettare l’ibridazione con l’artificiale . Il Dominio ha
    lavorato perché l’essere umano si percepisse come semplice massa biochimica o come
    macchina. Se ci pensiamo come macchine siamo sconfitti. Nel momento in cui scegliamo di
    definirci solo in termini di efficienza, velocità, prevedibilità, comodità, stiamo rinunciando
    all’essenziale della condizione umana. La macchina non ama, non ha paura di sbagliare,
    non ha senso morale. Non conosce la responsabilità. Non soffre, non prova vergogna né
    compassione. Nelle prestazioni siamo facilmente superati. Se l’ umanità smette di definirsi
    in termini di coscienza, fragilità, responsabilità, si riduce a anello debole di una
    megamacchina che la eccede e la incorpora . Non possiamo competere in efficienza con un
    ingranaggio.
    Un'altra profezia che si auto avvera è considerare il progresso ( termine caricato di
    promesse pressoché magiche) l’ unico orizzonte di realizzazione individuale. Questo induce
    a considerare ogni legame un impaccio. La formazione e la cura di una famiglia, la nascita
    di figli, il radicamento in un luogo, in un’idea, in una professione, in un’identità,
    producono un pensiero che si trasforma rapidamente in realtà : o nel contrario, al tempo
    del potere della velocità. Ciò che il sistema vuole si avvera per ripetizione del messaggio. Il
    risultato è una società spappolata, di dipendenze come fenomeni sociali ( “ fanno stare
    bene “) di famiglie disgregate in cui si interrompe la catena generazionale. L’inverno
    demografico per paura delle responsabilità , il timore di perdere benessere ( cioè ben-
    avere) l’orrore per le relazioni forti, definitive. Gli algoritmi prevedono, quindi
    determinano i nostri desideri. Viviamo nel deserto dei sentimenti sino al punto di
    smettere di riprodurre noi stessi , la società trovata al nostro nascere nel mondo. Abbiamo
    creduto alla falsa previsione della fine della storia, che è abolizione del futuro. Crediamo
    solo nell’immediato, nel consumo, nel piacere, nell’istante. Si avvera il crollo delle
    promesse di futuro. In una società che venera il benessere immediato e l’edonismo, un
    figlio non è una speranza ma un costo o un ostacolo alla realizzazione personale. Come chi
    ha messo in conto la fine del suo matrimonio sino ad agire di conseguenza, condanniamo
    noi stessi per paura delle difficoltà che prevediamo. La resa preventiva anziché la vita, un
    terribile cambio di paradigma esistenziale.
    Le profezie dell’apocalisse climatica fanno credere alle generazioni più giovani che il
    mondo stia finendo. Meglio non avere figli per non aumentare l’inquinamento, non
    generare nuove sofferenze, meglio distruggere l’esistente, bloccarsi nell’impotenza.
    Esattamente ciò che vogliono i dominanti. Un’altra previsione che si auto avvera è
    l’estensione indefinita, totalizzante, dell’ Identità Digitale (ID), l'insieme delle risorse
    digitali associate ad un soggetto. Come abbiamo imparato, sta diventando l’unica modalità
    per accedere a una miriade di servizi o esercitare diritti. E’ la rappresentazione informatica
    della corrispondenza tra un utente e l’insieme dei dati raccolti e registrati su di lui. Nei fatti
    è la nostra riduzione a una sequenza di codici senza i quali la nostra vita concreta diventa
    impossibile. Una schiavitù accolta di buon grado, persino richiesta, senza comprendere la
    portata dell’attacco alla nostra personalità, privatezza, autonomia, libertà.
    Ci ripetono che è lo snodo definitivo del futuro a cui non è possibile opporsi perché
    migliorerà le nostre vite. La previsione si auto avvera nella forma orwelliana del controllo
    sociale, della sorveglianza e della nudità del soggetto di fronte alla megamacchina.
    L'identità digitale è l’ingranaggio decisivo della rete di controllo digitale. L’acronimo DPI –
    digital public infrastructures- indica la spina dorsale di servizi pubblici e privati, reti
    sociali, decisioni collettive. Per capirne l’importanza occorre interpretare la raccolta,
    elaborazione, custodia dei dati come documenti sociali che producono effetti reali nella vita
    istituzionale e quotidiana. Collegata a tutti i servizi della vita tramite DPI, l'identità digitale
    è una tappa della creazione del sistema di “credito sociale” – già parzialmente vigente in
    Cina – in cui il "buon comportamento" viene premiato, mentre quello cattivo ( ossia non
    adattivo) è punito con l’esclusione sociale sino alla cancellazione della persona, privata di
    diritti naturali e legali attraverso il controllo da remoto. Avanza una sorta di soggetto
    radicale onnipotente che ci può eliminare manipolando la nostra Identità Digitale,
    sostituta della stessa esistenza fisica. Lo vuole il sistema finanziario globale, lo vuole il
    grumo fintech .
    L’identità digitale non basta più: la mossa decisiva per la dittatura totale è
    l’interoperabilità, il chip universale che controllerà l’accesso a tutti i servizi della vita, che
    diventerà non-vita per i reprobi e gli esclusi, servitù totale per tutti gli altri. La Banca
    Mondiale lavora a collegare l’ID alla rete di controllo digitale DPI. In corpore vili, lo stanno
    sperimentando in Sierra Leone, con l’intento di costruire la connessione definitiva con un
    unico ID. Il marchio apocalittico della bestia . "Dai pagamenti in tempo reale all'accesso
    all'istruzione, alla sanità, alla finanza e alla protezione sociale, le reti digitali offrono il
    massimo impatto quando sono direttamente collegate ai servizi", affermano la Banca

    Mondiale e il Forum di Davos. Nel 2018 gli oligarchi furono chiarissimi: “ l’ identità
    digitale determina a quali prodotti, servizi e informazioni possiamo accedere, o, al
    contrario, che cosa ci è precluso”. Ossia vietato, ciò a cui siamo condannati se non
    diventiamo disciplinati soldatini digitali, ossia tecno schiavi. Poiché la previsione arriva da
    pulpiti tanto elevati presto diverrà esperienza quotidiana.
    Il tutto nella convinzione maggioritaria – una persuasione che diventa reale per credulità-
    di vivere in democrazia. Vista con gli occhi di un osservatore ingenuo, la democrazia
    appare viva e vegeta. Si tengono elezioni, esistono decine di partiti politici, si svolgono
    dibattiti nei parlamenti. Ci appaiono sinceri e immaginiamo– la rappresentazione è curata
    nei dettagli- che le questioni trattate siano importanti e le contrapposizioni autentiche.
    Nei fatti sono ammesse sono le opinioni compatibili con la cosiddetta “società aperta”,
    mentre alle nostre spalle si avverano le previsioni ( ovvero le volontà) dell’oligarchia. Una è
    la distruzione programmata dell’agricoltura e della zootecnia in Europa, uno dei cui
    strumenti sarà l’accordo Mercosur. Le cupole oligarchiche hanno deciso che gli agricoltori
    europei debbano scomparire; pochi grandi investitori, gli arcimiliardari e fondi
    d’investimento come Black Rock, si impadroniranno della terra per farne ciò che vorranno.
    Un danno sociale, culturale, economico, storico incalcolabile. Lorsignori hanno creato le
    condizioni per farlo accettare, considerare positivamente , o restarvi indifferenti.
    Poiché ci fanno credere che è “comodo” ci convincono a usare sempre meno il denaro
    contante. La moneta digitale- legata alla previsione falsa della lotta alla criminalità e
    all’evasione fiscale, oltreché all’apparente comodità delle carte di credito ( cioè di debito) –
    soppianta il contante nell’immaginario e poi nelle leggi, stringendo il cappio della schiavitù
    perfetta, la perdita di possesso reale del denaro fisico. Perfino il vento impetuoso della
    guerra risponde alla stessa logica della previsione che si auto adempie. Si parla sempre più
    di conflitti , armamenti e pericoli, abituando la maggioranza a ciò che riterrà inevitabile
    mentre è solo la perversa decisione di un potere criminale, disumano. Seguendo la
    medesima logica gregaria, i giovani andranno a combatterla. Per perdita di senso critico e
    perché la conoscenza dei meccanismi psicologici e neurologici da parte delle oligarchie
    verrà utilizzata per fornire – come sempre nella storia- carne da cannone. Divulgare false
    credenze conduce al loro adempimento: pensiamo al pregiudizio anti russo dominante dal
    2022. Il nostro atteggiamento si ripercuote sulla controparte, che diventa a sua volta
    diffidente, antagonista, sino a trasformarsi in nemica. Ecco serviti i pretesti per la guerra e
    creata la volontà, finanche il desiderio, del conflitto.

    Siamo governati da chi padroneggia le regole della psicologia applicate alla società. La divulgazione di tale verità suscita l’ostilità dei dominanti in quanto decostruisce la narrazione che sostiene il loro potere. Purtroppo suscita anche il fastidio dei governati, poiché disturba la loro comfort zone, scuote le certezze e i valori con cui vengono nutriti, dominati e trasformati. La bugia e l’ignoranza sono comode, confortevoli, rassicuranti. Ma è la verità a rendere liberi.

    https://www.maurizioblondet.it/le-pr...auto-avverano/
    Da riportare.
    Mi fa ricordare il libro di jot.
    Ultima modifica di Eridano; 21-01-26 alle 18:43

  8. #758
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    Predefinito Re: Controllo mentale

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  9. #759
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    Predefinito Re: Controllo mentale

    giovedì 16 aprile 2026

    STEINER E I DEMONI DEL SANGUE

    Rudolf Steiner
    Jason Heppenstall, New Dawn

    L’umanità è sotto attacco spirituale? E il filosofo esoterico e veggente Rudolf Steiner ne aveva forse messo in guardia oltre un secolo fa, quando affermò che un “vaccino” sarebbe stato il mezzo per la sconfitta dell’umanità?

    Per molti, la risposta eccessivamente autoritaria dei governi di tutto il mondo al COVID-19 ha indicato una forza motrice più profonda e sinistra. Ma non sono stati solo i governi a sembrare comportarsi in modo strano. Negli ultimi due anni, abbiamo assistito a persone di ogni estrazione sociale che si sono sottomesse passivamente ad attacchi draconiani alle proprie libertà, molte delle quali hanno persino difeso strenuamente l’assalto. Allo stesso modo, abbiamo visto politici e partiti che un tempo si presentavano con programmi di libertà personale e autonomia economica trasformarsi quasi da un giorno all’altro in maniaci del controllo, intenti a microgestire ogni aspetto delle nostre vite. Come è potuto succedere?

    Di recente, il termine “psicosi da formazione di massa” è stato sulla bocca di tutti. Viene definito come un fenomeno psicologico per cui una massa di persone si sottopone volontariamente a un processo di deindividuazione, dando luogo a una mentalità di gregge. Data la loro natura contagiosa, le forme pensiero che influenzano queste persone deindividualizzate, catalizzate dai circuiti di feedback positivi dei notiziari, dei social media e dell’interazione tra pari, si diffondono a macchia d’olio nella popolazione. In passato, questo fenomeno veniva chiamato psicologia di massa, o più semplicemente, follia delle folle.

    Psicologia: dalla scienza all’occulto
    Una persona per la quale gli eventi degli ultimi due anni non sarebbero stati poi così sorprendenti è il filosofo e mistico esoterico austriaco Rudolf Steiner, scomparso quasi un secolo fa. Nel corso della sua vita, Steiner scrisse numerosi libri e tenne migliaia di conferenze sulle sue teorie, contribuendo in modo significativo a diversi ambiti, dall’architettura all’educazione, dall’agricoltura all’apicoltura. Le sue intuizioni e i suoi metodi, unici e talvolta controversi, portarono alla fondazione del movimento spirituale noto come Antroposofia, che enfatizza l’esistenza di un potenziale illimitato per gli esseri umani.

    A differenza di alcuni pensatori esoterici, Steiner riconosceva la grande importanza della scienza materialistica, ma sosteneva che fosse fondamentale considerarla solo un aspetto della realtà, da integrare idealmente con quella che egli definiva “scienza spirituale” – derivante dall’esperienza mistica – per ottenere un quadro completo. Dopotutto, le scoperte più importanti avvengono spesso quando gli scienziati ricevono intuizioni provenienti da oltre il regno materiale, come nel celebre caso di James Watson, a cui si attribuisce la scoperta della doppia elica del DNA, avuta in sogno da due serpenti intrecciati. Analogamente, Dmitri Mendeleev creò la tavola periodica dopo aver sognato “...una tavola in cui tutti gli elementi si incastravano perfettamente al loro posto”. Questi esempi dimostrano che non tutte le scoperte scientifiche sono frutto di deduzione logica e sperimentazione.

    Steiner, che fin dall’infanzia aveva ricevuto intuizioni mistiche, affinò le sue doti di chiaroveggenza a tal punto che le informazioni provenienti da fonti non convenzionali divennero ben più di semplici lampi di intuizione occasionali. La sua ricerca si concentrò sulla definizione di metodi per ottenere una percezione extrasensoriale oggettiva, un compito che considerava di fondamentale importanza, poiché credeva che nel regno spirituale si stesse combattendo una battaglia epica che avrebbe avuto conseguenze disastrose per l’umanità se non fosse stata affrontata direttamente.

    Spiriti delle Tenebre
    I suoi avvertimenti più chiari sul futuro destino dell’umanità giunsero in una serie di conferenze tenute verso la fine della sua vita a Dornach, in Svizzera; queste conferenze sono riprodotte nel libro La caduta degli spiriti delle tenebre . Sebbene i detrattori di Steiner affermino che la sua prosa possa risultare pesante, le sue conferenze divaganti e i suoi concetti difficili da afferrare, egli è straordinariamente chiaro e diretto quando si tratta del destino che attende l’umanità se la nostra ossessione per il materialismo scientifico sarà lasciata libera di regnare incontrastata senza essere riportata in equilibrio dalle forze contrapposte della spiritualità.

    Questo concetto è illustrato in modo particolarmente chiaro nelle ultime due lezioni del ciclo – la 13 e la 14 – intitolate rispettivamente “ L’influenza degli spiriti caduti nel mondo” e “Verso il futuro” . Steiner ipotizza che all’inizio del XIX secolo si sia svolta una battaglia invisibile , persa da alcuni “spiriti delle tenebre”. Questi spiriti furono quindi scacciati dai loro regni celesti e precipitati in un piano di esistenza più materiale, ovvero qui sulla Terra. Steiner è straordinariamente preciso riguardo alla data di questo evento: autunno 1879.

    Questi spiriti appena giunti si unirono a quelli che erano già presenti – quelli che coesistevano con l’umanità e la influenzavano fin dai tempi mitologici associati alla Caduta. Dato che questi spiriti maligni impiegano tempo per farsi strada nelle società umane, fu solo nel 1914 che la loro influenza nefasta si manifestò nella società umana sotto forma di Prima Guerra Mondiale – un evento disastroso le cui cause ancora oggi lasciano perplessi gli storici laici.

    Lucifero e Arimano – i capi del branco
    Secondo Steiner, gli spiriti Ahriman e Lucifero hanno manipolato l’umanità per millenni: Lucifero è il “portatore di luce”, intento a renderci più spirituali e a concederci maggiore libero arbitrio, mentre Ahriman fa l’opposto, rendendoci più materialisti e più facili da controllare. In termini semplici, Lucifero è un’influenza ascendente, mentre Ahriman è un’influenza discendente.


    La scultura del volto di Ahriman realizzata da Steiner
    Perché dovrebbero volerlo fare? Beh, semplicemente non lo sappiamo: è difficile per le nostre menti umane capire cosa spinga angeli e demoni ad agire in un certo modo. Ma ogni volta che si verifica una di quelle battaglie periodiche nel mondo spirituale, ha detto Steiner, di solito si assiste all’arrivo di un nuovo gruppo di rinforzi nel regno materiale, che si uniscono a quelli già presenti.

    Steiner ci ha detto che Ahriman – un demone identificato per la prima volta dagli zoroastriani nell’antica Persia – ha attualmente il sopravvento. Aveva un conto in sospeso con Ahriman e ne aveva visto il volto in visione – infatti, al momento della sua morte, stava ancora scolpendo una sua effigie nel legno. L’obiettivo principale di Ahriman sembra essere quello di trascinare l’umanità in uno stato puramente materialistico, privo di qualsiasi forma di spiritualità, eliminando persino l’impulso a connettersi con la propria anima. Il metodo d’attacco consisterebbe nell’utilizzo della scienza e della tecnologia, e nel prendere possesso delle menti di persone potenti e influenti per portare avanti questo piano. Queste persone controllate potrebbero essere scienziati, politici, leader religiosi o chiunque abbia una qualche influenza. In questo modo, le forze demoniache agirebbero attraverso queste persone, e le persone stesse, accecate da debolezze fin troppo umane come l’avidità o la brama di potere, non avrebbero la consapevolezza di base per riconoscere ciò che sta accadendo.

    Una nuova religione per una nuova era
    Lo sfondo di questa presa di potere è stata l’ascesa dell’ateismo e il culto della scienza e del progresso. Ora ci troviamo in una situazione in cui una prospettiva puramente materialista viene presentata come l’ unica spiegazione di tutta la creazione. L’ateismo è diventato di fatto una religione per alcuni, mentre le ricche tradizioni della spiritualità indigena sono state messe da parte e schiacciate sotto il suo tallone. Persone, animali e tutta la vita sono considerati allo stesso modo freddo: semplici contenitori di proteine ​​e codice genetico da sfruttare. Il finale di questa rappresentazione si configura come un mondo desolato e monocromatico, privo di spirito e luce, dove gli esseri umani – con menti e spiriti spezzati – vengono ammassati e monitorati come animali da laboratorio.

    Possiamo constatare come questo scenario venga accelerato. Gli amministratori delegati delle multinazionali tecnologiche sono visti quasi come santi o Bodhisattva, che sventolano la carota della vita eterna sotto forma di caricamento dei “dati” contenuti nei nostri cervelli su microchip. Allo stesso tempo, politici, scienziati aziendali, funzionari pubblici ed economisti sono considerati ingegneri tecnocratici incaricati di garantire il buon funzionamento del colosso dell’economia materiale. Libero arbitrio? Il presupposto implicito è che questo diventerà superfluo una volta che gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale – che ci conoscono meglio di quanto ci conosciamo noi stessi – raggiungeranno la velocità di fuga. A quel punto, la vita umana non avrebbe più alcun valore intrinseco e i gusci del nostro passato sarebbero occupati dall’esercito demoniaco di cui Steiner ci aveva avvertito, in attesa del momento opportuno.

    Nel sangue
    Alcuni sostengono che Rudolf Steiner avesse predetto la comparsa di un vaccino che sarebbe servito da strumento per la definitiva sconfitta dell’umanità. Alla luce degli sforzi clandestini compiuti negli ultimi due anni per iniettare a quasi tutti gli abitanti del pianeta un trattamento di modifica genetica, la sua preveggenza appare notevole, ma quanto è vera?

    Sorprendentemente, Steiner fu straordinariamente chiaro (per i suoi stessi standard) riguardo al processo fisico attraverso il quale questa presa di potere sarebbe avvenuta. Nella sua ultima lezione in La caduta degli spiriti delle tenebre , afferma che il mondo spirituale in cui dimorano entità come angeli, demoni e arcangeli è all’interno del sangue umano . Intendeva questo in senso letterale, dicendo:


    «Sia gli Arcangeli che gli Angeli avevano la loro dimora nel sangue, per così dire. In verità, il sangue non è qualcosa che i chimici devono analizzare soltanto; è anche la dimora di entità provenienti da mondi superiori.»

    A tal fine, ipotizzò che il meccanismo di somministrazione sarebbe consistito in un vaccino iniettato direttamente nel nostro corpo.

    «Oggi [nel 1917] i corpi vengono vaccinati contro questo e contro quello; in futuro, i bambini saranno vaccinati con una sostanza che sarà certamente possibile produrre, e questo li renderà immuni in modo che non sviluppino inclinazioni insensate legate alla vita spirituale – ‘insensate’ qui, naturalmente, agli occhi dei materialisti.»

    Questo “vaccino”, prosegue, bloccherebbe qualsiasi comunicazione dal mondo spirituale, il che significa che nessun messaggio o impulso potrebbe giungere dagli “spiriti di luce”, il cui scopo è sempre quello di aiutare l’umanità a progredire e a compiere il proprio destino. Il vaccino bloccherebbe permanentemente gli impulsi positivi che un tempo ci venivano trasmessi, e le sfortunate vittime sarebbero in grado di ricevere solo impulsi provenienti da fonti perturbatrici, che oggi possiamo immaginare possano includere i media, il sistema educativo e persino la religione ufficiale. Afferma che ci sarebbe grande confusione e che le forze ahrimaniche capovolgerebbero i pensieri delle persone. Tutto ciò che un tempo era buono e sensato apparirebbe malvagio e folle, mentre tutto ciò che un tempo era considerato folle e malvagio verrebbe presentato come sensato e buono.

    Squid Games: da Wetiko a Matrix
    Sembra inverosimile, il delirio di un mistico morto da tempo? Molti senza dubbio diranno di sì e che esistono spiegazioni più terrene e plausibili per l’epidemia psichica che ha colpito il mondo. Forse Steiner parlava in senso metaforico, dopotutto, potrebbero obiettare alcuni. Tuttavia, il fenomeno a cui alludeva Steiner presenta sorprendenti analogie con il concetto nativo americano di wetiko . L’autore Paul Levy ne ha scritto ampiamente, definendolo come “una malattia psicospirituale contagiosa dell’anima, un parassita della mente che si sta manifestando in massa sulla scena mondiale attraverso una psicosi collettiva di proporzioni titaniche”.

    Ascoltando un recente podcast di Legalise Freedom intitolato “COVID-19: Guerra all’umanità”, Emma Farrell, una guaritrice che utilizza tecniche sciamaniche per accedere ai regni interiori, ha osservato che lei e altri professionisti del settore hanno visto una vera e propria orda di entità spirituali parassitarie attaccarsi alle persone negli ultimi due anni, come se si fosse aperta una diga e queste si fossero riversate all’interno. Queste entità, afferma, si presentano in tutte le forme e dimensioni, ma ce ne sono due molto comuni e riconoscibili, una delle quali simile a un calamaro. Questi esseri simili a calamari, spiega, si attaccano alle persone indifese e ne sfruttano l’energia spirituale seminando divisione e discordia tra di noi.



    Questo mi è sembrato particolarmente interessante, dato che negli ultimi anni abbiamo assistito alla diffusione di questo archetipo del calamaro nella coscienza umana, soprattutto attraverso la cultura popolare. Molte persone hanno riferito di aver sognato polpi o creature simili a calamari, e artisti come Peter Yankowski hanno raffigurato queste visioni nei loro dipinti. In effetti, le macchine malvagie che controllano gli umani e ne sfruttano l’energia nei film di Matrix assomigliano a calamari robotici, mentre una delle serie Netflix di maggior successo del 2021 è stata Squid Game , un thriller di sopravvivenza cupo e violento che postula la natura umana come intrinsecamente barbara. Inoltre, la rinnovata popolarità dei racconti soprannaturali di H.P. Lovecraft sugli orrori degli abissi aggiunge un ulteriore strato tentacolare a questo quadro rugoso.

    E non dimentichiamo quando Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’investimento al mondo, fu descritta in modo memorabile dal giornalista di Rolling Stone Matt Taibbi come “un enorme calamaro vampiro avvolto intorno al volto dell’umanità, che infila incessantemente il suo imbuto succhiasangue in qualsiasi cosa profumi di denaro”. La descrizione è azzeccata; dopotutto, qual è lo scopo di una banca d’investimento se non quello di trasformare ogni aspetto del mondo sacro in un bene monetizzabile che può essere scambiato, sfruttato e utilizzato come leva finanziaria?

    Il percorso per tornare alla sanità mentale
    Potrebbe questa manifestazione di un archetipo calamaro/polpo nella coscienza umana essere ciò di cui Steiner ci aveva messo in guardia? Esistono davvero entità spirituali nel nostro sangue che potrebbero spiegare l’ossessione dei tecnocrati miliardari per l’iniezione di sostanze che si dice contengano nanoparticelle di cui sappiamo ben poco? E come si concilia tutto ciò con la malattia psicospirituale del wetiko descritta da Paul Levy e con il concetto di “psicosi di massa” di cui si discute nei media alternativi?

    Forse la verità risiede nel punto d’incontro di questi concetti, con il suggerimento implicito che non dovremmo fermarci nella nostra profonda indagine sulle cause di questa piaga così diffusa in tutto il mondo. Solo così potremo sperare di trovare gli strumenti e le armi necessarie per combatterla.

    O forse i demoni ahrimanici di cui Steiner ci ha messo in guardia, i parassiti mentali wetiko di cui scrive Paul Levy e le entità tentacolari che si sono insinuate nella nostra coscienza collettiva attraverso la cultura popolare, giocano tutti nella stessa squadra. Se così fosse, che aspetto ha la nostra squadra? E come possiamo vincere questa partita? Forse la lotta è necessaria in questa fase dello sviluppo umano e che sconfiggendo questi “spiriti delle tenebre” possiamo progredire a un livello superiore.

    In ogni caso, rifacendoci al vecchio adagio citato in precedenza... si dice che la gente possa impazzire in mezzo alla folla, ma il ritorno alla sanità mentale avviene una persona alla volta.


    Informazioni sull’autore
    Jason Heppenstall è uno scrittore ed ex direttore di giornale che vive in Cornovaglia, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Dal 2010 Jason scrive di temi legati al declino della società industriale e alle possibili soluzioni per una risposta resiliente a tale declino. Il suo blog è www.beyondthewasteland.co.uk e il suo ultimo libro si intitola The Olive Press – News From the Land of the Misfits.

    Questo articolo è stato pubblicato su New Dawn 191 .

    https://sadefenza.blogspot.com/2026/...angue.html?m=1
    Da riportare.
    Lavoro per psyco.
    Ultima modifica di Eridano; 17-04-26 alle 16:32

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    Predefinito Re: Controllo mentale



    Première trasmessa il giorno 20 apr 2026
    Cathy O’Brien, vittima della programmazione beta, finalizzata a creare "schiave sessuali" nel suo caso per presidenti, politici e militari. Sopravvissuta a un sistema di abuso, manipolazione e controllo mentale che, secondo la sua testimonianza, avrebbe coinvolto apparati di potere statunitensi e programmi occulti di condizionamento. La sua infanzia viene descritta come il punto d’origine di una lunga sequenza di traumi, sfruttamento e dissociazione, all’interno della quale la mente sarebbe stata spezzata e programmata per obbedire, dimenticare e servire.
    La sua esperienza viene narrata come un percorso dentro una realtà clandestina in cui il controllo psicologico, l’abuso sessuale e la frammentazione della coscienza non costituivano episodi isolati, ma strumenti sistematici di dominio. In questa prospettiva, il controllo mentale non appare come una metafora, ma come una tecnologia del potere applicata al corpo, alla memoria e all’identità. O’Brien descrive la propria vita come una prigionia interiore nella quale ricordi, volontà e percezione venivano continuamente manipolati. Una volta liberata e deprogrammata ha iniziato a denunciare l'operato del deep state mentre la propria figlia è stata tenuta ostaggio all'interno di queste operazioni di schiave dalla mente controllata.
    Il centro della sua testimonianza è il tentativo di ricostruire la memoria e di riappropriarsi di sé. Il suo racconto assume così anche il valore di una denuncia: non soltanto di ciò che avrebbe subìto personalmente, ma di un intero sistema fondato sulla segretezza, sulla violenza e sull’uso della mente umana come territorio da colonizzare. In questa chiave, la sua voce si propone come testimonianza di sopravvivenza e come atto di rivelazione pubblica.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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