

Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


chissà perché Grillo gli riesce così male ?


Sulle monete ho riportato un articolo di Natalino Balasso, che avrà pur scritto cose note, ma per me è stato una sorpresa.
Di che sponda è?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


è un veneto bastardo. comunista della prima ora. uno di Rovigo, luogo abitato da genti bruttissime.


Che evidentemente ti sta sulle palle.![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


questo è l'uomo col suo pensiero. un po' come Moni Ovadia. però come attori sono molto bravi e quando ho l'occasione li guardo. ma a me non possono fare del male. agli sprovveduti sì.


Qualche dato riveduto e corretto al di là della faziosità del modo di presentarlo e dei media che lo fanno.
Istat: trippa non ce n?è. Nord più povero - Rischio Calcolato
Ogni volta che l’Istat spara percentuali, l’occhio scorre per vedere noi dove stiamo. Perché di soldi non ne abbiamo più, perché la nostra gente non trova lavoro, perché gli esodati sono soprattutto a casa nostra, dove una volta c’era la produzione, dove una volta esisteva l’industria. La percezione della povertà, del limite di spesa che arriva al 10-15 del mese, non è una persecuzione ideologica, è un dato di fatto. Stiamo diventando poveri, anzi, lo siamo già da un bel pezzo.
L’Istat nel suo rapporto sulla povertà che dice adesso? Che nel 2013 è risultata pari al 21,4% e corrisponde a una spesa media equivalente delle famiglie povere pari a 764 euro mensili; nel 2012 era di 793,32 euro mensili. Inutile ripetere che vince il Mezzogiorno nella media dell’Istat, la povertà cresce del 23,5%, rispetto al 2012 (era il 21,4%). Ma nel Nord e nel Centro, dove la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è più elevata (capirai…. 801,79 e 800,29 euro rispettivamente), l’intensità risulta pressoché stabile intorno al 17,6%. Giusto per non ricordare che il potere reale d’acquisto va calcolato anche sui poveri, non solo su chi ha una busta paga vera. L’ultimo studio è del giugno scorso.
Nel confronto tra Nord e Sud secondo gli economisti Tito Boeri (Bocconi), Andrea Ichino (European University Institute) ed Enrico Moretti (Berkeley), il Sud sta meglio. Nel loro lavoro, “Costo della casa e differenze salariali in Italia”, emerge con gravità la diversa velocità di spesa in particolare per la prima voce nel bilancio delle famiglie, la casa, che influenza e cambia radicalmente il costo della vita in una specifica area geografica, generando un “effetto trascinamento” per tutti gli altri acquisti (sia di beni che di servizi).
Dicono infatti Boeri, Ichino e Moretti, che, a parità di salari, alcune province del Sud hanno più potere d’acquisto.
I salari reali di Ragusa sono più alti di quelli di Milano del 38%, per via del minore costo della vita. Se volessimo metterci al pari, spiegano i professori, per avere lo stesso potere d’acquisto, le retribuzioni a Milano dovrebbero crescere del 37% per un bancario e del 48% per un insegnante.
Fatti due conti, dove si guadagna di più in termini di potere d’acquisto? Dove vivere costa meno. Ovvero Caltanissetta, Crotone, Enna; mentre le ultime si concentrano al Nord: Sassari, Aosta e Milano.
“L’uguaglianza dei salari nominali - ha commentato Andrea Ichino - anche se è preferibile, vista la preferenza collettiva per l’equità, genera di fatto ineguaglianze, rendite, sconfitti e vincitori”.
E allora andiamo avanti a leggere l’Istat: ” L’aumento della povertà relativa tra le famiglie più ampie si osserva sia nel Nord (dove a peggiorare è soprattutto la condizione delle coppie con tre o più figli, per le quali l’incidenza passa dal 13,6% al 21,9%), sia nel Mezzogiorno (l’incidenza tra le coppie con tre o più figli minori passa dal 40,2 al 51,2%), mentre nel Centro ha colpito soprattutto le coppie con due figli (dall’8,8 al 12,7%), e con almeno un figlio minore (dal 10,3 al 13,4%). Nel Nord migliora invece la condizione dei single con meno di 65 anni (dal 2,6 all’1,1%, in particolare se con meno di 35 anni), che si attestano sui livelli osservati nel 2011, a seguito del ritorno nella famiglia di origine o della mancata formazione di una nuova famiglia da parte dei giovani in condizioni economiche meno buone”.
Cioè, se non capiamo male, si torna o si resta in casa con i genitori anziani. Trippa non ce n’è.
Nel Mezzogiorno, invece, migliora la condizione delle coppie con un solo figlio (dal 31,3 al 26,9%), con a capo un dirigente e un impiegato (dal 16,4 al 13,6%).
Scusi, Renzi, ha visto la ripresa?
Si.
Quella per il culo.
Prima il Nord!
Nell'andare a fondo.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Dime ti ha già detto tutto... Personalmente ricordo ancora un suo articolo in cui sosteneva che il veneto non è una lingua (però a differenza di altri sosteneva che il veneziano lo è). A parte questo quando parla di economia dice cose abbastanza sensate, e confermo quanto detto da Dime per quanto riguarda il suo lavoro (l'ho visto dal vivo ed è stato particolarmente divertente).


2015: REFERENDUM PER TRASFORMARE LA LOMBARDIA IN REGIONE A STATUTO SPECIALE
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27 luglio - Il Consiglio regionale della Lombardia discuterà domani e dopodomani l'assestamento al bilancio della Regione. All'interno del documento la giunta regionale ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro - due nel 2014 e ventotto nel 2015 - per il referendum consultivo popolare dei cittadini lombardi per la trasformazione della Lombardia a Regione a Statuto speciale. Il Pd ''è contrario a questo spostamento di risorse da altri capitoli, e su questo baserà in Aula le proprie iniziative contro''
L'ennesimo modo di infinocchiare i Padani, tipico della LN.
Un enorme spreco di risorse buttate inutilmente, a parte la ricerca di voti, in perfetta linea con la politica di Roma.
Il referendum nell'ordine:
- non si farà;
- se si farà non avrà valore, se non come spesa;
- dovesse malauguratamente portare a qualche cosa sarebbe la pietra tombale per l'indipendenza. Esattamente ciò che vuole Roma.
Una sola consolazione: se arrivano a questo significa proprio che i tempi per dare il giro al tavolo sono maturi, e cercano, ovviamente sempre e solo con la LN, di correre ai ripari.
Agnelli a Torino, Maroni a Milano. Sempre ebrei.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Tutta propaganda. Per lo statuto speciale non serve a un tubo far un referendum. È Roma che concede o meno le autonomie*, dunque è Roma che deve decidere (chissà perché non ci hanno pensato quando erano maggioranza parlamentare...).
*Lo statuto speciale è una concessione di sovranità da parte di uno stato ad un'area, mentre l'indipendenza (la vera e propria autodeterminazione) è il popolo che se la piglia, senza chiedere niente al potere centrale. Quindi per quest'ultima serve il referendum, mentre per la prima no.