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Discussione: Prima il Nord!

  1. #681
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    oramai la lega si muove entro un orizzonte politico che è tutto interno alle logiche delle aristocrazie romane e alle loro scaramucce, vere o presunte che siano, nessuno può credere in buona fede che gli freghi qualcosa degli interessi veri e delle questioni importanti anche in ottica di medio lungo periodo per le regioni del nord
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

    “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”

    Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti

  2. #682
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    è un fatto di sopravvivenza, tutto ciò che mette in luce la spaccatura nord-sud è buono e aiuta a contenere la spogliazione e la riduzione in schiavità fiscale(e tra poco non solo fiscale) delle genti del nord, tutto ciò che mira a nasconderla è funzionale agli interessi di altre parti del paese

    tutto il resto sono finte contrapposizioni, tifo da stadio
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  3. #683
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    è un fatto di sopravvivenza, tutto ciò che mette in luce la spaccatura nord-sud è buono e aiuta a contenere la spogliazione e la riduzione in schiavità fiscale(e tra poco non solo fiscale) delle genti del nord, tutto ciò che mira a nasconderla è funzionale agli interessi di altre parti del paese

    tutto il resto sono finte contrapposizioni, tifo da stadio
    Capisco la strategia, ma essendo evidente che una vittoria del Si favorirebbe, facilitandola, la continuazione del processo di schiavitù fiscale... Non è che votiamo no perché lo dice Salvini; votiamo no perché abbiamo letto la riforma ed abbiamo valutato i pochi pro e i molti contro.

    Che poi Salvini sia per il No per ragioni romane è evidentissimo anche dalla sua campagna. Non a caso parla di quella panzana sull'Unione Europea (che era una cosa già presente in costituzione, perché "organismi comunitari" come era scritto dal 2001 e "Unione Europea" com'è da riforma vuol dire sostanzialmente la stessa cosa), più che della controriforma del titolo V che spoglia le regioni virtuose dei poteri che avevano dimostrato di saper gestire (pensiamo ad esempio al turismo, ultimamente si parla tanto del boom di Milano che ha superato certe altre città storicamente più visitate; cosa pensate succederà quando il turismo tornerà ad essere gestito in modo centralizzato?) o della clausola di supremazia...

  4. #684
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Indipendentisti, unire gli sforzi in Europa o non si va da nessuna parte

    23 Nov 2016 · 1 Commento
    di ROMANO BRACALINI



    Vedo nel marasma politico italiano un proliferare di movimenti di liberazione
    , però divisi e deboli perché privi di un programma comune. Anzi vedo in ciascun movimento una idea di primogenitura orgogliosa e quasi ostile, un impedimento a confidarsi e a unire gli sforzi. Il Veneto aspira da sempre all’indipendenza perduta. La Lombardia mette in campo un lombardismo orgoglioso che a fine Ottocento Filippo Turati tentò di tradurre nella formula avvicente dello “Stato di Milano”. Il Piemonte neghittoso e assorto, quasi geloso del suo passato regale di Stato guida, è incerto tra antico leghismo, aspirazioni autonomiste e vecchio ordine partitocratico. Torino, dopo i Savoia, è stata la culla del comunismo gramsciano; Togliatti ne ereditò i connotati rigidi che impresse al suo partito. Torino da sempre è amministrata da sindaci della sinistra statalista. Sulla testa del presidente Cota pende un fatale destino di rimborsi truffa che favoriscono la rimonta del Pd, e così il Piemonte tornerebbe nell’orbita italiana.

    La mutazione nazionale della Lega non ha significato la fine delle antiche aspirazioni di libertà. Anzi le ha accentuate nei diversi sbocchi e varietà che attendono di essere ordinati e riuniti nella lotta comune. Il nemico è lo stato italiano che, privo ormai di bussola, vivacchia secondo l’antica regola coloniale del “dividi et impera”. Ma la cornice più vasta del nuovo ordine finanziario, che prevede un ulteriore restringimento delle libertà e delle sovranità popolari, è questa Europa che comincia ad accusare i colpi che le vengono inferti ogni parte dell’impero. Perfino Letta, democristiano imbelle, cattolico cinico e indifferente ai moti di novità e di protesta, s’è accorto del pericolo che corre questa Unione sempre più assediata dai movimenti che la contestano e la considerano un potere autoritario, freddo e illegale. Sembrerebbe il momento di confrontare i programmi, darsi una strategia comune, invece vedo solo enunciazioni di retorica in un panorama affollato di buone intenzioni che restano deboli e divise sul piano dell’azione; è dal confronto anche conflittuale che nascono le idee; se ciascuno resta nel proprio guscio si perderà solo del tempo prezioso.
    Vedo che l’antico spirito di divisione italiano ha contagiato anche i movimenti indipendentisti. Eppure qualcosa si muove. L’Europa per cinque secoli è stata dominata dalle Città-stato e solo da un secolo e mezzo dalle Nazioni-stato. Oggi in Europa c’è la medesima visione che postula una Europa dei popoli come nel Rinascimento con la nascita delle nuove potenze commerciali da Firenze, a Venezia, a Amsterdam, alle città Anseatiche, Amburgo, Brema e Lubecca. Dopo l’Europa dei banchieri, che hanno annullato la volontà popolare, risorgerà la nuova Europa regionale con i poli di sviluppo nelle medesime grandi Città-stato dei secoli passati. Non ci saranno più i tradizionali confini tra le nazioni, spariranno le stesse denominazioni storiche di Germania, Francia, Italia, Inghilterra e su di esse si affermeranno le antiche denominazioni dei popoli: Lombardi, Veneti, Tirolesi, Sloveni, Bavaresi, Catalani, Bretoni,N ormanni, Savoiardi, Fiamminghi, popoli di nuovo liberi e sovrani ma strettamente legati tra loro da un patto spontaneo di amicizia e comunanza di interessi e di ideali. L’Italia tornerà ad essere quella di prima il 1860. Tornerà il Lombardo-Veneto, gli antichi ducati, il Sud continentale e insulare sarà riunito sotto il dominio di un redivivo “regno delle Due Sicilie”. La logica e il buon senso correggeranno le asperità e le ingiustizie storia. I grandi imperi, che erano causa di contrasti e di guerre, cadranno e frantumandosi daranno vita agli innumerevoli popoli che all’interno erano stati immiseriti e ridotti schiavi. L’Unione Sovietica, caduta senza scosse esterne e interne, è l’esempio che le rivoluzioni non si fanno,avvengono,come diceva Carlo Cattaneo.
    In questa visione i movimenti indipendentisti non devono farsi trovare impreparati e divisi. Bando agli egoismi regionali e locali, occorre che ciascuno metta a confronto programmi e obiettivi, metta a frutto ciò che unisce e scarti ciò che divide. Occorre una operazione di umiltà e di saggezza. Occorre preparare una grande “Convention” europea di tutti i movimenti indipendentisti e antieuropeisti per dar vita a un grande movimento regionale unitario che presupponga la rinascita civica dell’Europa dei popoli liberi. I richiami alla realtà e alla responsabilità di questa Europa,nascondono la debolezza del sistema. Non perdiamo una occasione storica.



    Indipendentisti, unire gli sforzi in Europa o non si va da nessuna parte | L'Indipendenza Nuova
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #685
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Purchè non ci si faccia copricimare, come sempre accade.
    E se i pochi buoni dormono, pensando di essere dei nessuno...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #686
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Citazione Originariamente Scritto da pomo-pèro Visualizza Messaggio
    Capisco la strategia, ma essendo evidente che una vittoria del Si favorirebbe, facilitandola, la continuazione del processo di schiavitù fiscale... Non è che votiamo no perché lo dice Salvini; votiamo no perché abbiamo letto la riforma ed abbiamo valutato i pochi pro e i molti contro.

    Che poi Salvini sia per il No per ragioni romane è evidentissimo anche dalla sua campagna. Non a caso parla di quella panzana sull'Unione Europea (che era una cosa già presente in costituzione, perché "organismi comunitari" come era scritto dal 2001 e "Unione Europea" com'è da riforma vuol dire sostanzialmente la stessa cosa), più che della controriforma del titolo V che spoglia le regioni virtuose dei poteri che avevano dimostrato di saper gestire (pensiamo ad esempio al turismo, ultimamente si parla tanto del boom di Milano che ha superato certe altre città storicamente più visitate; cosa pensate succederà quando il turismo tornerà ad essere gestito in modo centralizzato?) o della clausola di supremazia...
    concordo nella sostanza

    evidentemente la direzione in cui mi sarebbe piaciuto fosse modificata la cosituzione è esattamente contraria a quella del neocentralismo romano, però è anche vero che la revisione dell' articolo quinto del 2001 attuato in modo indiscrminato senza legare le cessioni di competenze ai risultati prodotti e agli obblighi di bilancio ha prodotto un completo disastro che dissangua le regioni virtuose a beneficio di chi fa il furbo

    con il no si puntella lo status quo

    con il si rimane sempre lart 116 della costituzione, secndo cui le regioni, a condiizione che abbiano il bilancio in pareggio, potranno richiedere di continuare a gestire alcune competenze(giustizia, istruzione, ambiente, turismo)

    io non mi aspetto miracoli dal si, anzi, ma tutto ciò che contribuisce a contenere anche di poco la sperequazione territoriale per quel che mi riguarda va accolto..
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

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  7. #687
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Ti ringraziamo per la tua campagna pro poteri.
    Qui si vota NO nelle speranza che le cose peggiorino.
    Molto semplice.
    E indiscutibile.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #688
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    concordo nella sostanza

    evidentemente la direzione in cui mi sarebbe piaciuto fosse modificata la cosituzione è esattamente contraria a quella del neocentralismo romano, però è anche vero che la revisione dell' articolo quinto del 2001 attuato in modo indiscrminato senza legare le cessioni di competenze ai risultati prodotti e agli obblighi di bilancio ha prodotto un completo disastro che dissangua le regioni virtuose a beneficio di chi fa il furbo
    La riforma del 2001 è stata fatta male, non v'è dubbio. Ma è anche indubbio che pure prima ci dissanguavano (forse anche di più, del resto l'esplosione del malcontento del nord è verso la fine degli anni '80 inizio '90). Almeno da quel momento in poi, cioè dalla riforma del 2001, abbiamo avuto la possibilità di agire con maggiore autonomia su alcuni campi (che poi lo si sia fatto o no è un altro paio di maniche).

    con il no si puntella lo status quo

    con il si rimane sempre lart 116 della costituzione, secndo cui le regioni, a condiizione che abbiano il bilancio in pareggio, potranno richiedere di continuare a gestire alcune competenze(giustizia, istruzione, ambiente, turismo)
    Certo potranno richiederlo ma, siamo seri, secondo te gliele daranno? E poi nella remota ipotesi che facciano delle concessioni c'è sempre il pericolo di un intervento per la salvaguardia dell'interesse nazionale. Metti che una regione decida che nelle scuole si insegni anche la lingua locale, lo stato centrale farebbe subito ricorso (basti vedere la legge sulla tutela del piemontese, che la cassazione ha fatto togliere il termine lingua. Se già lo fanno oggi figuriamoci quando avranno ancora più potere).

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Ti ringraziamo per la tua campagna pro poteri.
    Qui si vota NO nelle speranza che le cose peggiorino.
    Molto semplice.
    E indiscutibile.

    Personalmente auspico un risultato che spacchi il "paese", così che chiunque perda non accetti il risultato...

  9. #689
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    C'è da sempre chi interviene furbescamente per intavolare discussioni, che sarebbero utili e giuste, se non fossero tendenziose e con uno scopo preciso, che è persin banale.
    Il dare seguito fa il loro gioco.
    Il Paese, come tu dici, si può eventualmente, ma solo MOOOOOOOOOOOLTO eventualmente, spaccare in minima parte solo con il NO.
    Perchè i fautori del SI non lo potrebbe accettare.
    Quelli del NO, che fanno tante chiacchere, in realtà sono solo dei reggi-moccolo.
    Che sarebbero ben felici, nei fatti, se vincesse il SI, tanto voluto da tutti i poteri, in primis dalla massoneria, tanto cara a molti.
    Gli stessi che li hanno fatti nascere, crescere e prosperare.
    Solo il popolo potrebbe sovvertire il risultato, se veramente ne ha i coglioni pieni.
    Ma siamo in itaglia, quindi temo molto.
    Ma che qui si debba ancora discutere sul NO, per noi che VERAMENTE auspichiamo, senza tante balle nè sofismi massonici, che tutto crolli, è veramente troppo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #690
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    C'è da sempre chi interviene furbescamente per intavolare discussioni, che sarebbero utili e giuste, se non fossero tendenziose e con uno scopo preciso, che è persin banale.
    Il dare seguito fa il loro gioco.
    Il Paese, come tu dici, si può eventualmente, ma solo MOOOOOOOOOOOLTO eventualmente, spaccare in minima parte solo con il NO.
    Perchè i fautori del SI non lo potrebbe accettare.
    Quelli del NO, che fanno tante chiacchere, in realtà sono solo dei reggi-moccolo.
    Che sarebbero ben felici, nei fatti, se vincesse il SI, tanto voluto da tutti i poteri, in primis dalla massoneria, tanto cara a molti.
    Gli stessi che li hanno fatti nascere, crescere e prosperare.
    Solo il popolo potrebbe sovvertire il risultato, se veramente ne ha i coglioni pieni.
    Ma siamo in itaglia, quindi temo molto.
    Ma che qui si debba ancora discutere sul NO, per noi che VERAMENTE auspichiamo, senza tante balle nè sofismi massonici, che tutto crolli, è veramente troppo.
    Con tutti questi africani che stanno arrivando sarà una transizione come in Sudafrica . Prega che arrivi un signore della guerra da ovunque ,sarebbe sempre meglio .

 

 
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