Buongiorno a tutti,
già da qualche tempo per impegni personali fatico a tenere il ritmo di Transatlantico...pensavo di riuscire a metterci una pezza, ma un'attività a metà non onorerebbe il ruolo di Capogruppo, per giunta di Capogruppo di una formazione importante come SP in un momento molto delicato per Transatlantico. A questo problema di presenza, che già di per sè è un grosso scoglio da superare, si aggiungono alcune perplessità personali sul progetto stesso di SP, maturate di recente e destinate ad acuirsi nel caso in cui si vada, come da me auspicato, verso una maggiore rassomiglianza tra lo scenario di Transatlantico e la realtà italiana. Ero, sono e rimango orgogliosamente un progressista che si riconosce politicamente in quel crogiolo di culture politiche ( socialdemocratica, ambientalista,liberaldemocratica e non da ultimo cattolico-democratica) che è il centrosinistra erede dell'Ulivo di Romano Prodi. Da qui non mi sposto, e non è detto che le divaricazioni della politica italiana non possano a breve portare ad una nuova stagione di conflittualità nel centrosinistra che in un progetto come quello di SP si farebbero sicuramente sentire.
Aggiungendosi dunque questo fattore politico alla mia declinante disponibilità di tempo, penso sia giusto lasciare spazio ad altri,riservandomi di riflettere sulle future evoluzioni della situazione politica dando il mio contributo come semplice senatore di SP. Non è mia intenzione danneggiare una lotta sacrosanta come quella contro il Referendum abrogativo del PCF dividendo le forze del centrosinistra, quindi la priorità va assolutamente alla vittoria contro i sostenitori dell'abrogazione; mi sembrava però giusto fare un gesto di chiarezzasenza occupare incarichi che per vari motivi non ritengo di poter onorare appieno, in modo da non tradire la fiducia di quei compagni di strada che in precedenza mi hanno scelto per tale incarico.
Gdem88





