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Discussione: I Rosacroce

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    Predefinito I Rosacroce

    I ROSACROCE TRA LEGGENDA E REALTA'
    di Devon Scott

    Prima di morire Paracelso aveva profetizzato che nel 1572 sarebbe passata sopra la terra una cometa, annunciatrice di profondi cambiamenti nel mondo. La nuova "riforma magica" sarebbe stata apportatrice di pace e tutti gli uomini saggi avrebbero lavorato insieme per il bene dell'umanità. Sull'onda di questa idea nacquero alcune società iniziatiche, come i "Fratelli della Croce d'Oro", fondata da Agrippa, e la "Milizia evangelica" di Luneburg. Ma fu solo nel 1614 che apparve un libretto, la Fama fraternitatis, cui seguì la Confessio fraternitatis, che erano il manifesto, comprendente tutti i principi dell'Ordine, della società iniziatica dei Rosacroce.


    Paracelso

    I Rosacroce sono la setta segreta che ha destato il più grande interesse popolare, perché la più misteriosa; il nome deriverebbe dal fondatore dell'ordine, Christian Rosenkreuze, figura mitica che ha fatto discutere a lungo gli storici sulla realtà della sua esistenza.
    I Rosacroce si manifestarono al mondo nel 1614, quando nelle città di Kassel e di Strasburgo fu pubblicata la Fama fraternitatis, che riportava il messaggio di un anonimo adepto di questa fratellanza iniziatica, che cercava il rinnovamento morale per arrivare alla perfezione, ottenibile in concomitanza con una serie di riforme. Vi si narrava la storia di Chistian Rosenkreutze, nato nel 1378 da una povera famiglia tedesca ed educato in un convento, che aveva lasciato per viaggiare per il mondo ed in particolare in Oriente; a Damasco aveva ricevuto conoscenze segrete da un gruppo iniziatico che aveva la sede principale nella inaccessibile città di Damcar, in Arabia.

    Tornato in Germania, Christian aveva fondato un'associazione con quattro amici, legati da un giuramento di fedeltà e di silenzio, allo scopo di dedicarsi alla cura dei malati. Col tempo i membri erano diventati otto; abitavano in varie parti del mondo e si riunivano una volta l'anno in una casa chiamata "Dimora dello Spirito Santo", per parlare delle proprie esperienze e fare insieme progetti per il futuro. Christian era morto nel 1484, alla bella età di centosei anni, ma la sua tomba era stata scoperta solo nel 1604: coloro che vi erano entrati l'avevano vista illuminata di una luce sovrannaturale e piena di libri di magia, alcuni di autori che non erano ancora nati ai tempi della morte di Christian.

    Nel frattempo i Rosacroce si erano moltiplicati, costituendo una vera e propria confraternita; essi non vestivano in modo particolare, adattandosi agli usi del paese che li ospitava; avevano in odio la lussuria, erano buoni cittadini, riconoscevano la supremazia dell'Impero Germanico e facevano voto di aiutare tutti coloro che erano degni, servendo Dio e sostenendo il progresso della conoscenza; per loro religione e scienza non erano agli antipodi, ma si completavano a vicenda.
    Nel 1615 uscì la Confessio fraternitatis rosae crucis, indirizzata ai sapienti europei, che spiegava i gradi iniziatici e scopriva i suoi netti caratteri protestanti; l'anno seguente uscì l'ultima parte del libello, Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutze, forse il più interessante dei tre, un romanzo iniziatico che descriveva l'illuminazione di Christian Rosenkreutze ed illustrava le basi della spiritualità rosacrociana.

    Un così straordinario programma di vita creò un incredibile fermento fra gli intellettuali europei, che si divisero in due gruppi, uno di critica ed uno a sostegno delle teorie enunciate. L'ideale dei Rosacroce incarnava benissimo l'inquietudine, le speranze di miglioramento, la voglia di cambiamento e di riforme che agitavano non solo la Germania, ma tutta l'Europa. Affascinò talmente gli ingegni dell'epoca che Cartesio cercò invano degli adepti per farsi iniziare alla setta. Le polemiche sulla confraternita si sprecarono; alcuni affermavano che i Rosacroce non esistevano, altri che esistevano ed erano seguaci di Paracelso; per alcuni era tutta un'invenzione del pastore luterano Giovanni Valentino Andrea; per altri erano falsi Rosacroce, perché quelli veri erano nati a Lunenburg nel 1598, sotto il nome di "Milizia Crucifera Evangelica". Il massimo della fantasia fu la versione che i Rosacroce, stanchi della incredulità degli Europei, erano emigrati in India ed erano divenuti fondatori di una setta di buddhismo esoterico. Da allora molti affermarono di essere iniziati Rosacroce.


    Sigillo dell'Ordine Templare

    Nel 1629 il curato di Gisors, in Normandia, Robert Deyau, scrisse una storia della cittadina e della famiglia de Gisors, affermando categoricamente che la società dei Rosacroce era apparsa al mondo profano da pochi anni, ma in realtà era stata fondata nel 1188 da Jean de Gisors e che era collegata col Priorato di Sion, un misterioso ordine segreto che avrebbe dato vita anche ai Templari, e che sembrerebbe collegato con la notissima vicenda di Rennes-le-Chateau. Il Priorato sarebbe stato fondato attorno al 1090 da Goffredo di Buglione, il conquistatore della Terrasanta. Gli adepti avrebbero poi preso il nome dall'abbazia di Nostra Signora di Sion, costruita dopo la conquista di Gerusalemme sul monte Sion, a sud della città, sulle rovine di una chiesa bizantina precedente del IV secolo, chiamata "Madre di tutte le chiese". Un cronista la descrisse nel 1172 come un luogo molto ben fortificato, organizzato ed autosufficiente.

    A Goffredo fu offerto il titolo di re di Gerusalemme, ma egli lo rifiutò umilmente, preferendo accettare quello di "Difensore del Santo Sepolcro"; quando morì, nel 1100, lo stesso titolo fu offerto a Baldovino, suo fratello minore, che divenne re col nome di Baldovino I. Due dei membri dell'Ordine di Sion, de Payen e de Montbard, fondarono l'Ordine dei Templari, che lavorò in parallelo con l'altro ordine fino al 1187, quando Gerusalemme cadde ed i due ordini si divisero.
    L'Ordine di Sion lasciò la Terrasanta e si trasferì in Francia; prese allora il nome definitivo di Priorato di Sion, assumendo come sottotitolo "Ormus-Ordre de la Rose-Croix"; da qui la teoria che essi fossero i precursori dei Rosacroce. Per quel che riguarda invece l'altro nome, un’antica tradizione parla di un saggio di fede gnostica, Ormus, nato ad Alessandria d'Egitto, che nel 46 d. C. aveva fondato, con altri sei seguaci, una piccola confraternita di iniziati, che aveva come simbolo una croce rossa ed una rosa. Convertitisi al Cristianesimo ad opera di san Marco, questi iniziati avevano poi diffuso idee che erano una mescolanza di gnosticismo e Cristianesimo, oltre che di dottrine iniziatiche ermetiche e pitagoriche, che in quel periodo erano diffusissime ad Alessandria. Il nome Ormus figura anche nella religione di Zoroastro, dove indica il principio della luce e del bene, quindi non era strano che qualcuno lo prendesse come pseudonimo. Al momento della divisione dai Templari, il Gran Maestro del Priorato era Jean de Gisors, pronipote di Hugues de Payen.

    Rosacroce
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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Confraternita Rosa Croce (rosacrocianesimo o società dei rosacrociani) (XVII secolo)

    La Rosa Croce

    Premessa e paternità dei manifesti rosacrociani

    Nel 1614 comparve a Cassel, in Germania, il manifesto base, dal titolo Allgemeine und General Reformation der ganzen weiten Welt (Riforma generale ed universale di tutto il mondo) di un misterioso movimento mistico occultistico, denominato Confraternita Rosa Croce. Il documento fu seguito l'anno successivo da un ulteriore manifesto dal titolo Fama Fraternitas R. C. Ambedue gli scritti lanciavano un appello a tutti gli studiosi di cabala e occultismo di concorrere a formare una società segreta, che potesse aiutare la rinascita dell'umanità e all'epoca apparvero come anonimi, ma la loro paternità come quella (certa) del successivo libro alchemico, Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, pubblicato nel 1616, fu attribuita al pastore luterano Johann Valentin Andreae, che, secondo lo storico Paul Arnold, smentì di averli scritti ed anzi dichiarò, in seguito, di aver concepito Le nozze chimiche per ridicolizzare un diffuso interesse dell'epoca verso l'occultismo.

    Tuttavia altre interpretazioni moderne propendono proprio per un diretto coinvolgimento di Andreae, sebbene mediato da una stesura, a più mani, dei sopraccitati testi concepita all'interno del cosiddetto Cerchio di Tubinga, un circolo mistico-occultista di circa trenta aderenti, comprendenti, fra gli altri, lo stesso Andreae, Tobias Hess (1558-1614), Johann Arndt, Wilhelm von Wense (m. 1641), Tobias Adami (m. 1643) e Christophe Besold (1577-1638), amico fraterno di Andreae.
    Definizione di rosacrociano

    Secondo Franz Hartmann, il rosacrociano è "una persona che mediante il processo di risveglio spirituale, ha ottenuto una conoscenza pratica del significato segreto della Rosa e della Croce (..) Chiamare una persona rosacrociana non significa fare di lui un rosacrociano. Il vero rosacrociano non può essere creato; egli deve crescere per diventarlo mediante l'espansione del potere divino nel suo cuore".

    Le idee dei rosacrociani nacquero da un immenso crogiolo nel quale erano confluiti: il pensiero di Traiano Boccalini (1556-1613), autore di un testo satirico chiamato Ragguagli di Parnasso, tradotto da Besold; le visioni utopiche del filosofo domenicano Tommaso Campanella, i cui scritti furono portati in Germania da Tobias Adami nel 1613; le profezie di Gioacchino da Fiore; i mistici tedeschi del XIV secolo come Johannes Tauler e Johannes Eckhart e scienze occulte come la cabala, l'alchimia e l'ermetismo.
    La leggenda di Christian Rosenkreuz (1378-1484)

    I manifesti facevano quindi riferimento a questa misteriosa fratellanza, di tipo occultistico, cabalistico, e teosofico, fondata da un nobile tedesco, filosofo ed ex monaco, Christian Rosenkreuz, che sarebbe vissuto ben 106 anni tra il 1378 ed il 1484. Egli, viaggiando tra Damasco, Cairo, Gerusalemme e Fez, sarebbe stato iniziato da alcuni sapienti arabi, che erano stati in grado di rivelargli tutti i segreti della sua vita, passata, presente e futura, e di guarirlo da una grave malattia con l'aiuto della Pietra Filosofale.

    Al ritorno in Germania, egli avrebbe fondato, nel 1407, un ordine rosacrociano con tre, in seguito otto, confratelli e sarebbe vissuto ancora 77 anni. La sua tomba sarebbe rimasta celata fino alla riscoperta nel 1604, da cui l'aumentato interesse nei confronti del suo ordine all'inizio del XVII secolo.

    Oggigiorno la tesi che Rosenkreuz sia un personaggio storicamente esistito è la meno accreditata, perfino tra i moderni rosacrociani. Altri autori propendono per l'ipotesi che il nome copra, attraverso uno pseudonimo, un personaggio storico in vista, secondo alcuni Francesco Bacone (1561-1626), secondo altri Cornelius Agrippa di Nettesheim, oppure, più probabilmente, che tutta la vicenda vada letta in senso strettamente allegorico.
    Primi passi del rosacrocianesimo

    Comunque il riferimento nei manifesti ad una supposta società segreta provocò una grande eccitazione in tutta l'Europa (soprattutto in Francia, Inghilterra, Austria e Paesi Bassi): famosi occultisti, come l'inglese Robert Fludd (1574-1637) o il tedesco Michael Maier (1568-1622), o perfino il grande filosofo francese René Descartes (Cartesio)(1586-1654), chiesero pubblicamente di essere contattati dai misteriosi rosacrociani o, meglio, affermarono addirittura di essere già entrati nella società. Un po' ovunque sorsero gruppi auto-nominatisi rosacrociani, anche se poi nessuno riuscì a trovare fisicamente i rosacrociani, per il semplice motivo che essi, come società segreta strutturata, non esistevano proprio.

    Nel frattempo, nel 1616, gli stessi autori (il precedentemente citato circolo di Tubinga), spaventati dall'incredibile impatto dei loro manifesti e dalle reazioni negative delle chiese ufficiali, decisero di non uscire allo scoperto e di osservare il più rigoroso anonimato, abbandonando quindi alla riprovazione pubblica Andreae, l'unico tra loro che aveva avuto il coraggio di firmare un testo.

    E rapido arrivò il declino: già dal 1619 i principali occultisti, interessati al movimento, iniziarono a dissociarsi e lo stesso Andreae, indispettito per il voltafaccia dei suoi ex amici, pubblicò, tra il 1617 ed il 1618, l'Invitatio ad Fraternitatem Christi (Invito alla Confraternita di Cristo), dove egli cercò di lanciare, in contrapposizione al rosacrocianesimo, un movimento innovatore, una specie di "Città Cristiana" (Christianopolis), una Nuova Gerusalemme posta direttamente sotto la protezione di Dio.

    Nel 1628, dopo una pausa forzata a causa di un periodo della Guerra dei Trent'anni (1618-1648), scrisse un nuovo manifesto Verae unionis in Christo specimen, nel quale, attaccando Calvinisti, Anabattisti, Schwenckfeldiani, e i suoi ex-amici rosacrociani, egli esortava alla formazione di una Società Cristiana.

    L'ultimo episodio avvenne in Olanda, quando il pittore e alchimista Johannes Symonsz van der Beeck (o Beke) (nome umanistico: Torrentius) (1589-1644), venne imprigionato il 30 agosto 1627 e processato: lo sfortunato pittore era probabilmente solo un libertino e gaudente, ma venne considerato il leader della Rosa Croce olandese. Fu torturato e condannato come bestemmiatore e per aver praticato l'alchimia, con un suo amico, tale Christiaen Coppens, addirittura al rogo, pena poi trasformata in carcere per vent'anni. Per fortuna, grazie al re d'Inghilterra Carlo I (1625-1649), suo ammiratore, Torrentius fu rilasciato dalla prigione nel 1630 ed emigrò in Inghilterra, ritornando dopo qualche anno in patria, dove morì ad Amsterdam nel 1644.
    Rosa croce e massoneria

    Proprio in Inghilterra la Rosa Croce non tramontò mai definitivamente, ma i suoi ideali furono inglobati nella nascente massoneria speculativa. Tradizionalmente si considera l'elemento di passaggio tra queste due scuole di pensiero il grande alchimista, antiquario e astrologo Elias Ashmole (1617-1692), pubblico difensore della Rosa Croce nel 1650 e massone dal 1646, sebbene in generale, intorno alla metà del XVII secolo, ci fu un rifiorire di pubblicazioni rosacrociane, come la traduzione in inglese, a cura di John Heydon (n. 1629), della Fama Fraternitatis nel 1652 o i testi alchemici, di ispirazione rosacrociana, di Thomas Vaughan (1622-1665), che scriveva sotto lo pseudonimo di Eugenius Philalethes.

    In seguito l'influenza dei Rosa Croce fu rilevante sulla massoneria degli anni 1720-1730 e divenne parte degli alti gradi massonici: il 18° grado del rito scozzese si denomina, per l'appunto, Principe di Rosa Croce. Verso il 1757, il tedesco Hermann Fictuld (m. 1777) fondò la Confraternita della Rosa Croce d'Oro, ma nei metodi e nei rituali, oramai questa era più un ordine massonico, che un diretto discendente degli anni della Fama Fraternitatis.

    Nel 1866 il funzionario della Grande Loggia d'Inghilterra, Robert Wentworth Little (1840-1878) fondò la Societas Rosicruciana in Anglia, aperta ai soli massoni cristiani trinitari (un sito non ufficiale è http://www.drakesvision.com/sria/intro.htm), ma anche in Francia ci fu nel XIX secolo un rinnovato interesse per il rosacrocianesimo, alimentato dai lavori dell'occultista Eliphas Levi (1810-1875), che ispirarono la fondazione dell'Ordine Cabalistico della Rosa-Croce nel 1887, voluta dagli occultisti Stanislas de Guaita (1861-1897), Gérard Encausse, detto Papus (1865-1916) e Joséphin Péladan (1858-1918). È tuttora esistente con il sito http://www.ordrekrc.org/. Péladan fondò poi, nel 1890, l'Ordine della Rosa-Croce Cattolica del Tempio e del Graal.
    I rosacrociani oggigiorno

    Oggi i principali gruppi rosacrociani sono otto, derivati spesso da ambienti massonici o teosofici americani e quasi tutti caratterizzati dall'offerta di corsi (spesso per corrispondenza) di astrologia, occultismo ed esoterismo e dalla stampa di un proprio periodico:

    1. Fraternitas Rosae Crucis, la più antica confraternita, fondata da Pascal Beverly Randolph (1825-1875) nel 1858, è associata con la Church of Illumination (Chiesa dell'Illuminazione), che si occupa dell'insegnamento esoterico del gruppo. La sede centrale è a Quakertown, nella Pennsylvania. La denominazione legale riporta anche la dicitura Beverly Hall Corporation e il sito ufficiale è Original 1614 Rosicrucian Fraternity of Germany

    2. Societas Rosicruciana in Civitatibus Foederatis (S.R.I.C.F.), fondata nel 1880 da un gruppo di massoni americani, che nel 1878 si erano fatti iniziare dalla Societas Rosicruciana in Anglia in Inghilterra. Condizione necessaria per l'adesione è, come per il gruppo inglese, essere massone cristiano trinitaro. Sito web: Societas Rosicruciana in Civitatibus Foederatis

    3. Societas Rosicruciana in America (S.R.I.A.), nata nel 1907 da una scissione della precedente, quando alcuni membri espressero il desiderio di aprire l'insegnamento rosacrociano ai profani (cioè ai non massoni). Collegato alla società esiste anche il Seminario di Studi Biblici: infatti il forte connotato cristiano mistico della società fu dato dal principale divulgatore, George Winslow Plummer (1877-1944), che divenne vescovo della Chiesa Ortodossa Americana nel 1934. Sito web: S.R.I.A. Home

    4. The Ancient and Mystical Order Rosae Crucis (A.M.O.R.C.), il più diffuso e noto gruppo rosacrociano fu fondato dall'occultista Harvey Spencer Lewis (1883-1939) nel 1915, dopo essere stato iniziato nel 1909 in Francia. Nonostante abbia incorporato una chiesa rosacrociana (Pristine Church of the Rose Cross) negli anni '20, la confraternita insiste sul suo aspetto laico con gradi e ritualistica di forte sapore massonico. Negli anni '30 Lewis ha dotato la sede centrale di San Jose (California) di una propria università, planetario, biblioteca e museo egizio (Lewis era infatti convinto che l'ordine fosse stato fondato dal faraone Tutmosis III nel 1450 a.C.). L'AMORC è presente in diversi paesi e, nonostante diverse defezioni a favore di nuove e nascenti organizzazioni rosacrociane, esso rimane il gruppo più numeroso (gli organizzatori citano un numero di aderenti di 6 milioni, ma pare più realistica la cifra di qualche centinaia di migliaia di adepti). In Italia esso è presente con due logge (a Milano, sede centrale, e a Verona), ma anche diversi altri punti organizzati, denominati capitoli e pronai. L'afflusso agli incontri è rinforzato dalla presenza di emigrati di colore, originari dell'Africa, dove l'AMORC è particolarmente diffuso. Sito web: AMORC - International Website for the Ancient and Mystical Order Rosae Crucis

    5. The Rosicrucian Fellowship, fondato nel 1907 da Max Heindel, pseudonimo dell'aristocratico e ingegnere tedesco-danese Carl Louis von Grasshoff (1865-1919), emigrato in America nel 1903 e con la passione per l'occultismo. Heindel fu anche iscritto alla Società Teosofica e allievo di Rudolf Steiner. La forte impronta teosofica, religiosa e rituale venne da Heindel trasferita nel suo gruppo rosacrociano, che è caratterizzata da un vivo interesse anche per l'astrologia: la Fellowship, con sede a Oceanside (California), pubblica tutti gli anni le effemeridi, indispensabili per i calcoli astrologici. E' presente anche in Italia come Associazione Rosicruciana Oceanside (A.R.C.O.), con sede a Vaprio d'Agogna (Novara). Sito web: The Rosicrucian Fellowship - An International Association of Christian Mystics

    6. Rosicrucian Anthroposophic League, una scissione della precedente fatta da S.R. Parchement con particolare rilievo alle tematiche antroposofiche di Steiner. La sua sede a San Francisco. Non ha un sito web ufficiale.

    7. Lectorium Rosicrucianum, uno dei più popolari gruppi, fu fondato nel 1924 da alcuni membri olandesi del Rosicrucian Fellowship, guidati da Jan van Rijckenborgh, pseudonimo di Jan Leene (1896-1968), ma solo nel 1935 essi si staccarono dall'obbedienza madre, formando un ordine, detto dei Manichei. Dopo la seconda guerra mondiale, il gruppo assunse nel 1945 il nome attuale di Lectorium Rosacrucianum. Il Lectorium, con sede americana a Bakersfield (California), fa riferimento a correnti e tradizioni esoteriche, mistiche cristiane (con particolare interesse per il pensiero di Jakob Böhme), gnostiche dualistiche e catare, teosofiche, antroposofiche, massoniche. Gli adepti praticano la dottrina della trasfigurazione (il rinunciare a vivere secondo l'ordine stabilito dagli uomini per vivere, attraverso un processo iniziatico, secondo quello divino) per evitare il tormento delle continue reincarnazioni. Il gruppo è presente in Italia dal 1980 in 11 città e ha la sede principale a Dovadola, in provincia di Forlì. Web site: http://www.lectoriumrosicrucianum.org

    8. Ausar Auset Society, fondata nel 1975 a New York da R.A.Straughn, noto anche con il nome religioso di Ra Un Nefer Amen, un ex membro del Rosicrucian Anthroposophic League, che ha particolarmente diffuso le sue idee occultiste alla comunità nera americana, alla quale ha anche dedicato testi di approfondimento sulla condizione sociale degli afro-americani. Sito web: ausarausetpa.org


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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Introduzione ai Rosacroce

    Fra il 1614 e il 1616 tre “manifesti” – la Fama Fraternitatis, la Confessio e le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz – sono messi in circolazione in Europa, e acquistano in breve tempo enorme risonanza. Parlano di un misterioso adepto, Christian Rosenkreutz, che avrebbe conseguito le più alte iniziazioni e avrebbe lasciato nel suo sepolcro – nascosto nella Foresta Nera – tutto quanto i saggi antichi avevano saputo in tema di alchimia, sapienza esoterica e occultismo. Personaggi tutt’altro che secondari si mettono alla ricerca della misteriosa Fraternità nella speranza di esservi ammessi, fra cui René Descartes (1596-1650), che sarà sospettato perfino (forse a torto) di avere latinizzato il suo nome in Renatus Cartesius per dare un segnale esoterico con le sue nuove iniziali, R e C come Rosa-Croce, agli elusivi fratelli.

    Nessuno trova i Rosacroce, per la buona ragione che non esistono. I manifesti sono un’opera letteraria, creata – con altri – da un pastore luterano del Württemberg, Johann Valentin Andreae (1586-1654), interessato a presentare, sotto il velame esoterico, un ambizioso progetto di riforma politico-religiosa. L’Europa elisabettiana e protestante, come ha mostrato la storica inglese Frances Yates (1899-1981), ne farà una bandiera per una coalizione di tutte le forze “illuminate” d’Europa contro la Chiesa cattolica della Controriforma e gli Asburgo. Dopo qualche anno, naturalmente, i Rosacroce esistono davvero: la finzione diventa realtà, perché coloro che erano partiti alla ricerca della Fraternità si organizzano in circoli e conventicole, influenzano la trasformazione della massoneria da corporazione operativa in società speculativa, creano una cultura di notevole influenza sulla costruzione di un’Europa moderna insieme pre-illuminista e “illuminata” nel senso esoterico del termine.

    Tra la fine del Seicento e il Settecento sistemi iniziatici a gradi “rosacrociani” fioriscono in collegamento con gli “alti gradi” massonici. Il sistema più importante sembra essere stato quello della Rosa-Croce d’Oro in Germania, i cui riti, gradi e dottrine sono passati in numerose organizzazioni iniziatiche moderne. I gradi “rosacrociani” appartengono – più propriamente – alla storia della massoneria, ma in ambiente massonico nascono anche ordini rosacrociani separati, che – per il loro interesse più diretto per tematiche esoteriche (e in qualche caso religiose) – saranno trattati qui in modo specifico. Il più antico ordine rosacrociano è la Societas Rosicruciana in Anglia, fondata tra il 1865 e il 1866 a Londra da Robert Wentworth Little (1840-1878), funzionario della Gran Loggia d’Inghilterra.

    In Francia, ordini rosacrociani esistevano a Tolosa fin dai primi decenni dell’Ottocento intorno al visconte Louis-Charles-Edouard de Lapasse (1792-1867), ma la maggiore organizzazione moderna, l’Ordine Cabalistico della Rosa-Croce, nasce nel 1887 a Parigi con Stanislas de Guaita (1861-1897), Gérard Encausse, detto “Papus” (1865-1916), e Joséphin Péladan (1858-1918). Quest’ultimo – cattolico, anche se in modo eterodosso – si separa nel 1890 dall’Ordine Cabalistico (la stampa parla di “guerra delle due rose”) dando vita all’Ordine della Rosa-Croce Cattolica del Tempio e del Graal, che avrà una notevole influenza su alcuni ambienti letterari. Peraltro, le diverse branche rivali di questa prima generazione rosacrociana parteciperanno insieme nel 1934 alla fondazione della FUDOSI (Federazione Universale degli Ordini e Società Iniziatiche), che continuerà a esistere fino al 1951.

    Con la FUDOSI entra in rapporto anche l’AMORC, la maggiore organizzazione rosacrociana che era nata negli Stati Uniti (rivendicando però a sua volta un’origine europea), mentre intorno a un altro gruppo americano impegnato in una feroce polemica contro l’AMORC, la Fraternitas Rosae Crucis creata da Reuben Swinburne Clymer (1878-1966) sulla scia degli insegnamenti di Pascal Beverly Randolph (1825-1875) nasce una federazione rivale, la FUDOFSI. Nel frattempo, altre organizzazioni rosacrociane avevano visto la luce separatamente, fra cui tre – l’Associazione Rosicruciana di Max Heindel, la Fraternitas Rosicruciana Antiqua, e il Lectorium Rosicrucianum – hanno raggiunto una dimensione internazionale.

    B.: Per le origini storiche: Roland Edighoffer, Les Rose-Croix et la crise de la conscience européenne au XVII siècle, Dervy, Parigi 1998; Frances Yates, L’Illuminismo dei Rosa-Croce, trad. it., Einaudi, Torino 1976; Christopher McIntosh, I Rosa-Croce. Storie e leggende di un ordine occulto, trad. it., Convivio, Firenze 1989. Su Randolph: John Patrick Deveney, Paschal Beverly Randolph. A Nineteenth-Century Black American Spiritualist, Rosicrucian, and Sex Magician, State University of New York Press, Albany (New York) 1997. Sulla FUDOSI: Serge Caillet, Sar Hiéronymus et la FUDOSI, Cariscript, Parigi 1986.

    Le religioni in Italia: Introduzione ai Rosacroce
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-08-09 alle 13:15
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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Rosacrocianesimo e Massoneria (PARTE 1)

    Considerazioni storico sociali
    Titolo originale: Ælteres Rosenkreuzertum und Freimaurerei. Ælteres Rosenkreuzertum und Freimaurerei. Eine ideengeschicht: liche BetrachtungEine ideengeschicht: liche Betrachtung.
    Dal vol. 17, anno 1980, R.·.L.·. Quatuor Coronati di Bayreuth

    La questione dei rapporti fra Massoneria e Rosacrocianesimo appartiene ai vecchi temi delle ricerche massoniche. Ma ciò non vuol dire che si siano raggiunti risultati soddisfacenti. Nell’esaminare la vastissima letteratura primaria e secondaria, ci si imbatte in un groviglio, all’inizio scoraggiante, dì credenze storiche, di leggende, di verità, di possibilità. Alcuni autori considerano i rappresentanti del movimento Rosacroce del 17° secolo come i diretti progenitori della Massoneria inglese del 1717, altri 1 ritengono che i Rosacroce siano stati essi stessi già dei Massoni. Altri storici propongono due binari storico ideologici, relativamente autonomi, e ne indagano le influenze e le reciproche interferenze. La questione del Rosacrocianesimo nella storia delle origini della Massoneria non è assolutamente di facile spiegazione. Anche la simbologia di alcuni gradi superiori permette soltanto delle supposizioni.
    Nel 18° secolo, all’epoca del massimo splendore nell’Europa occidentale delle associazioni massoniche e rosacrociane, la Libera Muratoria, come organizzazione già consolidata, era palesemente più la parte offerente che non ricevente. Lo confermano i testi pubblicati dal F.·. Beyer nel 1925 su Gli insegnamenti dell’Ordine della Rosa + Croce d’Oro 2. Questo sistema è nettamente diverso dalla attuale Massoneria per le sue caratteristiche di catechismo razionale, che non permette nemmeno l’introduzione di una vicenda rituale. A ciò si riferisce il F.·. von Pölnitz nella sua introduzione al lavoro di Beyer. Nella Croce d’Oro e nella Rosacroce egli vede una discendenza della Massoneria con allusioni alchemiche, cui manca l’autonomia di un vero legame attraverso i misteri, al quale invece appartengono 3 leggende proprie e una simbologia originale. D’altra parte i sistemi massonici alla fine del 18° secolo sono abbondantemente permeati di elementi rosacrociani.
    Se questi oggi rappresentavano qualcosa di più di semplici sovrapposizioni, che risultano estranee allo spirito illuministico della Massoneria 4, non ne deriva che al Rosacrocianesimo non si possa attribuire una reale importanza per la Massoneria. Effettivamente si può notare che le radici storico spirituali della Massoneria, nella misura in cui essa rappresenta qual cosa di moderno e di specifico, si ritrovano nell’antico, autentico Rosacrocianesimo del 17° secolo, che non deve essere confuso con la sua fiorente evoluzione del 18° secolo.
    Il presente articolo esamina le influenze del Rosacrocianesimo sull’evoluzione storica della Massoneria alla luce della migliore letteratura sull’argomento. Non si tratta di una tesi dogmatica: mi sono preoccupato di citare quei fatti relativamente accertati, che devono venir presi in esame se ci si vuole orientare nella problematica tanto complessa dei rapporti fra Massoneria e Rosacrocianesimo, qualunque sia l’interpretazione cui si perverrebbe.
    Il passaggio dal 16° al 17° secolo fu per L’Europa un periodo di irrequietezza e di fermenti. Gli uomini consideravano antiquati i loro principi di vita sociale e culturale. Il carattere obbligatorio delle credenze tradizionali sembrava pericolante. Stava sorgendo una nuova visione del mondo. La nuova fisica stava imparando a leggere, con una metodica, nel libro della natura. Allo spirito empiristico di rigorose sperimentazioni si unì un razionalismo che dette vigore solo a quello che reggeva di fronte a una sovrastante intelligenza.
    Bacone e Cartesio, i grandi metodologi, erano gli araldi di una nuova epoca. Le «cose» dettero la misura del ragionamento critico. Il principio, lucido e calcolato, di una borghesia che stava emancipandosi dai poteri del passato, si sentiva dovunque. Scienza e fedi si allontanavano talmente l’una dall’altra che anche il protestantesimo si irrigidì nell’ortodossia. Stato e Chiesa esigevano una riforma. Le migliori teste europee sentivano il peso della decrepitezza, altrettanto ansiogeno quanto la paura del futuro.
    In questo fragile periodo di transizione risuonò improvvisa la nuova parola d’ordine, ancora oggi valida: ricostruzione generale di tutto il mondo. Essa fu sostenuta da un gruppo di persone che si autodefinivano Rosacrociani, sparse, inafferrabili, avvolte nel mistero. Si trattava di cristiani profondamente inquieti, aperti ai problemi del mondo, provenienti per lo più dalle chiese riformate, che perseguivano una sintesi, conforme alla svolta storica, di fede e di scienza, di religione e di razionalità. Iddio -essi ne erano persuasi- si manifesta sia in maniera sensibile che soprasensibile. Comunque, al di sopra di ogni separazione preesistente, tutto deve tendere verso una unità superiore.
    Alfonso Rosenberg così descrisse il punto centrale programmatico dei Rosacrociani: «per essi creazione e redenzione, il dono divino della grazia e la cultura umana erano scaturiti da un’unica radice ... e indicavano un’unica meta futura. L’umanità intera, d’ambo le parti, il mondo intero nel profano e nel divino. Questa era la meta della loro visione. Un respiro attraversò il mondo di allora: dunque questa vita di contrasti doveva venir vinta; dunque era possibile ricongiungere in Cristo tutto quello che era stato e quello che sarà, il mondo interiore ed esteriore. Questi furono gli uomini che fecero rivivere la Croce, unica Spes. Ma ora non si trattava più dell’isolata Croce della Passione, ma come il nome stesso del movimento indicava, “la Croce nella Rosa”: la Croce come segno di redenzione nella Rosa, il segno della multiforme creazione, della natura, del mondo» 5.
    In altre parole il nuovo insegnamento promette l’unificazione della vita scissa. Coraggiosamente esso solleva la materia a una coscienza religiosa, insegnando francamente la sua conformazione cristica. A una interiorizzazione mistica corrispondeva una religiosità universale, spesso accompagnata da audaci speculazioni naturali. Sembra possibile conciliare l’astratto e il concreto, fede e scienza, nell’idea di un Cristo antidogmatico, di grandezza cosmica. È sorprendente quanto diversi, per nazionalità ed estrazione sociale erano gli uomini che agivano come propagandisti dell’annuncio rosacrociano di salvezza. Tra questi l’italiano Campanella, frate domenicano e social utopista; Johannes Arndt, mistico protestante; Amos Comenius, il famoso pedagogista ceco; il medico inglese Robert Fludd; Christoph Besold, insegnante di diritto a Tubinga e teologo; e infine il suo allievo Valentin Andreae, al tempo della sua fama europea studente di teologia a Tubinga, poi predicatore di corte a Stoccarda.
    Prima di studiare più a fondo il movimento rosacrociano della riforma bisogna ritornare alla filosofia del Rinascimento e dell’Umanesimo, che costituisce una delle sue fonti principali. Si devono ricordare tre principi fondamentali, il primo dei quali, l’infinità spaziale dell’universo, si riconduce alla meccanica celeste di Copernico, Keplero e Galilei. Nicolò Cusano lo anticipa, Giordano Bruno fonda su di esso la sua cosmologia speculativa 6. Secondo essi, la terra è un corpo celeste fra gli altri pianeti e si muove con essi attorno al sole. Come le nostre conoscenze possono fare progressi all’infinito, così anche l’universo da conoscere deve essere infinito.
    Il secondo concetto agl’inizi della nuova era si riferisce alla unità dello spirito e della natura. Accanto a Bruno, esso è sostenuto in modo decisamente risoluto dal famoso medico e filosofo naturalista Paracelso. Per lui la filosofia è una natura invisibile e la natura è una filosofia visibile. Tutte le cose in natura, insegnava Paracelso, si trovano in reciproca correlazione simpatetica. Tutte hanno un’anima e sono costruite in maniera simile l’una all’altra. Dato che gli avvenimenti nel mondo del macrocosmo riflettono il destino del microcosmo, l’uomo, dalla posizione delle costellazioni si può leggere la sua sorte. Ecco la motivazione (ancora oggi difficilmente comprensibile) della funzione dell’astrologia nel pensiero del Rinascimento.
    Il terzo pensiero riguarda l’emancipazione dell’individuo. L’idea della libertà, proveniente dalla natura, generò nei neoplatonici Marsilio Ficino e Pico della Mirandola il concetto dell’autonomia di tutti gli esseri all’interno di un universo qualitativamente graduato. Così, per Pico della Mirandola, nel suo scritto La dignità dell’Uomo, Dio, l’Artefice Supremo si rivolge all’Uomo:

    A te, Adamo, non assegnammo né una residenza determinata né un aspetto particolare né un patrimonio esclusivo, perché tu Possa avere qualunque dimora tu voglia, qualunque aspetto tu desideri e tutti i doni che preferisci, secondo la tua volontà. Per tutti gli altri viventi, la natura degli esseri viventi è legata alle leggi da noi statuite e sarà quindi mantenuta entro quei limiti. Ma tu non sei ostacolato da limiti insuperabili; anzi secondo la tua propria libera volontà, nelle cui mani io ho posto il tuo destino, addirittura predestinerai da te stesso a te stesso quella natura. Io ti ho collocato al centro del mondo, perché tu possa guardarti attorno e conoscere tutto quanto c’è in questo mondo. Noi non ti abbiamo creato né celeste né terreno, né mortale né immortale, affinché. tu quasi modellatore e poeta assolutamente libero e retto governatore, ti possa dare da te stesso quella forma che ti sarai scelta per vivere. Sei libero di degenerare nel mondo inferiore degli animali: sei altrettanto libero di elevarti nel mondo superiore della Divinità, per decisione del tuo spirito. 7

    Questa libertà nella figura umana, così energicamente descritta da Pico, venne completata da Paracelso, secondo il quale l’Uomo operoso non affronta la natura, il suo laboratorio, come un dominatore a essa ostile che la manipola dall’esterno. Egli trasforma le cose, ma rimane sempre in sintonia con esse, quale collaboratore al processo creativo della natura. Il suo lavoro (transmutatio) realizza le possibilità obiettive della materia e le conferisce quindi un maggior valore. «Perché la natura -dice Paracelso- è così sottile e tanto severa nelle sue cose che non vuole sia usato nulla senza una grande arte. Perché essa nulla fa alla luce del giorno che possa essere compiuto istantaneamente, ma è l’uomo che deve completare l’opera: e questo compimento si chiama Alchimia ... Quindi ciò che proviene dalla natura per essere utile all’uomo, e colui che perviene all’ordine stesso della natura, quegli è un Alchimista» 8.
    Torniamo indietro al pensiero rosacrociano degli inizi del 17° secolo. Due concetti richiamano anzitutto la nostra attenzione: teosofia e pansofia. La teosofia è una ricerca dell’assoluto nella natura, indipendentemente dall’autorità religiosa, che procede con tendenze mistiche ma che in alcun modo deve essere aprioristicamente anticristiana. Al riguardo è significativo dal punto di vista storico filosofico il caso del seguace di Paracelso, il mistico della filosofia Jakob Böhme (1575-1624). La concezione teosofica del mondo è panteistica: Dio non è una persona, bensì identico al mondo, totalmente compreso in ogni sua parte: omnia ubique. Pertanto il mondo, come nello Spinozismo, deve essere considerato un ordine statico, geometrico oppure, secondo Böhme, dinamico, la cui armonica unità dialettica della natura va collegata all’eterno reciproco conflitto delle forze.
    Un’importante variante della teosofia è il panteismo 9: l’insegnamento del «tutto in dio», tentativo di unificare il teismo e il panteismo. Il mondo è una forma della manifestazione in Dio. Ma Dio non abita il mondo, che invece è dentro di lui. Goethe ha definito il Panteismo con queste meravigliose parole: E tutto quanto urge, quanto lotta, è eterna pace in Dio, nel Signore.
    Il concetto di «pansofia» compare per la prima volta nel 1616 in una raccolta di scritti rosacrociani. Esso fu divulgato dall’opera di Johann Amos Comenius (1592-1670) come vescovo della Confraternita boema, umanista ed educatore. Il titolo della sua grande opera, De rerum humanarum emendatione (il manoscritto fu scoperto solo nel 1935), caratterizza la sua indefessa fatica per il miglioramento della umanità. Gli scritti Pansophiae prodomus 1639) e Schola pansophiae (1670) intendono con ‘pansofia’, un panorama sistematico, esattamente delineato sull’uomo. Il Lexicon reale pansophicum, una parte dell’opera citata, era destinato a «esaminare l’intero universo e definire i limiti di tutte le cose essenziali, il concetto delle cose e delle parole, al fine di mettere ovunque in luce quali sono le cose fra loro eguali o simili, diverse o dissimili; quali, in definitiva, contraddittorie e antagoniste» 10. Comenius intende presentare «la dimensione vera e reale di tutte le cose» 11. Il fatto che egli le ordina secondo l’alfabeto dimostra che non ha fiducia nelle motivazioni finali della scolastica tradizionale. Non è possibile un’eterna sicurezza: «la divinità che si manifesta nel mondo viene da noi sperimentata come un fatto storico, come emanazione» 12.
    Lo scritto di Comenius Via Lucis (1642), stimolato da Bacone, sviluppa il progetto di un Collegio universale formato da uomini di tutte le nazioni, colti e attivi, i quali dovrebbero cercare i mezzi per condurre al benessere tutto il genere umano. Egli era interessato a unire intimamente i singoli dispersi con la luce contemporaneamente divina e razionale (Lumen divinum et razionale). La pansofia deve conciliare il sapere terreno, rappresentazione fedele della struttura dello universo, con la saggezza divina. Premesso che le idee di tutte le cose, come si esprime Comenius in un linguaggio neoplatonico, provengono da Dio, e deve regnare una «Panarmonia» come l’accordo di tutto nel Tutto 13.
    Accanto alle vecchie scienze occulte, magia, astrologia, alchimia, compare con Comenius un vero sistema pedagogico con basi empiriche. Ragione, mondo e Bibbia sono le tre strade che conducono alla saggezza e sono descritte nel saggio l’Unum necessarium (1668): «La prima è un sentimento sano, dotato di una forza naturale conoscitiva che deve essere illuminata dal ragionamento; la seconda è il mondo con le sue creature, che può essere governato con l’aiuto del sentimento; la terza è il libro della Bibbia, pieno di misteri rivelati, che la fede esplora. In questi tre libri di Dio è contenuto tutto quanto è degno di essere saputo: essi sono un unico mezzo, necessario per raggiungere la saggezza» 14.
    Will Erich Peuckert, che in importanti studi storici di pensiero e sociologia ha recentemente esaminato le ramificazioni della letteratura del Rinascimento e del Barocco, fa notare che Teosofia e Pansofia sono il ponte verso le nuove società occulte fino alla Massoneria, la quale nella sua forma è la continuazione di vecchie tradizioni, mentre il contenuto rimane il concetto dell’umanità secondo la nuova definizione. Se la Teosofia pone al centro la conoscenza di Dio e il suo concetto, diverso è il pensiero, come Peuckert afferma, dei pansofici Rosacrociani che seguono Paracelso: «Noi costruiamo dal basso l’alto: alla base stanno le cose di questo mondo. La natura, con le piante e gli alberi, gli animali e gli uccelli, i minerali e le pietre, tutto questo è solo un libro di lettura, dove si riconosce la potenza di Dio. E si riconosce la sua fedeltà verso di noi. E forse si può anche riconoscere il suo pensiero» 15.
    Parlando di Dio, il Barocco non può astrarlo dal suo mondo. Se il Teosofo vuole comprendere il mondo dal divino Centrum Naturae, per il Pansofo si tratta solo, dirigendosi dall’esterno verso il centro, di portare alla luce il senso del tutto. Per Peuckert entrambe le strade, dall’esterno verso l’interno e dall’interno verso l’esterno, sono praticamente eguali: «Cos’era il Primo? Non posso dirlo. Entrambi sono viventi, uno accanto all’altro. Entrambi compaiono nello stesso momento. All’uomo si presentano due strade: la destra, che porta all’Unione, e la sinistra che procede attraverso la conoscenza. Oggi si chiamano Teosofia e Pansofia» 16. Fin qui la definizione di questi due concetti. Prendiamo ora in esame il movimento rosacrociano.
    Verso la fine del 16° secolo, nell’Europa Occidentale e specialmente in Germania, erano diffuse speculazioni teosofiche, cabalistiche, alchemiche, Frotte militaristiche delle più svariate tendenze profetizzavano, dall’Apocalisse di Giovanni, che nel secolo successivo sarebbe avvenuta una grande riforma. Si era sazi di litigi professionali e si pretendeva una convivenza veramente cristiana, una «societas christiana» 17. Il movimento rosacrociano che stava sorgendo rispondeva alle perplessità e agli aneliti del tempo. Un cristianesimo riformatore, evoluto e arricchito di pansofia doveva alla fine promuovere delle riforme. La storia dei vecchi rosacrociani, giustamente si richiamano autori come Frick e Schick, è una storia della loro letteratura 18.
    Il gruppo di Tubinga attorno al giovane studente di teologia Johann Valentin Andreae (15861654), il cui debutto letterario trovò un’eco inaspettata, non poté rimanere solitario. Il movimento proseguì superando lo stesso Andreae. Non si ebbe all’inizio una Confraternita saldamente organizzata, ma circoli disuniti di consenzienti. Uniti erano solo nell’opposizione contro l’ortodossia d’entrambe le chiese. Se Roma vedeva in essi dei luterani eretici, i religiosi protestanti li incolpavano di tradimento rispetto a Lutero. Teosofia e Pansofia, dice Frick, erano «l’edificio dei liberi cristiani che, con una visione universale del mondo, furono i precursori delle nostre società occulte» 19.
    La ricerca distingue i tre cosiddetti lavori propriamente rosacrociani di Andreae: Fama Fraternitatis, Confessio Fraternitatis e Le nozze mistiche di Christian Rosenkreuz: anno 1459, che comparvero in rapida successione fra il 1614 ed il 1616, fra la massa enorme di risposte favorevoli e contrarie, suscitate da essi (fino al 1625 vi sono circa duecento pubblicazioni). La vastissima discussione delle idee rosacrociane, spesso controversa, doveva avvantaggiare la trasformazione. Frick cita due direzioni in cui essa si sviluppò 20. Nel ramo primitivo, teosofico cristosofico, rappresentato da seguaci di Valentin Weigels (1533-88) e di Böhme, nonché da Abraham von Franckenberg (1593-1652) e da elementi di mistica cristiana talvolta eterodossa, si arriva al sorgere della letteratura sul Pietismo, mentre l’altro ramo rimane alchemico pansofico. A esso appartennero il mago naturalista chiliastico Julius Sperber (15?-1616) e i medici Michael Maier (1568-1622) e Robert Fludd (1574-1637). Entrambi i rami dettero origine diretta alle società segrete del 18° secolo che, come detto in precedenza, in qualità di Rosa+Croce d’Oro, si manifestarono spesso sotto forme massoniche.
    L’importanza di Andreae sia ben chiaro non si esaurisce nel fatto che, volente o no, fu l’iniziatore del movimento rosacrociano di carattere universale. Gli studi di van Dülmen lo descrivono come molto più che una figura rappresentativa «della prima cultura della nuova era, come veniva compresa nelle premesse del sorgere dell’assolutismo e all’inizio della secolarizzazione del pensiero sociale all’epoca della guerra dei Trent’anni. Il suo programma di fondare una società di studiosi di religione fu attivata dagli studi cristiano umanistici di Comenius e Leibniz fino a congiungersi in una riforma del sapere, della chiesa e della società» 21. Van Dülmen sottolinea che Andreae nel suo romanzo Christianopolis (1619), «primo e unico tedesco .... nella formazione di un pensiero utopistico», si sia interessato del fatto che «le specifiche modalità d’espressione della volontà di cambiamento della nuova erano derivate da un’intelligenza europea» 22.
    L’utopia di Andreae d’una comunità cristiana tendeva, come lui stesso disse, «a riportare la luce sui candelabri e a disperdere le tenebre» 23. Il teologo svevo si considerava il legittimo successore di Lutero. Perché la grande opera non rimanesse priva di risultati si rendeva necessaria una buona riforma che si estendesse anche ai rapporti sociali. Da ciò l’acutezza della sua critica del tempo:

    Dato che proprio i capi religiosi -così scrive- non volevano ammettere alcun traffico con gli uffici spirituali, i governanti non volevano ammettere alcuna ingiustizia, gli accademici alcuna ignoranza, furono considerati tentativi rivoluzionari i solleciti alla devozione, alla rettitudine e all’educazione ... Perché il mondo preferisce sapere piuttosto taciuti i propri peccati che elogiati ... In questa maniera, gli ipocriti hanno disteso il loro ombrello protettivo sulla religione, la tirannide sulla vita politica, la sofistica sul sapere, e hanno tirato a sé, a forza, il potere, in nome e per ordine della ignoranza. 24

    Linguaggio energico, affatto sornione! Andreae conosceva quella che egli chiamava «l’essenza di questo mondo». Come scrive più tardi in un articolo di utopia sociale, «per gl’imbroglioni non c’è nulla di più insopportabile quanto la verità e la sincerità: essi le odiano a tal punto che, senza comprendere la miseria della loro collera, si spogliano delle croste, delle maschere e dei mantelli, vengono fuori improvvisamente nudi e tradiscono così le infamie nascoste. In quale maniera infamante, l’ingordigia in mezzo alle chiese, la decadenza morale, la, molteplicità dello spirito nel suo centro di potere, la corruzione generale dal titolo privo di significato, la sfrenata dissipazione, vengono abbellite, anzi elogiate, e ognuno che avesse ancora sentimenti onesti, lo vedeva con errore» 25. La teosofia di Andreae univa la speranza di un miglioramento delle condizioni corrotte con la realizzazione dell’immagine di Cristo 26. Essa intende unire la lealtà e la dottrina, affinché una accresca lo splendore dell’altra 27.
    Il tenore battagliero, critico sociale e protoriformista degli scritti di Andreae, ebbe una notevole influenza su Ernst Bloch. Come materialista utopistico speculativo e come provato conoscitore della tradizione gnostico eretica cristiana, egli dedicò loro un monumento nel suo capolavoro Il Principio della Speranza. In relazione alla nostra esposizione le considerazioni di Bloch sono essenzialmente degne di riflessione. Egli ritiene che la terminologia alchimistica di Andreae (come anche quella di Paracelso) tende al «cambiamento del mondo»: per il vero Adepto si tratta di una «purificazione più ampia di quella dei metalli scadenti in oro» 28. Bloch caratterizza le Nozze Chimiche di Andreae così: «Lo scritto si rivolge direttamente contro i cattivi bollitori d’oro; esso può essere interpretato come la presa in giro di tutta l’arte ermetica. Il grande significato dell’opera è sostanzialmente un’innegabile satira; essa apre alle ‘Nozze Chimiche’ una strada d’oro ed al Cavaliere Allegorico che la percorre globalmente, il senso alchimistico è palese nell’allegoria di Andreae ma non del tipo che si esaurisce nella metallurgia. Se egli si fosse limitato a ciò, le ‘Nozze Chimiche’ avrebbero un riferimento nullo o molto piccolo con la bollitura dell’oro. Ma se l ‘Alchimia è interpretata come la mediatrice d’una trasformazione universale o d’una riforma generale, allora si può comprendere come gl’ingenui contemporanei abbiano visto nel romanzo, anche se esso è un frammento caratteristico, l’allegoria più rilevante per il lavoro di perfezionamento» 29.
    Il profondo significato della «preparatio lapidis aurei» è secondo Bloch il fatto che «esso doveva essere inteso non solo come allegoria, ma come simbolo già nel senso finale, cioè come immagine della unità finale dell’aureo Pan in fermento» 30. Nella misura in cui, nel mondo ufficiale, alla cristianità venne a mancare la libertà annunciata dalla riforma, la pressione della borghesia spianò la strada verso le società ermetiche del Barocco tedesco. Accanto ad alcune manifestazioni selvagge e fantastiche, il loro insegnamento conteneva un qualcosa di non concluso, che ci colpiva ininterrottamente. Non è ancora estinto il grido d’allarme dei rosacrociani. Perciò Bloch ribadisce la stretta connessione fra «preparazione dell’oro e il progresso della umanità» 31. Le finalità terrena e ultraterrena sono intrecciate in modo inestricabile nell’opera di Andreae. Così egli poté diventare il pioniere non solo del Pietismo ma anche dell’Illuminismo. Thomasius non lo considerava meno di Herder o di Spener e Francke 32.
    Questa inscindibilità dei momenti, che nel Rosacrocianesimo sono contenuti separati (oppure solo separabili) si ripercuote nel fatto, difficilmente compreso da chi guarda dal di fuori, che la Massoneria vive la tensione insoluta, ma rettamente in ciò costruttiva, di esoterismo e di razionalismo.
    Bloch, che ha studiato con acume le correlazioni storiche del rosacrocianesimo con la Massoneria, dice:

    Per quanto vecchio sia il nome dei Rosenkreuzer e per quanto lontano si possa andare indietro con l’emblema dei miti utopizzanti o utopistici, solo Andreae con le Nozze Chimiche ha dato a esse il senso dell’Alchimia superiore, dell’elevazione dell’uomo. Si deve andare ancora avanti in questa connessione caratteristica perché, attraverso l’anello di congiunzione della «riforma generale» di Andreae, si cerca una mediazione fra qualcosa di solare, d’evidente, come l’Illuminismo, questo faro di luce contro la superstizione. Perché l’enfasi della luce, come la nascita del progressivo processo della luce (oro) nasce dall’alchimia e l’illuminismo è originariamente un concetto alchimistico, proprio come «Processo» e «Risultato».
    Capovolto, invece, sorge lo strano legame fra Massoneria, Illuminismo e Occultismo. Andreae ha già mescolato la sua Fraternità con riti magici. L’aureo sogno di una Societas humana trovò le sue conventicole alchimistico filantropiche in Germania, ma anche nella sorprendente Inghilterra, per gli interi secoli 17° e 18°. Ci fu una «Fraternità della Ruota Celeste per la restaurazione di una medicina ermetica e della filosofia». Ci fu il Collegium lucis, con un sogno misto, sociale e cosmologico, seguace di Andreae e fondato da Comenius, e tutte queste sezioni dettero origine alla Croce + Rosa, o alla Alchimia superiore. Tutti vollero volgere il decorso della società come quello della natura verso uno stato paradisiaco dove l’eguaglianza della società reale o della società non caduta, l’età dell’oro, erano un tutto unico. 33


    Zenit Studi massonici - Rosacrocianesimo e massoneria
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-08-09 alle 13:16
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    Gli umori corrodono il marmo

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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Rosacrocianesimo e Massoneria (PARTE 2)

    L’opera basilare di Schick Il Rosacrocianesimo più antico, chiaramente concepito come «Contributo alla storia sulle origini della Massoneria» tende, diversamente dagli scritti di Bloch, di carattere escatologico, a una interpretazione globalmente obiettiva. La Fraternità di Andreae è, secondo Schick, una «comunità educativa con una visione religiosa del mondo» che si presenta sotto la veste delle circostanze storiche. Essa viene incontro, apparentemente e visibilmente, all’impulso verso le scienze occulte allo scopo d’usarlo come stimolo verso una sapienza superiore e trasformarlo, rapidamente e radicalmente, nella ricerca di una visione del mondo conforme allo spirito cristiano del tempo 34. Se s’osserva meglio, gli scritti rosacrociani invitano alla fondazione d’una fratellanza di precursori che intende trasformare il quadro del mondo medioevale. Andreae auspica una sintesi di cristianesimo luterano e di conoscenze naturali moderne. Egli vuol unire «la fede cristiana e tutta la sapienza dell’uomo in una nuova visione dell’umanità e del mondo» 35. Dio è conosciuto mediante la Bibbia altrettanto come dal fondo inesauribile della natura. La Pansofia si nutre d’entrambe le fonti, totalmente equivalenti 36. Mentre Andreae ritiene unificabili alla base la scienza proveniente dal mondo dell’empirismo baconiano 37, e la sapienza divina, da un punto di vista religioso, egli perviene a una moltitudine di possibilità che sono precluse alle chiese essoteriche.
    Grande attenzione è dedicata da Schick al ruolo storico ideologico di Comenius, relativo alla formazione della Massoneria, e in particolare al suo pensiero umanitario, derivato dall’ideale pansofico del Rosacrocianesimo. Comenius, dice Schick, non è solo un elemento mediatore fra Andreae e «coloro che furono i padrini alla nascita della Massoneria inglese, ma anche e soprattutto il ponte fra l’ideologia Rosacrociana e la Massoneria organizzata. Da Andreae egli ha preso la fiaccola e dal continente l’ha portata nelle isole britanniche» 38.
    Gli Antichi Doveri di Anderson e i regolamenti redatti da Comenius per i Fratelli boemi presentano inequivocabilmente analogie 39. Lo stesso vale per il linguaggio figurativo di architettura biblica di Comenius e quello del Massone 40. Nel richiamo diffuso dal 1666 in Germania, in Olanda e in Inghilterra, che doveva arrivare a Cristiani ed Ebrei, Turchi e Pagani, Comenius era decisamente avviato alla trasformazione della società, e precisamente basandosi su concetti pansofici o umanitari (due termini equivalenti).
    Quando egli parla della «comunità generale di Cristo», intende «Il Tempio della Saggezza», e aggiunge: «dato però che quest’opera, cioè il tempio della saggezza, non deve servire solo ai cristiani, ma a tutti coloro che sono nati uomini, affinché possa avere forza per ispirare e convincere gl’increduli (se ciò piace a Dio), la si potrà, forse meglio, chiamare Pansofia umana» 41.
    L’idea della tolleranza in campo di fede è penetrata nella Massoneria attraverso Andreae e Comenius. Un notevole contributo è derivato dall’atmosfera specifica del pensiero illuministico deistico dell’Inghilterra del 17° secolo. Da ricordare, accanto ai successivi «Liberi Pensatori» Herbert di Cherbury (1583-1648), che nei suoi lavori De Veritate (1624) e De Religione Gentilium (1645) aveva cercato, in accordo con Comenius, di scoprire un nucleo inafferrabile di tutte le religioni 42. Il Deismo nascondeva, sia con Comenius sia con gli autori inglesi, la sua origine cristiana: esso si comportava indifferentemente nei riguardi della positività storica delle religioni e al dogma preferiva il contenuto etico. La Fratellanza universale umana progettata da Comenius anticipa l’idea massonica della catena d’unione fra i Fratelli di tutto il mondo 43. Lo stesso vale per il nuovo indirizzo che la già vecchia simbologia di luce conserva nella Massoneria, nonché per il pensiero costruttivo che Fludd, come erede dei Rosacroce, ha introdotto nelle Logge 44.
    Il presente articolo, inevitabilmente lacunoso, tratta alcuni punti di vista che sono emersi nelle più recenti discussioni su un tema d’interesse non solo storico, ma altamente attuale. Esso riguarda tutte le domande circa il luogo d’origine e i compiti della Massoneria odierna.


    1.
    Si può anche ricordare una poesia di Henry Adamson, comparsa nel 1638 a Edimburgo, in cui si dice: «Noi siamo Fratelli della Rosacroce; abbiamo la Parola massonica e la seconda Vista». Cfr. E. Lennhoff, 0. Posner, Dizionario massonico internazionale, Monaco Zurigo Vienna 1932, p. 1331.
    2.
    Beyer Bernhard, Il sistema della Rosa+Croce d’Oro, Hiram, Augusta 1978.
    3.
    Idem, p. 4.
    4.
    Miller Horst: La Rosa + Croce d’Oro, struttura, programma ed attività di una società segreta antilluministica, in Società Segrete di Peter Christian Ludz, Heidelberg, 1979, p. 153 sgg.
    5.
    Rosenberg Alfons, Introduzione a Johann Valentin Andreae, ‘Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreuts, Anno 1459, Monaco 1957, Flanegg, p. 10 e sgg.
    6.
    Cfr. Koyré Alessandro: Dal mondo chiuso all’Universo infinito, Francoforte 1969.
    7.
    Pico della Mirandola, La Dignità dell’Uomo, Friburgo Francoforte Vienna p. 52 e sgg.
    8.
    Jaeckle Erwin, a cura di, Paracelso: la sua visione del mondo nei termini della sua opera, Zurigo 1942, pp. 83-84.
    9.
    Il concetto di «Panteismo» è stato creato da Karl Christian Krause (1791-1823), un famoso filosofo massone, scolaro di Fichte e Schelling.
    10.
    Comenius, cit. da Franz Hofmann, Jan Amos Comenius, Maestro di nazioni, Lipsia Jena Berlino 1975, p. 99 sgg.
    11.
    Id., p. 100
    12.
    Cfr. Schaller Klaus: La pedagogia di Johann Amos Comenius e gli inizi del realismo nella pedagogia del 17° secolo, Heidelberg 1967, pg. 16 sgg.
    13.
    Id. p. 29.
    14.
    Comenius, cit. da Riemeck, Renato, L’altro Comenius, Francoforte 1970, p. 63.
    15.
    Peuckert Will. Erich: Pansofia, un tentativo nella storia della magia bianca e nera, Berlino 1976, p. 353.
    16.
    id., p. 358.
    17.
    Cfr. Van Dülman Richard: L’utopia di una comunità cristiana: Johann Valentin Andreae, Parte I, Stoccarda Bas Cannstatt 1978, p. segg. Cfr. anche Frick Karl, Karl R.H., Gl’Illuminati, Graz, 1973, p. 123 sgg.
    18.
    Cfr. Frick; p. 152 sgg. Da ricordare anche gli studi fondamentali di Schick Hans, La storia segreta dei Rosenkreuzer, Schvarernburg 1980.
    19.
    Frick, op. cit. p. 153.
    20.
    Id. p. 156.
    21.
    Van Dülman, anche a p. 11.
    22.
    Idem.
    23.
    Andreae Johann Valentin, Christianopolis, Lipsia 1977, p. 6
    24.
    Id., p. 8 sgg.
    25.
    Id., p. 9.
    26.
    Id., p. 10.
    27.
    Id., p. 8.
    28.
    Bloch Ernst, Il Principio della Speranza, vol. II, Berlino 1955, p. 204.
    29.
    Id., pp. 204-205.
    30.
    Id., p. 205.
    31.
    Id.
    32.
    Cfr. anche Van Dülman, p. II sgg.
    33.
    Bloch, p. 206.
    34.
    Schick Hans, L’antico Rosacrocianesimo. Un contributo alla storia delle origini della Massoneria, Berlino 1942, p. 63.
    35.
    Id.
    36.
    Id.,. p. 74.
    37.
    Cfr. Andreae, Christianopolis, p. 71 sgg., dove egli, proprio secondo lo stile di Bacone, inveisce contro «Ciarlatani e Medicastri».
    38.
    Schick, op. cit., p. 154-156 sgg.
    39.
    Id., p. 156 e 292.
    40.
    Id., p. 155.
    41.
    Comenius, in op. cit. p. 292.
    42.
    Cfr. per i rapporti fra Massoneria ed Illuminismo e Deismo, Schenkel Gotthilf, La Massoneria alla luce della storia delle religioni e della Chiesa, Gotha 1926, p. 21. La problematica completa è trattata da Lechler Gotthard Victor, Storia del Deismo inglese, Tubinga 1841, (rist. Hildescheim, 1956).
    43.
    Queste idee sull’unità del genere umano, cui corrisponde l’utopia d’uno stato ideale universale, sono riconducibili agli stoici, che Bloch chiama «antichi Massoni»: cfr. Bloch, op. cit. p. 52 sgg.
    44.
    Schick, op. cit. p. 294.

    Zenit Studi massonici - Rosacrocianesimo e massoneria
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    Predefinito Rif: I Rosacroce

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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Gruppi Rosacrociani Moderni
    Frater Melchior Affectator

    Questa lista provvisoria di moderni gruppi rosacrociani è stata redatta da Frater Melchior Affectator. Lo studio è
    ancora in fase di elaborazione
    e in futuro diverrà un libro.

    Associazione Rosacrociana (Rosicrucian Fellowship)
    Fondata dal Danese Carl Louis von Grasshof (Max Heindel) attorno al 1911. Si disse che la società ricevette l’«ispirazione» dai R+C; da qui il nome di «fellowship» (associazione). Heindel disse di aver sognato la traccia di una storia relativa ad un’iniziazione segreta nella fratellanza dei R+C, ammettendo che il suo movimento non avrebbe potuto vantare una linea di trasmissione diretta con tale fratellanza. Gli insegnamenti dell’associazione si basano principalmente sugli scritti del Grasshof, che risentono dell’influenze dell’epoca per ciò che riguarda l’Antroposofia e la Teosofia. Anche l’astrologia fa parte degli insegnamenti di questo movimento, caso raro tra le dottrine dei movimenti R+C.
    Fraternitas Rosae Crucis (FRC)
    Fondata nel 1912 da Reuben Swinburne Clymers, che rivendicò l’esistenza di un’antico lignaggio che ne riportava gli inizi a Pascal Beverly Randolph (iniziato nello SRIA nel 1868 e membro dal 1840 della Fratellanza Ermetica della Luce/Luxor, il quale fondò il proprio gruppo R+C nel 1856). Randolph ammise comunque, nei suoi libri, di aver trovato ispirazione per l’intero suo «rosacrocianesimo» all’interno di se stesso. Ciò di conseguenza discreditò le rivendicazioni di Clymers volte a rappresentare gli originari fratelli R+C. Dopo la morte di Clymers, suo figlio ne prese il posto, continuando però a guidare l’associazione sotto un nome diverso.
    Societas Rosicruciana Civitatibus Foederatis
    È un’organizzazione «Rosacrociana» massonica, fondata in Pennsylvania nel 1879 e aperta soltanto ai maestri muratori. Molti membri della S.R.I.A. vi confluirono, specialmente dopo lo scisma di tale gruppo. Nel 1980 aveva un totale di soli 773 membri.
    Lectorium Rosicrucianum (LR)
    Venne fondato in Olanda nel 1924 da Jan van Rijckenborgh (un vecchio studente di Heindel) ed è tra i più recenti movimenti rosacrociani. Ciò nonostante essi asseriscono di essere l’unico vero gruppo R+C, caratterizzato da attitudini di tipo relativamente estremo. Essi dichiarano di possedere una tradizione gnostica e pagana, mentre ai membri viene richiesta dedizione totale e impossibilità di appartenenza ad altri ordini.
    Order of the Temple of the Rosy Cross (OTRC)
    Fu fondato a Londra nel 1912 dalle signore Annie Besant, Russak e Wedgwood (ebbe anche una sede norvegese nel 1914). Si occupò principalmente di lavori teatrali e culturali. Consisteva essenzialmente di teosofi e co-massoni, ma non sopravvisse a lungo, dissolvendosi nel 1918.
    Corona Fellowship of Rosicrucians
    Venne fondato al momento della disintegrazione dell’OTRC da alcuni membri di quest’ultimo, tra i quali un certo Frater Aurelius. Gerald Gardner, fondatore di Wicca, fu uno dei membri di questo «rosacrocianesimo co-massonico». Ben poco si sa di ciò che successivamente accadde a questo movimento.
    Ordine Cabalistico della Rosacroce
    Fu fondato nel 1888 da Stanislas de Guaita a Parigi. Attrasse diverse personalità, tra le quali F. Jollivet-Castelot, Marc Haven, Paul Yesir (Victor Blanchard), Gerard Encausse (Papus), J. Peladan, HSL e diversi altri famosi esotericisti. Sopravvisse alla morte improvvisa del de Guaita, e, nel 1944 il loro Imperatore, Constant Chevillon, venne ucciso dalla banda di Klaus Barbie & compari. Dopo la seconda guerra mondiale, Ralph Lewis, secondo Imperatore dell’AMORC, divenne uno dei membri del loro consiglio supremo. Dopo il dissolvimento del FUDOSI, l’ordine continuò a lavorare indipendentemente.

    Ordine Cattolico della Rosacroce
    Venne fondato da Joseph Peladan nel 1890, dopo un disaccordo di questi col il de Guaita. Si basò su una vecchia linea di lignaggio che il padre del Peladan sembrava possedere (questa linea era identica a quella degli «R+C di Tolosa» ai quali suo fratello Adrian Peladan venne iniziato nel 1858, e HSL nel 1909). Possiamo qui solo affermare che il CRC nacque da uno scisma all’interno del KRC, sebbene molti dei membri rimanessero con il de Guaita. Il CRC non fu solamente un luogo di studi esoterici, ma si interessò anche di scienza, cultura ed arte. Dopo la morte del Peladan venne completamente riorganizzato da alcuni dei suoi discepoli, così come alcune parti del KRC (vedi ORA).

    Societas Rosicruciana in Anglia (SRIA)
    Fondata da massoni negli anni 1860/65/67. Molte delle figure occulte di spicco del diciannovesimo secolo ne fecero parte: John Yarker, E. Bulwer-Lytton, Wynn Westcott, A.L.Constante (Eliphas Levi), Theodor Reuss, Kenneth Mackenzie, Frederick Hockley, etc. etc. Questo «club frammassonico di studi» fondò un ramo americano nel 1912 detto «Societas Rosicruciana in America» sotto la guida di Sylvester Gould. Inoltre, Frater Khei (george Plummer) fu uno dei suoi membri più noti. Più tardi, nel 1916 la società inizio ad ammettere le donne, perse lo stato originario e si riorganizzò. Dopo alcuni scismi, le donne presero il controllo della società, che è oggi diretta da una Imperatrice di 85 anni (!).
    Fraternitas Rosicruciana Antiqua (FRA)
    Venne fondata dal tedesco Arnold Krumm-Heller, all’inizio in America Latina, ma con ramificazioni in tutto il mondo. Le radici dell’FRA sono oscure ma interessanti. Egli potrebbe aver avuto una linea di lignaggio con il HBL/FL. Per l’intera sua vita, il Krumm-Heller ebbe contatti con molti ordini quali l’OTO, MM, AMORC e FRC. Il suo più importante collaboratore fu Theodor Reuss, anche se più tardi Crowley sembrò avere una certa influenza su di lui. A Krumm-Heller successe suo figlio, Parsival Krumm-Heller, austriaco.
    Antiquus Arcanus Ordo Rosae Aureae Crucis
    Austriaco, che divenne, come del resto indica il nome, parte dell’AMORC, sebbene originariamente indipendente. Fu guidato da Eduard Munninger e aveva la propria sede nel castello di Kraempelstein. Sia Munninger che HSL ricevettero una patente in forma amichevole da Theodor Reuss. Ad un certo momento Munninger e Ehrler si trovarono a collaborare per la rinascita del R+C in Germania dopo la seconda guerra mondiale. Le radici dell’AAORAC, comunque, restano incerte, perché Munninger pretendeva di aver connessioni praticamente con ogni autorità dell’epoca (Franz Hatrmann, Walter Heilman (?), Friedrich Lienhard (?), Anna Sprengel (vedi Golden Dawn), Max Heindel, etc). Con Clymers egli pretese di rappresentare il Krumm-Heller per l’Austria, ma resta il fatto che Munninger fosse un membro dell’AMORC, sotto la giurisdizione di Martin Ehrler. Oggi l’AAORAC è guidato da Karl Plank che fu membro AMORC ed applicò quegli insegnamenti nell’AAORAC.
    Antiquus Arcanus Ordinis Rosae Rubae Aureae Crucis
    (più tardi: Antiquus Mysticusque Ordo Rosae Crucis)
    Venne originariamente formato come ramo americano dell’International R+C tra il 1909 e il 1915. I due Lewis raggrupparono diversi corpuscoli attraverso l’Europa e li fusero nel concetto americano di AMORC, questo in special modo dopo la seconda guerra mondiale. Essi cooperarono con diversi individui ed ordini, come la Pansophia del Tranker e più tardi con i vecchi ordini autentici associati al FUDOSI. Ralph Maxwell Lewis, che successe a suo padre HSL nella carica di Imperatore, organizzò gli AMORC nella grande organizzazione che essi sono oggi, e cessò la cooperazione con altri ordini. L’invenzione del CIRCES (da parte dal gran maestro francese dell’AMORC Raymond Bernard) venne originariamente concepita all’interno dell’AMORC, per divenire, più tardi, indipendente.
    Rosa-Croce Alchemica
    Venne guidato dal complesso e straordinario alchimista Francois Jollivet-Castellot. Egli era inoltre membro di molti altri ordini, essendo persino a capo di una «Unione Comunitaria Non-Materialista». Il suo ARC avrebbe potuto essere soltanto una ramificazione dei movimenti rosacrociani francesi, e fu certo un corpo molto piccolo. Cessò di operare negli ultimi giorni di FJC.
    Ordo Templi Orientis (OTO)
    Si vantò, ad un certo punto, dei propri aspetti rosacrociani, nel periodo nel quale la cosa andava piuttosto di moda, quando tutti avrebbero voluto rappresentare la fratellanza R+C. Venne fondato da Carl Kellner, Heinrich Klein e Franz Hartmann nel 1895. Theodor Reuss successe a Kellner come capo nel 1902, anno nel quale l’organizzazione divenne un ordine operativo. Reuss si sforzò di espanderlo in tutta europa, con anche alcune sedi negli Stati Uniti. Non esiste quasi limite a tutte le tradizioni che l’OTO disse di poter vantare, cosicché l’aspetto R+C non fu quello dominante. Come indica il nome si tratta di discendenti dei Cavalieri Templari. L’OTO ha avuto l’esperienza di avere numerosissimi scismi negli anni, ed oggi esistono molti gruppi che rivendicano la rappresentatività dell’ordine.
    Costruttori dell’Adytum (BOTA)
    Venne fondato da Paul Foster Case dopo che egli venne espulso da una loggia del Golden Dawn a causa del fatto che, pare, egli ne avrebbe rivelato alcuni segreti. Case era dell’opinione che si diviene rosacrociani e non che ci si associa ad essi e di conseguenza, l’ordine può solo essere un veicolo di lavoro e di miglioramento per il discepolo. Egli disse inoltre che sia all’interno di ogni ordine che al loro esterno avrebbero potuto essere alcuni «veri» R+C. Cionondimeno egli pretese di essere in contatto con gli «invisibili maestri R+C» e che quindi gli aspetti R+C del proprio ordine ermetico risultavano legittimati.
    L’Ordine ermetico dell'Alba Dorata (Golden Dawn) (GD)
    Venne fondato nel 1888 da massoni e membri del S.R.I.A.. La loro eredità proveniva da Fratres Lucis (FL) e HBL, attraverso, secondo quanto si dice, la signora Anna Sprengel, una mistica tedesca. Il movimento era diretto da MacGregor Mathers, William Robert Woodman e Wynn Westcott. Quest’ordine (e le sue linee di discendenza) istruirono persone come Dion Fortune, Paul Foster Case, Aleister Crowley, William Butler Yeats, Bram Stoker, Francis Israel Regardie, Mina Bergson, August Strindberg, Rider Haggard, R.F. Felkin ed altri. La Golden Dawn non sopravvisse come ordine, ma alcuni rami continuarono ad operare come corpi indipendenti dopo la dissoluzione dell’ordine nel 1903. Uno dei loro discendenti rosacrociani è il Rosae Rubeae & Aureae Crucis (RR+AC), da non confondersi con il Ordo Rosae Rubeae & Aureae Crucis (un piccolissimo ordine indipendente, principalmente presente nell’europa del nord).
    Collegium Pansophicum (CP)
    Venne fondato da Heinrich Tranker nel 1923, il leader del ramo tedesco dell’OTO che si riteneva essere il vero successore di Theodor Reuss. Il CP rivendicò il fatto di essere l’unico ordine a contenere i veri segreti dei vecchi fratelli R+C, cosa che non li dissuase dalla cooperazione con l’AMORC fino al 1931. Alcuni membri scontenti del CP fondarono la Fraternitas Saturni, che fu guidata da Albin Grau.
    Antica Rosae Crucis (ARC)
    Venne fondata da alcuni esuli dell’AMORC che lasciarono tale organizzazione, qualche anno addietro, a causa dell’ «Affare Stewart». Essi originariamente chiesero a Gary Stewart di divenire il loro Imperatore, ma egli lasciò l’organizzazione ed essi ora lavorano sotto il governo del Gran Maestro Ashley McFadden (autore/editore del «Rosicrucian Primer»). Sono presenti solo negli Stati Uniti. I loro insegnamenti vengono basati sulle monografie AMORC degli anni ’60 e ’70.
    Confraternita Rosae Crucis (CR+C)
    Trattasi di un’ordine ombrello sotto il quale confluiscono diversi corpi originatesi dall’AMORC e guidati dall’ex Imperatore AMORC Gary L. Stewart. Essi lavorano con i vecchi rituali e lezioni AMORC, così come con documenti supplementari. Sono collegati e parzialmente controllati dall’OMCE. Ambedue queste organizzazioni hanno nell’AMORC il loro unico punto di contatto Rosacrociano, attraverso Ralph Lewis.
    Vi sono molti altri gruppi Rosa Croce oltre ai summenzionati. Alcuni sono meno conosciuti o dissolti, alcuni lavorano sotto altri nomi, ma quelli che ho elencato e brevemente descritto sono tra quelli che io credo siano le più note società ed ordini Rosacrociani esistiti in questo secolo. Credo che l’albero sarà giudicato dai propri frutti, così se qualcuna di queste organizzazioni serve a scopi di bene, non vedo che problema vi possa essere a permetterne l’esistenza, anche se scorrettamente essi usano il termine Rosa Croce.

    Zenit Studi - Alchimia pratica, o la conoscenza poetica
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-08-09 alle 13:17
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    Predefinito Rif: I Rosacroce


    Consiglio la lettura di questo piccolo volume: "Simboli segreti dei Rosacroce", di Franz Hartmann.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-08-09 alle 13:18

  9. #9
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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Christian Rosenkreutz "nasce" nel castello di Heidelberg e, pur non essendo stato un personaggio storico, gli studiosi dei saperi esoterici sono unanimi nel ritenere che, oltre che presentare i caratteri autobiografici di Federico V, signore del Palatinato, le Nozze chimiche costituiscano un vero e proprio manuale di ascesi pratica, insegnando, per chi ovviamente è in grado di comprendere, tutto quanto è trasmissibile per iscritto circa le operazioni iniziatiche.

    Le nozze tra Federico V e la principessa Elisabetta d'Inghilterra avvennero ad Heidelberg nel 1613, suscitando vasta eco e grandi speranze. Il castello era dotato di un vero e proprio giardino magico....


    Ma la reazione cattolica (Spagna e Papato) investì con le sue orde il Palatinato e l'Inghilterra non scese al fianco di Federico, il quale fu sconfitto alla battaglia della Montagna Bianca.

    La Grande Madre - Dove si parla di Heidelberg, nel Palatinato, e dove si racconta della storia d'amore di Elisabetta e Federico V, della morte di un principe, di un regno simile al paradiso e della crudeltà dei fanatici religiosi. il Blog di G
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-02-10 alle 21:45
    "Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
    (Lev Tolstoj)

  10. #10
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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    Sui RosaCroce consiglio quello che, secondo me, è il miglior testo a riguardo oggi in Italia: "Storia dei Rosa Croce" di Paul Arnold (con prefazione di Umberto Eco), edito da Bompiani, 334 pp., € 8,60. :giagia::giagia::giagia:
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-02-10 alle 21:48

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