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  1. #1231
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    almeno nell'Ucraina orientale il shale gas rimarra' nei sogni degli ameriCani!

    L'acqua al popolo.


    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  2. #1232
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Fracking e crisi finanziaria?
    Febbraio 2015: i fallimenti accelerano nel settore petrolifero


    Da “The Oil Crash”. Traduzione di MR


    potrebbe sembrare che non sta succedendo nulla di particolarmente rilevante sulla scena internazionale, tenendo conto della relativa stagnazione dell’evoluzione del prezzo del petrolio brent durante le ultime settimane. Dopo essere sceso dai 110 dollari al barile del giugno 2014 a meno di 50 dollari al barile nel gennaio del 2015, sembrava che la situazione si invertisse con una ripresa relativamente repentina di 10 dollari al barile a fine gennaio. Tuttavia, quasi un mese più tardi il prezzo del barile continua a rimanere da quelle parti.





    In realtà è tutto il contrario: si sta verificando una rivoluzione che non viene percepita dalla maggior parte degli analisti economici, cioè, coloro che guardano solo l’evoluzione dei prezzi senza cercare di capire cosa ci sia dietro. E questa rivoluzione non è una rivoluzione energetica sullo stile di quella che è stato tanto sbandierato che stessero facendo gli Stati Uniti, ma proprio il crollo di questo gigante dai piedi d’argilla.

    Uno sguardo rapido alle statistiche della società di servizi dell’industria petrolifera Baker Hughes ci mostra il brutale crollo del numero di perforazioni orizzontali (caratteristiche, anche se non esclusive, del fracking) negli Stati Uniti, di più del 30% dal loro massimo dell’ottobre 2014:




    E di conseguenza si avvicendano le notizie sulle estrazioni petrolifere e del gas, molte delle quali vincolate dal fracking, che stanno chiudendo per colpa dei propri debiti o licenziando in massa (metto i link delle sole notizie degli ultimi due mesi.

    Negli ultimi mesi del 2014 c’è una raccolta di queste della stessa dimensione):

    Fallimento della WBH Energy (Gennaio 2015; al link troverete altri fallimenti dello scorso anno).
    Fallimento della GasFrac Energy Services Inc. di Calgary (19 gennaio 2015).
    Baker Hughes licenzierà 7.000 lavoratori (20 gennaio 2015).
    Halliburton licenzierà almeno 5.000 lavoratori (10 febbraio 2015).
    Quicksilver Resources potrebbe fallire (18 febbraio 2015).

    Ma questa è solo la punta dell’iceberg, visto che non solo le estrazioni col fracking stanno soffrendo. Dall’altro lato della frontiera, la situazione non è molto meglio per le estrazioni delle sabbie bituminose in Canada:
    Fallimento della Southern Pacific Resources (Gennaio 2015).
    Canadian Oil Sands Ltd. a rischio di fallimento (2 febbraio 2015).
    Fallimento della Sonde Resources Corp (2 febbraio 2015).
    Fallimento della Ivanhoe Energy (20 febbraio 2015).

    Il disastro che sta avvenendo nel settore delle sabbie bituminose del Canada dà, sicuramente, un’altra dimensione, economica ed interessata, al recente veto del presidente Obama alla costruzione dell’oleodotto Keystone XL.
    E una conseguenza davvero preoccupante: non chiudono solo le estrazioni da fracking negli Stati Uniti, ma anche, e ad un ritmo più rapido, le trivellazioni verticali in quel paese (le quali sono tipiche dell’estrazione di petrolio convenzionale). Come vedrete nel grafico allegato, la caduta in questo caso è di circa il 50%, partendo inoltre da un punto da un numero che era molto più

    stabile nel tempo:




    Nel frattempo, il Dipartimento dell’Energia statunitense, attraverso la EIA, riconosce nel suo rapporto di congiuntura che l’offerta ha superato la domanda già da più di un anno (anziché avere il tipico incrocio di curve stagionale) e non si prevede che le due variabili comincino ad equilibrarsi fino alla prossima estate:



    Finora, queste eccedenze di petrolio prodotto, oltre ad abbassare il prezzo, sono servite alle grandi potenze per approvvigionarsi di oro nero. Così, le riserve di petrolio degli Stati Uniti e della Cina sono colme, cosa che alcuni analisti male intenzionati usano per ingannare il profano dicendo – letteralmente – che “le riserve degli Stati Uniti sono ai massimi storici”, confondendo così il petrolio stoccato nei depositi (che serve solo per coprire pochi mesi di consumo) con le riserve geologiche di petrolio.

    Il grafico del Dipartimento dell’Energia statunitense ci mostra che prevedono che la domanda di petrolio cominci a recuperare verso l’estate. Se tale previsione non si verifica (perché si scatena una recessione su scala globale) e la domanda non sale, essendo oltretutto i depositi di petrolio pieni, la produzione globale di petrolio sarebbe a grave rischio, visto che i prezzi si deprimeranno ancora di più e si chiuderebbero ancora più pozzi e giacimenti, alcuni dei quali non sarebbero tanto facili da riattivare nel caso di una eventuale ripresa economica successiva.

    Tutti questi indizi fanno prevedere che si avvicina un momento di rottura. O meglio il prezzo del petrolio comincia ad aumentare presto, per rilanciare finalmente la domanda (poco probabile) o perché la caduta della produzione finalmente si incontri con l’attuale livello di domanda,
    o meglio, una crisi finanziaria col fracking come epicentro è servita
    . Attendiamo gli eventi.


    Questo articolo è stato pubblicato in Blog, Curiosit
    Ultima modifica di animal; 30-03-15 alle 15:42
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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  3. #1233
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    e intanto mentre gli ameriCani buttano miliardi di tonnelate di acqua per il fracking i laghi si prosciugano e la cosata occidentale americana sta vivendo una siccita' colossale.....

    .bene bene andranno con le auto da 4 galloni al chilometro, ma dovranno farsi il bidet con il gasolio...ahi ahi dolori alle pelotas.


    Siccità: i laghi diventano dipinti astratti - Corriere.it
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  4. #1234
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    .bene bene andranno con le auto da 4 galloni al chilometro, ma dovranno farsi il bidet con il gasolio...ahi ahi dolori alle pelotas.
    (ANSA) - NEW YORK - La California 'raziona' l'acqua per la siccità, ma i produttori di petrolio della stato hanno potuto usare lo scorso anno quasi 70 milioni di galloni (1 gallone sono circa 3,8 litri) di acqua per il fracking: la controversa tecnica per l'estrazione dello shale gas. Lo hanno rivelato i funzionari statali ai media statunitensi. Nonostante le pressioni degli ambientalisti e le polemiche, il governatore Jerry Brown non ha chiesto per ora di fermare o di ridurre le operazioni di fracking.

    Pare che lo stato più popoloso e ricco degli USA si stia avviando al suicidio.

  5. #1235
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    (ANSA) - NEW YORK - La California 'raziona' l'acqua per la siccità, ma i produttori di petrolio della stato hanno potuto usare lo scorso anno quasi 70 milioni di galloni (1 gallone sono circa 3,8 litri) di acqua per il fracking: la controversa tecnica per l'estrazione dello shale gas. Lo hanno rivelato i funzionari statali ai media statunitensi. Nonostante le pressioni degli ambientalisti e le polemiche, il governatore Jerry Brown non ha chiesto per ora di fermare o di ridurre le operazioni di fracking.

    Pare che lo stato più popoloso e ricco degli USA si stia avviando al suicidio.
    Meglio cosi ammazzano la loro produzione vinicola che tutto sommato non è neanche malaccio e tornano a comprare da noi.
    Dopo questa sbornia di shale gas si saranno giocati anche l'agricoltura e il turismo.
    Ultima modifica di Metabo; 04-04-15 alle 12:08

  6. #1236
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Come Don Chisciotte - PRELUDIO ALLA GUERRA DELL'ACQUA IN AMERICA ?
    PRELUDIO ALLA GUERRA DELL'ACQUA IN AMERICA ?

    Postato il Sabato, 04 aprile @ 23:10:00 BST di davide


    DI HEDELBERTO LOPEZ BLANCH
    rebelión.org
    Anche se la notizia è stata passata dai media praticamente in sordina , è comunque importante e allarmante per le sue possibili conseguenze in tutti i paesi del continente americano.
    Uno studio della NASA ha concluso che il volume totale di acqua nei bacini dei fiumi Sacramento e San Joaquin, nello stato della California, Stati Uniti, è diminuita dal 2014 di 34 milioni di acri-piede (42 000 milioni di metri cubi, il che significa un effetto devastante sull'economia di quel vasto Stato dell'Unione).


    La notizia è apparsa in un articolo (qui) del Los Angeles Times, firmato dallo scienziato Jay Famiglietti del laboratorio Jet Propulsion Laboratory, in cui si afferma che la California sta perdendo dal 2002 l'acqua stoccata e che due terzi di queste perdite derivano dall'utilizzo delle acque sotterranee da parte degli agricoltori che hanno cercato di combattere gli effetti della siccità.
    Con grande enfasi, lo scienziato afferma che "la riserva d'acqua dolce in California potrebbe essere finita entro quest'anno", e che le autorità devono attivare misure restrittive sull'uso dell'acqua immagazzinata in tutti i settori e permettere la formazione di agenzie regionali per la sostenibilità .
    Nei calcoli del team guidato da Famiglietti vengono presi in considerazione i volumi che compongono la neve sciolta, le riserve e le acque sotterranee.
    La notizia porta in primo piano l'evidente interesse che negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno dimostrato ad avere una maggiore presenza nella zona prossima all'acquifero Guarani che si estende dal nord del Brasile fino alla Pampa Argentina. Si stima che abbia 37.000 milioni di metri cubi, e ogni chilometro cubo è pari a 1 miliardo di litri.
    Con un estensione di 1,19 milioni di Km quadrati, una superficie maggiore di quelle di Spagna, Francia e Portogallo insieme, è composto da 850.000 chilometri quadrati del Brasile (pari al 9,9% del territorio), 225.000 in Argentina (7,8%) 70.000 chilometri quadrati del Paraguay (17,2%) e 45.000 chilometri quadrati dell'Uruguay, che costituisce il 25,5% della superficie del paese orientale.
    Le sue sorgenti potrebbero fornire a tempo indeterminato 360 milioni di persone, mentre la popolazione attuale nella zona della falda acquifera è stimata a 17 milioni.
    I leader del Comando dell'Esercito Sud degli Stati Uniti hanno mantenuto una presenza ciclica in quella regione e la Banca Mondiale ha iniziato, dal 2007, a finanziare progetti in Guaraní.
    Da più di un secolo, i paesi potenti hanno controllato governi docili o iniziato delle guerre per prendere il controllo dei giacimenti petroliferi esistenti in diverse nazioni.
    In America Latina, quasi tutti i depositi erano sotto intervento degli Stati Uniti, e in altre regioni sono state avviate violente guerre di saccheggio per impossessarsi di petrolio e gas, come in Iraq, Libia, Siria e Sudan, per citarne alcuni.
    Ora gli esperti assicurano che in breve tempo, le nuove guerre avranno come sfondo l'appropriazione delle principali fonti di acqua, a causa della scarsità e la contaminazione in alcuni paesi di questo liquido che è fondamentale per la vita sul pianeta.
    Osserviamo questi dati: il 70% del territorio è coperto da acqua salata e solo il 2,5% di acqua potabile. Di questi, il 70% viene impiegato in agricoltura, il 20% nell'industria e il 10% per il consumo umano. L'inquinamento delle acque causa la morte di oltre 5 milioni di persone, soprattutto bambini.
    Circa 1 200 milioni di persone non hanno accesso all'acqua e 2 200 milioni vivono in condizioni insalubri. Nel 2050 le Nazioni Unite hanno stimato una popolazione mondiale di 9 miliardi con una domanda maggiore del 60% rispetto all'attuale, mentre il 85% delle fonti di acqua si trovano dove vi abita il 12%.
    Risulta molto significativa che una relazione della Central Intelligence Agency (CIA) ha dichiarato che entro il 2015 l'acqua sarà una delle principali cause di conflitto internazionale. Nel 1997, quando i governi latinoamericani erano docili nei confronti Stati Uniti, diversi paesi hanno aperto le loro porte alla Banca Mondiale, passando le università di Santa Fe e Buenos Aires, l'Uruguay e alcune del Brasile i diritti di ricerca dell'Acquifero Guaranì a tale istituzione finanziaria.
    A novembre 2001 la Banca Mondiale, attraverso una delle sue agenzie specializzate, il Global Environment Facility (GEF per il suo acronimo in inglese) ha iniziato il finanziamento della ricerca e dei lavori per ottenere uno "sviluppo sostenibile" di queste riserve.
    Due anni dopo, a novembre del 2003, si sono riuniti a Montevideo i membri di MERCOSUR e la Banca Mondiale per firmare il progetto di protezione ambientale e lo sviluppo sostenibile del sistema acquifero Guaranì. Il GEF garantisce un finanziamento per 13,4 milioni di dollari versate delle banche degli Stati Uniti, i Paesi Bassi e la Germania. L'Organizzazione degli Stati Americani e l'Unità per lo Sviluppo Sostenibile (OAS-USDE) con sede a Washington agirebbe come la filiale regionale di esecuzione e la Banca Mondiale come agenzia esecutiva.
    Durante il IV Forum mondiale dell'acqua tenutosi a Città del Messico nel marzo 2006, l'allora presidente della Banca mondiale Paul Wolfowitz ha emanato un documento intitolato "miraggio nell'acqua", che dichiara che il prestito della Banca Mondiale facilita l'assistenza all'acqua a condizione che il servizio sia stato privatizzato.
    Ma, come espresse il presidente ecuadoriano Rafael Correa, per la regione cominciava un "cambiamento epocale" ed il testo è stato squalificato dai partecipanti. In questo documento si indicava che il paese che si rifiutasse di rispettare queste decisioni si sarebbe visto negare il credito per altri investimenti nel settore pubblico.
    Con la recente notizia della NASA riguardante la scarsità d'acqua nel vasto stato americano della California, le nazioni dell'America del sud dovranno stare attente a prevenire nuove minacce sulla falda acquifera Guarani.

    Hedelberto López Blanch
    Fonte: www.rebelion.org
    Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=197006
    28.03.2015
    Traduzione dallo spagnolo per www.comedonchisciotte.org a cura di TORITO

  7. #1237
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    California senz'acqua,bufera su fracking - Nord America - ANSA.it
    California senz'acqua,bufera su fracking


    Governatore esclude estrazione dal razionamento, monta polemica
    (ANSA) - NEW YORK, 3 APR - La California 'raziona' l'acqua per la siccità, ma i produttori di petrolio della stato hanno potuto usare lo scorso anno quasi 70 milioni di galloni (1 gallone sono circa 3,8 litri) di acqua per il fracking: la controversa tecnica per l'estrazione dello shale gas. Lo hanno rivelato i funzionari statali ai media statunitensi. Nonostante le pressioni degli ambientalisti e le polemiche, il governatore Jerry Brown non ha chiesto per ora di fermare o di ridurre le operazioni di fracking.



  8. #1238
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Ma se la produzione tramite fracking in California e' pressoche' nulla....

    Ora mica vorreste far passare l'idea che la siccita' in California sia la conseguenza del fracking....
    Globalizzazione..... si grazie.

  9. #1239
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma se la produzione tramite fracking in California e' pressoche' nulla....

    Ora mica vorreste far passare l'idea che la siccita' in California sia la conseguenza del fracking....
    Bisogna che chiami in california e dirgli che hanno sbagliato tutto, come al solito...

    Siccità negli USA: la California raziona l'acqua ma non per il fracking ed esplode la polemica

  10. #1240
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Bisogna che chiami in california e dirgli che hanno sbagliato tutto, come al solito...

    Siccità negli USA: la California raziona l'acqua ma non per il fracking ed esplode la polemica

    Metqbo, ti serve un disegnino per capire la differenza di quello da me scritto e quello che stai dicendo tu?

    Arrivaci su...
    Globalizzazione..... si grazie.

 

 
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