Re: Il suicidio del fracking
In riferimento alle esportazioni di SHAEL GAS LNG USA:
More Than Half of U.S. LNG Is Destined for Europe, WoodMac Says
Europe is set to be the key destination for liquefied natural gas supplies from the U.S. after prices fell in Asia, the world’s biggest consumer of the fuel, according to Wood Mackenzie Ltd.
The U.S. is forecast to ship about 55 percent of its total LNG production, or 32 million metric tons a year, to Europe by 2020, according to Alex Munton, the Houston-based principal analyst for Americas LNG at Wood Mackenzie. That’s because Europe is so close, has ample import capacity and liquid markets, and now has prices nearer to those in Asia.
The U.S. will this quarter dispatch its first tanker from the Sabine Pass plant in Louisiana, marking the start of a wave of export projects resulting from the nation’s shale-gas boom. Atlantic basin producers are focusing on Europe as the premium consumers such as Japan used to pay has mostly disappeared amid waning demand and more supply from Australia and Papua New Guinea.
“A significant amount of LNG will end up in Europe,” Munton said by phone on Wednesday. “The spread between European and Asian prices disappeared and based on the proximity to the Gulf Coast, Europe will become a more attractive market.”
Flows from nations surrounding the Atlantic Ocean to areas around the Pacific fell 16 percent to 82 million tons in 2015, Wood Mackenzie said in an e-mailed research note Wednesday. European net imports of LNG increased 14 percent to 37 million tons, according to the report.
U.S. LNG in Europe will be competitive after gas prices at the benchmark Henry Hubin Louisiana fell amid warmer weather, according to Bloomberg New Energy Finance, which last month estimated the delivery price at about $5 per million British thermal units. The U.K. front-month contract settled at $4.60 on the ICE Futures Europe exchange on Thursday.
Diversification Opportunity
For Europe, U.S. LNG will diversify its sources as the region is now dependent on Russia for about a third of its supply, while domestic production is declining.
By 2025, net gas imports will make up as much as 77 percent of the European Union’s demand, up from 63 percent in 2013, according to the International Energy Agency’s World Energy Outlook 2015.
Europe’s liquid trading hubs can absorb cargoes that aren’t needed in Asia. South Korea’s Kogas, a buyer of U.S. LNG, agreed with EDF Trading Ltd. to jointly market LNG. Cheniere Energy Inc., which is developing the Sabine Pass and Corpus Christi LNG plants in the U.S., also has deals with EDF Trading and Engie to bring LNG to French or other European terminals.
About 60.5 million tons a year of U.S. LNG is under construction and slated to start up through 2019, UBS AG said in a research note Wednesday.
“The real supply build will start to kick in, from the U.S. particularly, from 2018, and in Australia as well,” Wood Mackenzie’s Munton said. “You still have got a lot of trains that will be ramping up through the remaining years of this decade.”
More Than Half of U.S. LNG Is Destined for Europe, WoodMac Says | Hellenic Shipping News Worldwide
Re: Il suicidio del fracking
ma se fino ad un mese fa negavate di avere detto che gli Usa avrebbero invaso l'europa di LNG.....
Ora postate un articolo che conferma che gli americani intendono invadere l'europa.
Un po' di coerenza no???
comunque 30-40 miliardi di metri cubi di gas l'anno non sbilanciano di molto gli attuali equilibri, dato che i gasodotti libico algerini avranno seri problemi a mantenere il loro flusso e quindi la Russia non sara' penalizzata cosi' tanto.
La cosa che stupisce e' che una nave gasiera trasporta al massimo 300.000 metric cubi di gas vale a dire sarebbero necessari 90.000 viaggi su e giu' per l'atlantico per esportare 30-40 miliardi
Anche ipotizzando che una nave possa fare 10 viaggi l'anno sono necessarie per questa fantomatica idea almeno 9000 navi.
Ad oggi ci sono circa 400 navi nel mondo!
I numeri parlano da soli, le fanfaronate ammorbono solo l'aria, quando puzzano!
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
ma se fino ad un mese fa negavate di avere detto che gli Usa avrebbero invaso l'europa di LNG.....
Ora postate un articolo che conferma che gli americani intendono invadere l'europa.
Un po' di coerenza no???
comunque 30-40 miliardi di metri cubi di gas l'anno non sbilanciano di molto gli attuali equilibri, dato che i gasodotti libico algerini avranno seri problemi a mantenere il loro flusso e quindi la Russia non sara' penalizzata cosi' tanto.
La cosa che stupisce e' che una nave gasiera trasporta al massimo 300.000 metric cubi di gas vale a dire sarebbero necessari 90.000 viaggi su e giu' per l'atlantico per esportare 30-40 miliardi
Anche ipotizzando che una nave possa fare 10 viaggi l'anno sono necessarie per questa fantomatica idea almeno 9000 navi.
Ad oggi ci sono circa 400 navi nel mondo!
I numeri parlano da soli, le fanfaronate ammorbono solo l'aria, quando puzzano!
non oso pensare se mettono qualche rigassificatore in qualche zona sismica che casino che esce fuori
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
vostok
non oso pensare se mettono qualche rigassificatore in qualche zona sismica che casino che esce fuori
non e' solo una questione di zone sismiche che sono circoscritte all'Italia e alla Grecia, e passi,ma il fatto che saranno obiettivi sensibili per attentati terroristici piu' o meno pilotati.
Giova ricordare che l'esplosione di una nave gasiera e non parliamo di rigassificatore equivalgono ad una esplosione nucleare...avanti cosi!
http://informazionesostenibile.info/...vi_gasiere.pdf
Il pericolo terrorismo
Il 21 aprile 2005 il deputato Markey, membro del Co
ngresso degli Stati Uniti e membro anziano del
Comitato di sicurezza interna ha affermato che gli
impianti di GNL sono tra gli obiettivi più
attraenti per i terroristi.
Già il 21 settembre 2004 The Providence Journal tit
olava “Un dirigente del Lloyd paragona unattacco al GNL ad una esplosione nucleare”. Nell’ar
ticolo si legge che un dirigente
dell’Assicurazione Lloyd di Londra, Peter Levene ha
affermato: “Anche le gasiere, sia in mare che
nei porti costituiscono evidenti bersagli” e ancora
“Gli specialisti riconoscono che un attacco
terroristico ad una gasiera di GNL potrebbe avere l
a forza di una piccola esplosione nucleare”.
Secondo i risultati di test eseguiti sulle armi da
fuoco dall’ufficio governativo statunitense di
contabilità delle armi di piccolo taglio, armi non
militari sono in grado di rompere i contenitori di
GNL. Quindi se un gruppo terrorista requisisse una
gasiera carica sarebbe molto pericoloso provare
ad arrestarlo senza rompere contenitori, valvole o
condutture. Secondo Brittle Power, strategia
energetica per la sicurezza nazionale, un atto di s
abotaggio a bordo sarebbe assai semplice se diretto
verso la manipolazione delle valvole che potrebbero
portare alla rottura dei contenitori di GNL per
sovrapressione e a un conseguente notevole versamen
to del GNL criogenico sullo scafo di acciaio
che ne verrebbe, probabilmente, frantumato.
Le gasiere sono ritenute relativamente sicure perch
é sono a doppio scafo. Nell’ottobre del 2002 una
piccola imbarcazione da turismo ha speronato il dop
pio scafo di una petroliera francese, la Limburg,
causando un enorme incendio. Le gasiere sono quindi
facilmente attaccabili da kamikaze anche
dotati di mezzi non sofisticati.
Il peggior incidente immaginabile
L’industri bellica ha progettato le bombe FAE al me
tano perché sostituissero le armi nucleari di
ridotta potenza e potessero essere impiegate per at
taccare bersagli corazzati. Sul manuale “La
guerra moderna”di Luttwak e Koel leggiamo: “Una bom
ba FAE al metano di 500 KG può generare
punte di sovrapressione di 0,9 Kg/cmq su un raggio
di 200 metri e di 0,42 Kg/cmq a 300 metri. Si
noti che sono sufficienti 0,35 Kg/cmq per sbriciola
re gli edifici di mattoni e che tale valore è
considerato quello di una potente esplosione. Gli e
ffetti di una bomba FAE potrebbero essere
paragonati a quelli di un ordigno nucleare di picco
la potenza. La maggior parte delle bombe di
questo tipo si basa su idrocarburi gassosi, in grad
o di detonare facilmente se stimolati in modo
corretto da una fonte di energia abbastanza potente
. La combustione si propaga a velocità
supersonica, generando un’onda d’urto molto violent
a”.
Il GNL non è infiammabile quando è nel suo stato li
quido dentro il suo contenitore, ma una volta
fuoriuscito, si diffonde rapidamente in forma di nu
bi di gas e, quando si mescola in percentuali dal
5% al 15% con l’ossigeno diventa altamente volatile
e infiammabile. Il GNL può prendere fuoco
spontaneamente e può esplodere spontaneamente, come
è mostrato in alcuni filmati del US Bureau
of Mines.
Tutti gli idrocarburi hanno una piccola finestra di
infiammabilità, però, tra tutti gli idrocarburi,
inclusi quelli noti come la benzina verde, il carbu
rante per i jet, il propano e il butano, il GNL, ch
e è
metano, ha la finestra di infiammabilità più larga
con la maggiore probabilità di combustione.
Quindi, tornando al paragone con le bombe FAE e con
siderando che una nave metaniera trasporta
fino a 140.000 tonnellate di metano liquido avremmo
, in caso di esplosione, un effetto distruttivo su
un raggio di 84 Km, area in cui potrebbe sbriciolar
e gli edifici di mattoni.
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
ma se fino ad un mese fa negavate di avere detto che gli Usa avrebbero invaso l'europa di LNG.....
Ora postate un articolo che conferma che gli americani intendono invadere l'europa.
Un po' di coerenza no???
Caro Animal, lei dovrebbe evitare di rispondere imbatte a sue fantasie o imbatte alla sua memoria... visti che nel caso le si diceva che il Gas LNG avrebbe potuto trovare plurimi destini, anche l Europa, ma che sarebbe stato anche necessaria l; esportazioni dato che le conseguenze le si avrebbero avute anche indirettamente... cosi come il prezzo landed era concorrenziale e che ovviamente era nelle possibilità'... non le si e scritto NULLA ne che non fosse stato detto ne previsto.
Non si basi sulla usa memoria che coma si e' potuto vedere, ha grosse lacune ("non ho mai detto che non avrebbero esportato".... quota la sua affermazione in tale senso). :)
Altresi, il gas andrà' dove potrà' ottenere un prezzo migliore, se sara' l' Europa sara' essa, se sara' qualche altra parte, sara' qualche altra parte, le navi possono essere dirette dove meglio incassano in quel momento.
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
comunque 30-40 miliardi di metri cubi di gas l'anno non sbilanciano di molto gli attuali equilibri, dato che i gasodotti libico algerini avranno seri problemi a mantenere il loro flusso e quindi la Russia non sara' penalizzata cosi' tanto.
Dire di si invece... e come GIA' dettole una decina di volte... e come GIA' nei fatti sta accadendo, si ha l' impatto sia diretto che indiretto, si ha un evento sui prezzi (maggiore concorrenza = minore costi per il consumatore), cosi come l' Europa mica sta solo diversificando in tale direzione, il Turkmenistan e' una futura fonte di gas per l' Europa, ed altri. Il maggior impatto si ha sulla pressione vs i fornitori nell offrire prezzi piu; concorrenziale.
Alla fine, la Russia dovra' perdere delle quote di mercato, che sta gia' facendo, ed allo stesso tempo offrire maggiori sconti, come sta facendo, il che ovviamente e' tutto a beneficio dei paesi importatori, ovvero Europei, se cio' fara' male alle casse del Cremlino, beh, saranno affari del Cremlino, non dei paesi Europei.
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
La cosa che stupisce e' che una nave gasiera trasporta al massimo 300.000 metric cubi di gas vale a dire sarebbero necessari 90.000 viaggi su e giu' per l'atlantico per esportare 30-40 miliardi
Anche ipotizzando che una nave possa fare 10 viaggi l'anno sono necessarie per questa fantomatica idea almeno 9000 navi.
Ad oggi ci sono circa 400 navi nel mondo!
I numeri parlano da soli, le fanfaronate ammorbono solo l'aria, quando puzzano!
Lei ancora...nonostante un due anni quasi di spiegazioni no arriva a capire manca mezzo punto... e pensare che si era avviato sul buona strada... :rolleyes:
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
vostok
non oso pensare se mettono qualche rigassificatore in qualche zona sismica che casino che esce fuori
Puoi benissimo controllare dove sono i rigassificatori in funzione, in costruzione ed in progettazione per i paesi Europei, non e' mica un segreto di Fatima.
Re: Il suicidio del fracking
DOPO IL FRACKING L' LNG SPINTO
la corsa infinita verso la di$truzione all'insegna di Loro
ma questi non si fermano mai........
http://informazionesostenibile.info/...vi_gasiere.pdf
Il pericolo terrorismo Il 21 aprile 2005 il deputato Markey, membro del Congresso degli Stati Uniti e membro anziano del Comitato di sicurezza interna ha affermato che gli impianti di GNL sono tra gli obiettivi più attraenti per i terroristi.
Già il 21 settembre 2004 The Providence Journal titolava “Un dirigente del Lloyd paragona unattacco al GNL ad una esplosione nucleare”. Nell’articolo si legge che un dirigente dell’Assicurazione Lloyd di Londra, Peter Levene ha affermato: “Anche le gasiere, sia in mare che nei porti costituiscono evidenti bersagli” e ancora
“Gli specialisti riconoscono che un attacco terroristico ad una gasiera di GNL potrebbe avere la forza di una piccola esplosione nucleare”.
Ma tanto agli ameriCani che gliene importa...i terminali si costruiranno in EuroCania, magari anche sotto casa tua.:cool:
Re: Il suicidio del fracking
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
DOPO IL FRACKING L' LNG SPINTO
la corsa infinita verso la di$truzione all'insegna di Loro
ma questi non si fermano mai........
http://informazionesostenibile.info/...vi_gasiere.pdf
Il pericolo terrorismo Il 21 aprile 2005 il deputato Markey, membro del Congresso degli Stati Uniti e membro anziano del Comitato di sicurezza interna ha affermato che gli impianti di GNL sono tra gli obiettivi più attraenti per i terroristi.
Già il 21 settembre 2004 The Providence Journal titolava “Un dirigente del Lloyd paragona unattacco al GNL ad una esplosione nucleare”. Nell’articolo si legge che un dirigente dell’Assicurazione Lloyd di Londra, Peter Levene ha affermato: “Anche le gasiere, sia in mare che nei porti costituiscono evidenti bersagli” e ancora
“Gli specialisti riconoscono che un attacco terroristico ad una gasiera di GNL potrebbe avere la forza di una piccola esplosione nucleare”.
Ma tanto agli ameriCani che gliene importa...i terminali si costruiranno in EuroCania, magari anche sotto casa tua.:cool:
Che ragionamento ad minchiam... gli impianti ci sono sia in USA, sia in Europa... sia in Asia, Oceania.. ed oiboh pure in Russia....
Cos'e' ? Ora sta cercando un altro metodo per rispondere? :D
Re: Il suicidio del fracking
LA PISTOLA FUMANTE
finalmente la prova della collusione e corruzione della EU in merito alla politica degli approvigionamenti di gas politica che mira ad isolare e ridurre via via la quantita' di gas proveniente dalla Russia sino ad azzerararla.
Tutto questo mediante la costruzione di decine di centri di rigasificazione di LNG a costi ambientali ed economici altissimi, in parte effettuati con fondi UE quindi con i soldi dei cittadini.
Ed anche mediante la costruzione di gasodotti dal medioriente che passeranno attraverso la siria e turchia, da qui la necessita' di cacciare Assad e i russi dalla siria stessa.
Quindi i parrucconi di Bruxelle, con la scusa della diversificazione ( notare che il gas in europa arriva da almeno 4 routes escludendo la russia, e senza la guerra in Libia, l'Eni era pronta a raddoppiare il gasodotto gia' esistente con ulteriori 20 - 30 miliardi di metri cubi gas /anno, operazione chiaramente saltata, ma in questo caso alla commissione UE la diversificazione non era interessante) vogliono loro stessi gestire il flusso del gas tramite nuove routes per lo piu' provenienti dagli stati canaglia del XXI secolo, U$A in primis, quindi Quatar e Turchia.
Gas and oil supply routes
https://ec.europa.eu/energy/en/topic...-supply-routes
https://ec.europa.eu/energy/sites/en...?itok=GMsD7qPI
A key part of ensuring secure and affordable supplies of energy to Europeans involves diversifying supply routes. This includes identifying and building new routes that decrease the dependence of EU countries on a single supplier of natural gas and other energy resources.
Opening up the Southern Gas Corridor
Many countries in Central and South East Europe are dependent on a single supplier for most or all of their natural gas.
NOTARE LA SOTTILE PERFIDIA E VIGLIACCHERIA NEL NOMINARE DI FATTO LA RUSSIA COME UNICO FORNITORE MA NON CITANDOLA!
To help these countries diversify their supplies,
ANCHE QUI LA COMMISSIONE EU IN MODO SUBDOLO USA LA PAROLA AIUTARE COME SE LA DIVERSIFICAZIONE DELLE ROTTE GAS, A COSTO DI INVESTIMENTI, INQUINAMENTO ETC. FOSSE UN AIUTO QUANDO A POCHE MIGLIAIA DI CHILOMETRI INVECE CI SONO I PIU' GRANDI GIACIMENTI DI GAS RUSSI PRONTI PER ESSERE ALLACCIATI
the Southern Gas Corridor aims to expand infrastructure that can bring gas to the EU from the Caspian Basin, Central Asia, the Middle East, and the Eastern Mediterranean Basin.
MEDIO ORIENTE VALE A DIRE QUATAR E DA QUI SI SPIEGA CHIARAMENTE LA GUERRA IN SIRIA
Initially, approximately 10 billion cubic meters (bcm) of gas will flow along this route when it opens in 2019/2020. Given the potential supplies from the Caspian Region, the Middle East, and the East Mediterranean however, the EU aims to increase this to 80 to 100 bcm of gas per year in the future.
EU actions for expanding the Southern Gas Corridor include:
- keeping the infrastructure projects needed for the Corridor on the EU's list of projects of common interest. These are projects which can benefit from streamlined permitting process, receive preferential regulatory treatment, and may apply for EU funding from the Connecting Europe Facility SOLDI EU QUINDI DI TUTTI NOI DA BUTTARE PER CREARE CATTEDRALI NEL DESERTO QUANDO BASTEREBBE UN ACCORDO CON I RUSSI PER RISPARMIARE MILIARDI E MILIARDI DI EURO
- cooperating closely with gas suppliers in the region including Azerbaijan, Iraq and Turkmenistan
- cooperating closely with transit countries including Azerbaijan, Georgia and Turkey
- negotiating with Azerbaijan and Turkmenistan on a Trans-Caspian pipeline to transport gas across the Caspian Sea.
Developing the Mediterranean hub
The EU wants to create a Mediterranean gas hub in the South of Europe to help diversify its energy suppliers and routes. To this end, the EU is engaged in an active energy dialogue at political level with Northern African and Eastern Mediterranean partners.
Taking into account the huge potential of Algeria, both for conventional and unconventional gas resources, as well as the new gas resources in the East Mediterranean and the associated infrastructure development plans, the Mediterranean area can act as a key source and route for supplying gas to the EU.
LNG terminals
Liquefied natural gas (LNG) imported to Europe through LNG terminals is a source of diversification that contributes to competition in the gas market and security of supply.
New LNG supplies from North America, Australia, Qatar, and East Africa are likely to increase the size of the global LNG market and some of these volumes should reach the European market.
Considering that most of the existing capacity is located in Western Europe and the existence of internal bottlenecks from the Atlantic coast to the East, the development of a few new regasification units in Eastern Europe would be justified. This is the case in the Baltics and in South-East Europe where LNG regasification units have been identified as Projects of Common Interest under the Regulation on the guidelines for trans-European energy infrastructure.
Related legislation