Re: Il suicidio del fracking
Animal... DIVERSIFICAZIONE.... cosa ci sarebbe di strano non lo si capisce..
La DIVERSIFCIAZIONE implica anche che i fornitori esistenti dovranno aumentare la scontistica (come esempio Lituano, dove la Gazprom SOLAMENTE dopo la presenza su progetto si un rigassificatore ha offerto uno sconto del 25%).
Re: Il suicidio del fracking
LA PISTOLA FUMANTE
Notare che contrariamente a quanto asserito dai parrucconi petofili di Brusselle, esiste gia' di fatto una diversificazione sufficente del gas in europa, proveniente per 40% dalla Russia, 38% dalla Norvegia, 10% LNG, 10% Nord Africa,per circa 250 miliardi metri cubi all'anno.
se si ha la pazienza di prendere la mappa precedentemente postata sulla capacita' dei rigasificatori presenti in Europa ed in costruzione si arriva ad una capacita' di 269 miliardi di metri cubi all'anno.
Strano...molto strano......la stessa cifra che proviene ora dalle routes citate (Russia, Norvegia e Nord Africa).
...non sara' per caso che qualcUno intende mettere i bastoni tra le gambe a quei paesi ad oggi tranquilli esportatori di gas verso l'europa?????:eek:
Il Nord africa infatti e' stato destabilizzato a sufficenza e gli aumenti previsti di export sono amaramente stati sepolti dalla primavere arabe!!!
La Russia sappiamo sotto che tiri incrociati si trova, distrutto inoltre il south stream etc....
Fossi nei Norvegesi mi toccherei le palle, il prossimo obiettivo saranno loro per poi lasciare tutto la spazio al LNG ameriCano e quatarriota!!!
fig 5 e Tab 1
https://ec.europa.eu/energy/sites/en...ts_2014_q4.pdf
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
LA PISTOLA FUMANTE
Notare che contrariamente a quanto asserito dai parrucconi petofili di Brusselle, esiste gia' di fatto una diversificazione sufficente del gas in europa, proveniente per 40% dalla Russia, 38% dalla Norvegia, 10% LNG, 10% Nord Africa,per circa
250 miliardi metri cubi all'anno.
se si ha la pazienza di prendere la mappa precedentemente postata sulla capacita' dei rigasificatori presenti in Europa ed in costruzione si arriva ad una capacita' di
269 miliardi di metri cubi all'anno.
Strano...molto strano......la stessa cifra che proviene ora dalle routes citate (Russia, Norvegia e Nord Africa).
...non sara' per caso che qualcUno intende mettere i bastoni tra le gambe a quei paesi ad oggi tranquilli esportatori di gas verso l'europa?????:eek:
Il Nord africa infatti e' stato destabilizzato a sufficenza e gli aumenti previsti di export sono amaramente stati sepolti dalla primavere arabe!!!
La Russia sappiamo sotto che tiri incrociati si trova, distrutto inoltre il south stream etc....
Fossi nei Norvegesi mi toccherei le palle, il prossimo obiettivo saranno loro per poi lasciare tutto la spazio al LNG ameriCano e quatarriota!!!
fig 5 e Tab 1
https://ec.europa.eu/energy/sites/en...ts_2014_q4.pdf
Il 40% da un solo fornitore e' un SUICIDIO... non e' diversificazione.. NESSUN fornitore dovrebbe avere MASSIMO, piu' del 15%, il coltello dalla parte del manico lo deve avere chi paga/compra, non chi vende/incassa.
Unica eccezione a tali limite la si potrebbe avere appunto nel caso o di paesi alleati (esempio Norvegia) o comunque meno potenti e forti del consumatore, che non e' il caso della Russia, ovviamente.
In questo momento l' Europa e' altamente ricattabile dalla Russia (non e un mistero che la Russia utilizza tali forniture come un arma politica), il ricatto non può' essere messo realmente in atto dato che la Russia non ha al presente alternative viabili e valide, la Cina non iniziera' ad importare massicciamente gas dalla Russia (i nuovi contratti) se non nel 2019, e questo e prezzi scontatissimi, e neanche cosi avrebbe in ogni caso i volumi per controbilanciare quelli Europei.
A parte comunque, che dalla Russia arriva il 30/33%, non il 40%.
Re: Il suicidio del fracking
Invece che lo shale oil e gas, sono sempre più nelle melma.
Fracking. Dal pozzo alla banca. Le società contraggono debiti per ripagare debiti
Oltre a rappresentare un pericolo per l’ambiente e per l’uomo, il fracking comincia a diventare un problema economico. Decine di società nate dal nulla annegano nei debiti, ne contraggono di nuovi per trivellare e altri per ripagare gli interessi. Un sistema destinato all’implosione, non alla svolta energetica.
http://www.tgvallesusa.it/wp-content...ng-620x264.jpg
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http://www.tgvallesusa.it/wp-content...ng-300x196.pngdi Massimo BonatoContro il fracking le proteste non accennano a diminuire. Né negli Stati Uniti, come in Texas o in Ohio, dove più attivi sono i pozzi o in Oklahoma dove hannno fatto aumentare gli eventi sismici da uno a 44 l’anno nel torno di un lustro. Non si fermano in Inghilterra e in Irlanda, dove Cameron ha convinto il Parlamento di recente a imprimere quella che dovrebbe essere la svolta epocale inglese, la risposta alla crisi energetica dell’isola in vista di una sempre minor produzione dei suoi giacimenti petroliferi nel Mare del Nord. Non cessano in Centro e Sud America, dove le popolazioni lottano per la difesa della propria terra. Come avviene in queste ore in Messico, nello stato di Coahuila, al nord del Paese proprio al confine con il Texas, dove la popolazione si è mobilitata contro la riforma energetica, ma più direttamente contro l’esproprio delle terre necessarie ad accogliere oltre diecimila pozzi di società nordamericane che usano il fracking come tecnica estrattiva.Ma il fracking non si sta dimostrando pericoloso soltanto per l’ambiente e per l’uomo, per la facilità con cui le falde acquifere, anche a distanza, possono essere contaminate dagli acidi e dalle sostanze nocive per fratturare il sottosuolo; per i fenomeni sismici che moltiplica anche là dove si sono sempre presentati sporadicamente.Non si sta dimostrando pericoloso per l’inquinamento prodotto dalla veloce dismissione degli impianti che restano in loco, perché troppo costosi da smontare e riutilizzare o smaltire, vista la scarsa o poca quantità di gas o petrolio ottenibile dalla tecnica stessa utilizzata.Pare ora diventare pericoloso per la stessa economia. Rivela il «Sole 24 Ore» infatti, come si comincia a paventare nelle banche statunitensi una bolla dello shale gas. Ovvero la bolla prodotta dagli alti prestiti richiesti dalle società per installare velocemte pozzi su pozzi. Tutte società peraltro medie o medio-piccole nate dal nulla, che nel nulla rischiano di naufragare, perché appunto, con il crollo del prezzo del petrolio da un lato, e con il basso rendimento dei pozzi prodotti attraverso il fracking dall’altro, rischiano ora di affondare nei debiti contratti per ridurre interi territori a una groviera. Il «Sole 24 Ore» del 12 novembre richiama l’analisi di Bloomberg secondo la quale, su un campione di 60 società quotate negli Stati Uniti, l’ammontare dei debiti ammontava a giugno di quest’anno a 190,2 miliardi di dollari, 50 miliardi in più dalla fine del 2011, a fronte di una crescita del fatturato di appena il 5,6%.
Il problema delle trivellazioni allora si traduce in qualcosa di molto diverso dalla ricerca di sorgenti alternative di gas o di petrolio, perché ancor prima di giocarsi sulle quantità di barili da immettere sul mercato, traducendoli in economia dei Paesi acquirenti, si presenta ora come incessante necessità di realizzare sempre nuove perforazioni nella speranza di ripagare debiti sempre più ingenti. Senza contare che la partita si sposta dal pozzo allo sportello bancario, considerando che i prestiti a cui le società ricorrono sempre più spesso, non coprono le perforazioni di per sé, ma vengono richiesti per coprire a loro volta debiti contratti in precedenza. Un sistema che rischia di implodere da un momento all’altro.
Fracking. Dal pozzo alla banca. Le società contraggono debiti per ripagare debiti - TG Valle Susa
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Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
Metabo
Invece che lo shale oil e gas, sono sempre più nelle melma.
Fracking. Dal pozzo alla banca. Le società contraggono debiti per ripagare debiti
Oltre a rappresentare un pericolo per l’ambiente e per l’uomo, il fracking comincia a diventare un problema economico. Decine di società nate dal nulla annegano nei debiti, ne contraggono di nuovi per trivellare e altri per ripagare gli interessi. Un sistema destinato all’implosione, non alla svolta energetica.
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http://www.tgvallesusa.it/wp-content...ng-300x196.pngdi Massimo BonatoContro il fracking le proteste non accennano a diminuire. Né negli Stati Uniti, come in Texas o in Ohio, dove più attivi sono i pozzi o in Oklahoma dove hannno fatto aumentare gli eventi sismici da uno a 44 l’anno nel torno di un lustro. Non si fermano in Inghilterra e in Irlanda, dove Cameron ha convinto il Parlamento di recente a imprimere quella che dovrebbe essere la svolta epocale inglese, la risposta alla crisi energetica dell’isola in vista di una sempre minor produzione dei suoi giacimenti petroliferi nel Mare del Nord. Non cessano in Centro e Sud America, dove le popolazioni lottano per la difesa della propria terra. Come avviene in queste ore in Messico, nello stato di Coahuila, al nord del Paese proprio al confine con il Texas, dove la popolazione si è mobilitata contro la riforma energetica, ma più direttamente contro l’esproprio delle terre necessarie ad accogliere oltre diecimila pozzi di società nordamericane che usano il fracking come tecnica estrattiva.Ma il fracking non si sta dimostrando pericoloso soltanto per l’ambiente e per l’uomo, per la facilità con cui le falde acquifere, anche a distanza, possono essere contaminate dagli acidi e dalle sostanze nocive per fratturare il sottosuolo; per i fenomeni sismici che moltiplica anche là dove si sono sempre presentati sporadicamente.Non si sta dimostrando pericoloso per l’inquinamento prodotto dalla veloce dismissione degli impianti che restano in loco, perché troppo costosi da smontare e riutilizzare o smaltire, vista la scarsa o poca quantità di gas o petrolio ottenibile dalla tecnica stessa utilizzata.Pare ora diventare pericoloso per la stessa economia. Rivela il «Sole 24 Ore» infatti, come si comincia a paventare nelle banche statunitensi una bolla dello shale gas. Ovvero la bolla prodotta dagli alti prestiti richiesti dalle società per installare velocemte pozzi su pozzi. Tutte società peraltro medie o medio-piccole nate dal nulla, che nel nulla rischiano di naufragare, perché appunto, con il crollo del prezzo del petrolio da un lato, e con il basso rendimento dei pozzi prodotti attraverso il fracking dall’altro, rischiano ora di affondare nei debiti contratti per ridurre interi territori a una groviera. Il «Sole 24 Ore» del 12 novembre richiama l’analisi di Bloomberg secondo la quale, su un campione di 60 società quotate negli Stati Uniti, l’ammontare dei debiti ammontava a giugno di quest’anno a 190,2 miliardi di dollari, 50 miliardi in più dalla fine del 2011, a fronte di una crescita del fatturato di appena il 5,6%.
Il problema delle trivellazioni allora si traduce in qualcosa di molto diverso dalla ricerca di sorgenti alternative di gas o di petrolio, perché ancor prima di giocarsi sulle quantità di barili da immettere sul mercato, traducendoli in economia dei Paesi acquirenti, si presenta ora come incessante necessità di realizzare sempre nuove perforazioni nella speranza di ripagare debiti sempre più ingenti. Senza contare che la partita si sposta dal pozzo allo sportello bancario, considerando che i prestiti a cui le società ricorrono sempre più spesso, non coprono le perforazioni di per sé, ma vengono richiesti per coprire a loro volta debiti contratti in precedenza. Un sistema che rischia di implodere da un momento all’altro.
Fracking. Dal pozzo alla banca. Le società contraggono debiti per ripagare debiti - TG Valle Susa
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Te continua a non capire... che come al solito poi ci rimani male e ti tocca far finta di non leggere.... :D
Fra 1/2/5/10 anni sarai ancora qui a dire che lo Shale e' "sul punto" di sparire... ti confondi le singole aziende con il settore in se..... :facepalmi:
Re: Il suicidio del fracking
Sempre piu' evidente la politica U$A Saudita di portare il barile sotto i 20 $ non solo per far fuori la Russia, ma anche per fare fallire e poi accorpare le centinaia di piccole compagnie petrolifere, che saranno preda delle major.
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
Sempre piu' evidente la politica U$A Saudita di portare il barile sotto i 20 $ non solo per far fuori la Russia, ma anche per fare fallire e poi accorpare le centinaia di piccole compagnie petrolifere, che saranno preda delle major.
a questo punto penso sarà una specie di avvertimento
arriveranno ad un punto estremo e poi faranno risalire il prezzo, come per dire "se ci riprovate con lo shale ve lo rimandiamo a gambe all aria"
per quanto riguarda il turkmenistan, per diventare la fonte primaria dell europa dovrebbe abbondare la cina e in più migliorare le infrastrutture ,
altrimenti combinano altri casini ecologici come la famosa "porta dell inferno " che è diventata un'attrazione turistica
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
vostok
a questo punto penso sarà una specie di avvertimento
arriveranno ad un punto estremo e poi faranno risalire il prezzo, come per dire "se ci riprovate con lo shale ve lo rimandiamo a gambe all aria"
per quanto riguarda il turkmenistan, per diventare la fonte primaria dell europa dovrebbe abbondare la cina e in più migliorare le infrastrutture ,
altrimenti combinano altri casini ecologici come la famosa "porta dell inferno " che è diventata un'attrazione turistica
ma perche' il turkmenistan per l'europa, quando c'e' l'azerbaijan piu' vicino con un giant di gas mondiale?
per quanto riguarda lo shale sara' difficle affossarlo, sara' solamente reso piu' efficente e spremuto con conseguenze terribili per le risorse idriche e territorio ( ma chissenefrega, tanto e' in ameriga!!!)
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
vostok
a questo punto penso sarà una specie di avvertimento
arriveranno ad un punto estremo e poi faranno risalire il prezzo, come per dire "se ci riprovate con lo shale ve lo rimandiamo a gambe all aria"
per quanto riguarda il turkmenistan, per diventare la fonte primaria dell europa dovrebbe abbondare la cina e in più migliorare le infrastrutture ,
altrimenti combinano altri casini ecologici come la famosa "porta dell inferno " che è diventata un'attrazione turistica
https://www.youtube.com/watch?v=OtvdOZPuWlI
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
tafazzo
orsobyanco...ma che stai a dire?!?!?!
grotta di gas a 70 metri ...ma por favor...disnformatia......solo disinformatia