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  1. #861
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Pero' in quanto a fallacie logiche non scherzi. La piattaforma ea gestita da varie aziende, ma a parte questa nota, qualsialsi metodologia estrattiva inquina,
    inquinare perchè scavare pozzi lo rende inevitabile è una cosa, farlo con una perdita catastrofica di petrolio a impianto avviato perchè non si vuole spendere quanto necessario per le procedure di sicurezza un'altra.
    E se la concezione di sicurezza della Halliburton è quella vista nel Golfo, con pozzi di petroio tradizionali, figuriamoci cosa farà nei pozzi di shale, dove la distruzione ambientale è inevitabile.

  2. #862
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    se è il futuro dell'energia come millantno i suoi sostenitori, non può andare a puttane appena incontra le stesse condizioni ostili del petrolio "normale", su.
    Il costo per pozzo e' diminuito rispetto al 2008 dei 2/3, e nel solo ultimo anno vi è stato un notevole balzo nella produttività, ovvero grazie alla tecnologia, non a caso tali miglioramenti han fatto di che oggi, come dice la IEA, l' 82% della produzione abbia costi anche sotto i 60$, con la fase di consolidamento del settore i costi continueranno a ridursi, ovviamente fino ad livelli strutturale.
    Ma questa riduzione dei costi necessità di fattori presenti, come quelli indicati da Forbes.
    Negli USA ci sono, e quindi tale settore continuerà ad andare avanti, in particolar modo lo shale gas che è proiettato in espansione di produzione fin dopo il 2040, lo shale oil, no, arriverà ad un plateau verso il 2025.

    Per tutte le forme di energia o altro si necessità delle condizioni presenti ideali, anche il solare nei sei mesi di buono in Scandinavia serve a poco.

    Difatti, l articolo di Forbes indicava che lo shale avrebbe avuto difficoltà All estero in quanto le condizioni presenti in USA erano difficilmente duplicavi lo altrove.

    Per gli USA il settore e' cmq si una fonte importante almeno fino a metà del
    Secolo (consolidamenti inclusi).



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  3. #863
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    inquinare perchè scavare pozzi lo rende inevitabile è una cosa, farlo con una perdita catastrofica di petrolio a impianto avviato perchè non si vuole spendere quanto necessario per le procedure di sicurezza un'altra.
    E se la concezione di sicurezza della Halliburton è quella vista nel Golfo, con pozzi di petroio tradizionali, figuriamoci cosa farà nei pozzi di shale, dove la distruzione ambientale è inevitabile.
    Resta una fallacia logica in quanto come fattoti notare, non era la sola Halli. a gestire l impianto, ed anzi nel caso, appunto per via di quell incidente l attenzione di tutti i stakeholders sarà maggiore.

    In ogni caso ,questo però centra nulla con il punto iniziale, ovvero che i consolidamenti nel settore, e non c'è mica solo questa ditta, permetteranno maggiori economie di scala e di scopo, ulteriormente abbassando i costi.


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  4. #864
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Resta una fallacia logica in quanto come fattoti notare, non era la sola Halli. a gestire l impianto
    la sicurezza dell'impianto era principalmente a carico loro, e infatti hanno dovuto cacciare solo loro più di un miliardo di dollari per i danni fatti
    Halliburton to Settle Deepwater Horizon Claims for $1.1 Billion - WSJ

  5. #865
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    la sicurezza dell'impianto era principalmente a carico loro, e infatti hanno dovuto cacciare solo loro più di un miliardo di dollari per i danni fatti
    Halliburton to Settle Deepwater Horizon Claims for $1.1 Billion - WSJ
    Non c'erano solo loro.. E novantenne non era il punto iniziale.. Sul quale evidentemente non hai nulla da dire?

    Straw man... A go go insomma


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  6. #866
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Non c'erano solo loro
    se hanno pagato più di tutti, sono SOPRATUTTO loro i responsabili, piantale di arrampicarti sugli specchi

  7. #867
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    se hanno pagato più di tutti, sono SOPRATUTTO loro i responsabili, piantale di arrampicarti sugli specchi
    Io eh... Mica te che non stai facendo altro che fare lo Straw man....Il suicidio del fracking

    A volte sei divertente.


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  8. #868
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Economia - TgCom
    ConocoPhillips taglia gli investimenti, ripercussioni su Tenaris e Saipem


    Di Tommaso Ferrari 09/12/2014 10.55
    ConocoPhillips, una delle maggiori società petrolifere statunitensi, ha tagliato gli investimenti previsti per l'anno prossimo del 20% rispetto a quest'anno a 13,5 miliardi di dollari. La riduzione riflette i minori investimenti sui grandi progetti, nonché il rinvio degli investimenti nei giacimenti non convenzionali in nord America (shale oil e shale gas). La società stima comunque di potere aumentare la produzione del 3% il prossimo anno.

    Il management ha sottolineato l'intenzione di approcciarsi in modo prudente agli investimenti a seguito delle attuali condizioni di mercato con il prezzo del petrolio che ha raggiunto i livelli più bassi da 5 anni: Brent a 65 dollari al barile e Wti a 62,7 dollari al barile (circa -40% negli ultimi 6 mesi). Questa mattina il Brent si attesta a 65,7 dollari e il Wti a 62,83 dollari.

    Gli esperti di Equita evidenziano che la riduzione degli investimenti da parte di ConocoPhillips è superiore rispetto alle aspettative e che la pressione sul petrolio riduce la visibilità delle stime per il 2015 e per il 2016. Nel portafoglio raccomandato gli analisti mantengono quindi il rating underweight sul settore energetico, con una preferenza per Tenaris alla luce della solida struttura finanziaria anche se in America è il principale produttore di tubi per l'industria petrolifera e la notizie provenienti da oltre oceano potrebbero avere delle ripercussioni.

    In effetti stamani in borsa il titolo Tenaris perde l'1,99% a 12,31 euro e tratta a un multiplo pari a 12 volte il rapporto prezzo/ utile 2014 con cassa netta pari all'8% della capitalizzazione di mercato, mentre Saipem (-1,66% a 9,16 euro) tratta a 14,4 volte il rapporto prezzo/utile 2014 e 10,5 volte quello 2015 con una raccolta ordini 2015 prevista in calo per la divisione Engineering & Construction del 47% anno su anno. Tra l'altro, per quanto riguarda Tenaris, la banca d'affari Natixis oggi ha tagliato il target price da 13,5 a 13 euro e confermato la raccomandazione reduce.

    Tra gli altri titoli di Piazza Affari sensibili all'attuale situazione del mercato petrolifero c'è Eni che cede l'1,40% a 14,76 euro nonostante ieri, in linea con le attese del piano, abbia annunciato di aver avviato le produzioni del blocco 15/06 West Hub in Angola con 45 mila barili di petrolio al giorno (è attesa una crescita fino a 100 mila barili al giorno nei prossimi mesi) dove il Colosso di San Donato è operatore al 35%.

    La futura apertura, prevista per il 2017, dell'East Hub porterebbe la produzione a 200 mila barili al giorno. L'Angola si pone quindi come Paese chiave per il futuro sviluppo di Eni. Questa notizia secondo Equita è positiva per il breve time to market (44 mesi dalla scoperta) e il contributo alle produzioni complessive (circa 2% del totale a regime), ma la sim preferisce non sbilanciarsi: hold e target price a 19 euro confermati sul titolo.

    Target price che invece oggi Jefferies ha tagliato da 15,5 a 13,8 euro, confermando la raccomandazione hold su Eni. Gli esperti hanno abbassato le stime di eps da 1,13 a 1,10 euro per il 2014 e da 1,16 a 0,69 euro per il 2015, scontando un prezzo del petrolio più basso: il prezzo del Brent è stato rivisto da 90 a 72,25 dollari al barile per il prossimo anno, da 98 a 83 dollari al barile per il 2016 e da 105 a 90 dollari al barile per il 2017. Le attese di lungo periodo scendono da 105 a 100 dollari al barile. Quanto al dividendo di Eni, gli analisti si aspettano che quello 2015 venga tagliato in occasione dei conti 2014. Giù anche Saras (-0,92% a 0,863 euro) ed Erg (-0,11% a 9,24 euro).

  9. #869
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Prima del Venezuela, Falliranno a Catena Decine di Compagnie Petrolifere Americane - Rischio Calcolato
    Prima del Venezuela, Falliranno a Catena Decine di Compagnie Petrolifere Americane


    Di FunnyKing , il 12 dicembre 2014 - 48 commenti

    Oddio magari falliscono insieme ma:

    Il grafico verde è lo spread fra un decennale Junk di una tipica corporation americana attiva nel campo dell’energia (sarebbe bello avere lo split su solo quelle che si concentrano nello Shale Oil) e il rendimento di un decennale americano. Fa circa il 12% di cedola.
    Non male.
    E credo che molte banche americane stiano pregando.
    Bonus Chart, parrebbe che lo Shale ora sia radioattivo:

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  10. #870
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Il rapporto di Goldman Sachs

    Per questo crollo nei prezzi (basti pensare che a giugno si parlava di 100 dollari al barile) hanno espresso preoccupazione giganti della finanza mondiale come Goldman Sachs. La banca d'affari Usa ha sottolineato come la brusca diminuzione nel prezzo dell'oro nero metterebbe a rischio quasi mille miliardi di dollari di investimenti nel settore.
    Eventuali cancellazioni, spiegano gli analisti di Goldman Sachs, sottrarrebbero 7,5 milioni di barili ogni giorno di nuova produzione nei prossimi dieci anni: l'equivalente dell'8% dell'attuale domanda di petrolio su scala globale. In pratica, la situazione attuale potrebbe far venire meno quell'eccesso di scorte all'origine del ribasso i prezzi a cui siamo di fronte. Molti dei grandi gruppi petroliferi stanno procrastinando i maggiori progetti di investimento in programma per i prossimi anni: uno per tutti, quello progettato per il Golfo del Messico, del tutto insostenibile con il petrolio a 60 dollari al barile.
    Tuttavia, continua Goldman Sachs nel suo rapporto, il calo dei prezzi del greggio non dovrebbe compromettere le quote produttive Usa: "I costi stanno scendendo tanto velocemente quanto i prezzi - spiegano dalla banca d'affari - e ciò significa che i produttori sono in grado di spendere meno ottenendo gli stessi livelli produttivi e potenzialmente anche di più".

    Petrolio, non si ferma il crollo: greggio a 54 dollari al barile - IlGiornale.it


    “Costs are falling nearly as fast as the price, which means oil producers can spend less to get the same or potentially even more in terms of production,” the bank said. “While reductions in capex are coming faster than expected, it is unlikely to translate into less supply” it said, adding that drill-rig rates have dropped as much as 20 percent.

    Goldman Sees U.S. Oil Output Unscathed as Costs Decline - Bloomberg
    Globalizzazione..... si grazie.

 

 
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