La shale gas ha contribuito in maniera prorompente alla
ripresa economica degli Stati Uniti, garantendo indipendenza dalle importazioni ed energia elettrica in quantità a basso prezzo. Questo tipo di estrazione di gas e petrolio è conveniente quando le quotazioni a barile sono attorno ai 90-100 dollari.
Infatti, con i prezzi precipitati dai 110 dollari ai circa 50 attuali, era inevitabile lo scoppio della bolla.
Un primo segnale c’è stato con il
fallimento della prima società, in Texas, che non ha retto al calo prezzi. E oramai si registrano giornalmente fallimenti, licenziamenti, bancarotte e crediti inesigibili.
I costi di estrazione sono stati garantiti da prestiti concessi in grande quantità, con una leva che ha raggiunto anche il
90% del totale.
Il crollo del greggio ha provocato poi l’innalzamento dei costi del 100%, in quanto la produzione è stata fermata e, senza materia prima estratta, non ci sono stati i fondi per coprire le spese del debito.