



Gli basta sapere che esistono gli shales.
Il resto non conta.


https://seekingalpha.com/article/407...75-hold-breath
Whether anyone is making money is irrelevant. What matters is the amount of new oil brought on line. In April-2017 Initial Production of U.S. Shale was more than the previous all-time-world-record peak in December 2014. Then the driver was $100-oil; this time it was $45-oil.
Before the price-crash, many shale-oil plays were not making money even at $100. So what happened?
According to the DPR, late 2014 there were 1,300 rigs working U.S. Shale oil, now there are 600 bringing in the same amount of new oil every month...So same production with half the resources, plus half of the rigs are not working so day-rates are likely 40% down on 2014. Same applies for the service companies, particularly for the services used for conventional oil, since that market is still stone-cold-dead.
Whether the doubling of nominal productivity was thanks to new technology or simply the result of a learning curve financed by $100 oil, is irrelevant also. The point is, it's happening.
So if in a year's time all the rigs are working IP might go to 900,000 barrels per day per month. Legacy loss is running at 350,000, so in a year from now U.S. Shale might be adding net 550,000 barrels per day per month, which would make OPEC cuts look like a drop in the ocean.


A putin viene il bruciore di stomaco
https://seekingalpha.com/article/407...on-levels-soon


La cecità dei dementi che pensano che quello che succede oggi vada bene per sempre è davvero stupefacente. Solo un malato di mente può dire che è irrilevante se la crescita della produttività dipende dalle nuove tecnologie (e quindi è permanente, anche se il termine "permanente" per i combustibili fossili è ridicolo) o da un fatto estemporaneo come il petrolio a 100 dollari al barile, che oggi non c'è più, e quindi rende per forza temporaneo anche il raddoppio della produttività, che in questo caso dipenderebbe esclusivamente dal fatto che si cerchi di sfruttare al massimo i pozzi più produttivi col bel risultato di dimezzare i tempi di esaurimento! Tra due anni potrebbero essere tutti esauriti, e quindi l'OPEC avrà di nuovo il coltello dalla parte del manico e se vorrà (e lo vorrà) potrà imporre il petrolio a 150 dollari al barile, ma oggi IT'S HAPPENING,e allora sarà per sempre così. Brutta bestia essere un popolo senza storia
Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny


Brutta bestia essere un popolo senza storia
E si brutta bestia sottovalutare il "popolo senza storia....".
E infatti fino a 10 anni le stime delle riserve di gas e petrolio recuperabili non erano quelle che ci sono oggi.
Mancavano le condizioni che oggi esistono in termini tecnologici.
Un paio di anni fa, molti analisti avevano previsto il crollo e la fine del fenomeno shales. Non avrebbe retto ai prezzi al ribasso.
Oggi stiamo in una condizione opposta.
L'Opec e i russi stanno facendo i salti mortali per ammazzare la concorrenza dello shales, ma fino ad oggi non c'e riuscita.


Aumenta la dipendenza degli USA da UN SOLO BACINO (che passa dal 41% al 46% del totale, col secondo che pompa sì e no la metà del primo, e da solo conta per il NOVANTOTTO PER CENTO, quindi praticamente TUTTA, della crescita del peak oil USA, il che vuol dire che non è affatto vero che sono migliorate le tecnologie, perchè in tal caso chi estrare avrebbe aumentato l'output in tutti i bacini, anzichè concentrarsi su quello, che evidentemente è stato privilegiato perchè più facile da sfruttare), nel contesto di una produzione che SOLO NELLE STIME continuerà a rimanere sotto i livelli di 2 anni fa, e Putin dovrebbe dispiacersi? Quei numeri sono da manuale del peak oil: il petrolio "buono" (più facile da estrarre e meno costoso) viene supersfruttato, quello "cattivo"(perchè più costoso da prendere) viene abbandonato perchè non redditizio, così la dipendenza da un unica fonte diventa pressochè totale, e quando quel pozzo andrà in depletion, per mantenere la produzione stabile o vanno in perdita pompando pozzi meno redditizi, o chiudono tutti i pozzi il giorno dopo che Permian sarà esaurito.
Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny


Prima cerca di capire cosa leggi, poi rispondi... che stai basando la tua risposta su un qualcosa che quel passaggio neanche ha detto....
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Ps: nel caso è il risultato di migliorare nella tecnologia , come spiegato già un anno e mezzo fa, ed anche appunto da una learning curve, ovvero si diventa più efficienti... e no... fra "due" l OPEC sarebbe nella stessa situazione... non sei molto informato, si nota.
Globalizzazione..... si grazie.


Non credo che la scelta di trivellare in una regione X piuttosto che nella regione Y dipenda solo dalle tecnologie.
I fattori sono tanti. In primis la vicinanza di pipelines e infrastrutture di trasporto. In secondo le leggi e i regolamenti del luogo. C'e petrolio in molti luoghi degli USA, ma non puo essere recuperato perche taluni leggi e regolamenti limitano o addirittura proibiscono tale sfruttamento.
In terzo ci sono le condizioni relative alla profondita dei giacimenti, alle caratteristiche del sottosuolo, le condizioni climatiche, la presenza in loco di manodopera qualificata e relativi servizi di supporto.
Ci sono i costi relativi alla compravendita dei terreni su cui si svolgono le operazioni,
In Cina ad esempio ci sono giganteschi giaciamenti di shale di gas. Il problema e' che le condizioni sopra descritte sono sfavorevoli al loro sfruttamento.
Ma il tuo ragionamento si puo tranquillamente rovesciare.
Se non fosse per la questione tecnologica, ma allora il fenomeno dello shales doveva scoppiare 15 o 20 o 30 anni fa. Il Permian fornisce petrolio da prima della 2a guerra mondiale.
Oggi siamo a circa 2.2 milioni di barili al giorno.
Questa e' la distribuzione della produzione per aree.
Qualche decina di anni fa questi giacimenti davano una produzione prossima a zero.
Questa la situazione del gas.
Basta pensare alla Pennsylvania. Dieci anni fa, non estraevano praticamente niente.
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Non credo che la scelta di trivellare in una regione X piuttosto che nella regione Y dipenda solo dalle tecnologie.
I fattori sono tanti. In primis la vicinanza di pipelines e infrastrutture di trasporto. In secondo le leggi e i regolamenti del luogo. C'e petrolio in molti luoghi degli USA, ma non puo essere recuperato perche taluni leggi e regolamenti limitano o addirittura proibiscono tale sfruttamento.
In terzo ci sono le condizioni relative alla profondita dei giacimenti, alle caratteristiche del sottosuolo, le condizioni climatiche, la presenza in loco di manodopera qualificata e relativi servizi di supporto.
Ci sono i costi relativi alla compravendita dei terreni su cui si svolgono le operazioni,
In Cina ad esempio ci sono giganteschi giaciamenti di shale di gas. Il problema e' che le condizioni sopra descritte sono sfavorevoli al loro sfruttamento.
Ma il tuo ragionamento si puo tranquillamente rovesciare.
Se non fosse per la questione tecnologica, ma allora il fenomeno dello shales doveva scoppiare 15 o 20 o 30 anni fa. Il Permian fornisce petrolio da prima della 2a guerra mondiale.
Oggi siamo a circa 2.2 milioni di barili al giorno.
Questa e' la distribuzione della produzione per aree.
Qualche decina di anni fa questi giacimenti davano una produzione prossima a zero.
Questa la situazione del gas.
Basta pensare alla Pennsylvania. Dieci anni fa, non estraevano praticamente niente.
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