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Impossibilia nemo tenetur


Ultima modifica di dDuck; 06-05-13 alle 19:12
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Con la morte di Giulio Andreotti viene sancito formalmente uno dei più grandi fallimenti cui può incorrere uno Stato di diritto: l'incapacità di far rispondere davanti alla legge un individuo responsabile di (almeno) una grave violazione delle norme che regolano la convivenza in quello stesso stato. http://lucafiordelmondo.blogspot.it/


come politico ho disprezzato e disprezzo il suo operato, come uomo ha la mia umana comprensione per il mistero che su tutti pende e che ora conosce, riposi in pace.
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


Un gigante buono, come quello di Giò Condor.
Morto Giulio Andreotti, la prima immagine che mi è tornata in mente è quella dell'intervista con Eugenio Scalfari in questo dialogo: “Dunque, presidente, è un caso che i familiari di alcune persone assassinate la odino? La odia il figlio del generale Dalla Chiesa: dice che c'è la sua mano nell'omicidio del padre. La odia la moglie di Aldo Moro che la ritiene uno dei responsabili della morte del marito. È un caso che la odi la moglie del banchiere Roberto Calvi? Dice che lei minacciò prima e ordino poi l'omicidio di Calvi. Dice che non l'uccise lo Ior, ma due persone: Andreotti e Cosentino, che adesso è morto. E poi mi domando: è un caso che lei fosse ministro dell'Interno quando Pisciotta è stato assassinato con un caffè avvelenato? Si disse che Pisciotta avrebbe potuto rivelare i mandanti dell'omicidio del bandito Giuliano. È un caso che il banchiere Michele Sindona sia stato assassinato allo stesso modo? Anche lui, costretto in carcere, avrebbe potuto fare rivelazioni fastidiose. È un caso che tutti dicano che lei abbia ripetutamente protetto Sindona? È un caso che il suo luogotenente Evangelisti abbia incontrato Sindona da latitante, a New York, in un negozio di soldatini? È un caso quello che dice il magistrato Viola, che se lei non avesse protetto Sindona non sarebbe mai maturato il delitto Ambrosoli? E ancora: è un caso che lei annota tutto scrupolosamente nei suoi diari e dimentica di annotare del delitto Ambrosoli? Ed è un caso che nel triennio '76-'79, quando lei era Presidente del Consiglio, tutti i vertici dei servizi segreti erano nelle mani della P2? È un caso che nei suoi ripetuti incontri con Licio Gelli, capo della P2, parlavate – solo ed esclusivamente – dei desaparecidos sudamericani? Così ha detto lei: "solo chiacchiere amichevoli". Infine, è un caso che lei sia stato tirato in ballo in quasi tutti gli scandali di questo paese? E tralascio tutti i sospetti che aleggiano sui suoi rapporti con la Mafia. Insomma – come ha detto Montanelli – delle due, l'una: o lei è il più grande, scaltro criminale di questo paese, perché l'ha sempre fatta franca; oppure è il più grande perseguitato della storia d'Italia. Allora le chiedo: tutte queste coincidenze sono frutto del caso o della volontà di Dio?".
Roberto Saviano
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Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.


sinceramente a me preoccupa molto chi prenderà il suo posto come senatore a vita


Ultima modifica di MrBojangles; 06-05-13 alle 19:22






gg. [f. -a; pl.m. -ci, f. -che] ( dir.) di sinallagma; che produce obblighi per entrambe le parti: vincolo sinallagmatico
¶ Dal gr. synallagmatikós, deriv. di synállagma ‘contratto’.
Dizionario Italiano: sinallagmatico - Sapere.it
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.