( non è una imprecazione..... :446: )
Catechismo - Articolo n.1577:
"Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile ["vir"]. Il Signore Gesù ha scelto uomini ["viri"] per formare il collegio dei dodici Apostoli, e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori che sarebbero loro succeduti nel ministero.
Il collegio dei Vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si sente vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l'ordinazione delle donne non è possibile."
Il clero non ammette ancora la donna in molti posti della gerarchia, come per esempio alle cariche di parroco, vescovo e pontefice. Il catechismo parla allo stesso tempo di pari dignità dei due sessi e di divieto per la donna di ricoprire quei posti di potere: se i due sessi hanno pari dignità, perchè non possono fare il parroco, diventare vescovo o papa? Se la donna ha pari dignità dell'uomo, ha pari potenzialità intellettive e morali, allora per quale motivo non garantire questa parita lasciando aperta la gerarchia anche alle donne? In aggiunta, se il numero degli aspiranti aumenta, ci sarà maggior possibilità di scelta per fare una persona parroco, vescovo o papa, e questo determinerebbe anche un'aumento di qualità delle persone scelte.
Nel clero invece é sempre prevalsa l'idea di voler replicare ciò che fece il nostro Signore Gesù nella scelta degli apostoli, ma questo é un errore, una errata interpretazione che nega quanto affermato dalla Chiesa stessa sulla pari dignità nell'articolo n.369.




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