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  1. #1
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    Predefinito Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna

    PROMEMORIA PER Ross@

    Indietro non si torna...

    (documento alla base della discussione del primo seminario nazionale)Con il seminario del 15 giugno dobbiamo tentare sia di approfondire i contenuti della nostra iniziativa, sia di definire le modalità organizzative del lavoro sino a settembre. Provo a riassumere i temi, anche come sono emersi dalle prime discussioni preparatorie.
    1) Quando si entra in politica bisogna definire la collocazione e lo scopo. Dobbiamo chiarire prioritariamente che la nostra non è la riproposizione dell'unità della sinistra che, anzi, è un progetto che non ci interessa… forse non interessa a nessuno.
    Noi vogliamo costruire l'unità delle forze antagoniste, in totale alternativa al centrosinistra. Il nostro anticapitalismo non è da convegno, non serve ad abbellire il mondo che ruota attorno al PD. Per questo il nostro è un progetto di rottura.
    Ci dobbiamo misurare senza anatemi col grillismo e con la sua rapida crisi. La rottura dei 5 stelle a febbraio è stata un evento positivo rispetto alla continuità politica governo Monti-governo Bersani. Ciò che dobbiamo praticare è il loro spirito di rottura, ma nello stesso tempo e proprio per questo, dobbiamo chiarire tutta la crisi di una rottura girotondina solo con la casta politica, senza programma di cambiamento sociale, che non sceglie con chi stare. Inoltre quella sorta di “centralismo democratico” fondato sulla rete è un modello per noi inaccettabile.
    2) Chiarita la rottura totale con ogni ipotesi di sinistra del centro sinistra, il nostro approccio deve essere unitario tra e con tutti quelli che in vario modo condividono questa scelta di fondo. Cioè bisogna affermare con rigore e intransigenza l'urgenza dell'unità antagonista. Chi, condividendo la scelta dell'alternativa al centro sinistra, si attarda a difendere le proprie macerie, va denunciato e combattuto senza diplomazia. Rottura e unità viaggiano assieme. Su questo dobbiamo avere più coraggio politico e culturale.3) Lo scopo di quello che facciamo è costruire il blocco sociale antagonista, dargli forza, noi non siamo l'avanguardia, ma la retroguardia politica da cui partire per gli attacchi al potere. Per fare questo dobbiamo uscire da ogni retorica o attesa messianica delle lotte. La verità è che ci sono si lotte qua e là, ma non c'è un movimento di lotta. CGIL CISL UIL e PD per ora riescono a controllare la situazione e ad evitare che le singole lotte si colleghino. I prossimi mesi devono quindi vederci prima di tutto impegnati a costruire ovunque possibile la rivolta sociale, e dentro di essa a far crescere la coscienza della rottura, il rifiuto del riformismo. Questo richiede anche mettere in discussione la retorica del movimentismo senza movimento reale, sulla quale galleggia un piccolo ceto sempre più attratto dal sistema PD.4) Il PD sta diventando il vero partito di regime, onnicomprensivo come il Partito Rivoluzionario Istituzionale in Messico, ben più della vecchia DC. Galleggiando sulla sconfitta e sulla passivizzazione popolare, grazie alla sapiente opera di egemonia culturale costruita attorno al mondo de La Repubblica, il PD sta al centro di un sistema nel quale sono ammessi solo liberali di destra, di centro, di sinistra. Questo processo è aiutato dal fatto che la destra è in disfacimento nonostante gli sforzi di Berlusconi, e la sinistra radicale è in via di dissoluzione, con la parte più visibile di essa che aspira ad essere parte dei liberali di sinistra. Il Sistema PD è dunque il primo avversario di qualsiasi progetto, come il nostro, di indipendenza culturale e politica nel nome dell'anticapitalismo.
    I gruppi dirigenti FIOM e SEL hanno raccolto tanta domanda e speranza di alternativa, ma come altre volte nel passato le hanno attaccate al carro del sistema PD...
    Dobbiamo chiarire che il nostro è un altro progetto rispetto a quello di questi compagni e non solo per il loro settarismo nei confronti di tutto ciò che ritengono più a sinistra di loro. Lavoriamo per un percorso alternativo al centrosinistra, mentre loro sono saldamente lì dentro...questa è la differenza di fondo da far vivere e valere, anche rispetto a movimenti politici come ALBA che invece pensano di ignorare la necessità di scegliere.
    Siamo antifascisti. Cè uno spirito antifascista che sta diventando il solo vero legame identitario e la discriminante dei e fra i giovani e con esso dobbiamo misurarci.
    Ma anche la lotta verso la controriforma costituzionale in atto non può ignorare che essa oggi è voluta non solo dalla destra, ma dal PD, da Giorgio Napolitano, dalla Europa del fiscal compact e della BCE. La difesa della Costituzione non può più essere la retorica comune che unifica tutti. Il silenzio di tanti costituzionalisti sull'accordo sulla rappresentanza, sul governo Letta, su Napolitano, sulla Unione Europea, dimostra che anche il mondo costituzionalista è oramai parte del sistema politico culturale che vogliamo contestare e infrangere.
    5) Alla base della nostra iniziativa stanno quattro punti. I primi tre sono la rottura e alternativa verso l' Unione europea, verso le politiche di austerità, verso la riduzione della democrazia ad alternanza tra simili e presidenzialismo e verso la a concertazione delle parti sociali. Il quarto punto è l'ambientalismo sociale e anticapitalista.
    Dobbiamo dire con la massima forza che l'accordo sulla rappresentanza CGIL CISL UIL Confindustria è il primo atto della controriforma costituzionale del governo Letta. Il fatto che FIOM e sinistre del centrosinistra lo sostengano è un'altra dimostrazione che quei gruppi dirigenti non sono disponibili per un vero conflitto.
    La lotta alla precarietà e allo sfruttamento delle persone e dei beni comuni, quella contro la devastazione ambientale sono il nostro punto fondante. Si parte da qui. Lavoriamo per favorire ed estendere il moderno conflitto sociale, nell'intreccio tra luogo di lavoro e territorio.
    Lavoriamo su queste basi per l'unità del sindacalismo conflittuale e di classe, basi profondamente diverse dal tradizionale lavorismo.
    La dissoluzione del movimento pacifista impone un confronto rigoroso su cosa oggi sono l'imperialismo e la guerra globale e su come si lotta contro di essi.
    Infine c'è un tema che deve attraversare tutti gli altri. Parlo della lotta antipatriarcale e della lotta antiautoritaritaria. La definizione di libertaria deve essere sempre più costituente della identità di Ross@.
    6) Le organizzazioni politiche della sinistra radicale devono essere disposte a mettere in discussione la loro collocazione e le loro scelte. I loro gruppi dirigenti devono assumersi la responsabilità della inerzia attuale e della depressione tra i militanti. Noi non chiediamo a nessuno di sciogliersi, ma di partecipare al processo che iniziamo con il senso esplicito che questa è una RIPARTENZA, non una continuità gattopardesca.
    La sinistra e i movimenti a chilometro zero, che non vedono o non credono più, per le delusioni subite, alla dimensione generale del conflitto, sono nostri interlocutori e sono il nostro punto di verifica. Se con essi riusciamo a stabilire relazioni vere il progetto va avanti , altrimenti resteremo alla superficie e galleggeremo sulla realtà. Per fare questo Ross@ deve diventare un' area militante e di militanti. Questo significa ridefinire i modi della azione politica. Dobbiamo far nascere Ross@ come esigenza delle lotte. I militanti di Ross@ devono prima di tutto stare sulle barricate sociali e culturali e contribuire a organizzarle. Il primo modello a cui riferirsi è quello NoTav, che mette assieme, mobilitazione di massa, iniziativa istituzionale e politica e anche azione diretta. Ci vogliono tutte e tre.

    7) Dobbiamo agire contemporaneamente su tre piani. La pratica del conflitto sociale e politico, l'elaborazione del programma di alternativa, la battaglia culturale contro il liberalismo. Da tutto questo nasce quello che abbiamo chiamato il socialismo del 21 secolo. Oltre che per i suoi opportunismi ed errori, la sinistra radicale in Italia è morta per l' incapacità di proporre altro che non qualche rivendicazione qua e là, è stata vittima del suo minimalismo. Occorre ridare senso concreto alla definizione di cambiamento rivoluzionario.
    Siamo anticapitalisti, non liberali di sinistra. La nostra è anche lotta culturale contro l'egemonia assoluta che, tramite l'antiberlusconismo, il pensiero liberale ha costruito a sinistra.
    Questo non vuol dire essere "vetero". La nostra prima sfida culturale è proprio sul terreno della modernità del cambiamento sociale, che esclude la riproposizione dei modelli sconfitti, il ritorno al passato. La parola libertaria, con tutte le sue implicazioni, non è accessoria rispetto a quello che vogliamo costruire. Nel percorso di Ross@ va quindi collocata una sede teorica, che istruisca il confronto sul programma fondamentale, da discutere all'inizio del prossimo anno.
    8) Ross@ deve diventare una sede di discussione e analisi politica, economica e sociale autonoma. Siccome si parte da storie ed identità molto diverse, storicamente anche opposte, questo significa gestire un percorso che evita sia la violenza che sopprime un punto di vista, sia la diplomatizzazione del confronto, tipica dei coordinamenti intergruppi. La condizione è la verità sia nel confronto sia nelle pratiche.9) Dobbiamo organizzarci concretamente.
    Questo significa non indulgere in schemi del movimentismo che per altro non hanno funzionato neppure nei movimenti. Per avere democrazia vera ci vuole trasparenza e disponibilità al confronto. La prima vuol dire che c'è un gruppo di persone che promuove l'iniziativa e ci mette la faccia. Questo gruppo va inevitabilmente per trasparente e condivisa cooptazione in tutta la fase costituente. È il gruppo promotore e dei garanti che si definisce nominativamente il 15 giugno.
    Questo gruppo fondatore rischia anche risorse economiche personali, perché, come dicono gli psicoanalisti che chiedono alte rette per la terapia, se non sacrifichi qualcosa di tuo vuol dire che non ci credi davvero. Si può definire un esecutivo operativo, che richiede una sola condizione oltre alla condivisione del percorso, l'impegno personale all'organizzazione.
    10) Con queste persone e questo fondo di esercizio iniziale vanno formalizzate una associazione politica anticapitalista e libertaria Ross@, con registrazione legale. ci vuole un conto corrente e un amministratore.
    Questo fondo deve finanziare una sede fisica nazionale, un sito organizzato, una newsletter, e quanto altro è necessario. Va formalizzata una redazione e un gruppo informativo che valorizzi la catena di informativa, tv e radio e siti web a noi vicini.
    Le adesioni a Ross@ vanno formalizzate, con una quota. Le adesioni sono militanti e naturalmente danno diritto al voto.
    L'assemblea costituente finale deve essere un vero e proprio congresso, dove si vota su tutto. Quella di settembre è ancora un passaggio che formalizza le regole democratiche, in mezzo la mobilitazione, mentre alla fine dell'anno si dovranno prendere tutte le decisioni di fondo, anche quella elettorale, che comunque non dovrà in ogni caso essere la prima e la principale
    Nella assemblea congressuale di fine anno, se l'esperienza avrà la forza di marciare, si voterà per punti la piattaforma programmatica e con scrutinio segreto il gruppo dirigente. tutte le regole democratiche partecipative dovranno essere operative. In linea di massima Ross@ opera con una democrazia fisica e non virtuale. La rete è strumento fondamentale di comunicazione informazione proposta, ma le decisioni le prendono persone in carne ed ossa in luoghi fisici.
    Le sedi territoriali di Ross@ sono nodi autonomi, con una propria definizione organizzativa nell'ambito del progetto nazionale.

    POSTILLA
    Scrivendo e riscrivendo queste note introduttive alla nostra discussione mi frullava in testa lo slogan: Indietro non si torna!
    La mia generazione, oggi di sessantenni, ha vissuto una parte rilevante della propria militanza, dagli anni 80 in poi, assieme a questa parola d'ordine. Essa ha segnato tutte le nostre lotte, le vittorie e le sconfitte.
    Ora bisogna dare nuovo e diverso senso a questa frase. Il nostro progetto rivoluzionario si fonda sulla tesi che indietro non si torna perché non si può tornare. Cioè il benessere e la sicurezza sociale persi, il lavoro quasi sicuro, non torneranno mai più. In questo senso, come disse Monicelli, il nemico della rivoluzione è la speranza. Cioè quel sentimento, alimentato da tutte le componenti del regime, che coltiva in chi soffre l'illusione della fine della crisi, della ripresa, del ritorno agli anni belli dopo i sacrifici.
    Se vogliamo che riparta davvero un movimento di lotta generale, deve diffondersi la consapevolezza che indietro non si torna e che solo cambiando la società e rovesciando il potere si ricomincia ad andare avanti.
    Addà finì a' nuttata? No da sola non finisce... anche questo è compito di Ross@.

    Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna File Audio - Libera.TV

  2. #2
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    Predefinito Re: Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna

    Quindi a livello ipotetico, le forze extraparlamentari per le europee sarebbero Idv, Prc, Pdci, Partito del lavoro, Pcl, Pdac, Csp-Pc, Verdi, Ecogreen, Azione civile, Movimento 139 di orlando, Mov arancione di de magistris e ora Ross@ di Cremaschi ?

    ps : ovviamente l'incognita Alba
    Ultima modifica di SteCompagno; 16-06-13 alle 14:39

  3. #3
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    Predefinito Re: Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    Quindi a livello ipotetico, le forze extraparlamentari per le europee sarebbero Idv, Prc, Pdci, Partito del lavoro, Pcl, Pdac, Csp-Pc, Verdi, Ecogreen, Azione civile, Movimento 139 di orlando, Mov arancione di de magistris e ora Ross@ di Cremaschi ?

    ps : ovviamente l'incognita Alba
    Credo che ci saranno degli accorpamenti e qualcuno che non si presenterà. Sel va col PD anche in ambito europeo giusto?

  4. #4
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    Predefinito Re: Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna

    Non ci sono le liste collegate alle europee.

  5. #5
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    Predefinito Re: Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna

    Non ci sono le liste collegate ma ci sono i gruppi europei e credo che Sel andrà col PD nel gruppo socialista, difficile vada nel GUE. Questo intendevo.

  6. #6
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    Predefinito Re: Ross-@ : Relazione di Cremaschi - Indietro non si torna

    Si SEL ha fatto richiesta di adesione al PSE, ma il PD non ne fa parte, è soggetto alleato nel gruppo parlamentare che è comunque plurale, SEL andrebbe nelle fila di sinistra del socialismo europeo. Migliore, Scotto e Martone al forum dei progressisti europei a Parigi hanno già preso contatti con le sinistre interne ai socialisti francesi.
    Lo spirito con cui SEL starà nel PSE è sulla scia di questo appello Per fare l?Europa ci vuole ben altro! Fermiamo la Troika per tutti! ? Sinistra Ecologia Libertà

    Anche la GUE, come S&D è un gruppo europeo plurale, ci saranno strenui difensori dell'Euro come la Linke o Syriza e chi vuole abbattere l'UE come il KKE, i Comunisti portoghesi ecc..

 

 

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